Sex Libertatis

diritti doveri e libertà sessuali

  • CONTATTO

    sexlibertatis@tiscali.it
  • Categorie

  • Archivio

  • Sottoscrivi

  • Commenti recenti

  • Scopi del blog

    Un contributo al dibattito e alla difesa delle libertà sessuali, in alternativa alle controproducenti censure. Per interrogarsi sulle diverse forme del fondamentalismo. "Sex libertatis" come variazione sul tema "lex libertatis", una famosa definizione latina dell'amore. Il sito non ha intenti diffamatori nè incita a violare le leggi vigenti.
  • Diritti d’autore

    I diritti di tutte le immagini (quando vi sia riconoscibilita' certa) e gli altri contenuti (testi) qui riprodotti o semplicemente collegati appartengono ai rispettivi titolari che possono chiederne, a semplice richiesta, la rettifica o la cancellazione.
  • Copyrights

    Sexlibertatis claims no credit for any images featured on this site. All visual content is copyright of the owners. If you demonstrate rights to any of the images, and do not wish them to appear (also) on this blog, please contact Sexlibertatis via e-mail and they will be rectified or removed.
  • Statistiche

    • 224,939 Visite dal 12/11/2007
  • Amministrazione

verginità violate

Pubblicato da innocenso su 03/01/2012

Riprendo dall’interessante blog di Paniscus il commento alla tragica notizia di alcuni giorni fa. E che fa riflettere sulla forza che continuano a esercitare il pregiudizio razziale da una parte e quello sessuale dall’altra, condita da una assenza di cultura dei diritti davvero abominevole. I veri colpevoli da condannare in maniera esemplare dovrebbero essere quei genitori (sic) e quei balordi che hanno incendiato la abitazioni di quei rom. Perchè la vera verginità perduta è quella di una ragazza che avrebbe voluto vivere come tutte le donne della sua età senza preconcetti medioevali, mentre della dolcezza della sua età ha potuto assaggiare solo un primo rapporto sessuale condito delle ossessioni della sua famiglia. In tali degradati ambienti era già successo qualcosa di simile tempo fa, ricordate?

Una sedicenne piemontese lamenta di essere stata violentata da due zingari; il quartiere popolare in cui la giovane abita organizza immediatamente una manifestazione spontanea a suo sostegno, con ostensione di fiaccole ardenti; le fiaccole si trasformano provvidenzialmente in un’arma di vendetta per l’innocenza oltraggiata, e vengono meticolosamente usate per dare fuoco all’accampamento Rom che avrebbe ospitato i due presunti stupratori. Il tutto alla presenza serafica di un cordone di polizia, che invece di disperdere gli incendiari, si dà da fare per far sfollare gli abitanti del campo, in modo che l’operazione possa essere conclusa in modo pulito e senza rimorsi gravi.

Nel giro di poche ore, la ragazza ritratta ogni cosa: nessun abuso, nessuna violenza, nessuno zingaro. Era tutta una bugia improvvisata, per la paura che i genitori scoprissero che aveva avuto effettivamente i suoi primi rapporti sessuali di recente, sì, ma in maniera del tutto consensuale, con il ragazzo di cui era innamorata. L’adolescente era terrorizzata dalla prospettiva di deludere i suoi familiari, e in particolare la nonna, che a quanto pare le aveva strappato la promessa di arrivare illibata al matrimonio

I media si scusano con i lettori per essere caduti grossolanamente nella bufala, mentre ai Rom rimasti senza casa non è chiaro se qualcuno abbia chiesto scusa o no.

Sui dettagli dell’operazione giornalistica ci sarebbe ancora molto da dire, ma per adesso concentriamoci sul presunto scontro di civiltà, che ha visto una comunità di autoctoni reagire (forse in parziale buona fede, forse no) alla presunta minaccia proveniente da un gruppo alieno, non integrato e radicalmente differente dal proprio.

Gli articoli che hanno gradualmente approfondito, infiocchettato e romanzato questa vicenda ci rendono edotti di una serie di fatti curiosi sui familiari della ragazza, di cui ne citiamo solo alcuni:

- vivono in una sorta di bozzolo patriarcale chiuso in cui si gestiscono collettivamente i fatti personali di ognuno;
- sono ossessionati dalla preoccupazione di salvaguardare la verginità della figlia;
- pensano già al suo matrimonio, quando ha solo sedici anni;
- fanno riferimento alla nonna come depositaria dei voti più solenni sull’onore dei familiari;
- secondo a descrizione fatta in uno degli articoli, sono fortemente superstiziosi, e vivono immersi in un inquietante miscuglio frammentario di riferimenti mistici a più tradizioni religiose diverse;
- in famiglia sono tutti disoccupati, e da anni vivono quasi esclusivamente di beneficenza altrui (in pratica, di elemosina) o di lavoretti occasionali al nero;

Pubblicato in: generale | Lascia un commento »

un tocco di colore anche laggiù

Pubblicato da innocenso su 01/01/2012

Di seguito la breve storia dell’azienda fondata da Nancy Jarecki, la cui idea è nata addirittura a Roma! Riprendo dal suo sito, nella sezione “la nostra storia“. Fate sapere cosa ne pensate!

Non avevo programmato di avviare una società di cosmetici. Ma seduta da un parrucchiere a Roma qualche anno fa, feci una scoperta. Vidi donne lasciare il salone, ma non potei fare a meno di notare che alcune indugiavano vicino alla porta. Dopo pochi minuti, il loro colorista tornava con un sacchetto di carta e glielo consegnava a mano mandandole allegramente sulla loro strada.

Quando chiesi di questo rito misterioso, il receptionist disse: “Per sotto, per farli combaciare“, che significa: “Per i peli di sotto… per abbinarli.” Pensai: “Che genio… Un kit casalingo di colorazione per i peli di laggiù!” Sapevo non esserci prodotti specializzati di questo tipo in America.
Ovviamente, tutte le bionde del mondo vogliono essere bionde naturali. Rosse e scure lo stesso. Non riuscivo a mandar via quell’idea della mia mente.
Di ritorno a New York, raccontai la vicenda ad un’amica proprietaria di un salone (vedi qui un salone invidiabile). Mi rispose “sono sicura che i miei clienti adorerebbero un prodotto come questo, anzi lo userei anch’io!” Non solo quindi le piacque l’idea di abbinare i suoi capelli castani, ma anche – mi confessò – aveva un disperato bisogno di coprire alcune zone grigie che aveva scoperto da poco lì sotto!
La tappa successiva fu quella di chiedere ad un amico ginecologo di stimare la percentuale dei suoi pazienti il cui pube non corrispondesse al colore dei capelli. Si è così scoperto che quasi a nessuno corrispondeva!
Donne sofisticate, che spendevano tempo e tanto danaro alla ricerca del colore giusto per i loro capelli non avevano una soluzione per la colorazione del pube. Erano completamente trascurate sulla cura di questa zona. Abbiamo anche trovato bionde che avevano tentato di fare da sè usando prodotti preconfezionati con risultati terribili. Era chiaro come donne (e persino alcuni uomini!) fossero alla disperata ricerca di un prodotto come questo.

Nei due anni successivi ho lavorato con il nostro produttore per perfezionare un prodotto che rispondesse a questa esigenza. Ho consultato anche un tossicologo per assicurarci che la formulazione che stavamo creando sarebbe stata sicura da usare data la zona particolarmente delicata.
E ‘ stato un bel percorso. Ma io sono entusiasta di condividere la mia scoperta con voi del nostro prodotto facile da usare “Betty colors”. Noi li chiamiamo betty BIONDA, betty MARRONE , betty RAMATO e betty NERO.
Ho anche inventato un colore rosa hot buono non solo per le occasioni speciali – il nostro betty FUN. La risposta (del mercato) è stata così incredibile che stiamo già lavorando su nuovi e divertenti colori. Quando saranno pronti saremo felici di farvelo sapere.
Lo sviluppo di questo prodotto ha già portato a scoperte di più prodotti e di nuovi ne sono in arrivo.
Penso a bettybeauty come ad un’azienda specializzata in segreti di bellezza – prodotti non ancora sul mercato in grado di risolvere problemi estetici o semplicemente farci apparire o sentire meglio.
Il mio secondo prodotto, “Best Skin Ever” (la migliore pelle di sempre) sta per essere lanciato nella prossima tarda primavera-estate! Il nostro terzo prodotto, nome in codice “RBS” è un segreto di bellezza che non possiamo svelare finchè non verrà rilasciato sul mercato. Meglio così!

Grazie per averci visitato e non vedo l’ora di condividere altri segreti di bellezza con voi. Nel frattempo, spero che mettiate bettycolor alla prova. E tu, che betty sei? Il sito è www.bettybeauty.com

Pubblicato in: generale | 1 Commento »

siamo rimasti in mutande

Pubblicato da innocenso su 29/12/2011

Un altro caso clamoroso di qualcuno che, spogliandosi, attrae su di sè l’attenzione per una buona causa. E’ il caso stavolta di Monica Castro, consigliera comunale del PDL di Calenzano.

