Pubblicato da innocenso su 4 Ottobre 2009
Cari amici,
la ragazza che vedete a sinistra, Barbara Guerra (e chi non farebbe la Pace con tale signora…), ha dichiarato “non sono una escort, ho solo partecipato a feste divertenti con gente divertente“. Dalle feste col premier alle notti salentine…così ce l’hanno consegnata (insieme ad altre ragazze) le cronache degli ultimi giorni legate alle feste in casa di Silvio Berlusconi. Come dire, inverno a Palazzo Grazioli, agosto a Villa Certosa.
Al di là delle vicende personali su cui non discuto in quanto investono la personale coscienza di tale persona, mi ha però colpito la sua dichiarazione da farmi riflettere. Anch’io ricordo di aver più volte partecipato a “feste divertenti con gente divertente”, eppure…non ricordo di aver incontrato donne ben disposte come la Barbara. Sarà che ho sbagliato festa o non si trattava poi in effetti di gente così divertente come appariva? Il dubbio amletico mi assale. Per uscire dall’empasse escogito una proposta per le donne: pensate meno a combattere una “barbara guerra” contro il genere maschile, reo sempre di esser percepito come quello dal “chiodo fisso” e…vi rimarrà più tempo a godere di una “dolce pace” in loro compagnia. E tutti avranno di che goderne. E non inseguiremo più veline e gossip pensando che solo nel loro dorato mondo certi piacevoli incontri possano accadere!
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Pubblicato da innocenso su 4 Ottobre 2009
Cari amici, ancora un episodio accaduto nel “civile” nord Italia, dove la cultura della paternità responsabile è notoriamente più forte rispetto al sud. C’è da gridare “vergogna” davanti a questo Paese che accetta di miglior grado uno stupro rispetto ad una contraccezione d’emergenza che, soli in Italia, abbiam bisogno di chiedere al medico di famiglia! Se una ragazzina che ha bisogno della pillola del giorno dopo si inventa di essere stata stuprata da due nordafricani, anziché raccontare una verità più banale come un rapporto non protetto col suo fidanzato, un motivo dovrà pur esserci.
La vicenda, purtroppo, è realmente accaduta a Treviso, e la ragazza è stata denunciata per procurato allarme dopo che alcuni amici hanno raccontato alla polizia la verità.
Come ha riflettuto Alessandro Capriccioli, dell’associazione Luca Coscioni, il motivo consiste probabilmente in un’atmosfera di assoluta miseria culturale, nella quale la libertà di scelta è sistematicamente degradata a capriccio, e quindi le decisioni sul proprio corpo vengono socialmente accettate soltanto nella misura in cui risultino giustificate da cause di forza maggiore di identica, misera consistenza.
Evidentemente ci siamo ridotti a questo punto: una ragazza, allo scopo di esercitare legittimamente il proprio diritto a una maternità consapevole senza subire i giudizi negativi degli altri, cerca di giustificare la sua scelta legandola a una motivazione diversa, più accettabile nel contesto di un paese come il nostro proprio perché riconducibile ad elementi non legati ai diritti individuali, ma a questioni come il razzismo e l’intolleranza.
fonte: agenda coscioni, agosto 2009
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Pubblicato da innocenso su 16 Settembre 2009
Ha fatto scalpore una inusuale notizia di una terapeuta, che tanti uomini avrebbero voluto sicuramente incontrare, che non ha fatto distinzione tra teoria e pratica, a cui siamo purtroppo abituati. Si è autodefinita un ’surrogato sessuale’, Mare Simone, ha 54 anni, e ha speso una vita al ’servizio’ degli uomini. Mare è stata infatti con circa 1.500 uomini, per la maggior parte già sposati o fidanzati. Esperta qualificata di terapia sessuale, negli ultimi 23 anni ha avuto più o meno 10mila clienti: e proprio tra i suoi clienti ha ‘pescato’ le sue centinaia di amanti. “Mi sono guadagnata da vivere facendo sesso con uomini di altre donne – ha detto al Sun – ma non sono né mi sento una prostituta. Fare sesso con i miei clienti fa bene a me e a loro, fa parte della terapia. D’altronde, la gente paga per avere consigli e per risolvere i propri problemi: io non faccio altro che migliorare la vita sessuale degli uomini e nello stesso tempo aiuto anche quella delle loro mogli e delle loro fidanzate”. Mare, che è ovviamente single e vive a Londra, ha dichiarato come “il mio lavoro è far capire alle persone che i loro problemi non sono fisici, ma solo mentali: e io aiuto loro a risolverli”. Impeccabile.
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Pubblicato da innocenso su 16 Settembre 2009
Cari amici,
un nuovo fatto tragico di sangue, per una presunta “violazione della tradizione”. Avevamo già vissuto il terribile episodio di Hina Saleem. Ora è stato il turno di Saana, 18enne di Pordenone. E guarda caso con motivazioni simili. Già leggere la breve cronaca fa rabbrividire il pensiero di quanto l’ideologia passi sopra le persone, l’amore che si dovrebbe portare verso di loro, il senso dei basilari diritti.. violati. Episodi che insegnano quanto l’idea di “tradizione” sia un semplice pretesto per gente che definire “indottrinata” è solo un eufemismo.
E questo nella “civile” Italia e nel “civilissimo” Nord!
Cari amici,
un nuovo fatto tragico di sangue, per una
presunta “violazione della tradizione”.
Avevamo già vissuto il terribile episodio di
Hina Saleem. Ora è stato il turno di Saana.
Già leggere la breve cronaca fa rabbrividire
il pensiero di quanto l’ideologia passi sopra le persone, l’amore che si dovrebbe portare verso di loro, il senso dei basilari diritti, violati. Episodi che insegnano quanto l’idea di “tradizione” sia un semplice pretesto per gente che definire “indottrinata” è solo un eufemismo. E questo nella “civile” Italia.
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Pubblicato da innocenso su 26 Agosto 2009
Cari amici, un invito alla laboriosità oltrechè alle gioie del sesso, partendo da questo episodio di cronaca locale accaduto nel brindisino. Le ragazze pugliesi sono tradizionalmente laboriose e…non dovrebbero accadere episodi simili. Vai a capire come mai quei rancori si siano cumulati. Non vorrei che si trattasse del vecchio pregiudizio verso le gioie sessuali altrui. In ogni caso, scopate-ma-spazzate!
Torre Santa Susanna (Br) – Troppo sesso e poche faccende domestiche. Questa l’accusa lanciata nella mattinata di ieri da una donna del luogo alla convivente 19enne del figlio. Accusa che ha scatenato una vera e propria zuffa tra le due. Morsi, calci e pugni e le due, dopo essere state divise dai carabinieri sono state portate in ospedale per le cure del caso. L’episodio si è verificato poco dopo le nove in Largo Pozzi. La 19enne pare viva a casa della suocera da circa due mesi. Una fuga d’amore che però forse non è stata vista di buon occhio dalla madre del suo uomo. Forse tra le due non scorreva buon sangue già da diversi giorni e quello di ieri è stato un pretesto per dirsene di tutti i colori. Rancori e comportamenti non condivisi da entrambe le parti che ieri sono sfociati in una vera e propria zuffa.L’accusa mossa dalla suocera, infatti, sarebbe stata troppo offensiva per la giovane fidanzatina: troppo sesso e poca attenzione nei confronti della casa. Una frase che non doveva pronunciare ma che la donna covava da diverso tempo. Dopo le offese le due sono passate alle mani. La ragazza, presa dalla rabbia, ha morso un dito alla suocera che stava per mollarle una sberla. Per dividerle si è reso necessario l’intervento dei carabinieri allertati dai vicini attirati dalle urla isteriche delle due. Nessuno infatti è riuscito a mettere fine all’accesa lite. Le due donne non volevano staccarsi e hanno sfogato l’una sull’altra mesi e mesi di rancore.
fonte: senzacolonne, 26/8/09
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Pubblicato da innocenso su 26 Agosto 2009
Cari amici, questa notizia fa ricordare quanto sia importante per la nostra civiltà occidentale il traguardo dei 18 anni, chiamata la “maggiore età”, l’età formale per le decisioni. Uno spartiacque che però fa spesso sottovalutare il periodo che viene prima (soprattutto, come sapete, quello post-puberale). Chissà che la vicenda di San Remo non sia originata proprio da ciò. Lo deduco dalla frase che la ragazza avrebbe pronunciato: “ora ho 18 anni e posso fare quel che voglio”. Tutti noi già maggiorenni sappiamo come sia stato importante quel momento di passaggio, rito di “iniziazione” quasi. Ma chi lo vive con maggiore enfasi (come può essere stato per questa ragazza) è molto probabile che si sia trovato negli anni precedenti a non poter vivere spontaneamente la bellezza di avvenimenti quale il sesso in tutte le sue forme. In ogni caso, al di là dell’emblematicità e dell’eccesso di questo caso particolare (immaginate un pò di alcolici con lo sperma quale mistura da pronto soccorso possano creare)…se confrontate questo episodio con le tante feste di compleanno alle quali maschi e femmine si portano carichi di aspettative e poi…a casa davanti alla tv, non ci vuol molto a capire che un pò di vita nelle nostre stanche feste non farebbe male! E che sia un’appena 18enne a ricordarcelo, è tutto dire.
