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Una famiglia di limitazioni

Posted by innocenso su 22/12/2010

Un articolo odierno di riflessione davvero ben fatto a firma della radicale Annalisa Chirico. Per voi.

Informazione sessuale, metodi contraccettivi, malattie sessualmente trasmissibili. Argomenti tabù per tante famiglie italiane, argomenti di cui a casa non si parla e a scuola men che meno. Quasi per paradosso nel Paese a sovranità limitata, dove tutti i politici si prostrano dinanzi ai supremi bisogni della famiglia (feticcio di ogni benpensante da agitare puntualmente, meglio se in campagna elettorale), nessuno poi si preoccupa di spiegare come da due si diventi tre e, soprattutto, quanto la conoscenza sia essenziale per concepire con amore, anziché riprodursi bestialmente.

Nello stesso Paese a sovranità limitata, dove fino al 1971 c’era un articolo del Codice Penale, il 553, che puniva con la reclusione fino a un anno e con un’ammenda salata chiunque incitasse a “pratiche contro la procreazione” o facesse propaganda a favore di esse, a quasi quarant’anni dall’abrogazione di quel divieto i ragazzini si approcciano ancora a “un sesso a tentoni”, con un misto di inconsapevolezza ed incoscienza, relegati per lo più a un percorso di autoapprendimento paraclandestino. Non sanno, sanno poco, sanno male.

Nello stesso Paese a sovranità limitata nel 1975 venivano (finalmente) istituiti i consultori familiari, che ben presto sarebbero diventati la roccaforte preferita delle associazioni provitaprofamigliaproprocucu. Quei consultori, cui talvolta chiami per sentire un monotono tin tin o dove, ancora peggio, vai a chiedere una ricetta medica per la pillola del giorno dopo e ti capita il medico “impositore” di coscienza, che in violazione della legge si rifiuta di prescrivertela; e mentre tu ti dici “Ma perché mai dovevo nascere proprio in Italia e non in Francia, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Svezia, Svizzera, Belgio, Olanda (e la lista continua)”, il medico ti sciorina una serie infinita di orribili malattie, dalla trombosi all’infarto passando per un ictus fulmineo. Oh. Ah. Uh.

Nello stesso Paese a sovranità limitata nel 1976, soltanto nel 1976, il ministro della Salute (che allora non era Fazio) abrogò le norme che vietavano la vendita in farmacia della pillola anticoncezionale, dopo ben undici anni dalla sua autorizzazione in Italia (dal ‘67, ma solo a fini terapeutici). E così negli anni della “rivoluzione sessuale”, delle gonnelle corte e del ballo del mattone, la donna aveva uno strumento efficace per decidere quando scopare e quando procreare. Sia chiaro: esisteva ancora il delitto d’onore, ma la disponibilità della Enovid (si chiamava così la prima pillola anticoncezionale) spostava in avanti le lancette dell’orologio italiano. Ovviamente il Vaticano si imbestialiva dinanzi a cotanta tracotanza, alla solita ubris di quella scienza che pretendeva di rimpiazzare gli im-peccabili metodi naturali quali il coito interrotto (che in inglese rende meglio l’idea, “pull-out method”) o il dito nella vagina per vedere l’effetto albume (più elegantemente “metodo Billing’s”).

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coppia aperta: una questione aperta

Posted by innocenso su 06/11/2010

Coppia Aperta”: quanti di noi si saranno chiesti cosa indichi questo genere di relazione intima tra due persone! Ne troviamo una buona definizione a questo link:  “coppia libera di avere avventure extraconiugali pur restando insieme, in un tacito accordo. Il desiderio della novità può così essere messo in pratica senza inutili e devastanti sensi di colpa, senza paura di essere scoperti e cosa non da poco il partner può illudersi di tenere sotto controllo ogni movimento del suo compagno.
In questo modo non si sentono traditi, annientati, ingannati da un’infedeltà, poiché “sanno”, hanno un ruolo attivo e pensano che…lui o lei non sentiranno il bisogno di farlo ancora a loro insaputa. Inoltre, le coppie che praticano questo genere di trasgressioni, giurano che tutto ciò aumenta la loro complicità.
La ritenete una cosa possibile? Io penso di si, potrebbe essere la coppia del futuro, solida ed aperta allo stesso tempo.”

Non dimentichiamo, a tal proposito, grandi coppie come quella tra Tinto Brass e la moglie o quella, rivelata poco tempo fa, tra Marco Pannella e Mirella. Infatti ci sono diverse motivazioni alla base di uomini e donne che fanno questa scelta. Per molti è sicuramente un modi di evitare i guasti, spesso gravi, che la gelosia comporta.

Di recente una ricerca del social network Facebook, interpretando alcuni indicatori provenienti dalla sua gigantesca mole di dati, ha riportato un’indagine per capire quale sia lo stato personale capace di recare maggior gioia alle persone. E pare ne sia venuto fuori quello di “coniugato”. Ne ha riportato stralci il nostro Corsera. Mentre poi, prendendo spunto proprio dallo status di “relazione aperta” proposto da FB tra le opzioni di stato personale che ciasuno può rendere pubblico, il famoso sito girlpower ha proposto 5 regole da rispettare nel caso si voglia coerentemente sperimentare un rapporto di “relazione aperta”.

Da uno studio sulle coppie gay “aperte” risulta invece come ben il “il 75% di esse il sesso fuori dalla coppia non ha influenza negativa sul legame”. Mettendo insieme i diventi punti di vista e le diverse sensibilità, opportunamente ci viene ricordato come “molti studiosi non parlano più pertanto di monogamia o poligamia ma di gradi di monogamia anche in relazioni apparentemente esclusive. Una relazione aperta permette la libertà di stabilire la connessione a lungo termine nel modo che funziona meglio per le persone coinvolte.” Come sempre è accaduto in questo campo, penso anch’io che “tra cento anni ci guarderemo indietro con ironia pensando alle nuove forme di libertà, piacere e soddisfazione all’interno delle relazioni umane”. Al di là se la coppia sia etero o omosessuale, di certo bisogna sapere che essa può essere mantenuta a determinate condizioni generali, come ci ricorda erin su discutere.it: “partner d’accordo, grado di sincerità e fiducia altissimi”. Sicuramente, poi, un partner che facilmente si sente messo da parte…scoppierebbe in una tale ipotesi.

Nella nostra cara Penisola, così intrisa di idee tradizionaliste, sperimentiamo una specifica ipocrisia, che pensavamo superata: quella di uomini che ricercano il contatto con altre donne, anche se coniugati ma che…non concedono la stessa libertà alla propria compagna. Una schizofrenia sessuale basata su una idea maschilista di possesso ancora dura da vincere.

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famiglia di concetti

Posted by innocenso su 14/04/2010

Cari amici,
una pillolina di 4 interessanti e sintetiche notizie utili a comprendere quanta disinformazione clerical-conservatrice ci attanaglia su questi temi, i quali una volta approfonditi rivelano ben altre realtà.

– Una ricerca del 2003 dimostra che i figli di famiglie monogenitoriali presentano caratteri di maggiore autonomia e maturità rispetto ai coetanei con entrambi i genitori

– Una statistica ISTAT del 2004 rivela come i 2/3 dei giovani intorno ai 25 anni sono favorevoli alla cosiddetta “convivenza”.

– Nella maggiorparte dei Paesi europei la gran parte delle convivenze sfocia nel tradizionale rapporto matrimoniale non appena si stabilizzano lavoro e/o abitazione, solitamente coincidenti con l’arrivo di un figlio.

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un culo per far presa contro le prese per culo

Posted by innocenso su 29/03/2010

In un quadro politico abbastanza desolante, quando il gioco si fa duro…i radicali puntano su personaggi di rilievo. Quest’anno candidato con ottimi propositi è il più famoso regista erotico italiano, Giuseppe Brass (meglio conosciuto come Tinto). Il suo manifesto lo spiega egli stesso con parole chiarissime, ben lontane dal presunto “partito dell’amore” di plastica di Silvio Berlusconi!

