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Archive for the ‘sesso’ Category

Salotti con 40 euro

Posted by innocenso su 20/08/2013

nofotoBaracche come salotti. Quando migliaia di uomini sanno che valgono più i 40 euro per un salotto improvvisato che i 4000 che hanno speso per una casa presentabile ma…magari senza emozioni e litigi casalinghi! Che poi diventano un “problema per le mamme” non si sa perchè. O forse il perchè c’è: incapacità ad educare alla “dura realtà”.

Intorno alla cascina Continassa ci sono le baracche del piacere, a pagamento ovviamente e quasi invisibili. Sono nascoste dietro gli alberi e i cespugli dei prati incolti dove non smettono mai di cantare i grilli. Casupole di pochi passi fatte di niente. Cartone, lastre di legno e nylon. «E’ un po’ come se fosse la mia villetta», dice la sua proprietaria, una trentenne albanese, tacchi a spillo e vestitino leopardato. E’ una delle prostitute dei marciapiedi di questo pezzo delle Vallette dove il mercato del sesso apre alle 10 di mattina.

«Le prime ragazze nella zona sono arrivate nel 2006 – dice un residente di corso Ferrara -. Nell’ultimo periodo però si sono moltiplicate. E sono praticamente sempre nude». Tacchi o zeppe, reggiseno e tanga. Sono diventate un problema per le mamme dei bambini che frequentano il Parco di via delle Primule.  I genitori si sono lamentati con i vigili per la ragazza che svestita batteva a pochi passi dalle giostrine. Poco o niente addosso, come le altre che si vendono in via delle Primule e corso Ferrara.

Sono quasi una trentina le ragazze che «lavorano» nelle strade intorno alle Vallette. Sono tutte ragazze dell’Est: la maggioranza sono romene, alcune sono albanesi, una è ucraina e una è greca. L’età media è vent’anni. Per una prestazione ci vogliono 50 euro. I clienti sono anziani in bicicletta, ma anche gente distinta con macchine costose. Spesso sono professionisti durante la pausa pranzo del lavoro.
«Per costruirla ho pagato quaranta euro», racconta una giovane. E’ un tugurio di fortuna: c’è un materasso per terra, una vecchia poltrona, un divano e uno specchio. Per terra, decine di profilattici e fazzolettini, mentre in un angolo si scorge una rosa infilata in una bottiglia di plastica. Una boccata di romanticismo (…).

fonte: la stampa

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la faccia lavata della polizia

Posted by innocenso su 06/08/2013

lavaggiCari lettori,
ho scorto questa interessante notizia ma…si sa, la polizia spesso non ha null’altro di meglio da fare che far chiudere attività che diventano troppo attraenti o forse sottraggono risorse a qualcun altro più importante.

Leggo infatti su http://www.kisskissnapoli.it/index.php/news1/attualita/2087:

Parecchi automobilisti fanno passare spesso troppo tempo tra un lavaggio dell’auto e l’altro, ma in Malesia i titolari di una ditta avevano promosso un’iniziativa per fidelizzare i clienti e farli tornare “prima”.

Una ditta di autolavaggi di Kuala Lumpur, infatti, dopo 9 lavaggi offrivano il sesso gratuito, messo a disposizione grazie ai “servizi” di alcune giovani escort, arruolate per il caso, proprio per soddisfare i clienti.
Ma la polizia si è accorta di questa insolita iniziativa ed ha arrestato nove donne vietnamite di età compresa tra i 18 e i 28 anni, oltre ai quattro titolari dell’autolavaggio.
Gli automobilisti che lavavano l’auto 9 volte, potevano godere dell’offerta extra entro un breve periodo di tempo. Al decimo lavaggio scattava il sesso libero. Poi c’era anche chi voleva il sesso senza approfittare della promozione, ma doveva pagare tra i 26 e i 42 dollari.

Semplicemente incredibile se un pò si conosce come in Malesia il sesso a pagamento non sia un tabù.

Scrive infatti un corrispondente su www.gnoccatravels.com “La prostituzione a KL è lanciatissima, un po’ stile Thailand, ragazze che ti fermano ovunque nei locali, ti sorridono e ti vengono a cercare loro.”

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una rivoluzione tradita

Posted by innocenso su 16/04/2013

faeryqueenaeval_ed5697Cari lettori,
sottopongo alla vostra attenzione meritevoli passaggi tratti da un articolo di un periodico brindisino, di quelli che si mantengono con la pubblicità e che pubblicizzano eventi locali. I dati dimostrano quanto sia necessario non abbassare la guardia sull’educazione sessuale dei giovani adolescenti.