SAN REMO (11 agosto) – I 18 anni vanno festeggiati per bene, avrà pensato una neo maggiorenne di San Remo che, durante la propria festa di compleanno, ha deciso di regalare un momento “speciale” ai propri ospiti. La ragazza, stando alle testimonianze, ha donato loro del sesso orale, come racconta il sito Ciaopeople Magazine. Uno di questi avrebbe raccontato: « (..) urlava “ho compiuto 18 anni e ora posso fare quello che voglio”». Insomma, la giovane ha perso totalmente il controllo e, dopo diciotto rapporti orali continui (sarà una bufala o voleva davvero essere un sostituto delle candeline, non lo sappiamo), la ragazza ha cominciato a sentirsi male ed è stata accompagnata all’ospedale per una lavanda gastrica.
fonte il gazzettino 11/8/09
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Pubblicato da innocenso su 2 Agosto 2009
cari lettori,
una diocesi anglicana inglese ha avviato una causa legale contro Andy Craddock, fotografo, che ha scattato una serie di foto artistiche con 3 modelle (tra cui la propria fidanzata e due ventunenni del posto, Kate Blacker e Becky Chapman) in una chiesa del 13° secolo. Chissà che non sentiremo i loro nomi in futuro. Glielo auguro, dopo le polemiche puritane che hanno attirato su di sé e il loro fotografo, almeno ne potranno tirar fuori notorietà a lungo termine, dopo le lungaggini legali.
Io mi chiedo se le critiche del parroco, Andrew Yates, abbiano un fondamento. Qui il reportage del Corriere della sera. Mentre molto semplicemente Craddock ha dichiarato “non comprendo l’azione legale, le fotografie sono arte, non offesa”, il legale del parroco, Jeremy Downing, ha addirittura parlato di “foto profondamente offensive per la gente che frequenta il posto per la usuale devozione“. Bene, questo tempio è in Cornovaglia…ma penso che qui il giudice non vaglierà un corno! come si fa a giudicare un’opera d’arte? Speriamo che nel massimo della sua severità condannerà l’autore ad una multa per la mancata autorizzazione del parroco (che dubito che gliela avrebbe concessa, visto il pregiudizio con cui le chiese solitamente affrontano il tema).
Perché è importante questo caso? Perché, come spesso accade, si ripresenta la distinzione tra sesso (malvagio) e violenza (buona o almeno a fin di bene). Il parroco infatti aveva addirittura autorizzato le riprese di un film violento “la famiglia omicidi” nel 2005. Questo, senza scandalizzare nessuno! Fintanto che pontificheranno in TV presunti moralisti del calibro di Zecchi purtroppo di queste notizie ne leggeremo ancora molte, anche nel cuore dell’Europa! Modeste voci, seppur di esperti del web, si stagliano senza essere ascoltate, quando è il “pudore” ad essere il protagonista. Siamo “nudi al cospetto di Dio” e non dovremmo aver vergogna o peggio paura di esserlo nei vestiti più che nelle intenzioni, nell’umiltà.
Il fatto è che la nudità ci inquieta anche perché toglie il controllo degli uomini sulle donne e…in fin dei conti il morboso piacere connesso a tale potere. Eppure se si ha “una panoramica sufficientemente ampia si può affermare che il piacere (quello puro, non quello legato al potere), soprattutto quello legato alla sfera del sesso, è una presenza costante nella sfera del sacro; quasi sempre condannata, ma che resiste a tutti i divieti” (M.C.Jacobelli, Il risus paschalis e il fondamento teologico del piacere sessuale, p.56). Ma hanno presenti questi parroci quante immagini che potremmo definire “porno” ci son nelle nostre chiese? Aprissero un libro di storia dell’arte e poi facessero un mea culpa, almeno per rispetto verso tutti quegli artisti che insegnavano ai fedeli ai tempi in cui s’imparava con l’iconografia!
Come possono delle foto con dei bei corpi nella Casa del Signore non “rendere allegra la gente triste di questo mondo”? E come può un’azione legale avere i risultati che spera il parroco? O non finirà piuttosto come per il famoso caso di sei anni fa de “Il Confessionale” di Jenny Forte?
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Pubblicato da innocenso su 22 Maggio 2009
Cari amici, vi propongo, tradotta, parte di una riflessione da un post di ‘Furry Girl‘ del 13/5/09, una che si definisce sex-worker, pornographer, sex-positive feminist, ecc. una del mestiere dunque, sulla errata generalizzazione propria di un diffuso “pensiero unico”: quella che vorrebbe vedere la donna sempre vittima e oggetto e mai soggetto in attività di cui poi siamo spesso nascosti ma incalliti fruitori, a dispetto di quanto vorremmo far credere.
Accusa utilizzata di frequente: “la pornografia rende le donne oggetto”
Ah, “oggettivizzazione„ una di quelle parole alla moda – come “empowerment„ – che ho sentito tante volte, e che mi appare come un linguaggio incomprensibile. E davvero non sono sicura di averne mai capito l’intimo significato. Questo argomento è uno dei maggiori temi di discussione con i crociati anti-pornografia. Essi affermano “la pornografia rende le donne oggetto!„ come se una tal frase fosse sufficiente a chiudere del tutto l’argomento. Vorrei indirizzare il mio discorso in due direzioni.
In primo luogo, come porn-model e cam-girl, nella descrizione del mio lavoro viene scritto come fossi “un oggetto sessuale„ (come gli anti-sesso mi avrebbero definito) mentre è un lavoro che mi rende felice. I miei clienti più amichevoli mi trattano come una persona multidimensionale, anche se non è loro richiesto, e non provo risentimento nei confronti di coloro che non familiarizzano in modo speciale con me. (Diavolo, capisco come una tal cosa mi annoierebbe se, come cliente, trovassi un cameriere o un tassista troppo chiacchieroni cercassero di impormi una socializzazione non spontanea). In webcam i miei clienti pagano 3$ al minuto con l’espresso scopo di non dovermi offrire da bere o invitarmi a cena e non dover fare attenzione a ciò che dico per potermi spogliare. È davvero più onesto di tanti incontri. Non ho mai incontrato una lavoratrice del sesso che fosse ignara, prima di iniziare, di ciò che gli sarebbe stato chiesto. E quando veniva richiesto il motivo alla base di tale decisione, non una ha risposto “sono diventata una spogliarellista in quanto cercavo il vero amore di un partner intellettuale che apprezzasse la mia bellezza interiore e non se la spassasse col mio corpo„ Quel genere di persone risponde agli annunci dei romanzi Harmony, non agli annunci dei settimanali cartacei per ottenere ad esempio una “scena anale B/G dietro contante di $500.„ Non si capisce dunque dove mai sia stata reperita tale definizione “vittimistica” del lavoro delle sex-worker.
“Essere oggettivizzate„ dai clienti è qualcosa che le stesse lavoratrici del sesso non considerano un’ingiustizia e dalla quale vorrebbero fuggire. È un’analisi incompleta che è imposta al nostro lavoro da profani che presumono di pronunciarsi su cosa noi sperimentiamo e cosa riteniamo senza mai avercelo chiesto. Ciò stesso, da solo, dovrebbe farvi capire molto su quanto vi sia di reale o meno nelle loro interpretazioni. Gli operatori del sesso, al contrario, se la prendono regolarmente contro l’oggettivazione che proviene dai media, dai crociati anti-pornografia, dalle femministe anti-sesso, da accademici poco qualificati, donne ed altri. Noi lavoriamo come persone consensualmente “oggettificate”, persone che sono pagate e pagano per il proprio lavoro, ma odiamo essere oggettificate da profani che né ci pagano né tantomeno ci rispettano, ma ci usano (abusano) per far quadrare i loro conti e averne profitti.
In secondo luogo, chiunque nel proprio lavoro viene “cosificato„ durante il proprio ruolo. Non mi preoccupo tanto infatti per il cassiere della drogheria, ma nessuno si esprime al vetriolo su quanto egli sia oppresso o “cosificato,, semplicemente perché, nel proprio lavoro, ciascuno vede sé stesso come un “cassiere”. Non mi preoccupo di esaminare a fondo le intime passioni intellettuali di una donna che mi ha servito il tè in un bar, ma non mi risultano corsi universitari che studino l’oggettivizzazione delle bariste! Non ho mai ceduto ad amori romantici con un’infermiera che mi abbia semplicemente pesato o misurato la mia pressione sanguigna in un ambulatorio, ma se là fuori vi sono dimostranti i loro cartelli di sicuro non avranno scritto “Arrestiamo lo sfruttamento delle donne! La pianificazione delle nascite “cosifica” le infermiere in quanto le rende operatrici unidimensionali dell’assistenza sanitaria!” (…) Non possiamo pretendere di stabilire una relazione autentica con tutti quelli che incontriamo nelle nostre vite, che siano spogliarelliste, autisti o commessi in un negozio di scarpe. Se scegliamo di non investire le nostre energie nel portiere di turno o nella cam-girl ciò non attiene a questioni etiche. Non diventa perciò un “Grave Problema Sociale” soltanto perché implica l’argomento “sesso”.
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Pubblicato da innocenso su 20 Maggio 2009
Cari amici, cosa dire? I Paesi Bassi sempre lì ad indicarci la strada maestra. Anche stavolta, a quanto pare, sempre che la proposta vada o sia andata in porto (non verificato). Da noi i giuristi e i legislatori in particolare pare si siano scordati da tempo del principio che presiede alle leggi. Ed infatti questa olandese non “liberalizza” un bel nulla ma…semplicemente evita di fare danni a persone in atteggiamenti di normale affetto, anche sessuale. Da noi solitamente (Paese ben più “basso” sotto il punto di vista morale e legislativo) lo spauracchio di una presunta “pubblica morale”, “corruzione della gioventù” e simili amenità diventano il pretesto per andar contro ogni più elementare principio di diritto di libertà costituzionalmente garantito (nulla poena sine crimine).