La notizia ha fatto il giro del web in quanto la pubblica rappresentante “ha voluto esprimere il suo dissenso contro la manovra Monti. E ha deciso di farlo in mutande e reggiseno. Nelle mani reggeva un cartello con scritto: «Siamo rimasti in mutande, grazie presidente Monti». La Castro ha dichiarato: «La mia è una protesta seria contro la manovra e contro quei pecoroni che l’hanno votata. Sono arrabbiata con tutti e delusa anche dal mio partito che ha dimostrato di tradire i principi nei quali ho creduto».

Dopo le inevitabili polemiche che ne sono seguite, ha sentito il naturale dovere di replicare, e lo ha fatto efficacemente dal suo blog. In particolare ha chiarito come “La mia protesta di ieri in Consiglio è stata forte ma era l’unico modo per farmi sentire (…) Posso dire di aver ottenuto un ottimo risultato, in queste ultime ore centinaia di persone mi hanno scritto e mi hanno pregato di andare avanti. E infatti lo farò, questa è solo la prima di una lunga seria di proteste che intendo portare avanti, con forza, contro la manovra di questo Governo che metterà ancora più in ginocchio il nostro Paese. Questa manovra non taglia gli sprechi, ma penalizza sempre i “soliti” e li obbliga a pagare nuove tasse. (..) Lo ammetto, non è stato un gesto facile, ci vuole coraggio a presentarsi in “mutande” in Consiglio Comunale, la forza mi è venuta ascoltando le numerose persone che mi hanno confessato che il prossimo anno avranno serie difficoltà ad andare avanti. (..) Il mio gesto è semplice, chiunque lo ritenga scandaloso, non ha capito il vero senso della mia protesta. (..) “Vergognati”, mi è stato detto durante il mio gesto, credo invece che si dovrebbero vergognare loro per il loro comportamento da “pecore” che ancora una volta dimostrano di tenere. I soliti soldatini di partito, quanta pena mi fanno! (..) Un partito che si definisce della libertà non può essere una caserma, ogni consigliere è libero e responsabile delle proprie azioni. Credo che nel mio partito ci siano stati scandali molto più grandi da determinare un’eventuale uscita.

Ha perfettamente ragione la consigliera. Non si tratta del più goliardico “no pants day” bensì di una azione che può scaturire solo da una grande dose di coraggio. Un pò come può esserlo stato per queste donne arabe in un video che ha avuto molto successo. Un imprenditore, Enrico Frare, ci aveva ricordato qualche tempo fa con modalità simili (anzi, quasi nudo del tutto) i problemi che i lavoratori autonomi in particolare hanno da affrontare giornalmente in Italia.

Pubblicato in: generale | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

l’involuzione del pelo pubico

Pubblicato da innocenso su 28/12/2011

Oggi vi propongo un bell’articolo di Josephine Ledger, The soapbox: Why I’m keeping my pubic hair (Perchè mantengo il mio pelo pubico). Già 3 anni fa si scriveva sul ritorno del pube folto. Forse, sulla scia della grande Sasha Grey? Più di sicuro, per un ritorno alla naturalità. Ci rifletteva a giugno scorso questo blog. Di più. Era nata l’interessante moda, soprattutto per le donne over 35, di farsi una colorazione pubica!

Quando i peli pubici fecero la loro prima apparizione sul mio corpo adolescente, ne fui subito mortificata. Desideravo che sparissero così velocemente come erano spuntati. Mi sembrava, non trovo modo migliore per dirlo, bizzarro averli lì. Ma all’età di 11 anni, la ceretta non è un’opzione. Forse oggi lo può essere, ma alla fine degli anni ’80, non era qualcosa che di solito succedeva.

Tempo dopo, frequentando il college, e trovandomi nuda coi ragazzi, mi sono sentita nuovamente mortificata quando, dopo aver ricevuto sesso orale per la prima volta, il mio ragazzo fece un passo indietro dalla mia vulva sputando un lungo pelo pubico dalla sua bocca. Pensavo proprio che non avrei più recuperato. Eppure a lui non importava nulla. Era il 1996.

Dopo che abbiamo rotto, ho iniziato a dormire con un ragazzo più grande che era assolutamente selvaggio nel cunnilingus, si buttava a capofitto nel mio boschetto. Il suo entusiasmo mi ha fatto iniziare ad apprezzare il mio pube.

Più tardi, qualcosa di strano è successo. Il nuovo millennio ci è piombato addosso con la moda dei del perizoma. “Thong Song” di Sisqo scalò le classifiche e tutte le donne che conoscevo, inclusa persino mia mamma, iniziarono ad indossare il filo al sedere. Anch’io dunque corsi al GAP e ne comprai un paio. Non molto tempo dopo tutte le mie amiche iniziarono a discutere del fatto che laggiù si stavano facendo la così chiamata “ceretta bikini“. E chi può dimenticare Samantha Jones di “Sex and the City” lamentarsi dell’uomo che la rifiutò sessualmente per i suoi quattro peli pubici erranti.

Ho pensato: quattro? Ma io ne ho 4.000!

E’ stata mia madre che mi portò alla mia prima ceretta. Solo sulla linea del bikini. Mi suggerì di farlo fare insieme ai miei baffi. Grazie, mamma! Faceva male così male che piansi. Sono una ragazza mora con un manto così grosso da metter su delle tende.

Mi sentivo come se la ceretta fosse qualcosa che dovevo fare. Perché la mia mamma e il resto del mondo sembrava che lo volessero per me. Così come avrei dovuto liberarmi della visibilità esterna del mio intimo (panty line). Perché era di “cattivo gusto”.

Fu così che la mia ceretta mensile divenne un’abitudine. Gli uomini con cui ho avuto rapporti sessuali sembravano apprezzare la mia vulva ordinatamente pettinata. Ma, ancora una volta, sembravano godere di essa indipendentemente dallo stato in cui fosse. Iniziai dunque a sentire come i miei peli pubici, e, a sua volta, la mia vagina, fossero qualcosa di più gestibile, meno minacciosi, con una curata e sobria striscetta. Non ho mai pensato infatti di andare completamente spoglia lì sotto. Voglio dire che sarebbe un orrore sembrare una impubere, no?

Sbagliato.

La moda sulla vulva ha continuato a muoversi nella direzione del “depilata è meglio” e la ceretta “brasiliana” (ossia la depilazione completa) è diventata una mania. In un recente articolo su Atlantic “La nuova facciata: si è estinto il pelo pubico in America?”, Ashley Fetters esamina questa tendenza delle donne verso la “calvizie del pube”:

“C’era un tempo in cui tutte le vulve erano rivestite di un lanuto e intrecciato strato protettivo di peli. Difficile da credere, vero? E ‘un po’ come la rivelazione che i cavalli una volta avevano le dita o che la Ford Mustang una volta aveva gli alettoni. Ma come ogni specie in evoluzione, la vulva si è trasformata in qualcosa di più elegante, più netto, e complessivamente più moderno. Oggi è liscia, soffice come un bambino e senza peli”.

Cavalcando l’onda di questa “evoluzione del pelo vaginale”, ho deciso di provare qualcosa che non avrei mai pensato di fare: depilarmi del tutto.

Ho odiato ciò.

Prima di tutto, la depilazione è stata così dolorosa per me che sudavo, imprecando e piangendo sul tavolo della ceretta. Non potevo credere di aver pagato 75 dollari per sottopormici. E ‘stato peggio di quando mi sono sottoposta ad una devitalizzazione dentale. Non scherzo. Non senza conseguenze. Sono andata nel bagno del salone per pulirmi il mascara e fare pipì. Lo sapevate che quando non hai i peli sulla vagina, la pipì schizza dappertutto? Io no. Diciamolo, sembrava come se un tizio ubriaco avesse appena usato la toilette. Quando finalmente raccolsi me stessa e lasciai la sala, varcai la soglia. Era pieno inverno. La mia vagina era congelata; avrebbe voluto indietro il suo “cappotto”. Tornavo a casa…svestita. Sentivo addosso una vergogna molto simile a quella raccontata prima, ad 11 anni. In effetti, mi sentivo una undicenne. Ciò che avrebbe dovuto farmi sentire una donna pulita, sessualmente attraente, mi faceva sentire come una insicura preadolescente.

Mi son fatta ricrescere una striscetta immediatamente. E la mia acconciatura vulvare è rimasta così da allora.

Recentemente ho detto a un ragazzo con cui uscivo che stavo per depilare la mia fichetta.
“Che ne dici di una nuova pettinatura laggiù?”, mi chiese. “Depilata, magari? Penso che sarebbe eccitante.”
Offesa, gli risposi: “Qualche problema con i miei peli pubici?”
“Certo che no. E ‘solo più facile per i ragazzi quando le donne sono depilate. Ma apprezzerei la tua vagina in ogni caso. Anche piena come un boschetto”.
“Bene, è così che mi piace. E non si cambia”, ho affermato.