Di chi è questo?” era la fatidica domanda rivolta con tono severo da un professore agli alunni di una classe di liceo, in un famoso spot dei preservativi “Control”. Erano gli anni Novanta, e la risposta “è mio” da parte di tutti gli studenti presenti in classe ha rappresentato una vera e propria rivoluzione nel mondo della sessualità sicura fra i giovani. Un tormentone che ha segnato la svolta nel mondo delle passioni, dei rapporti sessuali protetti e delle malattie sessualmente trasmissibili, ma che oggi, dopo oltre dieci anni, non troverebbe la stessa risposta corale.

A dimostrarlo le recenti indagini dell’Eurisko e della Società italiana di ginecolgia, che bocciano i teenager italiani all’esame del sesso sicuro. Oltre la metà degli adolescenti ignora le regole basilari della sessualità consapevole, soprattutto a causa di una dilagante disinformazione. Grazie alla prevenzione, all’assistenza psicologica e all’educazione socioaffettiva e sessuale, si sono raggiunti obiettivi importanti come il sensibile calo di interruzioni di gravidanza fra teenager. Nell’ultimo anno, tra i consultori cittadini, se ne sono registrate “solo” cinque (dati Asl Br 2012).

Così, mentre si discute sul mettere al centro la salute di genere, l’’autodeterminazione delle donne e la maternità come scelta consapevole, in quasi tutte le scuole superiori di secondo grado di Brindisi, insegnanti e alunni raccontano dei sempre più numerosi casi di “teen family.
E se l’età media di mamme e papà brindisini supera i trenta, fa riflettere quel non trascurabile 3,8% di bambini nati nel 2011 da genitrici dai 15 ai 19 anni (dati Istat 2011).

fonte ilovebrindisi.it, 19/03/2013 (maura cesaria)

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la lega legata ai valori. vecchi e nuovi

Posted by innocenso su 18/08/2012

La sempreverde e immaginaria idea delle donne della nuova generazione “maggiormente disponibili rispetto al passato” in una vecchia dichiarazione del leader della Lega Nord. Sarà probabilmente l’eterno ritorno degli adulti che rimpiangono di non aver preso (e di aver perso) il treno…del turno dopo! Dalle dichiarazioni di Bossi non si comprende più di tanto, per la verità, se la nostalgia sia per i presunti “valori” vecchi o per quelli nuovi.

Era molto più difficile allora. Le ragazze difendevano i valori e non si riusciva a combinare niente. Oggi il sesso è a portata di mano. Allora era più lunga la faccenda. Comunque c’erano le vie di mezzo. (Umberto Bossi, intervista al Sette del Corsera).

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età del consenso e pedofilia immaginaria

Posted by innocenso su 17/08/2012

Cari lettori, vi riporto buona parte dell’interessante articolo, ampiamente commentato e tradotto nelle parti che ho reputato più adatte al mio blog, della giornalista e scrittrice Rachel Rabbit White, apparso il 22/3/2012 sul suo blog.

Recentemente ho visto un documentario intitolato Are All Men Pedophiles? (tutti gli uomini sono pedofili?) che sta facendo il giro dei festival del cinema. Il film esplora la differenza tra pedofilia (attrazione per i bambini) e hebephilia / ephebophilia (attrazione per i ragazzi) e cerca di evidenziare questi ultimi come normali.

La tesi del regista è che l’hebephilia sia piuttosto naturale. Una voce fuori campo spiega che i ragazzi comprendono il desiderio. Stando al film, la maggior parte degli adulti sono attratti da altri adulti e talvolta da adolescenti. Dopo tutto i modelli e le modelle di successo hanno 16 anni. Ed entro i 16 anni la maggior parte delle donne sono sessualmente mature (per i ragazzi la maggiorparte entro 17 o 18).

Are All Men Pedophiles? . Il film ricorda anche come l’età del consenso sia differente in molte aree del mondo. L’argomento qui è che il cappello dei 18 anni è comodo, ma non è nè coerente con lo sviluppo fisico né universale. Differenti aree del mondo hanno differenti leggi sul consenso. Ciò su cui il film sembra riflettere è dunque questo: la stessa situazione è realmente diversa solo perchè considerata in luoghi o circostanze diversi?

Infine l’autrice Rachel R. White ha chiesto “Cosa ne pensate dell’età del consenso? E’ diverso in situazioni diverse?”

Interessanti alcune risposte che ha avuto. Ne riporto stralci.