Dal blog di Tinto Brass post del 03/03/2010

Eros come deragliatore ideologico per smascherare gli eterni inganni con cui i corifei della dignita’ e dei nobili sentimenti ci hanno per troppo tempo e con troppi imbrogli presi per il culo.
Liberazione come rifiuto dell’ipocrisia dei politici di mestiere e del conformismo dei moralisti di destra e di sinistre, come affrancamento dalla protervia del Potere, dal perbenismo dei farisei, dai tabu’, dai complessi, dalle frustrazioni, come ribellione alla paura che spegne i sogni, e con i sogni si porta via la speranza.
Non mi scandalizzano certo i festini di Berlusconi, i trans di Marrazzo, i massaggi di Bertolaso, quanto l’ipocrisia di chi quelle cose le fa e poi nega di farle, le sa ma se la prende con le tresche sessuali piuttosto che con quelle affaristico-politiche di cui le prime sono solo la ciliegina sulla torta.
E’ questa arrogante doppiezza che rende la casta dei “potenti” insopportabilmente prepotente, e la confraternita dei moralisti neo-casti pateticamente bacchettona quando stigmatizza con furore iconoclastico-inquisitorio piu’ l’oscenita’ sessuale che quella tangentizia.
Percio’ ho messo il culo nei miei manifesti: a differenza delle facce – maschere ipocrite che sanno fingere e mentire – il culo non mente e non inganna, e’ lo specchio fedele della nostra anima, spavaldo vessillo di trasgressione, rabbia, insofferenza, la sua idea e’ Liberta’, la sua immagine Verita’, la sua essenza Onesta’.
Filosoficamente il culo e’ laico, e’ l’anticoncezionale per eccellenza, e in quanto assolutamente naturale in linea perfino con i precetti della Chiesa Cattolica. Psicologicamente e’ ottimista, toccare il culo porta bene, e’ sintesi iconica di fortuna e felicita’ insieme, gratificante panacea a tutti i mali e brutture del mondo. Esteticamente e’ un capolavoro, un perfetto significante, il “bello” per antonomasia, un piccolo frammento di universo capace di dare un senso al non-senso dell’esistenza.
Metaforicamente e’ un formidabile grimaldello semantico per scassinare la cassaforte arrugginita della nostra Cultura, che e’ vecchia, stantia, polverosa, muffita, accademica, elitaria, noiosa, triste, piagnona, quaresimale, punitiva, lugubre, cipigliosa, catastrofista, funeraria e lassativa. Politicamente e’ l’emblema CONTRO piu’ libertario-libertino che ci sia: contro la partitocrazia, le ingerenze del Vaticano, lo scippo di laicita’ e legalita’, le convenzioni, le convenienze e le connivenze, l’Ufficialita’ e il Politically Correct, l’affarismo e la corruzione, il bigottismo di chi getta il sasso – o il sesso – ma poi nasconde la mano.
All’insegna di “W IL SEDERE, ABBASSO IL POTERE” invito tutti coloro che non vanno piu’ a votare, i giovani, gli astensionisti, i delusi dalla politica, a scegliere nel segreto dell’urna l’eretico-erotico culoclasta-culolista

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i miei primi quarantanni. da precaria

Posted by innocenso su 26/01/2010

Il Mattino di oggi ci riporta una notizia che probabilmente, vista la crisi in corso, sarà destinata a ripetersi.

Arrivata a quarant’anni Michelle Liò – questo il suo nome d’arte – ha deciso che di peregrinare di cattedra in cattedra ne aveva abbastanza. Ha parlato con il marito e gli ha esposto la sua idea. Niente scenate: lui si è detto d’accordo con la decisione e si è offerto di farle da manager. Ora gestisce i suoi appuntamenti. Della cosa è stata messa a conoscenza anche la figlia della coppia, che pare non aver avuto nulla da ridire.

La cosa più bella? Il partner e la figlia che non hanno gridato allo scandalo! Ho riportato altrove simili e rari casi, ricordate? Forse che stiamo diventando un Paese civile? Chissà. Forse il cagnolino è l’unico che è rimasto perplesso.

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pagare una donna per approcciarne un’altra

Posted by innocenso su 04/12/2009

Cari amici

una nuova tendenza si fa strada anche in Italia, quella delle “wing woman“. Letteralmente “donne ala“, come ci riporta wikipedia. “Viene definita in questo modo una donna che, professionalmente, cerca di svolgere un supporto attivo in aiuto ad un maschio alla ricerca di un’altra donna, allo scopo principe di socializzare. È,  sostanzialmente, una sorta di amica in affitto“. Un aiuto per tutti coloro che avevano riflettuto sulla nostra condizione ben diversa da quella del Presidente del Consiglio (o del coniglio?).  Se ne è occupato in particolare un articolo di luglio scorso de il Giornalettismo.com. Speriamo che queste accompagnatrici sui generis, si spera più economiche di quelle tradizionali, portino gli sperati frutti.  Una versione adeguata a tutti coloro che con le escort non si sentono a loro agio o soltanto desidererebbero approcciarsi alle donne senza quelle paure che oramai gli uomini hanno o, per dirla con l’articolista “quando una escort è troppo out per quelli come me e voi che, invece, tutto un pozzo di intelligenza e di progressismo nei costumi, sono al contempo attaccati ad un’etica i cui principi non sono negoziabili”.

Certo è che anche questo è un segno dei tempi che non mi rende tanto felice. Preferirei poter approcciare direttamente una donna…se non fosse che, in Italia in particolare, i vecchi e semplici metodi per farlo sembrano oramai desueti e fanno sorridere i più. Bisogna passare da facebook, dal cellulare (sul quale sempre più donne a passeggio sono chinate) e da chissà quanti altri arzigogoli prima di poter uscire insieme.  Anche stavolta gli USA sono arrivati prima di noi a captare questo business, ma anche qualcuno da noi ci ha pensato (vedi www.hostessweb.it o www.wingwoman.it). Chissà che non si ritorni un giorno a riutilizzare i più semplici metodi di approccio antichi e le ragazze diventino più semplici nel loro rapporto con gli uomini. Dando prova di poter essere “wind women“…donne nel vento, cioè: libere…di sognare, di essere corteggiate e…perchè no, anche di rispondere ai pretendenti.

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l’ossessione della pubblica immagine

Posted by innocenso su 28/11/2009

Cari amici,

ci tocca nuovamente leggere una brutta notizia, ripresa da Rainews24 di ieri: “Centinaia di abusi sessuali su bambini compiuti per 40 anni da sacerdoti nei riformatori di tutta l’Irlanda e coperti “in maniera quasi ossessiva” dalla Chiesa. E’ la denuncia di un rapporto pubblicato oggi dalla Commissione di inchiesta dell’Arcidiocesi di Dublino, presentato dal ministro della Giustizia Dermot Ahern, che accusa senza mezzi termini i vertici della Chiesa cattolica di non aver punito le pratiche pedofile di alcuni suoi membri ma, al contrario, “di averli coperti almeno fino a metà degli anni Novanta per evitare lo scandalo e proteggere la reputazione della Chiesa“.

Si, amici, avete letto proprio bene: proteggere la reputazione-immagine della Chiesa. Non è una novità, ricordate? E come si preserverebbe tale immacolata immagine, a detta degli alti prelati? Col silenzio… il problema più grave è che questo silenzio continua a mietere vittime, innanzitutto fedeli che vengono tacciati di scarso amore per la propria Chiesa quando denunciano atteggiamenti e soprattutto prediche ingiuste da parte del clero.

E come ci ricorda lo stesso rapporto “the church authorities covered up clerical child sex abuse in Dublin and that was facilitated by its structures and rules. It also found that this was helped by State authorities who allowed the church to be beyond the reach of normal law enforcement processes.

Il problema è talmente vecchio (ma qui c’entra il grande tema del celibato) che lo stesso Sinodo di Nantes (658) riferisce di rapporti di preti con le loro madri o con altre parenti, quando afferma: “l’ecclesiastico non può avere in casa con sè neppure la madre, la sorella e la zia perchè già si sono verificati orribili incesti”.

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anche i disabili prendano il volo

Posted by innocenso su 11/11/2009

ryanair_cabinacari amici,
apprendo con piacere da Repubblica l’interessamento della famosa compagnia low-cost per i bambini disabili. L’importante quotidiano riporta infatti la notizia che le ragazze di Ryanair per una volta si spogliano per una buona causa. E’ stato presentato a Londra il calendario 2010 delle loro hostess. I 110mila euro che la compagnia aerea si aspetta di ricavare (10 eur a copia per le 11000 copie previste, acquistabili da qui) verranno devoluti all’associazione “Kids” in favore dei bambini inglesi disabili.