La nostra conversazione però mi ha fatto pensare: perché le donne vanno a depilarsi? È qualcosa che facciamo realmente per noi stesse? Non sarà che lo facciamo (anche inconsciamente) perché così è più facile per gli uomini andare d’accordo con noi? Questa non sarebbe per me una ragione accettabile. So che molte di noi si radono le gambe e le ascelle. Ma per i peli pubici è diverso. È più strettamente legato al sesso e alla nostra sessualità.

Le mie esperienze sessuali degli ultimi 15 anni mi hanno insegnato che gli uomini godono di qualsiasi vagina venga loro presentata. Quando era piena di peli, gli uomini li hanno amati, quando ero glabra, mi hanno incoraggiato a continuare così. Ma, nonostante tutto, hanno sempre amato la mia vagina. E, dovendo scegliere tra vagina e senza vagina, sceglieranno la vagina ogni giorno della settimana. Quindi, in ultima analisi, la maniera di portare le nostre vulve dipende da noi stesse.

La sessualità femminile è una cosa complessa, perché è così strettamente intrecciata con lo sguardo maschile. Persino per le lesbiche. Il nostro inconscio sessuale collettivo è così pesantemente influenzato dalla cultura pop e porno su ciò che ci viene detto sia sexy o meno che ci siamo molto allontanate dal rispetto verso l’aspetto naturale delle nostre vagine. Conosco donne che giurano di essere depilate là sotto. Voglio credere che amano la loro vagine senza peli. Io sento diversamente la cosa.

Penso che la scomparsa dei peli pubici sia una tragedia per le donne. Perché andare senza peli è una forma innaturale di evoluzione femminile: un movimento dalla femminilità (womanhood) verso l’adolescenza. Sembra contro il buon senso. Non è necessario fare un’apologetica del nostro stato naturale (per capirlo).

Forse sto pensandoci troppo su, ma…feci sradicare le mie sopracciglia negli anni ’90. Questa tendenza da allora è finita e ho lasciato che nuovamente crescessero in modo naturale. Ad ogni modo, ho intenzione di tenere le mie sopracciglia e (almeno alcuni dei) miei peli pubici. Spero che altre donne facciano altrettanto.

Pubblicato in: adolescenti, sesso | Lascia un commento »

orgasmorte

Pubblicato da innocenso su 29/11/2011

Cari lettori, vorrei rendervi nota una bufala. E’ addirittura comparsa nella homepage di www.libero.it del 29/11/2011.
Si apprende da diversi siti, con un senso di profondo dolore e sorpresa questa notizia, un esempio da “uguale per tutti” .
Come ci rende noto argomentando il sito giornalettismo.com invece pare proprio si tratti di una bufala. Di seguito la notizia.

L’orgasmo manda in paradiso. Nel vero senso della parola. E’ successo a Bianca Borges Bezerra, una ragazza brasiliana di 21 anni, morta per un orgasmo di ben 12 minuti durante il quale è entrata in una sorta di trance. Come riportato dal sito express-news.it, la ragazza era in compagnia di un amico del college e stava facendo sesso, dalle prime indiscrezioni sembra che lui le praticasse un “rapporto orale”. L’ospedale ha poi confermato che un orgasmo così prolungato, 12 minuti, è stato certamente la causa della morte: “E’ raro, ma può succedere”.
“Improvvisamente Bianca si è irrigidita, ha aperto la bocca a forma di “O”, e le pupille degli occhi giravano in tondo”, ha raccontato l’amico che era presente durante la tragedia. L’amico ha poi aggiunto che, si è insospettito quando, dopo 10 minuti, Bianca era ferma nella stessa posizione, ruotando gli occhi, con la bocca aperta e urlando a gran voce.

Pubblicato in: generale | Lascia un commento »

coitus non interruptus

Pubblicato da innocenso su 24/11/2011

Dal corsera del 5/10/2009 apprendo che…

“decisi a godersi la vita fino in fondo, alcuni ospiti di una lussuosa casa di riposo a nord di Tel Aviv hanno organizzato un festino che è sfociato in una vera e propria orgia.”

Lo riferisce il quotidiano “Israel ha-Yom” secondo cui alcuni dei protagonisti della vicenda hanno superato i 90 anni. Un misto di saggezza e conservatorismo quello della direzione che, di fronte all’inattesa eruzione di vitalità ha preferito non intervenire e l’evento – che pure era stato notato – non è stato interrotto. Infatti l’indomani, aggiunge il giornale, la direzione dell’ istituto ha emesso un severo comunicato in cui diffida gli ospiti dal tornare a esibirsi in effusioni incontrollate.

Che dire: complimenti alla dirigenza; una direzione pro erezione.

Pubblicato in: anziani, generale | Lascia un commento »

profesora al mismo tiempo

Pubblicato da innocenso su 24/11/2011

Commenti su Anna Ciriani del 23.11.07 da questo sito spagnolo

Così chiari nella loro espressione che non vorrei neanche tradurli. Una lezione dall’estero agli italiani “mas papistas que el proprio papa”

scrive Baron Ashler
La solución para contentar a todo el mundo podría ser ponerla de profesora de educación sexual.

scrive Cesar Benavides Cavero, dell’Instituto Peruano de Criminalistica:
La maestra no ha ofendido a nadie. (..) Cualquier legislacion del mundo protege al trabajador. Estas autoridades italinas son mas papistas que el proprio papa (..) Estas autoridades estan en la epoca de la carreta, se le debe resituitir en cargo de profesora de literatura italiana.

A tale proposito invito a leggere la bella intervista rilasciata nel 2008

Pubblicato in: anna ciriani, censura | Lascia un commento »

IVG 2011 in calo, legislatore in ritardo

Pubblicato da innocenso su 03/09/2011

Cari amici,
è stata resa pubblica finalmente anche quest’anno la relazione sull’applicazione della legge 194/1978.
Il positivo decremento segue la tendenza dell’andamento tipico di leggi che regolamentano fenomeni prima di allora soltanto repressi, ossia: seppur in un primo momento pare che la legalizzazione (meglio dire, la “regolamentazione”) di fenomeni inevitabili (seppur riprovevoli per molti o anche solo per alcuni) faccia aumentare quel comportamento che prima di allora era totalmente proibito e criminalizzato, a lungo andare essa predispone ad un utilizzo più consapevole dello strumento regolatore, con una sorta di “autoequilibrio” che non è più quello fondato sul panpenalismo e la paura, ma quello che si fonda sulla responsabilità individuale e collettiva.

Riporto dalla recensione di Terranews.

Dalla introduzione della legge 194 a oggi, ancora una volta va sottolineata la costante diminuzione dell’Interruzione volontaria di gravidanza nel nostro Paese. Con cinque mesi di ritardo rispetto a quanto prevede l’articolo 16 della legge sull’aborto del 1978, il ministero della Salute ha presentato in Parlamento la Relazione annuale 2011 sull’applicazione della norma. Il dato relativo alla costante flessione delle Ivg è quello che per primo balza agli occhi. «Nel 2010 – si legge nel documento pubblicato sul sito del dicastero – sono state effettuate 115.372 Ivg (dato provvisorio), con un decremento del 2,7 per cento rispetto al dato definitivo del 2009 (118.579 casi) e del 50,9 rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso alla Ivg (234.801 casi)».

Di significativo c’è poi che in generale il tasso di abortività italiano del 2009 è risultato il più basso tra i Paesi industrializzati (pari al 6.9 per mille, contro il 23 per mille di Inghilterra e Galles; il 22,5 della Svezia, il 12,7 della Spagna, il 15,2 della Francia e il 20,5 degli Stati Uniti, solo per citarne alcuni).

Cosa ha inciso su questo risultato? Terra lo ha chiesto a Elisabetta Canitano, ginecologa e presidente dell’associazione Vita di donna. «Premetto che contrariamente a quanto dicono quelli che ritengono possa diventare “facile”, le donne non si divertono ad abortire. Quindi se possono non fanno l’Ivg. La diminuzione progressiva è un dato storico in Italia, che a un certo punto si è bloccato per il “peso” delle straniere. Ma c’è anche da considerare il basso tasso di natalità “italiano”, indice con un andamento parallelo a quello degli aborti. Premesso questo, direi che un fattore rilevante vada ricercato in una maggiore facilità di accesso alla contraccezione».
Una nota dolente della relazione riguarda i medici e gli anestesisti obiettori. La percentuale è oramai fissa oltre il 70 per cento (70,7), con tutto ciò che comporta in termini di difficoltà di accesso a un servizio (e a un diritto) che invece per legge deve essere garantito. «Quello dell’obiezione è un dato pesante – osserva Canitano -. Obiettare è diventata la norma nonostante sia prevista dalla legge come una “concessione”. Complice uno Stato che non tutela la legge 194, la situazione si è ribaltata e fare le Ivg in Italia è diventata paradossalmente una forma di volontariato».