Tatiana scrive: “Parlando in generale, noi non siamo attratti dall’età – siamo attratti dai corpi delle persone o delle loro caratteristiche (che poi associamo con l’età). Per esempio, io ho 24 anni, ma REGOLARMENTE mi viene detto che sembro un’adolescente. In effetti, in una recente festa di Capodanno, un dodicenne è rimasto a bocca aperta quando ha scoperto la mia età perché pensava che avessi 15 anni o giù di lì. Questa è stata una costante fonte di frustrazione per me perché non ho mai dimostrato la mia età reale. Ho un aspetto giovane. Chi vorrebbe uscire con me?

Penso sia importante notare che è vero che le modelle sono sedicenni, ma non dimenticate che non sembrano tali. Sembrano molto più adulte, ed è comune per una persona giovane essere considerata attraente quando appare più adulta (e per una persona anziana di essere considerato più attraente quando appare più giovane).

Duana Welch (esperta in psicologia dello sviluppo) scrive:

Ho spesso provato vergogna quando mi è capitato di sentire qualcuno di 18 anni che ha avuto rapporti sessuali con la sua fidanzata di 17 consenziente venire etichettato come un molestatore sessuale nell’identico modo che se la ragazza ne avesse avuti 10. C’è una zona grigia, certo, e le nostre leggi devono riconoscerlo.

Proprio oggi discutevo con amici di quando ho avuto un fidanzato molto più grande di me quando ero più giovane, e di come avevo nascosto il rapporto alla mia famiglia perché sapevo che avrebbero rovinato la sua vita, se possibile. Ero un’adulta consenziente di 22 anni. Eppure loro avrebbero potuto distruggerlo.

Quanto più vero ciò se avessi avuto 17 anni! Sono disposta a scommettere che questa criminalizzazione si sta verificando perché i genitori sono molto a disagio con la sessualità emergente dei propri figli, una sessualità emergente che sia l’adolescente che il suo partner vogliono esplorare. Tale comportamento (dei genitori) è normale, pericoloso e criminale? A mio avviso, Sì!

Annota Tim:

“Hmm, non ho mai riflettuto molto sull’età del consenso, in realtà. Ma io vivo in Germania, dove ci sono varie fasce di “età del consenso”.

Qui, gli individui vengono separati in base all’età in cinque diversi gruppi:

Gruppo A: 0-13 anni
Gruppo B: 14-15 anni
Gruppo C: 16-21 anni
Gruppo D: 21 + anni

Come regola generale, è permesso avere rapporti sessuali con persone provenienti dai gruppi adiacenti al vostro, con l’eccezione del gruppo A, al quale non è legalmente permesso fare sesso. Sebbene quando due persone di età inferiore ai 14 anni abbiano avuto rapporti sessuali tra loro, ciò comporta lievi conseguenze legali, se sono sotto l’età della responsabilità penale (convenientemente 14).

E penso che sia un buon modo di gestire la materia.

Una donna con lo pseudonimo “Lifeguard of Love” (Guardia del corpo dell’Amore) descrive così la sua esperienza:

Quando avevo 16 anni, il mio “fidanzato di internet” di 26 anni, si trasferì nella mia città. I miei genitori sapevano e pensavano che tutto fosse OK (probabilmente perché lo avevo rivelato loro un anno prima e ne dedussero che fossi stata onesta). Non provavo alcun interesse sessuale per lui; anzi non volevo nemmeno si muovesse, ma oramai era “troppo tardi”.  Anche se non ho avuto alcun interesse sessuale (e non ha mai provato nulla), ho cercato di avere un rapporto affettuoso.

In questa situazione, il tipo non era un pedofilo – (…) Eppure i miei amici lo chiamavano “il vecchio”.

Dopo aver rotto con lui, ancora sedicenne, ma prima che si allontanasse nuovamente, ho iniziato a frequentare e perso la mia verginità con un grasso maschiaccio diciottenne.  Credo che tecnicamente fosse un rapporto illegale nel mio stato. In termini emotivi e di esperienza eravamo “su un diverso piano”. Quando avevo 17 anni, ho incontrato due giovani di 15 anni. Quando ne avevo 19, ho incontrato una donna di 16. Raccontando queste storie mi rendo conto di quanti rapporti illegali ho avuto, haha! In un certo senso, era tutto innocuo, fatta eccezione per il dolore e la frustrazione quando non si è nello “stesso posto” emotivo ed esperienziale. E’ semplicemente sbagliato il momento! Così è stato per me.