Mi piacerebbe capire quali siano le altre volte in cui si sarebbero spogliate (ma giusto per non perdermi siffatti voli). A meno che queste hostess non abbiano fatto gavetta nella Naked Air. Son sicuro che le disabilità in qualche modo verranno ridotte! Speriamo che hostess come quella in foto (a titolo esemplificativo) non facciano “dirottare” i fondi raccolti verso altri lidi, come talvolta accade con certi tipi di beneficienza un pò troppo appariscente.
Tratte delle hostess, di sicuro; “tratta” delle hostess non possiam dirlo ma…i soliti integralisti son sicuro riusciranno a trovare il pelo nell’uovo in tal senso. Nihil sub sole novi.

Spero solo che soprattutto i disabili abbiano a giovarsi di tali piacevoli immagini, e non solo l’amministratore delegato che spera sicuramente nel beneficio indiretto di una impennata di…voli.

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feste divertenti con gente divertente

Posted by innocenso su 04/10/2009

barbaraguerraCari amici,
la ragazza che vedete a sinistra, Barbara Guerra (e chi non farebbe la Pace con tale signora…), ha dichiarato “non sono una escort, ho solo partecipato a feste divertenti con gente divertente“. Dalle feste col premier alle notti salentine…così ce l’hanno consegnata (insieme ad altre ragazze) le cronache degli ultimi giorni legate alle feste in casa di Silvio Berlusconi. Come dire, inverno a Palazzo Grazioli, agosto a Villa Certosa.

Al di là delle vicende personali su cui non discuto in quanto investono la personale coscienza di tale persona, mi ha però colpito la sua dichiarazione da farmi riflettere. Anch’io ricordo di aver più volte partecipato a “feste divertenti con gente divertente”, eppure…non ricordo di aver incontrato donne ben disposte come la Barbara. Sarà che ho sbagliato festa o non si trattava poi in effetti di gente così divertente come appariva? Il dubbio amletico mi assale. Per uscire dall’empasse escogito una proposta per le donne: pensate meno a combattere una “barbara guerra” contro il genere maschile, reo sempre di esser percepito come quello dal “chiodo fisso” e…vi rimarrà più tempo a godere di una “dolce pace” in loro compagnia. E tutti avranno di che goderne. E non inseguiremo più veline e gossip pensando che solo nel loro dorato mondo certi piacevoli incontri possano accadere!

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lo stupro del giorno dopo

Posted by innocenso su 04/10/2009

stuproimmaginarioCari amici, ancora un episodio accaduto nel “civile” nord Italia, dove la cultura della paternità responsabile è notoriamente più forte rispetto al sud. C’è da gridare “vergogna” davanti a questo Paese che accetta di miglior grado uno stupro rispetto ad una contraccezione d’emergenza che, soli in Italia, abbiam bisogno di chiedere al medico di famiglia! Se una ragazzina che ha bisogno della pillola del giorno dopo si inventa di essere stata stuprata da due nordafricani, anziché raccontare una verità più banale come un rapporto non protetto col suo fidanzato, un motivo dovrà pur esserci.
La vicenda, purtroppo, è realmente accaduta a Treviso, e la ragazza è stata denunciata per procurato allarme dopo che alcuni amici hanno raccontato alla polizia la verità.

Come ha riflettuto Alessandro Capriccioli, dell’associazione Luca Coscioni, il motivo consiste probabilmente in un’atmosfera di assoluta miseria culturale, nella quale la libertà di scelta è sistematicamente degradata a capriccio, e quindi le decisioni sul proprio corpo vengono socialmente accettate soltanto nella misura in cui risultino giustificate da cause di forza maggiore di identica, misera consistenza.
Evidentemente ci siamo ridotti a questo punto: una ragazza, allo scopo di esercitare legittimamente il proprio diritto a una maternità consapevole senza subire i giudizi negativi degli altri, cerca di giustificare la sua scelta legandola a una motivazione diversa, più accettabile nel contesto di un paese come il nostro proprio perché riconducibile ad elementi non legati ai diritti individuali, ma a questioni come il razzismo e l’intolleranza.

fonte: agenda coscioni, agosto 2009

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l’aiuto integrale in psicoterapia

Posted by innocenso su 16/09/2009

ClinicSex_19Ha fatto scalpore una inusuale notizia di una terapeuta, che tanti uomini avrebbero voluto sicuramente incontrare, che non ha fatto distinzione tra teoria e pratica, a cui siamo purtroppo abituati. Si è autodefinita un ‘surrogato sessuale’, Mare Simone, ha 54 anni, e ha speso una vita al ‘servizio’ degli uomini. Mare è stata infatti con circa 1.500 uomini, per la maggior parte già sposati o fidanzati. Esperta qualificata di terapia sessuale, negli ultimi 23 anni ha avuto più o meno 10mila clienti: e proprio tra i suoi clienti ha ‘pescato’ le sue centinaia di amanti. “Mi sono guadagnata da vivere facendo sesso con uomini di altre donne – ha detto al Sun – ma non sono né mi sento una prostituta. Fare sesso con i miei clienti fa bene a me e a loro, fa parte della terapia. D’altronde, la gente paga per avere consigli e per risolvere i propri problemi: io non faccio altro che migliorare la vita sessuale degli uomini e nello stesso tempo aiuto anche quella delle loro mogli e delle loro fidanzate”. Mare, che è ovviamente single e vive a Londra, ha dichiarato come “il mio lavoro è far capire alle persone che i loro problemi non sono fisici, ma solo mentali: e io aiuto loro a risolverli”. Impeccabile.

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tradita dalla tradizione

Posted by innocenso su 16/09/2009

muslim womanCari amici,
un nuovo fatto tragico di sangue, per una presunta “violazione della tradizione”. Avevamo già vissuto il terribile episodio di Hina Saleem. Ora è stato il turno di Saana, 18enne di Pordenone. E guarda caso con motivazioni simili. Già leggere la breve cronaca fa rabbrividire il pensiero di quanto l’ideologia passi sopra le persone, l’amore che si dovrebbe portare verso di loro, il senso dei basilari diritti.. violati. Episodi che insegnano quanto l’idea di “tradizione” sia un semplice pretesto per gente che definire “indottrinata” è solo un eufemismo.

E questo nella “civile” Italia e nel “civilissimo” Nord!

Cari amici,
un nuovo fatto tragico di sangue, per una

presunta “violazione della tradizione”.

Avevamo già vissuto il terribile episodio di

Hina Saleem. Ora è stato il turno di Saana.

Già leggere la breve cronaca fa rabbrividire

il pensiero di quanto l’ideologia passi sopra le persone, l’amore che si dovrebbe portare verso di loro, il senso dei basilari diritti, violati. Episodi che insegnano quanto l’idea di “tradizione” sia un semplice pretesto per gente che definire “indottrinata” è solo un eufemismo. E questo nella “civile” Italia.

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chi non lavora (non) fa l’amore

Posted by innocenso su 26/08/2009

scopaCari amici, un invito alla laboriosità oltrechè alle gioie del sesso, partendo da questo episodio di cronaca locale accaduto nel brindisino. Le ragazze pugliesi sono tradizionalmente laboriose e…non dovrebbero accadere episodi simili. Vai a capire come mai quei rancori si siano cumulati. Non vorrei che si trattasse del vecchio pregiudizio verso le gioie sessuali altrui. In ogni caso, scopate-ma-spazzate!