Pubblicato in: generale | Lascia un commento »

La nuova grave danza italiana

Pubblicato da innocenso su 27/06/2011

Cari amici,
vi segnalo l’ottima riflessione di Simona Nazzaro, comparsa 4 giorni fa. Riportandone i tratti salienti perchè si comprenda quanto in Italia ci siano forze che tutto auspicano fuorchè un Paese più moderno.
Una specie di “raffinata malizia” di stile fondamentalista. Stile retrogrado già denunciato da Annalisa Chirico con conseguenze spesso tragi(comiche) che qualche tempo fa Alessandro Capriccioli aveva messo in risalto.
Riprendo alcuni passi da Libertiamo.it

Si è aspettato per nove mesi (una gravidanza per l’appunto) il parere del CSS, per stabilire che l’EllaOne è un farmaco contraccettivo di emergenza, quindi non abortivo; ma oltre ai limiti della ricetta obbligatoria, in questo caso si è aggiunto anche quello del test di gravidanza. Questa delibera, in sostanza, pone sempre più ostacoli alla libertà delle donne, e stavolta non appaga nemmeno la parte più conservatrice della diaspora: il Vaticano. Il Cardinale Sgreccia ha così bollato questo farmaco: “è un aborto di raffinata malizia.”.

Ovviamente la pillola, che già da mesi è in commercio in tutta Europa, da noi fa scandalo. E il paradosso è che non fa contento nessuno, né le donne, né i politici, né i laici, né i cattolici. (…) Invece della solita rincorsa alle dichiarazioni, pro o contro che siano, i politici, ad esempio, per una volta, potrebbero occuparsi di più delle campagne informative verso i giovani, di politiche di supporto sulla sessualità, sulla sanità, sui “comportamenti sani” da adottare. Ma la giostra della politica è sempre la stessa.

(…) Ora la parola spetta all’Aifa. Ma il nodo principale resta sempre l’ingerenza morale, e non solo, dello Stato sui diritti e le scelte individuali, l’imposizione di procedure ostruzionistiche per impedire quanto non si riesce a proibire, e l’adozione, in nome di un qualche sacro principio, di cautele eccezionali, che nessun paese civile ritiene, a differenza dell’Italia, di dovere assumere per “proteggere” i propri cittadini.
Ai cittadini e soprattutto alle cittadine, sul cui corpo si giocano in genere queste “battaglie pubbliche”, la politica dovrebbe indicare con chiarezza, rispetto a ciascuna situazione, quali siano le strade che si possono seguire. Non organizzare la beffa di una corsa ad ostacoli, con tanto di giudizio di merito finale.

Pubblicato in: contraccezione, generale | Lascia un commento »

Mussolini redivivo

Pubblicato da innocenso su 25/05/2011

Cari amici,
dopo la vile aggressione ai danni dell’on Paola Concia e della sua compagna, vi invito a considerare l’acuta riflessione di un lettore di Europa apparsa il 23/04 scorso e la risposta del direttore. Spero che la rivolta auspicata dal sig Lusi venga presa sul serio da ogni persona libera e giusta. Perchè fa più paura l’indifferenza dei giusti che l’ingiustizia degli ingiusti.

Costituzione e omofobia, lo stesso delirio machista
Cara Europa, è tornato Mussolini. Da Palazzo Chigi alla piazza, è tutto un insulto alle leggi, alle istituzioni, alle donne, ai diversi. L’aggressione all’onorevole Paola Concia e alla sua compagna tedesca, vicino a Montecitorio, fa rabbrividire quanto l’aggressione ai pm milanesi da parte di un oscuro ventriloquo di Berlusconi, o quanto la proposta di sabotaggio dell’articolo 1 della Costituzione da parte di un altro sconosciuto onorevole ventriloquo. Ma l’altra Italia che fa, perché non comincia la ribellione? Più che i carabinieri di Asor Rosa (anche se la questione della legalità esiste, eccome) sono i cittadini, a cominciare dai più forti intellettualmente e socialmente, a dover accendere il fuoco della rivolta. O dobbiamo aspettare il postberlusconismo, come aspettarono il postfascismo, per dover leggere che Mussolini aveva interpretato bene il carattere degli italiani, ingovernabili ma servili?

GIANFRANCO LUISI,  ROMA

Caro professore, credo che le cose stiano come lei teme. Leggendo i particolari dell’aggressione all’onorevole Paola Concia e alla psicologa tedesca Ricarda TrautmanLesbiche di m…, ai forni crematori vi debbono mandare…»), mentre le persone guardavano indifferenti, ho avuto davanti agli occhi il quadro dell’Italia di sempre: quella del Risorgimento, quando il sarcastico Giusti descriveva il patriota bastonato da «quattro forsennati a far di sì e dugento citrulli a dir di no»; l’Italia della Grande guerra, dove un popolo di inetti si fece trascinare al macello dei 600mila morti e del milione di mutilati e feriti da una minoranza di pazzi dannunziani e nazionalisti; l’Italia del 28 ottobre 1922, quando una marea di deputati popolari, socialisti, comunisti, radicali, repubblicani ecc. consentì a 30 deputati fascisti, sostenuti da nazionalisti e liberali codardi, di conquistare il governo. (..)
Ma, se si ferma qui, il discorso è sbagliato: come lei dice, non sfuggiremo al nuovo fascismo se la rivolta non verrà da noi stessi, dalla parte non affaristica o egoistica delle imprese, delle università, delle forze armate, del clero, delle professioni, della gioventù, delle donne. Quelle del milione di febbraio, che dicevano: «Se non ora quando».

Pubblicato in: diritto, generale, omofobia, politica | Contrassegnato da tag: | Lascia un commento »

Prigionie

Pubblicato da innocenso su 05/05/2011

Cari amici, ricorderete che parlai di Natalia Kampusch nel 2006

Apprendo ora con piacere che è uscito un suo libro-testimonianza, dato che “ora si sente abbastanza forte per raccontare la sua storia”.
Vorrei far notare, nello spirito che caratterizza questo blog, alcune frasi dell’intervista comparse qualche giorno fa sul Corsera:
«Mi ha tolto ogni controllo sul mio corpo, mi picchiava in continuazione». (riferita al rapitore). E adesso, si è riappropriata del suo fisico? «Strano. Prima della prigionia, del mio corpo era responsabile mia mamma, dopo se n’è occupato il mio rapitore. Adesso sono io che devo pensare a me stessa, e non mi è facile stabilire se e quanto devo mangiare o capire come vestirmi. «Mi ha ferito il disprezzo, il dileggio, il tentativo di riversare su di me le responsabilità di quanto era successo, le calunnie, i dubbi sulle mie dichiarazioni. La menzogna di quelli che presentavano i fatti in modo peggiore rispetto a come io li ho vissuti. Quelli che hanno fatto insinuazioni sugli aspetti sessuali della mia prigionia parlavano di se stessi, esprimevano le loro fantasie per indurmi a svelare la mia intimità. Certe cose però restano solo mie, sono l’ultimo residuo privato che voglio mantenere per me». Tra le vessazioni quotidiane, i calci, i pugni in testa, i morsi, le prese alla gola, gli spintoni giù dalle scale, la fame, «mi sottopose anche a piccoli abusi sessuali». E ora, quel padre di cui parla pochissimo anche nel libro? «Strano, mio padre è così immaturo, bloccato in uno stadio evolutivo che non corrisponde al mio. Dunque, non abbiamo niente da dirci. Non è mio compito affrontare il suo mancato sviluppo».

Qualche breve considerazione si rende necessaria.

Proviamo a considerare quante situazioni di prigionia vi sono nelle nostre famiglie. Senza che essa venga però chiamata col suo nome. Quando tanti genitori diventano piccoli mister Priklopil. Il controllo sul corpo dei preadolescenti, così invasivo, che non accenna a diminuire, a dispetto della tanto sbandierata “evoluzione dei costumi” e della “educazione sessuale alla libertà”. Basterebbe considerare come si esprimono, ad esempio sulla masturbazione, pediatri di area cattolica. O quanto siano imbevuti i pedagogisti italiani di pensiero teocon.

Inoltre quante volte ci è toccato sentire le insinuazioni di chi aumentava le seppur gravi violenze di tipo sessuale? Nella maggiorparte dei casi, anche di minore gravità rispetto a questo rapimento. Trascurando il fatto che l’enormità del reato-peccato è qui relativa alla prigionia, che tutte le altre sub-violenze riassume in sè. Dovrebbe far riflettere seriamente il fatto che addirittura la vittima di questi trattamenti abbia sentito la necessità di “parzialmente difendere” il proprio carnefice, pur di ristabilire una verità più piena e senza le ossessioni sessuofobiche della nostra società, sempre pronta a identificare la violenza come quella “sessuale” tout-court.