Corsera 10/3/2008 Amsterdam – Si potrà fare sesso senza problemi, anche di giorno, ma guai a fumarsi una sigaretta dopo il rapporto e a gettare il mozzicone per terra: allora potrebbe arrivare una salatissima multa. Una bozza di regolamento messa a punto dagli esperti della polizia olandese – che dovrebbe entrare in vigore dopo l’estate – parla chiaro: appartarsi in un giardino pubblico e lasciarsi andare a libere effusioni, dal petting al rapporto sessuale completo, d’ora in poi non dovrà più essere considerato un comportamento perseguibile, almeno in Olanda. (..) Di fronte a coppie o più persone che si appartano – si legge nella bozza di regolamento inviata alle principali amministrazioni comunali – «i pubblici ufficiali non devono nella maniera più assoluta disturbare le attività, fintanto che non arrechino disturbo agli altri».
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Pubblicato da innocenso su 19 Aprile 2009
Cari lettori,
si parlava con un amico recentemente di situazioni in cui la donna è “protagonista” di performance tali da far ragionevolmente presumere che sia disponibile sessualmente. E invece, d’improvviso, patatrac! Nulla di fatto, anzi batoste pure nel tentare chiarezza. E mi son ricordato di questo episodio, apparso su un famoso quotidiano italiano (gdm) il 29/12/1994.
Come racconta Angelo Baracca, professore universitario incappato in una simbolica vicenda che sarà capitata a tanti “per lei niente si poteva fare fuori del sacro vincolo del matrimonio“: ed ecco già in evidenza un cancro difficilmente estirpabile dalle conseguenze che conosciamo. E, come quasi sempre in questi casi, si tratta di “schermo per propri tabù sessuali”. La cosa interessante è riscontrare come addirittura un sacerdote le avesse consigliato una maggiore elasticità (apriti cielo), ma…alle teste di coccio non si comanda!
Eppure, a torto o a ragione, le donne avrebbero dovuto tramandarsi, anche per “cultura popolare” quanto ricordava, senza mezze parole, la celeberrima star: “il desiderio che nasce nell’organo maschile è cento volte più difficile da controllare del desiderio che ha origine nelle ghiandole femminili. Tutte le ragazze che accettano un tete-a-tete in automobile in qualche angolo appartato, sapendo che limiteranno le loro azioni ad accendere il desiderio, per poi difendere la loro <virtù>, dovrebbero essere frustate” (Marlene Dietrich)
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Pubblicato da innocenso su 30 Giugno 2008
Cari amici,
sapete dello “sfratto” che sexlibertatis ebbe dalla piattaforma blogspot, no? Ve ne detti notizia il 14/11/07. E le ragioni erano teoricamente riportate nella risposta degli amministratori della più grande community di blog. Ma non vi siete forse accorti che, come al solito, si filtra il moscerino e…si lasciano passare gli elefanti. Giusto a titolo di esempio il blog “bardarodaviaria” è tutto lì, senza alcun filtro all’ingresso (almeno fino a questo momento, a quasi un anno dall’apposizione al blog sexlibertatis del famoso “avviso ai naviganti”). Se proprio si trattava di qualche foto non accettata dal vituperato “comune senso del pudore”, vi invito a vedere cosa vi si trova sul sito indicato. La foto che riporto nel post è una tra quelle simpatiche, ma vi assicuro che ce ne sono di sicuramente “hard” almeno per il famoso “senso del pudore”.
Quando si dice… “qui gatta ci cova”. Atteggiamenti bizzarri, infatti, proprio come il genere in cui va inserito il blog!
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Pubblicato da innocenso su 29 Giugno 2008

Cari lettori, prendo spunto da questo nuovo Rapporto Eurispes per una piccola riflessione: non so la vostra esperienza, ma la mia (da adolescente di sicuro, impacciato come molti a quell’età), non mi dimostra tutta questa predilezione per il “sesso occasionale”, anzi io non l’ho mai sperimentata. Ci fosse stata magari “un’occasione per l’occasionale”… Penso invece che dai “comportamenti autoesplorativi” a quelli “eteroesplorativi” ci sia invece un abisso. Una cosa positiva probabilmente traspare, almeno guardandola con gli occhi di chi ne ha passate, ed è quella visione disincantata del sesso che probabilmente se anticipata aiuta ad evitare peggiori conseguenze negli anni a venire. E poi, penso si tragga facilmente un messaggio per i genitori: finitela con la retorica del “ai miei tempi”…se poi non sapete parlare ai vostri figli e, cosa ancora peggiore, vista questa latitanza in materia, finiamola con le paure riservate alla grande rete, che forse è rimasta la migliore fonte per una sana e personale ricerca.
Da “vedere MA non conoscere” auspico un “vedere E conoscere“, poichè già “vedere E’ conoscere“.
da l’Occidentale 18/11/2007
(…) Sembra un mondo a parte, difficile da decifrare, nonostante studi, statistiche, talk show con fior di psicologi e bibliografia più o meno specializzata. Il quadro che emerge è una coperta sempre troppo corta che lascia qualche dettaglio fuori analisi, insomma la generalizzazione è facile, così come è facile cadere nella retorica di un “Ai miei tempi”. Il rapporto 2007 Eurispes-Telefono Azzurro parla di una generazione (adolescente) che ha una visione disincantata sull’amore. Predilige il sesso occasionale. (…) Le statistiche parlano chiaramente di una precocità nei bambini dagli zero ai dodici anni di comportamenti autoesplorativi. Tuttavia la sessualità è un argomento che non viene trattato in casa, dove spesso i figli hanno come unica compagnia il cellulare per scambiare sms con gli amici e Internet.
Siamo di fronte ad una generazione abituata dalla Tv a vedere di tutto (vedere, ma non conoscere), ha un rapporto con il proprio corpo tale per cui l’esibizione è una faccenda normale.
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Pubblicato da innocenso su 29 Giugno 2008
Cari amici,
già all’inizio di questo blog non era passata inosservata una dichiarazione molto forte dell’Abbè Pierre, il famoso frate francese.
Un anno e mezzo fa ci ha lasciato, ma…dimenticavamo una cosa importante: nell’affrontare uno dei temi più delicati della Chiesa cattolica, quello della castità dei preti, a ottobre del 2005 lo stesso ammise di avere avuto un rapporto sessuale dopo l’ordinazione a sacerdote.
Speriamo che la trasparenza di questo grande testimone di Cristo contemporaneo insegni qualcosa alle nostre (invecchiate dentro) gerarchie vaticane.
Basterebbe confrontare la statura morale di un tale uomo di Chiesa con un recente episodio che ha visto protagonista Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova, nelle vesti di moderno censore con tanto di metodi fascisti, nei confronti del giornalista Sante Biasetto, “reo” di aver scritto in merito all’innamoramento di un prete della stessa Diocesi. E come sempre accade, anche tra i cattolici c’è chi il buon senso non lo ha perso, e che non bacia i piedi ai vescovi anche quando questi abusano della loro funzione (leggi buona fede popolare, oltre che investitura papale). E questo non può che far piacere. Ma la grande stampa questo quasi mai lo riporta. E’ comparsa una bella lettera allo stesso vescovo, che tra l’altro, dice “Non è possibile che una Chiesa che non fa altro che parlare di famiglia e di figli sia poi così “matrigna” sia verso questo prete, costringendolo alla riduzione allo stato laicale, sia (ancor più assurdamente) verso questo giornalista colpevole solo di aver fatto il suo lavoro. Siamo sicuri, Eccellenza, che tutto questo non sia vero e che Lei smentirà quello che raccontano le cronache e documentano le fotografie. E se Lei invece non fosse in grado di smentire, o se incredibilmente difendesse quel suo gesto, allora Eccellenza Le resta una cosa sola da fare, anzi due: vergognarsi e dimettersi da un ruolo di pastore che non merita di svolgere”.
Puntualmente, come nella migliore tradizione curiale, anche le supposte “scuse” non hanno per nulla risposto alle precise richieste, ben argomentate, del fedele che sul blog riportato ha scritto tale missiva.
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Pubblicato da innocenso su 29 Giugno 2008
Cari amici,
come ripetiamo da tempo, la censura o l’incoraggiamento di pratiche moralistiche, non basate su strategie efficaci che siano ben studiate e meditate (in quanto non si applicano ad una macchina, ma agli uomini, sic), finiscono per ripetere l’eterogenesi dei fini, vanificando gli stessi (di solito presenti) elementi positivi di una legge e frustrando le aspettative di chi in queste confida. Oggi arriva una conferma di ciò in relazione alle forti campagne anti-aborto in nord Europa. Se l’autrice avesse fatto una visitina in Italia… Ed infine è riportato un dato presente nelle statistiche da tempo: le donne dell’Est EU abortiscono di più. Perchè? Scopritelo in fondo.
Grazie a Laicamente.it che ha tradotto l’articolo del Telegraph
LE CAMPAGNE ANTI ABORTO IN REALTA’ LO INCORAGGIANO
Di Katia Moscano
Le campagne per ridurre il termine legale per abortire incoraggerebbe le donne a farlo. Lo riporta il quotidiano britannico Telegraph. Secondo Ann Furedi, direttrice del British Pregnancy Advisory Service, i gruppi antiabortisti, mettendo sotto luce l’agomento lo hanno fatto conoscere a molte piu’ donne che prima non ne erano al corrente.