Torre Santa Susanna (Br) – Troppo sesso e poche faccende domestiche. Questa l’accusa lanciata nella mattinata di ieri da una donna del luogo alla convivente 19enne del figlio. Accusa che ha scatenato una vera e propria zuffa tra le due. Morsi, calci e pugni e le due, dopo essere state divise dai carabinieri sono state portate in ospedale per le cure del caso. L’episodio si è verificato poco dopo le nove in Largo Pozzi. La 19enne pare viva a casa della suocera da circa due mesi. Una fuga d’amore che però forse non è stata vista di buon occhio dalla madre del suo uomo. Forse tra le due non scorreva buon sangue già da diversi giorni e quello di ieri è stato un pretesto per dirsene di tutti i colori. Rancori e comportamenti non condivisi da entrambe le parti che ieri sono sfociati in una vera e propria zuffa.L’accusa mossa dalla suocera, infatti, sarebbe stata troppo offensiva per la giovane fidanzatina: troppo sesso e poca attenzione nei confronti della casa. Una frase che non doveva pronunciare ma che la donna covava da diverso tempo. Dopo le offese le due sono passate alle mani. La ragazza, presa dalla rabbia, ha morso un dito alla suocera che stava per mollarle una sberla. Per dividerle si è reso necessario l’intervento dei carabinieri allertati dai vicini attirati dalle urla isteriche delle due. Nessuno infatti è riuscito a mettere fine all’accesa lite. Le due donne non volevano staccarsi e hanno sfogato l’una sull’altra mesi e mesi di rancore.

fonte: senzacolonne, 26/8/09

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testimonianze orali di una festa speciale

Posted by innocenso su 26/08/2009

18annidifuocoCari amici, questa notizia fa ricordare quanto sia importante per la nostra civiltà occidentale il traguardo dei 18 anni, chiamata la “maggiore età”, l’età formale per le decisioni. Uno spartiacque che però fa spesso sottovalutare il periodo che viene prima (soprattutto, come sapete, quello post-puberale). Chissà che la vicenda di San Remo non sia originata proprio da ciò. Lo deduco dalla frase che la ragazza avrebbe pronunciato: “ora ho 18 anni e posso fare quel che voglio”. Tutti noi già maggiorenni sappiamo come sia stato importante quel momento di passaggio, rito di “iniziazione” quasi. Ma chi lo vive con maggiore enfasi (come può essere stato per questa ragazza) è molto probabile che si sia trovato negli anni precedenti a non poter vivere spontaneamente la bellezza di avvenimenti quale il sesso in tutte le sue forme. In ogni caso, al di là dell’emblematicità e dell’eccesso di questo caso particolare (immaginate un pò di alcolici con lo sperma quale mistura da pronto soccorso possano creare)…se confrontate questo episodio con le tante feste di compleanno alle quali maschi e femmine si portano carichi di aspettative e poi…a casa davanti alla tv, non ci vuol molto a capire che un pò di vita nelle nostre stanche feste non farebbe male! E che sia un’appena 18enne a ricordarcelo, è tutto dire.

SAN REMO (11 agosto) – I 18 anni vanno festeggiati per bene, avrà pensato una neo maggiorenne di San Remo che, durante la propria festa di compleanno, ha deciso di regalare un momento “speciale” ai propri ospiti. La ragazza, stando alle testimonianze, ha donato loro del sesso orale, come racconta il sito Ciaopeople Magazine. Uno di questi avrebbe raccontato: « (..) urlava “ho compiuto 18 anni e ora posso fare quello che voglio”».  Insomma, la giovane ha perso totalmente il controllo e, dopo diciotto rapporti orali continui (sarà una bufala o voleva davvero essere un sostituto delle candeline, non lo sappiamo), la ragazza ha cominciato a sentirsi male ed è stata accompagnata all’ospedale per una lavanda gastrica.

fonte il gazzettino 11/8/09

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nudi al cospetto di dio

Posted by innocenso su 02/08/2009

craddockcari lettori,

una diocesi anglicana inglese ha avviato una causa legale contro Andy Craddock, fotografo, che ha scattato una serie di foto artistiche con 3 modelle (tra cui la propria fidanzata e due ventunenni del posto, Kate Blacker e Becky Chapman) in una chiesa del 13° secolo. Chissà che non sentiremo i loro nomi in futuro. Glielo auguro, dopo le polemiche puritane che hanno attirato su di sé e il loro fotografo, almeno ne potranno tirar fuori notorietà a lungo termine, dopo le lungaggini legali.

Io mi chiedo se le critiche del parroco, Andrew Yates, abbiano un fondamento. Qui il reportage del Corriere della sera. Mentre molto semplicemente Craddock ha dichiarato “non comprendo l’azione legale, le fotografie sono arte, non offesa”, il legale del parroco, Jeremy Downing, ha addirittura parlato di “foto profondamente offensive per la gente che frequenta il posto per la usuale devozione“. Bene, questo tempio è in Cornovaglia…ma penso che qui il giudice non vaglierà un corno! come si fa a giudicare un’opera d’arte? Speriamo che nel massimo della sua severità condannerà l’autore ad una multa per la mancata autorizzazione del parroco (che dubito che gliela avrebbe concessa, visto il pregiudizio con cui le chiese solitamente affrontano il tema).

Perché è importante questo caso? Perché, come spesso accade, si ripresenta la distinzione tra sesso (malvagio) e violenza (buona o almeno a fin di bene). Il parroco infatti aveva addirittura autorizzato le riprese di un film violento “la famiglia omicidi” nel 2005. Questo, senza scandalizzare nessuno! Fintanto che pontificheranno in TV presunti moralisti del calibro di Zecchi purtroppo di queste notizie ne leggeremo ancora molte, anche nel cuore dell’Europa! Modeste voci, seppur di esperti del web, si stagliano senza essere ascoltate, quando è il “pudore” ad essere il protagonista. Siamo “nudi al cospetto di Dio” e non dovremmo aver vergogna o peggio paura di esserlo nei vestiti più che nelle intenzioni, nell’umiltà.

Il fatto è che la nudità ci inquieta anche perché toglie il controllo degli uomini sulle donne e…in fin dei conti il morboso piacere connesso a tale potere. Eppure se si ha “una panoramica sufficientemente ampia si può affermare che il piacere (quello puro, non quello legato al potere), soprattutto quello legato alla sfera del sesso, è una presenza costante nella sfera del sacro; quasi sempre condannata, ma che resiste a tutti i divieti” (M.C.Jacobelli, Il risus paschalis e il fondamento teologico del piacere sessuale, p.56). Ma hanno presenti questi parroci quante immagini che potremmo definire “porno” ci son nelle nostre chiese? Aprissero un libro di storia dell’arte e poi facessero un mea culpa, almeno per rispetto verso tutti quegli artisti che insegnavano ai fedeli ai tempi in cui s’imparava con l’iconografia!

Come possono delle foto con dei bei corpi nella Casa del Signore non “rendere allegra la gente triste di questo mondo”? E come può un’azione legale avere i risultati che spera il parroco? O non finirà piuttosto come per il famoso caso di sei anni fa de “Il Confessionale” di Jenny Forte?

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donne oggetto di falsità

Posted by innocenso su 22/05/2009

cam-girlCari amici, vi propongo, tradotta, parte di una riflessione da un post di ‘Furry Girl‘ del 13/5/09, una che si definisce sex-worker, pornographer, sex-positive feminist, ecc. una del mestiere dunque, sulla errata generalizzazione propria di un diffuso “pensiero unico”: quella che vorrebbe vedere la donna sempre vittima e oggetto e mai soggetto in attività di cui poi siamo spesso nascosti ma incalliti fruitori, a dispetto di quanto vorremmo far credere.

Accusa utilizzata di frequente: “la pornografia rende le donne oggetto”

Ah, “oggettivizzazione„ una di quelle parole alla moda – come “empowerment„ – che ho sentito tante volte, e che mi appare come un linguaggio incomprensibile. E davvero non sono sicura di averne mai capito l’intimo significato. Questo argomento è uno dei maggiori temi di discussione con i crociati anti-pornografia. Essi affermano “la pornografia rende le donne oggetto!„ come se una tal frase fosse sufficiente a chiudere del tutto l’argomento. Vorrei indirizzare il mio discorso in due direzioni.

In primo luogo, come porn-model e cam-girl, nella descrizione del mio lavoro viene scritto come fossi “un oggetto sessuale„ (come gli anti-sesso mi avrebbero definito) mentre è un lavoro che mi rende felice. I miei clienti più amichevoli mi trattano come una persona multidimensionale, anche se non è loro richiesto, e non provo risentimento nei confronti di coloro che non familiarizzano in modo speciale con me. (Diavolo, capisco come una tal cosa mi annoierebbe se, come cliente, trovassi un cameriere o un tassista troppo chiacchieroni cercassero di impormi una socializzazione non spontanea). In webcam i miei clienti pagano 3$ al minuto con l’espresso scopo di non dovermi offrire da bere o invitarmi a cena e non dover fare attenzione a ciò che dico per potermi spogliare. È davvero più onesto di tanti incontri. Non ho mai incontrato una lavoratrice del sesso che fosse ignara, prima di iniziare, di ciò che gli sarebbe stato chiesto. E quando veniva richiesto il motivo alla base di tale decisione, non una ha risposto “sono diventata una spogliarellista in quanto cercavo il vero amore di un partner intellettuale che apprezzasse la mia bellezza interiore e non se la spassasse col mio corpo„ Quel genere di persone risponde agli annunci dei romanzi Harmony, non agli annunci dei settimanali cartacei per ottenere ad esempio una “scena anale B/G dietro contante di $500.„ Non si capisce dunque dove mai sia stata reperita tale definizione “vittimistica” del lavoro delle sex-worker.