Infine le durissime parole che Natalia esprime in riferimento al padre: il primo che l’ha abbandonata, a causa di una propria immaturità. L’unica persona con cui (e di cui) Natalia non ha voluto parlare, e che nelle sue frasi appare ben peggiore del suo sequestratore. Un insegnamento a gran voce dalla viva voce di questa coraggiosa ragazza che dovrebbe far comprendere quanto infondate siano spesso le paure di genitori che “difendono” le proprie figlie bambine o adolescenti da presunti “orchi”. Dimenticando, per gravissima “stoltezza familistica”, le colpe di una genitorialità malata di incuria e di paure inconfessate.

Pubblicato in: generale | Lascia un commento »

Buona e Santa Pasqua a tutti

Pubblicato da innocenso su 24/04/2011

PIENA delle soddisfazioni che ognuno merita

Pubblicato in: generale | Lascia un commento »

Una importante assoluzione con riparazione

Pubblicato da innocenso su 31/03/2011

Cari amici,
ogni tanto una buona notizia! Anche se…bisogna attendere anni.

Le due maestre arrestate a Brescia con l’accusa di pedofilia nei confronti di bambini di una scuola materna, e assolte in ogni grado di giudizio dopo più di 10 mesi di carcere, saranno risarcite. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Brescia accogliendo la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione. Le due donne riceveranno 299mila euro a testa, comprensivi dei danni morali subiti in seguito all’arresto.
La vicenda giudiziaria, che divise la città, prese il via nel 2003 e coinvolse la scuola materna comunale Sorelli, in pieno centro storico, quartiere del Carmine.
La Procura di Brescia indagò su 12 persone e a processo ne vennero rinviate 8: un sacerdote, sei maestre e un bidello. Le due educatrici, che hanno ottenuto il risarcimento, finirono prima in carcere, poi ai domiciliari. In primo grado, a tutti e otto vennero contestati, complessivamente, abusi su 23 bambini. Il pm Roberta Licci aveva chiesto la condanna complessiva, di 125 anni di carcere.
La sentenza d’assoluzione, per tutti, giunse il 6 aprile del 2006, dopo undici giorni di camera di consiglio. A fine marzo del 2009 la Corte d’Appello confermò le assoluzioni e nel maggio del 2010 anche la Corte di Cassazione aveva posto la parola fine, rigettando i ricorsi del procuratore generale e delle parti civili.

fonte TGcom 31/01/2011

Pubblicato in: generale | Lascia un commento »

Tempi di guerra? Fai vedere che sei per la pace

Pubblicato da innocenso su 31/03/2011

Della serie “le mutande parlanti”!

Pubblicato in: generale | Lascia un commento »

La felicità dal passato

Pubblicato da innocenso su 16/02/2011

I rapporti d’amore non sono altro che relazioni vissute in maniera diversa in base alle esperienze affettive e sessuali pregresse dei due partner.
E’ la frase che anche la mia esperienza mi conferma e che prendo dalla sintesi riportata oggi dal quotidiano Repubblica relativa alla recensione del libro “Attached” degli autori Levin ed Heller. Come diceva Umberta Telfener nel bellissimo libro “Le forme dell’addio”, il successo di una nuova relazione dipende in gran parte dal modo in cui si è chiusa la precedente. Meditate gente, meditate.

Pubblicato in: generale | Lascia un commento »

Una famiglia di limitazioni

Pubblicato da innocenso su 22/12/2010

Un articolo odierno di riflessione davvero ben fatto a firma della radicale Annalisa Chirico. Per voi.

Informazione sessuale, metodi contraccettivi, malattie sessualmente trasmissibili. Argomenti tabù per tante famiglie italiane, argomenti di cui a casa non si parla e a scuola men che meno. Quasi per paradosso nel Paese a sovranità limitata, dove tutti i politici si prostrano dinanzi ai supremi bisogni della famiglia (feticcio di ogni benpensante da agitare puntualmente, meglio se in campagna elettorale), nessuno poi si preoccupa di spiegare come da due si diventi tre e, soprattutto, quanto la conoscenza sia essenziale per concepire con amore, anziché riprodursi bestialmente.

Nello stesso Paese a sovranità limitata, dove fino al 1971 c’era un articolo del Codice Penale, il 553, che puniva con la reclusione fino a un anno e con un’ammenda salata chiunque incitasse a “pratiche contro la procreazione” o facesse propaganda a favore di esse, a quasi quarant’anni dall’abrogazione di quel divieto i ragazzini si approcciano ancora a “un sesso a tentoni”, con un misto di inconsapevolezza ed incoscienza, relegati per lo più a un percorso di autoapprendimento paraclandestino. Non sanno, sanno poco, sanno male.

Nello stesso Paese a sovranità limitata nel 1975 venivano (finalmente) istituiti i consultori familiari, che ben presto sarebbero diventati la roccaforte preferita delle associazioni provitaprofamigliaproprocucu. Quei consultori, cui talvolta chiami per sentire un monotono tin tin o dove, ancora peggio, vai a chiedere una ricetta medica per la pillola del giorno dopo e ti capita il medico “impositore” di coscienza, che in violazione della legge si rifiuta di prescrivertela; e mentre tu ti dici “Ma perché mai dovevo nascere proprio in Italia e non in Francia, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Svezia, Svizzera, Belgio, Olanda (e la lista continua)”, il medico ti sciorina una serie infinita di orribili malattie, dalla trombosi all’infarto passando per un ictus fulmineo. Oh. Ah. Uh.

Nello stesso Paese a sovranità limitata nel 1976, soltanto nel 1976, il ministro della Salute (che allora non era Fazio) abrogò le norme che vietavano la vendita in farmacia della pillola anticoncezionale, dopo ben undici anni dalla sua autorizzazione in Italia (dal ‘67, ma solo a fini terapeutici). E così negli anni della “rivoluzione sessuale”, delle gonnelle corte e del ballo del mattone, la donna aveva uno strumento efficace per decidere quando scopare e quando procreare. Sia chiaro: esisteva ancora il delitto d’onore, ma la disponibilità della Enovid (si chiamava così la prima pillola anticoncezionale) spostava in avanti le lancette dell’orologio italiano. Ovviamente il Vaticano si imbestialiva dinanzi a cotanta tracotanza, alla solita ubris di quella scienza che pretendeva di rimpiazzare gli im-peccabili metodi naturali quali il coito interrotto (che in inglese rende meglio l’idea, “pull-out method”) o il dito nella vagina per vedere l’effetto albume (più elegantemente “metodo Billing’s”).

continua qui

Pubblicato in: adolescenti, famiglia | Contrassegnato da tag: , , , , | 1 Commento »

coppia aperta: una questione aperta

Pubblicato da innocenso su 06/11/2010

Coppia Aperta”: quanti di noi si saranno chiesti cosa indichi questo genere di relazione intima tra due persone! Ne troviamo una buona definizione a questo link:  “coppia libera di avere avventure extraconiugali pur restando insieme, in un tacito accordo. Il desiderio della novità può così essere messo in pratica senza inutili e devastanti sensi di colpa, senza paura di essere scoperti e cosa non da poco il partner può illudersi di tenere sotto controllo ogni movimento del suo compagno.
In questo modo non si sentono traditi, annientati, ingannati da un’infedeltà, poiché “sanno”, hanno un ruolo attivo e pensano che…lui o lei non sentiranno il bisogno di farlo ancora a loro insaputa. Inoltre, le coppie che praticano questo genere di trasgressioni, giurano che tutto ciò aumenta la loro complicità.
La ritenete una cosa possibile? Io penso di si, potrebbe essere la coppia del futuro, solida ed aperta allo stesso tempo.”

Non dimentichiamo, a tal proposito, grandi coppie come quella tra Tinto Brass e la moglie o quella, rivelata poco tempo fa, tra Marco Pannella e Mirella. Infatti ci sono diverse motivazioni alla base di uomini e donne che fanno questa scelta. Per molti è sicuramente un modi di evitare i guasti, spesso gravi, che la gelosia comporta.

Di recente una ricerca del social network Facebook, interpretando alcuni indicatori provenienti dalla sua gigantesca mole di dati, ha riportato un’indagine per capire quale sia lo stato personale capace di recare maggior gioia alle persone. E pare ne sia venuto fuori quello di “coniugato”. Ne ha riportato stralci il nostro Corsera. Mentre poi, prendendo spunto proprio dallo status di “relazione aperta” proposto da FB tra le opzioni di stato personale che ciasuno può rendere pubblico, il famoso sito girlpower ha proposto 5 regole da rispettare nel caso si voglia coerentemente sperimentare un rapporto di “relazione aperta”.