Stime ufficiali rivelano che lo scorso anno e’ aumentato il numero degli aborti, raggiungendo livelli record. Il tasso piu’ alto e’ stato raggiunto in Scozia, dove si e’ anche vista la campagna anti aborto piu’ aggressiva.
L’interesse politico sull’aborto e’ emerso lo scorso mese, quando il Parlamento ha approvato la legge sulla Fecondazione e Ricerca. In quella occasione e’ stato presentato da alcuni parlamentari un emendamento, respinto, che chiedeva di abbassare il limite delle settimane necessarie per abortire.
Per la Furedi: “I numeri rivelano un aumento del 2,2% degli aborti in Inghilterra e Galles, e del 4% in Scozia dove la campagna anti abortista e’ stata molto pressante. Lo scopo era di dissuadere le donne dal ricorrere a quella pratica, ma in realta’ questi attacchi hanno portato molta pubblicita’, rendendola una scelta possibile e, sorprendentemente, le ha tolto la cattiva nomea.
La Furedi ha dichiarato che il tasso di aborti in Scozia potrebbe dipendere dagli attacchi dei vescovi e del Cardinal Keith O’Brien della Chiesa cattolica scozzese, il quale defini’ l’aborto “l’equivalente del massacro di due citta’ scozzesi”.
Le donne che abortiscono di piu’ sono quelle dell’Est Europa, che non hanno accesso alla contraccezione o non sono al corrente di altri metodi, gratis, disponibili.
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Pubblicato da innocenso su 15 Giugno 2008
Cari lettori, cercasi genitori che siano all’altezza del loro compito, e non che vadano in cerca di continui spauracchi (il sesso, internet, ecc). Questa ulteriore ricerca dimostra quanto andrebbero educati prima i genitori e poi i loro figli adolescenti…
Riporta 055news.it “Buio fitto, per i genitori italiani, sulla vita sessuale dei loro figli adolescenti. La loro consapevolezza delle abitudini e dei rischi che corrono i propri ragazzi è pressoché nulla. Parola della sessuologa Alessandra Graziottin. L’esperta, direttore del centro di ginecologia e sessuologia medica dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano, punta il dito sui genitori “ciechi, che sottostimano i comportamenti a rischio delle loro figlie under 15. Solo il 5% ammette la possibilità che possano fare del sesso, mentre a farlo realmente è ben il 38% delle giovani sotto i 15 anni. Da qui l’esigenza di “formare i genitori, che non possono abdicare alla loro funzione educativa su questi temi, delegando a altri come la scuola. E – avverte la sessuologa – non devono fare i grandi discorsi, ma parlare direttamente e semplicemente ogni qual volta sia necessario. La dott la definisce “omissione educativa con responsabilità drammatiche”. “I genitori oggi dormono”, accusa. “Negli ultimi 70 anni – rivela – solo il 40% delle madri parla di contraccezione con le proprie figlie.
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Pubblicato da innocenso su 30 Gennaio 2008
Cari amici, giusto 3 anni fa il compianto Giovanni Paolo II vedeva curiosamente tornare indietro una colomba bianca che aveva lanciato come era solito per l’Angelus domenicale.
Essendosi diffusa nelle varie colombaie la notizia del nuovo “pastore tedesco” (arghh) Benedetto XVI (secolo…), pare che “l’uccello della pace” sia intenzionato a prendere strade più (paci)fiche…
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Pubblicato da innocenso su 15 Gennaio 2008
Cari lettori, una personale traduzione da una breve quanto densa e realistica riflessione del dr.Klein, famoso negli USA, dell’8 Novembre scorso. E il cui blog di riferimento, sexual intelligence, trovate anche nei “link stranieri” consigliati da sexlibertatis. Quanti docenti o liberi professionisti, da noi in Italia, pur concordando nell’intimo, osano sfidare il pericolo dei benpensanti (magari a rischio di perdere anche clienti) per dichiarare pubblicamente queste verità?
Genitori, il problema non è il porno
del dr.Marty Klein (licenziato in terapia di coppia e familiare, terapeuta sessuale, sociologo)
Se davvero il problema risiedesse nel porno, saremmo tutti in un grande pantano. Poiché c’è più porno che mai là fuori.
E c’è più isteria che mai sul porno. È un “PornPanic“, (siamo) stufi di una macchina da guerra operante 24 ore su 7 giorni composta da sedicenti gruppi “per la moralità”, trasmissioni sul crimine, gruppi di estremisti di destra in TV, neo-femministe disorientate così come di quotidiane storie di mogli e mariti i cui rapporti s’incrinano nel prosperare dei siti porno.
In America, ad esempio, ha appena avuto termine la settimana del WRAP (nastro bianco contro la settimana della pornografia) (usato come simbolo di consapevolezza sulla settimana della pornografia, finchè i rivenditori del porno non hanno cominciato ad usarlo come strumento di marketing per aumentare le vendite. Siamo insomma in pieno teatro di guerra degno di Paul Krassner).
Come per tutti gli sforzi dell’antiporno, l’obiettivo del WRAP è di spaventare la gente, particolarmente i genitori, su un presunto mostro che inavvertitamente starebbe invadendo la nazione e sui presunti danni che ciò starebbe comportando.
L’ultima settimana, lo sponsor “Moralità nei Media” (MIM) ha presentato la tipica miscela di fatti e finzioni:
* (MIM) Fatti: Il porn è quasi dappertutto, molte persone ne consumano, e molte coppie gravate da rapporti sessuali poveri vedono un uomo che utilizza il porno. Ciò è vero. Dunque?
* (MIM) Finzioni: Gli uomini che guardano il porno commettono violenza sessuale contro donne ed bambini; uomini in spaventose relazioni sono stati sedotti dal porno; la maggior parte del porno ritrae violenza; guardare il porno fa pensare cose errate a riguardo delle donne; No, queste sono bugie. Non opinioni, b-u-g-i-e.
Le forze antiporno sono poi particolarmente pericolose quando parlano dell’esposizione dei bambini al porno. Non vi è ALCUNA prova che vedere dei seni nudi o coppie in atteggiamenti sessuali arrechi loro del danno; ancora meno provato è che la visione di immagini con tali soggetti sia loro dannosa. Quattro generazioni di bambini europei hanno trascorso le loro estati sulle spiagge topless e visto il sesso in TV senza diventare affatto peggiori dei nostri bambini (americani), ossessivamente protetti persino da un semplice sguardo ai capezzoli.
Dunque, genitori: il porno è un pericolo per i vostri bambini?
NO.
A meno che si pensi che i bambini siano matti e che siano danneggiati anche se solo inciampano sul porno, vederlo non li danneggerà. Se sono molto giovani lo ignoreranno; gli adolescenti più giovani ne andranno in ricerca da soli; gli adolescenti più maturi o ne otterranno una certa eccitazione oppure spegneranno del tutto e andranno avanti normalmente con la loro vita culturale (telefoni cellulari, tatuaggi, e quel rumore che chiamano musica).
Ecco invece cosa è pericoloso per i vostri bambini:
* L’idea che la loro sessualità è una cosa cattiva
* Che non dovrebbero parlare del sesso
* Che Dio o Gesù o voi conoscete e giudicate le loro fantasie sessuali
* Che i profilattici non funzionano
* Che c’è un sacco di gente fuori desiderosa di rapirli o toccarli nelle zone erogene
Questi pericoli non sono teorici, sono reali. Essi ci conducono alla vergogna, al senso di colpa, alla rabbia, alla confusione ed al terrore. E conducono a gravidanze indesiderate, al timore dell’intimità, all’incapacità di comunicare e al pensare che la sessualità sia un problema che sta insidiando le loro vite.
E conducono ad un maggior pericolo: quello di genitori che non vogliono discutere onestamente sul sesso con i loro ragazzi, perché si sentono presi dal panico sull’intero argomento.
Ci sono maniaci là fuori, persone che desiderano danneggiarne altre. Fortunatamente, non sono tanti. Naturalmente, quando i canali TV, show notturni e il vostro quotidiano locale ossessivamente si concentrano sui crimini sessuali, è difficile ricordarsi che quei maniaci sono una stretta minoranza.
Ed è duro ricordare che il tasso dei crimini sessuali (negli USA) è andato diminuendo ogni anno dal 1993.
È spaventoso pensare che la maggior parte degli adulti che hanno contatti sessuali con i bambini siano loro conoscenti. Non sono sconosciuti che incontri agli angoli delle strade con la (classica) caramella. E non sono nelle chatroom di Internet facendosi passare per adolescenti.
Sono persone fidate per entrambi: genitori e bambini.
È così spaventoso pensare a questa realtà che la maggior parte dei genitori preferisce concentrarsi su spaventosi sconosciuti, anche se la minaccia reale è bassissima.
Attualmente, qui non sono i bambini i più vulnerabili. Sono i genitori spaventati i più vulnerabili a essere danneggiati dagli sconosciuti (associazioni antiporno, ed altri che passano la loro vita a mentire e/o spaventare i genitori).
Allontanare i genitori da tali menzogne, e aiutarli a nutrire i propri bambini con le informazioni, le rassicurazioni, proteggendoli dalla propaganda antisesso: questo è oggigiorno realmente pericoloso.
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Pubblicato da innocenso su 23 Dicembre 2007

Non posso che raccoglierlo, in quanto intende perseguire uno dei fini di sexlibertatis.