“Essere oggettivizzate„ dai clienti è qualcosa che le stesse lavoratrici del sesso non considerano un’ingiustizia e dalla quale vorrebbero fuggire. È un’analisi incompleta che è imposta al nostro lavoro da profani che presumono di pronunciarsi su cosa noi sperimentiamo e cosa riteniamo senza mai avercelo chiesto. Ciò stesso, da solo, dovrebbe farvi capire molto su quanto vi sia di reale o meno nelle loro interpretazioni. Gli operatori del sesso, al contrario, se la prendono regolarmente contro l’oggettivazione che proviene dai media, dai crociati anti-pornografia, dalle femministe anti-sesso, da accademici poco qualificati, donne ed altri. Noi lavoriamo come persone consensualmente “oggettificate”, persone che sono pagate e pagano per il proprio lavoro, ma odiamo essere oggettificate da profani che né ci pagano né tantomeno ci rispettano, ma ci usano (abusano) per far quadrare i loro conti e averne profitti.

In secondo luogo, chiunque nel proprio lavoro viene “cosificato„ durante il proprio ruolo. Non mi preoccupo tanto infatti per il cassiere della drogheria, ma nessuno si esprime al vetriolo su quanto egli sia oppresso o “cosificato,, semplicemente perché, nel proprio lavoro, ciascuno vede sé stesso come un “cassiere”. Non mi preoccupo di esaminare a fondo le intime passioni intellettuali di una  donna che mi ha servito il tè in un bar, ma non mi risultano corsi universitari che studino l’oggettivizzazione delle bariste! Non ho mai ceduto ad amori romantici con un’infermiera che mi abbia semplicemente pesato o misurato la mia pressione sanguigna in un ambulatorio, ma se là fuori vi sono dimostranti i loro cartelli di sicuro non avranno scritto “Arrestiamo lo sfruttamento delle donne! La pianificazione delle nascite “cosifica” le infermiere in quanto le rende operatrici unidimensionali dell’assistenza sanitaria!” (…) Non possiamo pretendere di  stabilire una relazione autentica con tutti quelli che incontriamo nelle nostre vite, che siano spogliarelliste, autisti o commessi in un negozio di scarpe. Se scegliamo di non investire le nostre energie nel portiere di turno o nella cam-girl ciò non attiene a questioni etiche. Non diventa perciò un “Grave Problema Sociale” soltanto perché implica l’argomento “sesso”.

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paesi bassi alte vette

Posted by innocenso su 20/05/2009

parksexCari amici, cosa dire? I Paesi Bassi sempre lì ad indicarci la strada maestra. Anche stavolta, a quanto pare, sempre che la proposta vada o sia andata in porto (non verificato). Da noi i giuristi e i legislatori in particolare pare si siano scordati da tempo del principio che presiede alle leggi. Ed infatti questa olandese non “liberalizza” un bel nulla ma…semplicemente evita di fare danni a persone in atteggiamenti di normale affetto, anche sessuale. Da noi solitamente (Paese ben più “basso” sotto il punto di vista morale e legislativo) lo spauracchio di una presunta “pubblica morale”, “corruzione della gioventù” e simili amenità diventano il pretesto per andar contro ogni più elementare principio di diritto di libertà costituzionalmente garantito (nulla poena sine crimine).

Corsera 10/3/2008 Amsterdam – Si potrà fare sesso senza problemi, anche di giorno, ma guai a fumarsi una sigaretta dopo il rapporto e a gettare il mozzicone per terra: allora potrebbe arrivare una salatissima multa. Una bozza di regolamento messa a punto dagli esperti della polizia olandese – che dovrebbe entrare in vigore dopo l’estate – parla chiaro: appartarsi in un giardino pubblico e lasciarsi andare a libere effusioni, dal petting al rapporto sessuale completo, d’ora in poi non dovrà più essere considerato un comportamento perseguibile, almeno in Olanda. (..) Di fronte a coppie o più persone che si appartano – si legge nella bozza di regolamento inviata alle principali amministrazioni comunali – «i pubblici ufficiali non devono nella maniera più assoluta disturbare le attività, fintanto che non arrechino disturbo agli altri».

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sedotto e abbandonato

Posted by innocenso su 19/04/2009

eccitarlo e negarsi: che violenza!Cari lettori,

si parlava con un amico recentemente di situazioni in cui la donna è “protagonista” di performance tali da far ragionevolmente presumere che sia disponibile sessualmente. E invece, d’improvviso, patatrac! Nulla di fatto, anzi batoste pure nel tentare chiarezza. E mi son ricordato di questo episodio, apparso su un famoso quotidiano italiano (gdm) il 29/12/1994.

Come racconta Angelo Baracca, professore universitario incappato in una simbolica vicenda che sarà capitata a tanti “per lei niente si poteva fare fuori del sacro vincolo del matrimonio“: ed ecco già in evidenza un cancro difficilmente estirpabile dalle conseguenze che conosciamo. E, come quasi sempre in questi casi, si tratta di “schermo per propri tabù sessuali”. La cosa interessante è riscontrare come addirittura un sacerdote le avesse consigliato una maggiore elasticità (apriti cielo), ma…alle teste di coccio non si comanda!

Eppure, a torto o a ragione, le donne avrebbero dovuto tramandarsi, anche per “cultura popolare” quanto ricordava, senza mezze parole, la celeberrima star: “il desiderio che nasce nell’organo maschile è cento volte più difficile da controllare del desiderio che ha origine nelle ghiandole femminili. Tutte le ragazze che accettano un tete-a-tete in automobile in qualche angolo appartato, sapendo che limiteranno le loro azioni ad accendere il desiderio, per poi difendere la loro <virtù>, dovrebbero essere frustate” (Marlene Dietrich)

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bizzarrie di blogspot

Posted by innocenso su 30/06/2008

Cari amici,
sapete dello “sfratto” che sexlibertatis ebbe dalla piattaforma blogspot, no? Ve ne detti notizia il 14/11/07. E le ragioni erano teoricamente riportate nella risposta degli amministratori della più grande community di blog. Ma non vi siete forse accorti che, come al solito, si filtra il moscerino e…si lasciano passare gli elefanti. Giusto a titolo di esempio il blog “bardarodaviaria” è tutto lì, senza alcun filtro all’ingresso (almeno fino a questo momento, a quasi un anno dall’apposizione al blog sexlibertatis del famoso “avviso ai naviganti”). Se proprio si trattava di qualche foto non accettata dal vituperato “comune senso del pudore”, vi invito a vedere cosa vi si trova sul sito indicato. La foto che riporto nel post è una tra quelle simpatiche, ma vi assicuro che ce ne sono di sicuramente “hard” almeno per il famoso “senso del pudore”.

Quando si dice… “qui gatta ci cova”. Atteggiamenti bizzarri, infatti, proprio come il genere in cui va inserito il blog!

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dal vedere al conoscere: una sfida

Posted by innocenso su 29/06/2008

Cari lettori, prendo spunto da questo nuovo Rapporto Eurispes per una piccola riflessione: non so la vostra esperienza, ma la mia (da adolescente di sicuro, impacciato come molti a quell’età), non mi dimostra tutta questa predilezione per il “sesso occasionale”, anzi io non l’ho mai sperimentata. Ci fosse stata magari “un’occasione per l’occasionale”… Penso invece che dai “comportamenti autoesplorativi” a quelli “eteroesplorativi” ci sia invece un abisso. Una cosa positiva probabilmente traspare, almeno guardandola con gli occhi di chi ne ha passate, ed è quella visione disincantata del sesso che probabilmente se anticipata aiuta ad evitare peggiori conseguenze negli anni a venire. E poi, penso si tragga facilmente un messaggio per i genitori: finitela con la retorica del “ai miei tempi”…se poi non sapete parlare ai vostri figli e, cosa ancora peggiore, vista questa latitanza in materia, finiamola con le paure riservate alla grande rete, che forse è rimasta la migliore fonte per una sana e personale ricerca.