Da uno studio sulle coppie gay “aperte” risulta invece come ben il “il 75% di esse il sesso fuori dalla coppia non ha influenza negativa sul legame”. Mettendo insieme i diventi punti di vista e le diverse sensibilità, opportunamente ci viene ricordato come “molti studiosi non parlano più pertanto di monogamia o poligamia ma di gradi di monogamia anche in relazioni apparentemente esclusive. Una relazione aperta permette la libertà di stabilire la connessione a lungo termine nel modo che funziona meglio per le persone coinvolte.” Come sempre è accaduto in questo campo, penso anch’io che “tra cento anni ci guarderemo indietro con ironia pensando alle nuove forme di libertà, piacere e soddisfazione all’interno delle relazioni umane”. Al di là se la coppia sia etero o omosessuale, di certo bisogna sapere che essa può essere mantenuta a determinate condizioni generali, come ci ricorda erin su discutere.it: “partner d’accordo, grado di sincerità e fiducia altissimi”. Sicuramente, poi, un partner che facilmente si sente messo da parte…scoppierebbe in una tale ipotesi.

Nella nostra cara Penisola, così intrisa di idee tradizionaliste, sperimentiamo una specifica ipocrisia, che pensavamo superata: quella di uomini che ricercano il contatto con altre donne, anche se coniugati ma che…non concedono la stessa libertà alla propria compagna. Una schizofrenia sessuale basata su una idea maschilista di possesso ancora dura da vincere.

Pubblicato in: famiglia | Contrassegnato da tag: , , , , , , | Lascia un commento »

famiglia di concetti

Pubblicato da innocenso su 14/04/2010

Cari amici,
una pillolina di 4 interessanti e sintetiche notizie utili a comprendere quanta disinformazione clerical-conservatrice ci attanaglia su questi temi, i quali una volta approfonditi rivelano ben altre realtà.

- Una ricerca del 2003 dimostra che i figli di famiglie monogenitoriali presentano caratteri di maggiore autonomia e maturità rispetto ai coetanei con entrambi i genitori

- Una statistica ISTAT del 2004 rivela come i 2/3 dei giovani intorno ai 25 anni sono favorevoli alla cosiddetta “convivenza”.

- Nella maggiorparte dei Paesi europei la gran parte delle convivenze sfocia nel tradizionale rapporto matrimoniale non appena si stabilizzano lavoro e/o abitazione, solitamente coincidenti con l’arrivo di un figlio.

Pubblicato in: famiglia | Contrassegnato da tag: , , , , | Lascia un commento »

un culo per far presa contro le prese per culo

Pubblicato da innocenso su 29/03/2010

In un quadro politico abbastanza desolante, quando il gioco si fa duro…i radicali puntano su personaggi di rilievo. Quest’anno candidato con ottimi propositi è il più famoso regista erotico italiano, Giuseppe Brass (meglio conosciuto come Tinto). Il suo manifesto lo spiega egli stesso con parole chiarissime, ben lontane dal presunto “partito dell’amore” di plastica di Silvio Berlusconi!

Dal blog di Tinto Brass post del 03/03/2010

Eros come deragliatore ideologico per smascherare gli eterni inganni con cui i corifei della dignita’ e dei nobili sentimenti ci hanno per troppo tempo e con troppi imbrogli presi per il culo.
Liberazione come rifiuto dell’ipocrisia dei politici di mestiere e del conformismo dei moralisti di destra e di sinistre, come affrancamento dalla protervia del Potere, dal perbenismo dei farisei, dai tabu’, dai complessi, dalle frustrazioni, come ribellione alla paura che spegne i sogni, e con i sogni si porta via la speranza.
Non mi scandalizzano certo i festini di Berlusconi, i trans di Marrazzo, i massaggi di Bertolaso, quanto l’ipocrisia di chi quelle cose le fa e poi nega di farle, le sa ma se la prende con le tresche sessuali piuttosto che con quelle affaristico-politiche di cui le prime sono solo la ciliegina sulla torta.
E’ questa arrogante doppiezza che rende la casta dei “potenti” insopportabilmente prepotente, e la confraternita dei moralisti neo-casti pateticamente bacchettona quando stigmatizza con furore iconoclastico-inquisitorio piu’ l’oscenita’ sessuale che quella tangentizia.
Percio’ ho messo il culo nei miei manifesti: a differenza delle facce – maschere ipocrite che sanno fingere e mentire – il culo non mente e non inganna, e’ lo specchio fedele della nostra anima, spavaldo vessillo di trasgressione, rabbia, insofferenza, la sua idea e’ Liberta’, la sua immagine Verita’, la sua essenza Onesta’.
Filosoficamente il culo e’ laico, e’ l’anticoncezionale per eccellenza, e in quanto assolutamente naturale in linea perfino con i precetti della Chiesa Cattolica. Psicologicamente e’ ottimista, toccare il culo porta bene, e’ sintesi iconica di fortuna e felicita’ insieme, gratificante panacea a tutti i mali e brutture del mondo. Esteticamente e’ un capolavoro, un perfetto significante, il “bello” per antonomasia, un piccolo frammento di universo capace di dare un senso al non-senso dell’esistenza.
Metaforicamente e’ un formidabile grimaldello semantico per scassinare la cassaforte arrugginita della nostra Cultura, che e’ vecchia, stantia, polverosa, muffita, accademica, elitaria, noiosa, triste, piagnona, quaresimale, punitiva, lugubre, cipigliosa, catastrofista, funeraria e lassativa. Politicamente e’ l’emblema CONTRO piu’ libertario-libertino che ci sia: contro la partitocrazia, le ingerenze del Vaticano, lo scippo di laicita’ e legalita’, le convenzioni, le convenienze e le connivenze, l’Ufficialita’ e il Politically Correct, l’affarismo e la corruzione, il bigottismo di chi getta il sasso – o il sesso – ma poi nasconde la mano.
All’insegna di “W IL SEDERE, ABBASSO IL POTERE” invito tutti coloro che non vanno piu’ a votare, i giovani, gli astensionisti, i delusi dalla politica, a scegliere nel segreto dell’urna l’eretico-erotico culoclasta-culolista

Pubblicato in: politica | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento »

i miei primi quarantanni. da precaria

Pubblicato da innocenso su 26/01/2010

Il Mattino di oggi ci riporta una notizia che probabilmente, vista la crisi in corso, sarà destinata a ripetersi.

Arrivata a quarant’anni Michelle Liò – questo il suo nome d’arte – ha deciso che di peregrinare di cattedra in cattedra ne aveva abbastanza. Ha parlato con il marito e gli ha esposto la sua idea. Niente scenate: lui si è detto d’accordo con la decisione e si è offerto di farle da manager. Ora gestisce i suoi appuntamenti. Della cosa è stata messa a conoscenza anche la figlia della coppia, che pare non aver avuto nulla da ridire.

La cosa più bella? Il partner e la figlia che non hanno gridato allo scandalo! Ho riportato altrove simili e rari casi, ricordate? Forse che stiamo diventando un Paese civile? Chissà. Forse il cagnolino è l’unico che è rimasto perplesso.

Pubblicato in: curiosità | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento »

pagare una donna per approcciarne un’altra

Pubblicato da innocenso su 04/12/2009

Cari amici

una nuova tendenza si fa strada anche in Italia, quella delle “wing woman“. Letteralmente “donne ala“, come ci riporta wikipedia. “Viene definita in questo modo una donna che, professionalmente, cerca di svolgere un supporto attivo in aiuto ad un maschio alla ricerca di un’altra donna, allo scopo principe di socializzare. È,  sostanzialmente, una sorta di amica in affitto“. Un aiuto per tutti coloro che avevano riflettuto sulla nostra condizione ben diversa da quella del Presidente del Consiglio (o del coniglio?).  Se ne è occupato in particolare un articolo di luglio scorso de il Giornalettismo.com. Speriamo che queste accompagnatrici sui generis, si spera più economiche di quelle tradizionali, portino gli sperati frutti.  Una versione adeguata a tutti coloro che con le escort non si sentono a loro agio o soltanto desidererebbero approcciarsi alle donne senza quelle paure che oramai gli uomini hanno o, per dirla con l’articolista “quando una escort è troppo out per quelli come me e voi che, invece, tutto un pozzo di intelligenza e di progressismo nei costumi, sono al contempo attaccati ad un’etica i cui principi non sono negoziabili”.

Certo è che anche questo è un segno dei tempi che non mi rende tanto felice. Preferirei poter approcciare direttamente una donna…se non fosse che, in Italia in particolare, i vecchi e semplici metodi per farlo sembrano oramai desueti e fanno sorridere i più. Bisogna passare da facebook, dal cellulare (sul quale sempre più donne a passeggio sono chinate) e da chissà quanti altri arzigogoli prima di poter uscire insieme.  Anche stavolta gli USA sono arrivati prima di noi a captare questo business, ma anche qualcuno da noi ci ha pensato (vedi www.hostessweb.it o www.wingwoman.it). Chissà che non si ritorni un giorno a riutilizzare i più semplici metodi di approccio antichi e le ragazze diventino più semplici nel loro rapporto con gli uomini. Dando prova di poter essere “wind women“…donne nel vento, cioè: libere…di sognare, di essere corteggiate e…perchè no, anche di rispondere ai pretendenti.