Ciao, per una volta voglio rivolgermi a tutte le donne che provano piacere ad esibirsi per il proprio uomo o per la propria femminilità. Io ho rotto la barriera del pudore e ho gettato via ogni maschera. So che non è facile quello che sto per chiedervi ma mi piacerebbe che altre donne si unissero a me per sfidare il moralismo, il perbenismo, il maschilismo, l’ipocrisia della gente e tutto ciò che incatena la propria libertà sessuale e il desiderio di esprimere la propria sessualità senza trarne profitto e senza nuocere a qualcuno. E’ difficile seguirmi in questa battaglia ma vi ricordo che la vita è una sola, la bellezza svanisce in fretta e il sesso non è altro che un modo per giocare da adulti, sentirsi vivi e liberi e soprattutto amare chi ci è vicino o chi ci desidera. Non è la trasgressione che ci rende migliori o peggiori agli occhi della gente ma ciò che siamo dentro. Se ti senti pronta e determinata ad accettare questa sfida esibisciti senza maschere e senza filtri sulle foto che pubblichi! Mostra fiera il tuo corpo e il tuo volto di donna e regala il tuo coraggio e la tua sensualità a chi ti ama e apprezza per ciò che sei. In America sono molte le donne che non temono il giudizio della gente. Lottate con me per l’onestà, la sincerità, la giustizia e la libertà! Un grazie di cuore per il Vostro sostegno e la vostra solidarietà. Un bacio a tutti e in particolare ad ogni donna bella e affascinante che nasconde la propria sensualità e la propria femminilità per pudore. Non esistono donne troppo vecchie o brutte che non possano sedurre! ognuna di voi ha il proprio fascino nascosto e seppellito dai problemi, dal quotidiano,dalle insicurezze, dalla morale, dalla religione, dai mariti gelosi (che poi tradiscono) o da quelli stanchi. A presto.
La vostra Madameweb, 11/11/2007
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Pubblicato da innocenso su 23 Dicembre 2007

Ti ho amato tanto, da morire… come nessun’altra e senza mai nessun’altra. Ma la sera di Santa Lucia hai “aperto gli occhi”. Qualcuno mi dia la forza di continuare a vivere, le mie forze vengon meno.
E lontano, lontano nel tempo
qualche cosa negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
a quegli occhi che ti amavano tanto (…)
E lontano, lontano nel mondo
una sera sarai con un altro,
e ad un tratto chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me,
di un amore ormai troppo lontano. di Luigi Tenco
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Pubblicato da innocenso su 30 Novembre 2007
Riprendendo lo slogan di Rosselli…
dal caso Ciriani ad una riflessione più generale: come non auspicare quanto con sofferenza agognato dall’icona della letteratura erotica francese e mondiale?
“J’attends que la sexualité se démocratise afin que chacun puisse révéler sa vraie nature sans en souffrir socialement”
di Catherine Millet
Riportata dall’amico di sexpol
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Pubblicato da innocenso su 28 Novembre 2007
Una notizia che forse ci fa ben sperare, in quanto si fa riferimento ad una operazione contro la vera pedo-pornografia, quella relativa ad impuberi.
(ANSA) – MADRID, 22 NOV – Arrestate 40 persone dalla ‘Guardia Civil’ di Navarra per ‘corruzione di minori’ e ‘possesso di materiale pedo-pornografico’. Le ordinanze di custodia cautelare, secondo quanto riportano i media, sono state emesse in tutta la Spagna, soprattutto in Andalusia e in Catalogna, ma anche a Madrid e nelle Asturie, dopo un’indagine durata piu’ di un anno, che ha consentito di smascherare una rete estesa di soggetti che producevano e mettevano in rete video con bambini con meno 10 anni.
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Pubblicato da innocenso su 28 Novembre 2007
J.F.Kennedy nel 1961 davanti al muro: <siamo tutti berlinesi>.
La vera “pornoprof” intende abbatterne un altro, quello del perbenismo.Vi lascio un florilegio di commenti ripresi scorrazzando in rete prima che si perdano nel nulla (capita spesso, credetemi) dopo la sospensione di Anna Ciriani. Dagli USA hanno visitato tanto questo blog e conosciuto la questione madameweb grazie ad alcuni commenti postati su FARK.COM. Alcuni di questi dicevano:
- Non è questo lo stesso Paese che votò per la prima pornostar in un parlamento?
- Se è lei quella in foto, deve denunciare il suo chirurgo plastico. Quelle poppe finte sono orribili.
- Il suo lavoro è il suo lavoro e la sua vita privata la sua vita privata.
- In Italia, le donne sono più dannose delle armi.
- Gli insegnanti sono tenuti a standard morali più alti di chiunque altro. Genitori sono rimasti sconvolti dal vedere un insegnante dei loro figli bere un drink ad un pubblico ristorante. Negli USA, quella donna non avrebbe rischiato il proprio lavoro. Gli insegnanti qui sono trattati come merda, pagati come cittadini di seconda classe, ma da loro ci si aspetta la perfezione. Se i genitori avessero fatto il loro dovere, quei ragazzi non avrebbero trovato quelle foto.
Altri blogger criticavano così la decisione:
Povero sistema educativo italiano. E’ una vergogna che professori possano essere silurati così facilmente. Con l’ennesima delusione verso il sistema scolastico, che non colpisce mai i docenti incapaci ma bensì quelli innocenti. Madameweb innocente, sì, perchè coltivava una passione fuori dalla scuola scuola e, peraltro, in anonimato. Una vicenda assurda, che ha dell’incredibile.
L’UAAR scrive, ricordando come solo “poche settimane fa, un professore ateo fu additato come ‘cattivo maestro’ da diversi esponenti del centrodestra in quanto, fuori dall’orario di lavoro, manifestava pubblicamente il suo ateismo scrivendo opuscoli (che NON distribuiva a scuola)”: “… e perché no? Il caso della professoressa di Pordenone, sospesa dal direttore didattico perché protagonista di performance porno fuori dall’orario di lavoro, inerisce comunque il tema della libertà di espressione (benché molto particolare, ne convengo). La professoressa-pornostar è difesa dai suoi studenti, e nessuno è in grado di dimostrare che il suo comportamento a scuola sia stato reprensibile. A mio parere, una scuola pubblica deve pretendere qualità dell’insegnamento scolastico, non moralità (e quale?) nel comportamento extrascolastico. Secondo voi?
Se il giornalista del Sidney Morning Herald avesse invece tradotto il mio post precedente, il 23/11 non avrebbe riportato una castroneria unica, ossia la foto-logo del gruppo musicale madameweb (www.madameweb.it) sull’articolo riguardante la prof indicandolo come fosse un logo… “from madame web’s website!”
Due commenti dall’ultimo forum di madameweb
- Abbiamo un parlamento con decine di “onorevoli” condannati per i reati + vari però non possiamo avere una prof che al di fuori del suo orario di lavoro si comporta come meglio crede, e durante il lavoro è un’irreprensibile e competente insegnante! L’Italia è uno strano paese! Cara Isabella sono solidale con te! Baci (marino6548)
- La condotta sessuale (femminile) porta all’espulsione. L’omicidio (di una studentessa) alla reintegrazione. Chi ricorda Scattone? (McGill)
Alcuni commenti su magazine di libero
- Tutto questo avveniva anche prima, ricordo alcune insegnanti che spalancavano le gambe sotto la cattedra, che spettacolo, solo che adesso siamo pieni di mass media
- Conosco personalmente la persona in questione e posso assicurarvi che nel suo lavoro è molto professionale. Conosco altresi’ certe suore che lo sono molto di meno (prof non mollare)
- Siete solo dei penosi bacchettoni (lucrezia)
- Conosco bene i professori, ho due figli alle medie inf e sup….ho due lauree…e sgobbo 10 ore al giorno per 3000 eurini al mese con tre settimane di ferie ad agosto ed il cellulare sempre acceso. (..) per i miei figli preferirei una ruspante come la prof. madameweb (estremizzo) piuttosto che le parruccone che mi ritrovo…(mara)
- Ho visto il video…ma questa donna è fortissima…che coraggio…l’essenza pura della trasgressione…e poi fa anche la prof….io potrei farlo ma non ne ho il coraggio. Ma lei è una grande…ed a chi non piace ho una ricetta…biglietto di sola andata per La Mecca, Riad, Bagdad, avete ampia scelta! (carolina)
- Brava prof…brindo al tuo coraggio di vivere la vita come pensi che sia giusto. Siamo solo un paese di bigotti (..) vorrei averlo anche io il coraggio di fare certe scelte quindi viva la prof, tieni duro e avanti così (arianna)
Scrivono poi nei propri blog
SerialLicker: Ed è qui che m’incazzo. Fuori dalla sede scolastica, appunto. Fuori, altrove, perfino in un altro Stato. E’ come se licenziassero un vigile perchè a casa si veste da donna. Questo esempio, invece, calza: un prof di Milano è stato cacciato dalla scuola quest’anno, dopo dieci anni di assenteismo attivo (non c’era mai) e passivo (quando c’era leggeva il giornale), solo perchè i suoi studenti massacrati alla maturità hanno fatto ricorso al Tar. Dieci anni. Per tagliare la testa a Madameweb sono bastati dieci minuti. Perchè farsi toccare da sconosciuti e fare flashing su un vagone della metro berlinese è più grave che fottere i soldi dello stipendio. O restare in parlamento con condanne definitive, per dirla alla Grillo. O ottenere un posto pubblico con la letterina di un potente. Anna-Madameweb, in classe, era impeccabile. Ma che cosa è peggio? Girare nudi o rubare lo stipendio? La scuola italiana ha appena dato una risposta. Se questa è educazione…
La dottoressa Dania: Anna Ciriani (che, nonostante i nostri precedenti screzi, saluto affettuosamente) sembra essere stata punita, per il suo comportamento privato, perché insiste nel volersi guadagnare da vivere insegnando in una piccola scuola di provincia. E se avesse provato a fare politica, avrebbe potuto, senza conseguenze sul suo posto di lavoro, tirare coca, andare a puttane, andare a trans, rubare, evadere le tasse, avere rapporti clientelari con la mafia, percepire lo stipendio senza andare mai a lavoro, prendere tangenti, raccomandare amici e parenti, ecc. ecc.