Da “vedere MA non conoscere” auspico un “vedere E conoscere“, poichè già “vedere E’ conoscere.

da l’Occidentale 18/11/2007

(…) Sembra un mondo a parte, difficile da decifrare, nonostante studi, statistiche, talk show con fior di psicologi e bibliografia più o meno specializzata. Il quadro che emerge è una coperta sempre troppo corta che lascia qualche dettaglio fuori analisi, insomma la generalizzazione è facile, così come è facile cadere nella retorica di un “Ai miei tempi”. Il rapporto 2007 Eurispes-Telefono Azzurro parla di una generazione (adolescente) che ha una visione disincantata sull’amore. Predilige il sesso occasionale. (…) Le statistiche parlano chiaramente di una precocità nei bambini dagli zero ai dodici anni di comportamenti autoesplorativi. Tuttavia la sessualità è un argomento che non viene trattato in casa, dove spesso i figli hanno come unica compagnia il cellulare per scambiare sms con gli amici e Internet.

Siamo di fronte ad una generazione abituata dalla Tv a vedere di tutto (vedere, ma non conoscere), ha un rapporto con il proprio corpo tale per cui l’esibizione è una faccenda normale.

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rapporti col sesso & rapporti col vescovo

Posted by innocenso su 29/06/2008

Cari amici,
già all’inizio di questo blog non era passata inosservata una dichiarazione molto forte dell’Abbè Pierre, il famoso frate francese.
Un anno e mezzo fa ci ha lasciato, ma…dimenticavamo una cosa importante: nell’affrontare uno dei temi più delicati della Chiesa cattolica, quello della castità dei preti, a ottobre del 2005 lo stesso ammise di avere avuto un rapporto sessuale dopo l’ordinazione a sacerdote.
Speriamo che la trasparenza di questo grande testimone di Cristo contemporaneo insegni qualcosa alle nostre (invecchiate dentro) gerarchie vaticane.

Basterebbe confrontare la statura morale di un tale uomo di Chiesa con un recente episodio che ha visto protagonista Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova, nelle vesti di moderno censore con tanto di metodi fascisti, nei confronti del giornalista Sante Biasetto, “reo” di aver scritto in merito all’innamoramento di un prete della stessa Diocesi. E come sempre accade, anche tra i cattolici c’è chi il buon senso non lo ha perso, e che non bacia i piedi ai vescovi anche quando questi abusano della loro funzione (leggi buona fede popolare, oltre che investitura papale). E questo non può che far piacere. Ma la grande stampa questo quasi mai lo riporta. E’ comparsa una bella lettera allo stesso vescovo, che tra l’altro, dice “Non è possibile che una Chiesa che non fa altro che parlare di famiglia e di figli sia poi così “matrigna” sia verso questo prete, costringendolo alla riduzione allo stato laicale, sia (ancor più assurdamente) verso questo giornalista colpevole solo di aver fatto il suo lavoro. Siamo sicuri, Eccellenza, che tutto questo non sia vero e che Lei smentirà quello che raccontano le cronache e documentano le fotografie. E se Lei invece non fosse in grado di smentire, o se incredibilmente difendesse quel suo gesto, allora Eccellenza Le resta una cosa sola da fare, anzi due: vergognarsi e dimettersi da un ruolo di pastore che non merita di svolgere”.

Puntualmente, come nella migliore tradizione curiale, anche le supposte “scuse” non hanno per nulla risposto alle precise richieste, ben argomentate, del fedele che sul blog riportato ha scritto tale missiva.

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le campagne ipocrite si rivelano un aborto

Posted by innocenso su 29/06/2008

Cari amici,

come ripetiamo da tempo, la censura o l’incoraggiamento di pratiche moralistiche, non basate su strategie efficaci che siano ben studiate e meditate (in quanto non si applicano ad una macchina, ma agli uomini, sic), finiscono per ripetere l’eterogenesi dei fini, vanificando gli stessi (di solito presenti) elementi positivi di una legge e frustrando le aspettative di chi in queste confida. Oggi arriva una conferma di ciò in relazione alle forti campagne anti-aborto in nord Europa. Se l’autrice avesse fatto una visitina in Italia… Ed infine è riportato un dato presente nelle statistiche da tempo: le donne dell’Est EU abortiscono di più. Perchè? Scopritelo in fondo.

Grazie a Laicamente.it che ha tradotto l’articolo del Telegraph

LE CAMPAGNE ANTI ABORTO IN REALTA’ LO INCORAGGIANO
Di Katia Moscano

Le campagne per ridurre il termine legale per abortire incoraggerebbe le donne a farlo. Lo riporta il quotidiano britannico Telegraph. Secondo Ann Furedi, direttrice del British Pregnancy Advisory Service, i gruppi antiabortisti, mettendo sotto luce l’agomento lo hanno fatto conoscere a molte piu’ donne che prima non ne erano al corrente.
Stime ufficiali rivelano che lo scorso anno e’ aumentato il numero degli aborti, raggiungendo livelli record. Il tasso piu’ alto e’ stato raggiunto in Scozia, dove si e’ anche vista la campagna anti aborto piu’ aggressiva.
L’interesse politico sull’aborto e’ emerso lo scorso mese, quando il Parlamento ha approvato la legge sulla Fecondazione e Ricerca. In quella occasione e’ stato presentato da alcuni parlamentari un emendamento, respinto, che chiedeva di abbassare il limite delle settimane necessarie per abortire.
Per la Furedi: “I numeri rivelano un aumento del 2,2% degli aborti in Inghilterra e Galles, e del 4% in Scozia dove la campagna anti abortista e’ stata molto pressante. Lo scopo era di dissuadere le donne dal ricorrere a quella pratica, ma in realta’ questi attacchi hanno portato molta pubblicita’, rendendola una scelta possibile e, sorprendentemente, le ha tolto la cattiva nomea.
La Furedi ha dichiarato che il tasso di aborti in Scozia potrebbe dipendere dagli attacchi dei vescovi e del Cardinal Keith O’Brien della Chiesa cattolica scozzese, il quale defini’ l’aborto “l’equivalente del massacro di due citta’ scozzesi”.
Le donne che abortiscono di piu’ sono quelle dell’Est Europa, che non hanno accesso alla contraccezione o non sono al corrente di altri metodi, gratis, disponibili.

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black-out casalinghi

Posted by innocenso su 15/06/2008

Cari lettori, cercasi genitori che siano all’altezza del loro compito, e non che vadano in cerca di continui spauracchi (il sesso, internet, ecc). Questa ulteriore ricerca dimostra quanto andrebbero educati prima i genitori e poi i loro figli adolescenti…

Riporta 055news.it “Buio fitto, per i genitori italiani, sulla vita sessuale dei loro figli adolescenti. La loro consapevolezza delle abitudini e dei rischi che corrono i propri ragazzi è pressoché nulla. Parola della sessuologa Alessandra Graziottin. L’esperta, direttore del centro di ginecologia e sessuologia medica dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano, punta il dito sui genitori “ciechi, che sottostimano i comportamenti a rischio delle loro figlie under 15. Solo il 5% ammette la possibilità che possano fare del sesso, mentre a farlo realmente è ben il 38% delle giovani sotto i 15 anni. Da qui l’esigenza di “formare i genitori, che non possono abdicare alla loro funzione educativa su questi temi, delegando a altri come la scuola. E – avverte la sessuologa – non devono fare i grandi discorsi, ma parlare direttamente e semplicemente ogni qual volta sia necessario. La dott la definisce “omissione educativa con responsabilità drammatiche”. “I genitori oggi dormono”, accusa. “Negli ultimi 70 anni – rivela – solo il 40% delle madri parla di contraccezione con le proprie figlie.

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30 gennaio 2005-30 gennaio 2008

Posted by innocenso su 30/01/2008

columbusday.jpgCari amici, giusto 3 anni fa il compianto Giovanni Paolo II vedeva curiosamente tornare indietro una colomba bianca che aveva lanciato come era solito per l’Angelus domenicale.

Essendosi diffusa nelle varie colombaie la notizia del nuovo “pastore tedesco” (arghh) Benedetto XVI (secolo…), pare che “l’uccello della pace” sia intenzionato a prendere strade più (paci)fiche…

😉

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allontanare i genitori dalle menzogne il vero pericolo

Posted by innocenso su 15/01/2008

adole-pcCari lettori, una personale traduzione da una breve quanto densa e realistica riflessione del dr.Klein, famoso negli USA, dell’8 Novembre scorso. E il cui blog di riferimento, sexual intelligence, trovate anche nei “link stranieri” consigliati da sexlibertatis. Quanti docenti o liberi professionisti, da noi in Italia, pur concordando nell’intimo, osano sfidare il pericolo dei benpensanti (magari a rischio di perdere anche clienti) per dichiarare pubblicamente queste verità?