Pubblicato in: prostituzione | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

l’ossessione della pubblica immagine

Pubblicato da innocenso su 28/11/2009

Cari amici,

ci tocca nuovamente leggere una brutta notizia, ripresa da Rainews24 di ieri: “Centinaia di abusi sessuali su bambini compiuti per 40 anni da sacerdoti nei riformatori di tutta l’Irlanda e coperti “in maniera quasi ossessiva” dalla Chiesa. E’ la denuncia di un rapporto pubblicato oggi dalla Commissione di inchiesta dell’Arcidiocesi di Dublino, presentato dal ministro della Giustizia Dermot Ahern, che accusa senza mezzi termini i vertici della Chiesa cattolica di non aver punito le pratiche pedofile di alcuni suoi membri ma, al contrario, “di averli coperti almeno fino a metà degli anni Novanta per evitare lo scandalo e proteggere la reputazione della Chiesa“.

Si, amici, avete letto proprio bene: proteggere la reputazione-immagine della Chiesa. Non è una novità, ricordate? E come si preserverebbe tale immacolata immagine, a detta degli alti prelati? Col silenzio… il problema più grave è che questo silenzio continua a mietere vittime, innanzitutto fedeli che vengono tacciati di scarso amore per la propria Chiesa quando denunciano atteggiamenti e soprattutto prediche ingiuste da parte del clero.

E come ci ricorda lo stesso rapporto “the church authorities covered up clerical child sex abuse in Dublin and that was facilitated by its structures and rules. It also found that this was helped by State authorities who allowed the church to be beyond the reach of normal law enforcement processes.

Il problema è talmente vecchio (ma qui c’entra il grande tema del celibato) che lo stesso Sinodo di Nantes (658) riferisce di rapporti di preti con le loro madri o con altre parenti, quando afferma: “l’ecclesiastico non può avere in casa con sè neppure la madre, la sorella e la zia perchè già si sono verificati orribili incesti”.

Pubblicato in: chiesa, pedofilia | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

anche i disabili prendano il volo

Pubblicato da innocenso su 11/11/2009

ryanair_cabinacari amici,
apprendo con piacere da Repubblica l’interessamento della famosa compagnia low-cost per i bambini disabili. L’importante quotidiano riporta infatti la notizia che le ragazze di Ryanair per una volta si spogliano per una buona causa. E’ stato presentato a Londra il calendario 2010 delle loro hostess. I 110mila euro che la compagnia aerea si aspetta di ricavare (10 eur a copia per le 11000 copie previste, acquistabili da qui) verranno devoluti all’associazione “Kids” in favore dei bambini inglesi disabili.

Mi piacerebbe capire quali siano le altre volte in cui si sarebbero spogliate (ma giusto per non perdermi siffatti voli). A meno che queste hostess non abbiano fatto gavetta nella Naked Air. Son sicuro che le disabilità in qualche modo verranno ridotte! Speriamo che hostess come quella in foto (a titolo esemplificativo) non facciano “dirottare” i fondi raccolti verso altri lidi, come talvolta accade con certi tipi di beneficienza un pò troppo appariscente.
Tratte delle hostess, di sicuro; “tratta” delle hostess non possiam dirlo ma…i soliti integralisti son sicuro riusciranno a trovare il pelo nell’uovo in tal senso. Nihil sub sole novi.

Spero solo che soprattutto i disabili abbiano a giovarsi di tali piacevoli immagini, e non solo l’amministratore delegato che spera sicuramente nel beneficio indiretto di una impennata di…voli.

Pubblicato in: curiosità | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento »

feste divertenti con gente divertente

Pubblicato da innocenso su 04/10/2009

barbaraguerraCari amici,
la ragazza che vedete a sinistra, Barbara Guerra (e chi non farebbe la Pace con tale signora…), ha dichiarato “non sono una escort, ho solo partecipato a feste divertenti con gente divertente“. Dalle feste col premier alle notti salentine…così ce l’hanno consegnata (insieme ad altre ragazze) le cronache degli ultimi giorni legate alle feste in casa di Silvio Berlusconi. Come dire, inverno a Palazzo Grazioli, agosto a Villa Certosa.

Al di là delle vicende personali su cui non discuto in quanto investono la personale coscienza di tale persona, mi ha però colpito la sua dichiarazione da farmi riflettere. Anch’io ricordo di aver più volte partecipato a “feste divertenti con gente divertente”, eppure…non ricordo di aver incontrato donne ben disposte come la Barbara. Sarà che ho sbagliato festa o non si trattava poi in effetti di gente così divertente come appariva? Il dubbio amletico mi assale. Per uscire dall’empasse escogito una proposta per le donne: pensate meno a combattere una “barbara guerra” contro il genere maschile, reo sempre di esser percepito come quello dal “chiodo fisso” e…vi rimarrà più tempo a godere di una “dolce pace” in loro compagnia. E tutti avranno di che goderne. E non inseguiremo più veline e gossip pensando che solo nel loro dorato mondo certi piacevoli incontri possano accadere!

Pubblicato in: prostituzione | Lascia un commento »

lo stupro del giorno dopo

Pubblicato da innocenso su 04/10/2009

stuproimmaginarioCari amici, ancora un episodio accaduto nel “civile” nord Italia, dove la cultura della paternità responsabile è notoriamente più forte rispetto al sud. C’è da gridare “vergogna” davanti a questo Paese che accetta di miglior grado uno stupro rispetto ad una contraccezione d’emergenza che, soli in Italia, abbiam bisogno di chiedere al medico di famiglia! Se una ragazzina che ha bisogno della pillola del giorno dopo si inventa di essere stata stuprata da due nordafricani, anziché raccontare una verità più banale come un rapporto non protetto col suo fidanzato, un motivo dovrà pur esserci.
La vicenda, purtroppo, è realmente accaduta a Treviso, e la ragazza è stata denunciata per procurato allarme dopo che alcuni amici hanno raccontato alla polizia la verità.

Come ha riflettuto Alessandro Capriccioli, dell’associazione Luca Coscioni, il motivo consiste probabilmente in un’atmosfera di assoluta miseria culturale, nella quale la libertà di scelta è sistematicamente degradata a capriccio, e quindi le decisioni sul proprio corpo vengono socialmente accettate soltanto nella misura in cui risultino giustificate da cause di forza maggiore di identica, misera consistenza.
Evidentemente ci siamo ridotti a questo punto: una ragazza, allo scopo di esercitare legittimamente il proprio diritto a una maternità consapevole senza subire i giudizi negativi degli altri, cerca di giustificare la sua scelta legandola a una motivazione diversa, più accettabile nel contesto di un paese come il nostro proprio perché riconducibile ad elementi non legati ai diritti individuali, ma a questioni come il razzismo e l’intolleranza.

fonte: agenda coscioni, agosto 2009

Pubblicato in: adolescenti | Contrassegnato da tag: , , , | 2 Commenti »

l’aiuto integrale in psicoterapia

Pubblicato da innocenso su 16/09/2009

ClinicSex_19Ha fatto scalpore una inusuale notizia di una terapeuta, che tanti uomini avrebbero voluto sicuramente incontrare, che non ha fatto distinzione tra teoria e pratica, a cui siamo purtroppo abituati. Si è autodefinita un ‘surrogato sessuale’, Mare Simone, ha 54 anni, e ha speso una vita al ‘servizio’ degli uomini. Mare è stata infatti con circa 1.500 uomini, per la maggior parte già sposati o fidanzati. Esperta qualificata di terapia sessuale, negli ultimi 23 anni ha avuto più o meno 10mila clienti: e proprio tra i suoi clienti ha ‘pescato’ le sue centinaia di amanti. “Mi sono guadagnata da vivere facendo sesso con uomini di altre donne – ha detto al Sun – ma non sono né mi sento una prostituta. Fare sesso con i miei clienti fa bene a me e a loro, fa parte della terapia. D’altronde, la gente paga per avere consigli e per risolvere i propri problemi: io non faccio altro che migliorare la vita sessuale degli uomini e nello stesso tempo aiuto anche quella delle loro mogli e delle loro fidanzate”. Mare, che è ovviamente single e vive a Londra, ha dichiarato come “il mio lavoro è far capire alle persone che i loro problemi non sono fisici, ma solo mentali: e io aiuto loro a risolverli”. Impeccabile.

Pubblicato in: terapia | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento »

tradita dalla tradizione

Pubblicato da innocenso su 16/09/2009

muslim womanCari amici,
un nuovo fatto tragico di sangue, per una presunta “violazione della tradizione”. Avevamo già vissuto il terribile episodio di Hina Saleem. Ora è stato il turno di Saana, 18enne di Pordenone. E guarda caso con motivazioni simili. Già leggere la breve cronaca fa rabbrividire il pensiero di quanto l’ideologia passi sopra le persone, l’amore che si dovrebbe portare verso di loro, il senso dei basilari diritti.. violati. Episodi che insegnano quanto l’idea di “tradizione” sia un semplice pretesto per gente che definire “indottrinata” è solo un eufemismo.