Tale “Achille della Ragione” su www.napoli.com il 23/11 intitolando “lettera aperta alla prof Ciriani”:
Le tue spavalde passeggiate sono la rivoluzione che preferiamo, provocano salutari sferzate per benpensanti e moralizzatori, ma ascolta un mio consiglio: lascia l’insegnamento a qualche supplente in trepida attesa, probabilmente racchia ed affetta da sindrome ittiopriva e lanciati a petto in fuori… a combattere i falsi difensori delle tradizioni, la tua arena è il mondo, il compito che ti è stato assegnato è stuzzicare i nostri sopiti desideri.
Per finire l’amico Arsenio, pochi minuti fa: dato che “questa storia di discriminazione tutta italiana e che dovrebbe avere l’attenzione di tutti coloro ai quali preme la libertà di espressione, di parola, di culto e di gusti e costumi sessuali”…
…non ci resta che creare una mobilitazione contro la sospensione mandando lettere di protesta agli indirizzi email indicati.
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Pubblicato da innocenso su 25 Novembre 2007
E dopo la notorietà italiana (anche su quotidiano.net del 21) non poteva mancare quella internazionale. Non perchè già non ci fosse, ma Berlino ha sicuramente significato molto per la pornoprof. Proviamo a vedere un pò meglio. Le notizie ufficiali e soprattutto i commenti sono un mare in piena, spero di aiutarvi un pò a non affondare. Per le prime con questo articolo, per i secondi con uno che seguirà.
Già giovedì 22 novembre due importanti testate giornalistiche televisive (TG2 e Studio Aperto), una di Stato e una commerciale, ne hanno parlato. Grazie al centro di ascolto, ne abbiamo traccia. Evidente, come al solito, la differente libertà con cui ne parlano: il TG2 molto casto, anche nelle parole, che non mostra alcuna nudità della prof; Studio Aperto di Italia 1 (Mediaset) è stato più attento ai particolari e dunque più rispettoso dell’uditorio. Come dire: quando la tv di Stato, pur beneficiando di tutte le condizioni di riguardo proprie di una tv pagata coattivamente dai cittadini, fa un servizio più “pudico” che “pubblico”. E la tv commerciale, ancora una volta, a supplire a tali mancanze.
E mentre sullo stesso blog di Panorama del giorno prima l’autore in un nuovo articolo corregge il cognome della prof, The Indipendent, il prestigioso quotidiano inglese, riprende la notizia il 23 novembre, per la penna del corrispondente Peter Popham, replicando praticamente l’articolo di Repubblica.
Un nuovo colpo grosso avviene poi quando già alle 19 del 22 novembre le agenzie battono la notizia della sua sospensione scolastica ad opera del ministro Fioroni per mano del locale dirigente scolastico regionale Ugo Panetta. Un’ennesima dimostrazione di quanto il potere non sopporti il sesso e intenda dimostrare la necessità di incanalare le sue energie secondo schemi prefissati. Ridotte al nulla in tal modo la ratio di tante norme che privatamente ne curano la difesa: in ambito privato infatti è molto più semplice che il singolo si autotuteli, mentre sono casi come questi i veri banchi di prova per una reale tutela. Cos’altro pensare, a questo punto, se non all’eterna attuazione del “principio autoritario” (signor sì, per non perdere il posto) davanti al diverso comportamento di due divergenti (scusate, dirigenti) di pari grado (almeno a quanto si apprende da autorevole stampa)?
Carta straccia infatti, sono diventate le parole di poche ore prima di un suo collega, riportate sull’articolo mattutino de l’Espresso del 22 novembre:
Madameweb, a quanto pare, non rischia il posto. «L’attuale normativa scolastica non può interferire negativamente con il superamento dell’anno di prova nel ruolo docente, per la partecipazione dell’insegnante a video o reportage fotografici». Parola di Stefano Caravelli, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale. Dalla fine degli anni 90 è stato cancellato il requisito del dovere morale d’un comportamento irreprensibile, per il personale della scuola.
Come ha sinteticamente riportato Francesco Pira su Affaritaliani “Un battuta del Capogruppo UDC alla Camera Gianluca Volontè e la prof è stata “radiata” dalla scuola con tanto di decreto del Ministro Fioroni“. Ricordiamo che Volontè è dello stesso partito dell’on. Mele… Come dire davanti all’orgia del potere non c’è regolamento o legge che tenga.
Negli USA hanno già imparato dal caso Clinton-Lewinsky: il potere a essere più sincero (il Presidente ha dovuto riconoscere il rapporto con l’allora stagista Lewinsky) e il popolo americano a tener separati i giudizi professionali (politici, in questo caso) dalla vita privata. Consiglio a tal proposito l’ottimo libro Sesso & Potere di Ida Magli. Chissà che, come altre volte, non impariamo anche noi a fare altrettanto, sebbene con un ritardo più o meno ventennale.
Come acutamente rifletteva riportando la notizia Graziella Moschella su Agenzia Radicale il 23 novembre
Nel 2002…apriti cielo. Scoppia lo scandalo, e la professoressa viene costretta, suo malgrado, ad abbandonare l’insegnamento. Dopo questo episodio, la sexy professoressa, è stata trasferita al Centro territoriale di San Vito al Tagliamento, per un corso agli immigrati. Ma la professoressa, evidentemente, non aveva recepito chiaramente il messaggio inviatole dalle alte sfere di bigotti funzionari ministeriali.
Trascuro per ora le immancabili riflessioni di Giannino, che hanno bisogno di un articolo apposito tanti sono i discutibili argomenti.
P.S. Sicuramente la bella (modella brasiliana, forse) signorina Ciriani, che si ritrova lo stesso cognome della nostrana prof, avrà avuto, a causa delle keyword nelle ricerche dei motori, un’impennata di visualizzazioni per i suoi video su youtube.
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Pubblicato da innocenso su 22 Novembre 2007
Professo…ressa? No, oramai è una “ressa sulla prof”! Il grande giorno della massima notorietà per l’insegnante che nella vita privata non fa mistero di essere ninfomane è arrivato: il 21 novembre 2007 il quotidiano online più letto in Italia, la Repubblica, le ha dedicato un articolo nelle cronache, a seguire il TGcom. A dire il vero, dopo che le sue performance private diventavano vieppiù pubbliche era stata lei stessa, quale forma di riscatto morale in merito alle proprie scelte di vita, a chiedere di essere (ri) conosciuta sempre più. Che il nome che si è dato, “madameweb” fosse anche un personaggio dell’Uomo Ragno lo apprendo ora, ma c’è sempre tempo per imparare, evidentemente. E’ però incontestabile che la prof. Ciriani (nel suo articolo Panorama oggi l’ha chiamata “Siriani”, ops…se lo leggono i cittadini del Paese mediorientale!) ha indirettamente dato notorietà allo stesso Uomo Ragno e al gruppo musicale che utilizza quello pseudonimo!
Un pò di cronistoria. Il gruppo musicale omonimo, con un suo dominio, viene fondato nel 1996, mentre prime tracce dell’utilizzo di questo pseudonimo da parte della professoressa in questione le troviamo nel 2003 (a questa data risalgono i primi post sui NG pubblici, che per una sibillina coincidenza parlavano già di viaggi berlinesi!). La prima fase dei suoi annunci su internet risalirebbe al 1999, quando appare il primissimo (e poetico, anche perchè postato su gruppo it.arti.poesia) annuncio del 2 giugno, a nome di “isabella“, (lo stesso nome con cui si firmava nei primi GCU) e nel quale scriveva:
“Guardo il cielo stellato, ascolto il forte silenzio della vita, sento il profumo della pioggia d’estate, mi lascio abbracciare e accarezzare dal vento, parlo con i morti, ascolto i Santi e non capisco i vivi”
Sarà dopo appena 2 mesi, il 27 agosto 1999, che l’annuncio si colorerà di una vena forse un pò meno poetica e più materiale, dato che porterà il titolo “TROIA CERCA CAZZI” (rigorosamente in maiuscolo), da contattare su cosceape@ecc.ecc. con un palese username.
Ma l’apice di questa notorietà l’ha raggiunta proprio recandosi alla recente fiera erotica “Venus” di Berlino. Eppure, ancora una volta YouTube non smentisce la sua fama di “grande censore”: se Repubblica scrive che “su YouTube impazza un video di cinque minuti che riprende l’esplosiva professoressa completamente nuda sull’autobus, in metropolitana, mentre cammina per strada“, ben magra consolazione tocca a chi vi fa un giretto.