Genitori, il problema non è il porno
del dr.Marty Klein (licenziato in terapia di coppia e familiare, terapeuta sessuale, sociologo)

Se davvero il problema risiedesse nel porno, saremmo tutti in un grande pantano. Poiché c’è più porno che mai là fuori.
E c’è più isteria che mai sul porno. È un “PornPanic“, (siamo) stufi di una macchina da guerra operante 24 ore su 7 giorni composta da sedicenti gruppi “per la moralità”, trasmissioni sul crimine, gruppi di estremisti di destra in TV, neo-femministe disorientate così come di quotidiane storie di mogli e mariti i cui rapporti s’incrinano nel prosperare dei siti porno.
In America, ad esempio, ha appena avuto termine la settimana del WRAP (nastro bianco contro la settimana della pornografia) (usato come simbolo di consapevolezza sulla settimana della pornografia, finchè i rivenditori del porno non hanno cominciato ad usarlo come strumento di marketing per aumentare le vendite. Siamo insomma in pieno teatro di guerra degno di Paul Krassner).
Come per tutti gli sforzi dell’antiporno, l’obiettivo del WRAP è di spaventare la gente, particolarmente i genitori, su un presunto mostro che inavvertitamente starebbe invadendo la nazione e sui presunti danni che ciò starebbe comportando.

L’ultima settimana, lo sponsor “Moralità nei Media” (MIM) ha presentato la tipica miscela di fatti e finzioni:
* (MIM) Fatti: Il porn è quasi dappertutto, molte persone ne consumano, e molte coppie gravate da rapporti sessuali poveri vedono un uomo che utilizza il porno. Ciò è vero. Dunque?
* (MIM) Finzioni: Gli uomini che guardano il porno commettono violenza sessuale contro donne ed bambini; uomini in spaventose relazioni sono stati sedotti dal porno; la maggior parte del porno ritrae violenza; guardare il porno fa pensare cose errate a riguardo delle donne; No, queste sono bugie. Non opinioni, b-u-g-i-e.

Le forze antiporno sono poi particolarmente pericolose quando parlano dell’esposizione dei bambini al porno. Non vi è ALCUNA prova che vedere dei seni nudi o coppie in atteggiamenti sessuali arrechi loro del danno; ancora meno provato è che la visione di immagini con tali soggetti sia loro dannosa. Quattro generazioni di bambini europei hanno trascorso le loro estati sulle spiagge topless e visto il sesso in TV senza diventare affatto peggiori dei nostri bambini (americani), ossessivamente protetti persino da un semplice sguardo ai capezzoli.
Dunque, genitori: il porno è un pericolo per i vostri bambini?
NO.

A meno che si pensi che i bambini siano matti e che siano danneggiati anche se solo inciampano sul porno, vederlo non li danneggerà. Se sono molto giovani lo ignoreranno; gli adolescenti più giovani ne andranno in ricerca da soli; gli adolescenti più maturi o ne otterranno una certa eccitazione oppure spegneranno del tutto e andranno avanti normalmente con la loro vita culturale (telefoni cellulari, tatuaggi, e quel rumore che chiamano musica).

Ecco invece cosa è pericoloso per i vostri bambini:

* L’idea che la loro sessualità è una cosa cattiva
* Che non dovrebbero parlare del sesso
* Che Dio o Gesù o voi conoscete e giudicate le loro fantasie sessuali
* Che i profilattici non funzionano
* Che c’è un sacco di gente fuori desiderosa di rapirli o toccarli nelle zone erogene

Questi pericoli non sono teorici, sono reali. Essi ci conducono alla vergogna, al senso di colpa, alla rabbia, alla confusione ed al terrore. E conducono a gravidanze indesiderate, al timore dell’intimità, all’incapacità di comunicare e al pensare che la sessualità sia un problema che sta insidiando le loro vite.
E conducono ad un maggior pericolo: quello di genitori che non vogliono discutere onestamente sul sesso con i loro ragazzi, perché si sentono presi dal panico sull’intero argomento.
Ci sono maniaci là fuori, persone che desiderano danneggiarne altre. Fortunatamente, non sono tanti. Naturalmente, quando i canali TV, show notturni e il vostro quotidiano locale ossessivamente si concentrano sui crimini sessuali, è difficile ricordarsi che quei maniaci sono una stretta minoranza.
Ed è duro ricordare che il tasso dei crimini sessuali (negli USA) è andato diminuendo ogni anno dal 1993.
È spaventoso pensare che la maggior parte degli adulti che hanno contatti sessuali con i bambini siano loro conoscenti
. Non sono sconosciuti che incontri agli angoli delle strade con la (classica) caramella. E non sono nelle chatroom di Internet facendosi passare per adolescenti.
Sono persone fidate per entrambi: genitori e bambini.
È così spaventoso pensare a questa realtà che la maggior parte dei genitori preferisce concentrarsi su spaventosi sconosciuti, anche se la minaccia reale è bassissima.
Attualmente, qui non sono i bambini i più vulnerabili. Sono i genitori spaventati i più vulnerabili a essere danneggiati dagli sconosciuti (associazioni antiporno, ed altri che passano la loro vita a mentire e/o spaventare i genitori).
Allontanare i genitori da tali menzogne, e aiutarli a nutrire i propri bambini con le informazioni, le rassicurazioni, proteggendoli dalla propaganda antisesso: questo è oggigiorno realmente pericoloso.

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invito di madameweb

Posted by innocenso su 23/12/2007

split.jpg

Non posso che raccoglierlo, in quanto intende perseguire uno dei fini di sexlibertatis.

Ciao, per una volta voglio rivolgermi a tutte le donne che provano piacere ad esibirsi per il proprio uomo o per la propria femminilità. Io ho rotto la barriera del pudore e ho gettato via ogni maschera. So che non è facile quello che sto per chiedervi ma mi piacerebbe che altre donne si unissero a me per sfidare il moralismo, il perbenismo, il maschilismo, l’ipocrisia della gente e tutto ciò che incatena la propria libertà sessuale e il desiderio di esprimere la propria sessualità senza trarne profitto e senza nuocere a qualcuno. E’ difficile seguirmi in questa battaglia ma vi ricordo che la vita è una sola, la bellezza svanisce in fretta e il sesso non è altro che un modo per giocare da adulti, sentirsi vivi e liberi e soprattutto amare chi ci è vicino o chi ci desidera. Non è la trasgressione che ci rende migliori o peggiori agli occhi della gente ma ciò che siamo dentro. Se ti senti pronta e determinata ad accettare questa sfida esibisciti senza maschere e senza filtri sulle foto che pubblichi! Mostra fiera il tuo corpo e il tuo volto di donna e regala il tuo coraggio e la tua sensualità a chi ti ama e apprezza per ciò che sei. In America sono molte le donne che non temono il giudizio della gente. Lottate con me per l’onestà, la sincerità, la giustizia e la libertà! Un grazie di cuore per il Vostro sostegno e la vostra solidarietà. Un bacio a tutti e in particolare ad ogni donna bella e affascinante che nasconde la propria sensualità e la propria femminilità per pudore. Non esistono donne troppo vecchie o brutte che non possano sedurre! ognuna di voi ha il proprio fascino nascosto e seppellito dai problemi, dal quotidiano,dalle insicurezze, dalla morale, dalla religione, dai mariti gelosi (che poi tradiscono) o da quelli stanchi. A presto.

La vostra Madameweb, 11/11/2007

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al centro del cuore

Posted by innocenso su 23/12/2007

occhi.jpg

Ti ho amato tanto, da morire… come nessun’altra e senza mai nessun’altra. Ma la sera di Santa Lucia hai “aperto gli occhi”. Qualcuno mi dia la forza di continuare a vivere, le mie forze vengon meno.

E lontano, lontano nel tempo
qualche cosa negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
a quegli occhi che ti amavano tanto (…)
E lontano, lontano nel mondo
una sera sarai con un altro,
e ad un tratto chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me,
di un amore ormai troppo lontano. di
Luigi Tenco

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aspettando un mondo migliore

Posted by innocenso su 30/11/2007

millet.jpgRiprendendo lo slogan di Rosselli…
dal caso Ciriani ad una riflessione più generale: come non auspicare quanto con sofferenza agognato dall’icona della letteratura erotica francese e mondiale?