E questo nella “civile” Italia e nel “civilissimo” Nord!

Cari amici,
un nuovo fatto tragico di sangue, per una

presunta “violazione della tradizione”.

Avevamo già vissuto il terribile episodio di

Hina Saleem. Ora è stato il turno di Saana.

Già leggere la breve cronaca fa rabbrividire

il pensiero di quanto l’ideologia passi sopra le persone, l’amore che si dovrebbe portare verso di loro, il senso dei basilari diritti, violati. Episodi che insegnano quanto l’idea di “tradizione” sia un semplice pretesto per gente che definire “indottrinata” è solo un eufemismo. E questo nella “civile” Italia.

Pubblicato in: cronaca | Contrassegnato da tag: , , , | Lascia un commento »

chi non lavora (non) fa l’amore

Pubblicato da innocenso su 26/08/2009

scopaCari amici, un invito alla laboriosità oltrechè alle gioie del sesso, partendo da questo episodio di cronaca locale accaduto nel brindisino. Le ragazze pugliesi sono tradizionalmente laboriose e…non dovrebbero accadere episodi simili. Vai a capire come mai quei rancori si siano cumulati. Non vorrei che si trattasse del vecchio pregiudizio verso le gioie sessuali altrui. In ogni caso, scopate-ma-spazzate!

Torre Santa Susanna (Br) – Troppo sesso e poche faccende domestiche. Questa l’accusa lanciata nella mattinata di ieri da una donna del luogo alla convivente 19enne del figlio. Accusa che ha scatenato una vera e propria zuffa tra le due. Morsi, calci e pugni e le due, dopo essere state divise dai carabinieri sono state portate in ospedale per le cure del caso. L’episodio si è verificato poco dopo le nove in Largo Pozzi. La 19enne pare viva a casa della suocera da circa due mesi. Una fuga d’amore che però forse non è stata vista di buon occhio dalla madre del suo uomo. Forse tra le due non scorreva buon sangue già da diversi giorni e quello di ieri è stato un pretesto per dirsene di tutti i colori. Rancori e comportamenti non condivisi da entrambe le parti che ieri sono sfociati in una vera e propria zuffa.L’accusa mossa dalla suocera, infatti, sarebbe stata troppo offensiva per la giovane fidanzatina: troppo sesso e poca attenzione nei confronti della casa. Una frase che non doveva pronunciare ma che la donna covava da diverso tempo. Dopo le offese le due sono passate alle mani. La ragazza, presa dalla rabbia, ha morso un dito alla suocera che stava per mollarle una sberla. Per dividerle si è reso necessario l’intervento dei carabinieri allertati dai vicini attirati dalle urla isteriche delle due. Nessuno infatti è riuscito a mettere fine all’accesa lite. Le due donne non volevano staccarsi e hanno sfogato l’una sull’altra mesi e mesi di rancore.

fonte: senzacolonne, 26/8/09

Pubblicato in: cronaca | Contrassegnato da tag: , , , , | Lascia un commento »

testimonianze orali di una festa speciale

Pubblicato da innocenso su 26/08/2009

18annidifuocoCari amici, questa notizia fa ricordare quanto sia importante per la nostra civiltà occidentale il traguardo dei 18 anni, chiamata la “maggiore età”, l’età formale per le decisioni. Uno spartiacque che però fa spesso sottovalutare il periodo che viene prima (soprattutto, come sapete, quello post-puberale). Chissà che la vicenda di San Remo non sia originata proprio da ciò. Lo deduco dalla frase che la ragazza avrebbe pronunciato: “ora ho 18 anni e posso fare quel che voglio”. Tutti noi già maggiorenni sappiamo come sia stato importante quel momento di passaggio, rito di “iniziazione” quasi. Ma chi lo vive con maggiore enfasi (come può essere stato per questa ragazza) è molto probabile che si sia trovato negli anni precedenti a non poter vivere spontaneamente la bellezza di avvenimenti quale il sesso in tutte le sue forme. In ogni caso, al di là dell’emblematicità e dell’eccesso di questo caso particolare (immaginate un pò di alcolici con lo sperma quale mistura da pronto soccorso possano creare)…se confrontate questo episodio con le tante feste di compleanno alle quali maschi e femmine si portano carichi di aspettative e poi…a casa davanti alla tv, non ci vuol molto a capire che un pò di vita nelle nostre stanche feste non farebbe male! E che sia un’appena 18enne a ricordarcelo, è tutto dire.

SAN REMO (11 agosto) – I 18 anni vanno festeggiati per bene, avrà pensato una neo maggiorenne di San Remo che, durante la propria festa di compleanno, ha deciso di regalare un momento “speciale” ai propri ospiti. La ragazza, stando alle testimonianze, ha donato loro del sesso orale, come racconta il sito Ciaopeople Magazine. Uno di questi avrebbe raccontato: « (..) urlava “ho compiuto 18 anni e ora posso fare quello che voglio”».  Insomma, la giovane ha perso totalmente il controllo e, dopo diciotto rapporti orali continui (sarà una bufala o voleva davvero essere un sostituto delle candeline, non lo sappiamo), la ragazza ha cominciato a sentirsi male ed è stata accompagnata all’ospedale per una lavanda gastrica.

fonte il gazzettino 11/8/09

Pubblicato in: adolescenti | Contrassegnato da tag: , , , , | Lascia un commento »

nudi al cospetto di dio

Pubblicato da innocenso su 02/08/2009

craddockcari lettori,

una diocesi anglicana inglese ha avviato una causa legale contro Andy Craddock, fotografo, che ha scattato una serie di foto artistiche con 3 modelle (tra cui la propria fidanzata e due ventunenni del posto, Kate Blacker e Becky Chapman) in una chiesa del 13° secolo. Chissà che non sentiremo i loro nomi in futuro. Glielo auguro, dopo le polemiche puritane che hanno attirato su di sé e il loro fotografo, almeno ne potranno tirar fuori notorietà a lungo termine, dopo le lungaggini legali.

Io mi chiedo se le critiche del parroco, Andrew Yates, abbiano un fondamento. Qui il reportage del Corriere della sera. Mentre molto semplicemente Craddock ha dichiarato “non comprendo l’azione legale, le fotografie sono arte, non offesa”, il legale del parroco, Jeremy Downing, ha addirittura parlato di “foto profondamente offensive per la gente che frequenta il posto per la usuale devozione“. Bene, questo tempio è in Cornovaglia…ma penso che qui il giudice non vaglierà un corno! come si fa a giudicare un’opera d’arte? Speriamo che nel massimo della sua severità condannerà l’autore ad una multa per la mancata autorizzazione del parroco (che dubito che gliela avrebbe concessa, visto il pregiudizio con cui le chiese solitamente affrontano il tema).

Perché è importante questo caso? Perché, come spesso accade, si ripresenta la distinzione tra sesso (malvagio) e violenza (buona o almeno a fin di bene). Il parroco infatti aveva addirittura autorizzato le riprese di un film violento “la famiglia omicidi” nel 2005. Questo, senza scandalizzare nessuno! Fintanto che pontificheranno in TV presunti moralisti del calibro di Zecchi purtroppo di queste notizie ne leggeremo ancora molte, anche nel cuore dell’Europa! Modeste voci, seppur di esperti del web, si stagliano senza essere ascoltate, quando è il “pudore” ad essere il protagonista. Siamo “nudi al cospetto di Dio” e non dovremmo aver vergogna o peggio paura di esserlo nei vestiti più che nelle intenzioni, nell’umiltà.

Il fatto è che la nudità ci inquieta anche perché toglie il controllo degli uomini sulle donne e…in fin dei conti il morboso piacere connesso a tale potere. Eppure se si ha “una panoramica sufficientemente ampia si può affermare che il piacere (quello puro, non quello legato al potere), soprattutto quello legato alla sfera del sesso, è una presenza costante nella sfera del sacro; quasi sempre condannata, ma che resiste a tutti i divieti” (M.C.Jacobelli, Il risus paschalis e il fondamento teologico del piacere sessuale, p.56). Ma hanno presenti questi parroci quante immagini che potremmo definire “porno” ci son nelle nostre chiese? Aprissero un libro di storia dell’arte e poi facessero un mea culpa, almeno per rispetto verso tutti quegli artisti che insegnavano ai fedeli ai tempi in cui s’imparava con l’iconografia!

Come possono delle foto con dei bei corpi nella Casa del Signore non “rendere allegra la gente triste di questo mondo”? E come può un’azione legale avere i risultati che spera il parroco? O non finirà piuttosto come per il famoso caso di sei anni fa de “Il Confessionale” di Jenny Forte?

Pubblicato in: cronaca | Contrassegnato da tag: , , | Lascia un commento »