Un primo link è al filmato non censurato, ma è un video statico postato da Simone Damiani (eggworld). Vi sono sovraimpressi pensieri che vale però la pena riportare, e che in parte pare siano stati ascoltati
“Alè. Un nuovo caso di cronaca rosa-nera legato al binomio internet + sesso. Ne sentivamo davvero il bisogno. Grazie! Approfitto dell’occasione per dimostrare come la rete possa essere usata in modo costruttivo, e non sia solo una sorta di “uomo nero multimediale”. Vi invito a commentare questo filmato raccontando come la rete vi ha cambiato la vita. Invito inoltre i colleghi giornalisti che stanno leggendo, a concedere sui loro media un piccolo spazio anche al nostro tazebao virtuale. Sarebbe costruttivo poter diffondere al pubblico anche le nostre opinioni, oltre alla pruriginosa multicolore cronoca quotidiana. Grazie!“
Un secondo link, al filmato indicato da Repubblica… neanche il tempo di dargli una sbirciatina che la paura ha dettato legge, a anche stavolta e YouTube vi fa trovare scritto “This video has been removed due to terms of use violation“. Avranno pensato: sempre meglio dimostrare che abbiamo anche noi regole “etiche” interne, che attendere la pruderie del magistrato di turno sollecitato da scrupolosi “guardiani del sabato”… Ma non disperate, la protagonista ne ha tenuto memoria nella homepage del suo recente gruppo su web.
Per avere un’idea degli argomenti di chi, educatamente, non accorda con le giustificazioni della professoressa, è consigliabile questa lettera del 19 novembre da quello che si firma come “il suo collega Fabio”, e che infine (non capisco se da interpretare come sarcasmo) rivela: “ebbene ora mi espongo: anche io, la sera, faccio un doppio lavoro. Eccomi, lo confesso pubblicamente: io sono il primo pornoprof d’Italia!“. Questa lettera fino a questo momento ha già collezionato 265 commenti! Riprenderò in un prossimo articolo quelli che considero più degni di nota.
P.S. L'immagine di repubblica nella foto accanto è una mia sovrapposizione
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Pubblicato da innocenso su 17 Novembre 2007
“Insieme continueremo ad affermare che nessuna vita umana può essere svalutata o ignorata. Insieme ridurremo a zero la reificazione dei nostri fratelli, siano essi uomini o donne”. Con queste parole il segretario di Stato americano, Condoleeza Rice, ha presentato il “Rapporto sulla Tratta degli Esseri Umani” del 2007, che porta la sua firma.
Come ci ricorda un blog “che supporta il coraggio“…
Ovviamente, c’è un capitolo sull’Italia. Più precisamente sulla tratta di prostitute tra l’Ucraina e l’Italia. La premessa è piuttosto scontata: le donne ucraine vengono attratte in Italia principalmente con lapromessa di un lavoro stabile, per essere poi ridotte in schiavitù e costrette a prostituirsi con la forza della violenza. Non ci voleva la C.I.A. per saperlo. La storia raccolta nel rapporto – però – è piuttosto esemplare e ci dice di più sul sistema che regola la prostituzione in Italia: “Mara, una ragazza trentenne ha lasciato suo marito e due figli in Ucraina con la promessa di un lavoro come badante in. […] Per nove mesi Mara era sfruttata dai suoi aguzzini, che la picchiavano ogni volta che avesse rifiutato un cliente. Se un uomo si fosse lamentato delle sue prestazioni, il suo protettore le avrebbe aumentato il debito che aveva nei suoi confronti. Mara fu liberata solo dopo una perquisizione della polizia italiana nel bordello, ed è stata espulsa in Ucraina per il reato di prostituzione.” Ovvero, lo Stato italiano non trova di meglio da fare per proteggere le prostitute straniere che espellerle. Non importa se in patria la loro incolumità possa essere a rischio da parte della “sezione Ucraina” dei trafficanti di esseri umani. Un fatto che non è sfuggito ai redattori del rapporto, che invitano l’Italia a non trattare le prostitute come persone che commettono un reato, ma come persone che subiscono il reato.
E, aggiungo io: come non accorgersene, dal momento che il legislatore, pur con strumenti importanti di cui dispone, il più delle volte non fa altro che seguire l’onda anomala dello stomaco della gente e, pensando di mantenere la coscienza pulita, usa scorciatoie che nulla hanno di uno Stato rispettoso della dignità umana. Basti vedere le ignobili dichiarazioni dell’on. Gianfranco Fini (che appare spesso un clone della lega) all’indomani della barbara uccisione della donna di Roma da parte di un (oramai non più extra) cittadino comunitario rumeno. Tanto che come italiano mi sono vergognato di dover ascoltare le dure e ufficiali parole del premier rumeno. E come se non bastasse mi è toccato vedere in TV tanti rumeni che, in via preventiva, e ad evitar ulteriori ingiustizie originate dal razzismo dilagante in occasioni come queste (che ne sono un pretesto), tornavano nella loro terra natìa che, Dio solo sa, quanto avranno sofferto nel lasciare.
A questo punto perchè, dopo la “polpost” (polizia postale) non creare la “polprost”? Giusto per imitare le polizie religiose che scorrazzano in ogni stato fondamentalista che si rispetti!
e grazie a Sinistra Critica che ha dovuto ricordarci l’ovvio, opera sempre meritoria quando è l’odio mistificatore a scatenarsi:
L’efferata violenza di un giovane rumeno contro una donna in una periferia romana è stato il fatto scatenante per mettere sul banco degli imputati un intero popolo e per emanare un editto di espulsione di cittadini comunitari da parte di un Consiglio dei Ministri, convocato in un clima di emergenza e di furore securitario.Naturalmente si sottace che è stata una donna rumena a denunciare il violentatore. Naturalmente è stata completamente cancellata la notizia che, poco dopo, un cittadino italiano aveva dato fuoco alla sua convivente sudamericana. Dagli al rumeno o al rom e speriamo di strappare consensi elettorali tra le pulsioni irrazionali di persone che, a torto o a ragione, si sentono insicure e minacciate!
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Pubblicato da innocenso su 15 Novembre 2007

Se solo penso a quante inesattezze sui presunti effetti negativi vengono ultimamente pronunciate sulle scene di sesso esplicito (quasi sempre non violento e/o consensuale) scambiate dai ragazzi tramite i telefoni cellulari, mi chiedo se questa terrificante notizia farà lo stesso giro delle redazioni e questi “ragazzi senz’anima” saranno adeguatamente puniti o saranno almeno condotti ad un’autocoscienza su ciò che hanno compiuto. Nonostante la terribile morte di Sara, l’osceno qui raggiunge l’apice a causa di coloro che non solo non hanno provato ribrezzo (alcuni compagni sono svenuti) ma sono passati addirittura ad una moderna forma di “contrattacco”: la ripresa video, forse con sentimenti di infernale (è proprio il caso) sarcasmo.
MODENA (15 novembre) – La compagna sedicenne muore travolta da un autobus all’uscita di scuola, i compagni la filmano e la mettono in rete. E’ la denuncia del preside dell’istituto d’arte della quale faceva parte la ragazzina, Eugenio Sponzilli. Subito dopo la denuncia alla polizia postale, le clip incriminate, con immagini accompagnate da battute e risate, sono state rimosse dai siti. L’incidente in cui ha perso la vita Sara Hamid, 16 anni, marocchina, rappresentante di classe, è avvenuto il 31 ottobre, verso le 13 e trenta. Sara è stata schiacciata da un bus mentre tornava a casa con l’autostazione che a quell’ora era invasa da migliaia di adolescenti delle superiori che tornavano nei paesi della provincia modenese.
fonte Il Messaggero
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Pubblicato da innocenso su 15 Novembre 2007
Ricordate che vi avevo informati poco meno di un anno fa quando ne aveva parlato il periodico Cronaca Vera? Ora questa bella signora torna “prepotentemente” a far parlare di sè , approfittando della più importante fiera dell’erotismo in Europa. E scopriamo una cosa nuova: che è madre di due bambini! Credo proprio che la tariffa telefonica alla sua sinistra abbia registrato un’impennata di sottoscrizioni…
L’insegnante pordenonese «ripudiata» dalle madri dei suoi studenti si prende la rivincita su Internet
La “pornoprof” spopola alla fiera erotica di Berlino
Stralcio del Redazionale del Gazzettino, 14/11/2007
Nonostante sia stata “ripudiata” dalle famiglie dei suoi alunni e trasferita sulla cattedra dei corsi serali per adulti, travolta dallo scandalo e ormai additata dai benpensanti, la “pornoprof” pordenonese non ha rinunciato ad esagerare, conquistando l’attenzione dei media, la vetrina della rete e, nei giorni scorsi, anche il numeroso pubblico dell’11. edizione della fiera erotica Venus di Berlino. Ostentando le proprie esibizioni “in diretta”, con foto e video, sulle pagine web. Ed è proprio dalla cronaca dell’evento riportata da un sito (al quale è possibile accedere digitando una data di nascita qualsiasi purchè di persona maggiorenne) che vengono le ultime notizie sulle “scorribande” hard della 43enne naoniana. «Una fiera che ha riempito otto saloni, tra il 18 e il 21 ottobre». Dove nella giornata di sabato, si racconta, «il pomeriggio è diventato bollente, altamente trasgressivo, grazie a Madameweb (come viene chiamata dai fan internauti, ndr). Proprio lei, la pornoprof di Pordenone, la più trasgressiva d’Italia che ha movimentato la movida erotica. E poi le esibizioni da paura in centro e sul metrò… La “bonazza” del Triveneto, che ama essere al centro dell’attenzione di maschi in numero elevato – prosegue la cronaca on line – ha trovato una degna competitrice in Natascha the gang bang queen, che l’ha sfidata in un duello a colpi di… in pubblico, tra i tavolini del bar…». Il servizio è corredato da un ampio servizio fotografico sul pomeriggio di fuoco della donna, nonchè da un video, intitolato “La pornoprof di Pordenone presenta Madameweb nuda a Berlino”, nel quale lei passeggia nuda per il centro della capitale tedesca. L’impresa berlinese è stata preceduta qualche mese fa dalla pubblicazione dell’ampio servizio a lei dedicato da un giornale di annunci (donne & motori n.146, nota mia), tra i più venduti in Italia. Una rivista che a Pordenone è andata a ruba. Ma non poteva essere altrimenti visto che Madamaweb, peraltro madre di due bambini, cerca anche 100 uomini al colpo, ai quali si offre senza chiedere soldi in cambio. E l’annuncio si conclude con “un bacio a tutti” e il numero del suo cellulare.