“J’attends que la sexualité se démocratise afin que chacun puisse révéler sa vraie nature sans en souffrir socialement”

di Catherine Millet

Riportata dall’amico di sexpol

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andalusia e così sia

Posted by innocenso su 28/11/2007

Una notizia che forse ci fa ben sperare, in quanto si fa riferimento ad una operazione contro la vera pedo-pornografia, quella relativa ad impuberi.

(ANSA) – MADRID, 22 NOV – Arrestate 40 persone dalla ‘Guardia Civil’ di Navarra per ‘corruzione di minori’ e ‘possesso di materiale pedo-pornografico’. Le ordinanze di custodia cautelare, secondo quanto riportano i media, sono state emesse in tutta la Spagna, soprattutto in Andalusia e in Catalogna, ma anche a Madrid e nelle Asturie, dopo un’indagine durata piu’ di un anno, che ha consentito di smascherare una rete estesa di soggetti che producevano e mettevano in rete video con bambini con meno 10 anni.

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la moralità delle istituzioni

Posted by innocenso su 28/11/2007

madameweb79.jpgJ.F.Kennedy nel 1961 davanti al muro: <siamo tutti berlinesi>.
La vera “pornoprof” intende abbatterne un altro, quello del perbenismo.Vi lascio un florilegio di commenti ripresi scorrazzando in rete prima che si perdano nel nulla (capita spesso, credetemi) dopo la sospensione di Anna Ciriani. Dagli USA hanno visitato tanto questo blog e conosciuto la questione madameweb grazie ad alcuni commenti postati su FARK.COM. Alcuni di questi dicevano:

– Non è questo lo stesso Paese che votò per la prima pornostar in un parlamento?
– Se è lei quella in foto, deve denunciare il suo chirurgo plastico. Quelle poppe finte sono orribili.
– Il suo lavoro è il suo lavoro e la sua vita privata la sua vita privata.
– In Italia, le donne sono più dannose delle armi.
– Gli insegnanti sono tenuti a standard morali più alti di chiunque altro. Genitori sono rimasti sconvolti dal vedere un insegnante dei loro figli bere un drink ad un pubblico ristorante. Negli USA, quella donna non avrebbe rischiato il proprio lavoro. Gli insegnanti qui sono trattati come merda, pagati come cittadini di seconda classe, ma da loro ci si aspetta la perfezione. Se i genitori avessero fatto il loro dovere, quei ragazzi non avrebbero trovato quelle foto.

Altri blogger criticavano così la decisione:
Povero sistema educativo italiano. E’ una vergogna che professori possano essere silurati così facilmente. Con l’ennesima delusione verso il sistema scolastico, che non colpisce mai i docenti incapaci ma bensì quelli innocenti. Madameweb innocente, sì, perchè coltivava una passione fuori dalla scuola scuola e, peraltro, in anonimato. Una vicenda assurda, che ha dell’incredibile.

L’UAAR scrive, ricordando come solo “poche settimane fa, un professore ateo fu additato come ‘cattivo maestro’ da diversi esponenti del centrodestra in quanto, fuori dall’orario di lavoro, manifestava pubblicamente il suo ateismo scrivendo opuscoli (che NON distribuiva a scuola)”: “… e perché no? Il caso della professoressa di Pordenone, sospesa dal direttore didattico perché protagonista di performance porno fuori dall’orario di lavoro, inerisce comunque il tema della libertà di espressione (benché molto particolare, ne convengo). La professoressa-pornostar è difesa dai suoi studenti, e nessuno è in grado di dimostrare che il suo comportamento a scuola sia stato reprensibile. A mio parere, una scuola pubblica deve pretendere qualità dell’insegnamento scolastico, non moralità (e quale?) nel comportamento extrascolastico. Secondo voi?

Se il giornalista del Sidney Morning Herald avesse invece tradotto il mio post precedente, il 23/11 non avrebbe riportato una castroneria unica, ossia la foto-logo del gruppo musicale madameweb (www.madameweb.it) sull’articolo riguardante la prof indicandolo come fosse un logo… “from madame web’s website!”

Due commenti dall’ultimo forum di madameweb

– Abbiamo un parlamento con decine di “onorevoli” condannati per i reati + vari però non possiamo avere una prof che al di fuori del suo orario di lavoro si comporta come meglio crede, e durante il lavoro è un’irreprensibile e competente insegnante! L’Italia è uno strano paese! Cara Isabella sono solidale con te! Baci (marino6548)
– La condotta sessuale (femminile) porta all’espulsione. L’omicidio (di una studentessa) alla reintegrazione. Chi ricorda Scattone? (McGill)

Alcuni commenti su magazine di libero

– Tutto questo avveniva anche prima, ricordo alcune insegnanti che spalancavano le gambe sotto la cattedra, che spettacolo, solo che adesso siamo pieni di mass media
– Conosco personalmente la persona in questione e posso assicurarvi che nel suo lavoro è molto professionale. Conosco altresi’ certe suore che lo sono molto di meno (prof non mollare)
– Siete solo dei penosi bacchettoni (lucrezia)
– Conosco bene i professori, ho due figli alle medie inf e sup….ho due lauree…e sgobbo 10 ore al giorno per 3000 eurini al mese con tre settimane di ferie ad agosto ed il cellulare sempre acceso. (..) per i miei figli preferirei una ruspante come la prof. madameweb (estremizzo) piuttosto che le parruccone che mi ritrovo…(mara)
– Ho visto il video…ma questa donna è fortissima…che coraggio…l’essenza pura della trasgressione…e poi fa anche la prof….io potrei farlo ma non ne ho il coraggio. Ma lei è una grande…ed a chi non piace ho una ricetta…biglietto di sola andata per La Mecca, Riad, Bagdad, avete ampia scelta! (carolina)
– Brava prof…brindo al tuo coraggio di vivere la vita come pensi che sia giusto. Siamo solo un paese di bigotti (..) vorrei averlo anche io il coraggio di fare certe scelte quindi viva la prof, tieni duro e avanti così (arianna)

Scrivono poi nei propri blog

SerialLicker: Ed è qui che m’incazzo. Fuori dalla sede scolastica, appunto. Fuori, altrove, perfino in un altro Stato. E’ come se licenziassero un vigile perchè a casa si veste da donna. Questo esempio, invece, calza: un prof di Milano è stato cacciato dalla scuola quest’anno, dopo dieci anni di assenteismo attivo (non c’era mai) e passivo (quando c’era leggeva il giornale), solo perchè i suoi studenti massacrati alla maturità hanno fatto ricorso al Tar. Dieci anni. Per tagliare la testa a Madameweb sono bastati dieci minuti. Perchè farsi toccare da sconosciuti e fare flashing su un vagone della metro berlinese è più grave che fottere i soldi dello stipendio. O restare in parlamento con condanne definitive, per dirla alla Grillo. O ottenere un posto pubblico con la letterina di un potente. Anna-Madameweb, in classe, era impeccabile. Ma che cosa è peggio? Girare nudi o rubare lo stipendio? La scuola italiana ha appena dato una risposta. Se questa è educazione…

La dottoressa Dania: Anna Ciriani (che, nonostante i nostri precedenti screzi, saluto affettuosamente) sembra essere stata punita, per il suo comportamento privato, perché insiste nel volersi guadagnare da vivere insegnando in una piccola scuola di provincia. E se avesse provato a fare politica, avrebbe potuto, senza conseguenze sul suo posto di lavoro, tirare coca, andare a puttane, andare a trans, rubare, evadere le tasse, avere rapporti clientelari con la mafia, percepire lo stipendio senza andare mai a lavoro, prendere tangenti, raccomandare amici e parenti, ecc. ecc.

Tale “Achille della Ragione” su www.napoli.com il 23/11 intitolando “lettera aperta alla prof Ciriani”:
Le tue spavalde passeggiate sono la rivoluzione che preferiamo, provocano salutari sferzate per benpensanti e moralizzatori, ma ascolta un mio consiglio: lascia l’insegnamento a qualche supplente in trepida attesa, probabilmente racchia ed affetta da sindrome ittiopriva e lanciati a petto in fuori… a combattere i falsi difensori delle tradizioni, la tua arena è il mondo, il compito che ti è stato assegnato è stuzzicare i nostri sopiti desideri.

Per finire l’amico Arsenio, pochi minuti fa: dato che “questa storia di discriminazione tutta italiana e che dovrebbe avere l’attenzione di tutti coloro ai quali preme la libertà di espressione, di parola, di culto e di gusti e costumi sessuali”…

…non ci resta che creare una mobilitazione contro la sospensione mandando lettere di protesta agli indirizzi email indicati.

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