Pubblicato su anna ciriani | Contrassegnato da tag: anna ciriani, berlino, madameweb, nuda, pordenone, porno prof, venus | 1 Commento »
Pubblicato da innocenso su 14 Novembre 2007
Cari lettori,
vi sarete accorti che da oltre un mese il (vecchio) blog era accessibile a tratti e comunque con una novità all’ingresso: una “avvertenza sul contenuto”, con riportate le seguenti parole: “alcuni lettori di questo blog hanno contattato google poiché ritengono che il contenuto del blog sia opinabile. Generalmente, Google non esamina né approva il contenuto dei blog…per maggiori informazioni…”. Ve ne avevo accennato nel mio commento del 6 ottobre. Sarebbe interessante capire chi fossero i fantomatici alcuni lettori. Ora però che non penso più di ricevere risposte sensate da loro che pur si vantano di essere la più antica e popolata piattaforma di blog (circa 15-20 milioni di utenti), vi riporto, nel dare l’addio a blogger acquisito da google, la sintesi dell’ultima corrispondenza (in inglese, naturalmente), più volte sollecitata altrimenti non ne avrei nemmeno avuta a quanto pare.
Giusto per ricordare in quale clima viviamo, prima di giudicare Paesi che consideriamo “arretrati, sessuofobici, ecc”
Prima di farlo ringrazio l’autore delle informazioni step-by-step, evitando un dominio proprio nonostante la miriade di plugin che avrei potuto sfruttare, nella previsione che questo blog mi sopravviva (!).
Chi lo doveva dire, a due anni esatti dall’apertura! Speriamo meglio da wordpress!
Da Sexlibertatis, da ultimo, pochi giorni fa:
Dear Blogger team,
there are many friends with blogs on civil rights and dibates about sexuality and/or pornography, but that aren’t pornographic in a close sense, like the mine. For example my friend… (omissis) that point to a google blogger site. I see on your disclaimer that “some readers of this blog have contacted Google because they thinks that its contents are arguable”…it could be interesting to know who is/are he/them. I’ve thinking to migrate on a more free platform especially because the new contents are not reachable from search engines (even Google!) since you’ve inserted the “warning page”. I ‘m wait for a more argued reply, if possible.
Thanks and Best regards
Da Blogger Help, (su miei solleciti aveva così risposto):
Hello,
Thank you for your interest in Blogger’s content policies on pornography. We review our policies regularly and make changes to keep them current and effective. Like all of Google’s policies, our policy on pornographic content was developed and evaluated based on multiple factors, including user and customer experience.
After careful consideration, we’ve decided to revise our policy on pornography to ensure that our users have access to the information that they are looking for and, at the same time, are not inadvertently exposed to content they do not want to see. For this reason, we’ve put your content behind a Content Warning page. We appreciate your comments on this issue, which will help inform our future policy discussions. Your feedback is valuable as we work to keep our policies effective, fair, and up to date.
Thank you for taking the time to write us. To learn more about our content policies, please refer to the Blogger Terms of Service.
Sincerely, The Blogger Team
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Pubblicato da innocenso su 8 Novembre 2007
Non ho mai acquistato un numero di Penthouse se non questo di cui ho scansionato la copertina. L’ho fatto diversi anni fa ad un mercatino, incuriosito e interessato dal titolo dell’articolo di Enzo Biagi “giornalismo e onestà“, inedito online, almeno ricercando con google. Risale all’agosto 1981. A quell’epoca non avevo ancora frequentato la Scuola Media dove ci avrebbero fatto leggere il suo bel libro Itaglia mia, come testo di “narrativa”.
Non pensavo di dover attendere l’evento della sua morte per leggere finalmente tutta la sua intervista…ma tant’è.
Colgo l’occasione per far riflettere su quante similitudini si possano trovare tra i vari generi di ipocrisia che egli ha combattuto (mantenendosi fedele ad una grande lucidità di giudizio anche nelle ‘tempeste’ proprie di ogni generazione) e quelli che sexlibertatis combatte.
Dall’articolo che segue, di diverse pagine, scritto in forma di intervista a cura di Massimo Fini, riporto alcuni punti salienti che serviranno, a mio modo, a rendere omaggio alla dignità e compostezza di quest’uomo a molti scomodo, ben prima del famoso ‘editto bulgaro‘ di Silvio Berlusconi: proprio in quegli anni, alla scoperta degli archivi della P2, si venne a sapere che Licio Gelli ne ‘ordinò’, per fortuna inutilmente, l’immediato licenziamento dal ‘corriere della sera‘.
Domanda Fini: Il lettore, l’uomo comune, si identifica con Biagi perchè sente che sta dalla parte sua. Perchè se c’è qualcosa che quest’uomo non ha è lo snobismo.
Risponde Biagi: la mia vita è stata dominata dall’insicurezza e questo avrebbe potuto anche spingermi a dei gesti vili che io spero però di non aver mai fatto. (..) Ci sono maestri e maestri. Alcuni io li metterei tra virgolette perchè, secondo me, erano dei corruttori. Bastava niente perchè ti appiccicassero addosso l’etichetta che eri comunista o qualcosa del genere e tu eri messo fuori gioco.
Fini: Che cosa pensa di Oriana Fallaci?
Biagi: Non penso. Non abbiamo umanamente nessun punto in comune. (..)
Fini: Cosa la offenderebbe?
Biagi: Mi offenderebbe un giudizio poco positivo sulla mia lealtà. Questo non lo veda come un atteggiamento deamicisiano (patetico, moralista), etichetta che ogni tanto mi viene applicata, soprattutto da quelli che non hanno mai letto De Amicis perchè se lo avessero letto avrebbero visto che era capace di tutto, anche di essere pornografo…Insomma non ho mai bluffato, ho sempre cercato di rimanere me stesso. Credo che sia questo che, alla lunga, ha pagato. Io non ho mai chiamato il furto esproprio proletario. Adesso vedo che anche quei colleghi che mi accusavano di tiepidezza sono arrivati alle mie stesse conclusioni. Ma ci sono arrivati un pò tardi, dopo aver favorito tutto questo, con i loro silenzi.
Fini: L’Italia è uno strano paese dove nessuno paga mai niente: gli uomini politici sono sempre gli stessi, i sindacalisti pure, ma devo dire che anche i giornalisti sono sempre gli stessi per quante corbellerie abbiano scritto o errori abbiano fatto.
Biagi: Perchè c’è una tale serie di complicità, di intrecci…ecc (…)
Con Pertini (Sandro, già Presidente della Repubblica) ho un rapporto quasi filiale. Pertini con me parla, si confida. (..) uno che nel pieno della sua vita è andato a fare quindici anni di galera perchè credeva nella fratellanza umana, (uno che) ha detto a sua madre, che voleva chiedere la grazia a Mussolini (..) (Oggi però) gli italiani vedono in lui la dirittura morale e lo amano per questo.
Fini: Un difetto dell’italiano medio…
Biagi: Delega il pensiero a qualcun altro e anche le scelte. Io non so se per esempio il problema della libertà è sentito dalle grandissime masse. I balilla, ad esempio, lo hanno capito dopo che non è bello essere in divisa. In fondo anche nel dopoguerra la promessa che più ha entusiasmato gli italiani è stata l’utilitaria. Non la libertà.
Fini: Poichè è stato sincero mi permetta di farle un complimento: mi pare che per lei la dignità personale abbia un valore immenso, sia davvero un bene supremo.
Biagi: Si, è al di sopra di tutto.
Ciao, Enzo!
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Pubblicato da innocenso su 7 Ottobre 2007
Per scandaloso che sia un privé mi ha insegnato a sentirmi a mio agio anche nell’andare a fare la spesa con il viso ad acqua e sapone, era un traguardo che mai avrei pensato di raggiungere.
da Roberta Andrielli, Diario di una ribelle, ed Fiori di campo
Il Romanzo narra la storia di una Donna che accompagnata da alcuni amici entra con titubanza per la prima volta in un Privè scopre che la realtà dei Privè la incita a migliorasi nell’aspetto fisico ed ampliare il suo pensiero.
Non era più riuscita ad amare, l’inconscio le riportava un uomo con il quale aveva vissuto per quasi dieci anni e che l’aveva lasciata nella disperazione, nella miseria assoluta, con un figlio che doveva essere il frutto dell’amore. Gli uomini rappresentavano per lei “quell’uomo”, e la parola “amore”, finì definitivamente nel dizionario. Assaporò l’idea di conoscere gente nuova ed un mondo al di là della routine quotidiana.
Riconoscimento speciale al Concorso Letterario Internazionale Molinello 2003
Vincitrice del 3° posto al concorso Romanzo In..edito 2004
N.B. la foto ritrae persone diverse dai personaggi del romanzo.
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