Quando guardo agli equilibri di potere in questi rapporti, mi rendo conto di quanto ciò sia relativo alla propria situazione e posizione. Come quando il tizio si trasferì nella mia città e non potei fermarlo. (…)

Mio marito è 4 mesi più giovane di me, ed è l’unica persona mia coetanea con cui abbia avuto una relazione. Le somiglianze nelle nostre esperienze – il nostro modo di rispecchiarci – sono stati una fonte praticamente inesauribile di collegamento. E ciò mi rende felice.

Ho molto pensato recentemente al concetto della “età del consenso” e mi piacerebbe dire la mia sul fatto che gli americani, in generale, stanno cercando di impedire agli adolescenti di avere rapporti sessuali. Il sesso era LA COSA NUMERO 1 E PIU’ IMPORTANTE  per me quando avevo 16-18 anni. Ho avuto la fortuna di viverlo in maniera sana e pienamente consensuale, e non so se tutti siano così fortunati, ma sembra così contro il buonsenso che la società reprima il sesso proprio nel momento in cui è così importante. Mi piacerebbe credere che l’educazione sessuale e il controllo delle nascite consentano a tutti di avere lo stesso grado di gioia e divertimento a quell’età.

Replica l’autore, Rachel White: Duana, grande commento.

Quindi, non solo è possibile che quel 18enne si sporchi la fedina penale, vi è anche tutta la questione degli adolescenti che, avendo avuto rapporti tra loro, debbano farsi carico dell’accusa di “pornografia infantile” per foto di se stessi! Penso che hai colto nel segno quando hai scritto che si tratta più che altro di disagio di adulti con la sessualità adolescente. Ma alla fine ciò che sta accadendo è tutta questa ansia e controllo sulla sessualità adolescenziale. Che mi sembra quasi più angosciante.

Intendo dire che i ragazzi sono esseri sessuati e dovrebbero essere in grado di esplorare e di esprimere la loro sessualità. Io credo che non ci debba più essere vergogna e controllo su di essa (ad esempio: sfregarsi le mani in riferimento agli scambi di foto e testi erotici), quanto piuttosto più educazione sessuale, una migliore educazione sessuale, educazione sessuale del piacere e tutto del sesso.

Tim,

Interessanti queste leggi! Mi colpiscono come del tutto logiche, salvo quando avevo 14 anni che ho avuto alcuni fidanzati pochi che ne avevano 13. Nessuno dei ragazzi della mia classe mi piaceva, ero una ragazza strana. Qualsiasi dell’ottavo anno a cui chiedevo di uscire diceva di no … Così ho iniziato a chiedere agli alunni del 7 °. E mi son piaciuti. Posso pensare che ci siano degli inconvenienti?

Lifeguard,

Grazie mille per aver condiviso la tua storia. Un sacco di aneddoti interessanti abbiamo letto qui. Una cosa che sento di dover sottolineare è che questa roba accade da sempre. Da sempre. Nella vita reale i miei amici non sono rimasti scioccati dai 17 anni. Al massimo per loro era da considerarsi emozionante o divertente. Ma “in teoria” noi leggiamo che ciò è brutto o sbagliato.

Significa barare. Gli americani sono costantemente sconvolti e indignato dai politici e dalle star che barano divorziando. Eppure barare è così comune. Succede sempre così. Si potrebbe argomentare che succede sempre perché gli esseri umani non sono fatti per la monogamia o perchè la chiusura dei rapporti è naturale.

Oserei indovinare che il regista usi lo stesso argomento sull’hebephilia, succede sempre perché è naturale, ecc. Me? Personalmente non sono così sicura che “naturale” sia un argomento solido. Hmmm (…)

Inoltre, riporto da un interessante articolo che ho appena trovato sulla disparità di età nelle relazioni omosessuali: “le differenze di età tendono ad essere più accettate nella comunità omosessuale di quanto non lo siano in generale. Forse questo accade perché stiamo già facendo qualcosa che si differenzia dalla norma, quindi una differenza di età è solo la ciliegina sulla torta della devianza. O forse ha a che fare con la tendenza generale alla differenza di età tra coppie eterosessuali. “

Dice Tom Jones

Joan Collins (ora 72enne) afferma di aver perso la verginità all’età di 15 anni con Marlon Brando, che ne aveva 30. Fosse accaduto oggi, la legge avrebbe gettato Brando in prigione a vita, o che Collins è stata soggetta ad abuso, anche qualora lei potrebbe aver pensato che ciò fosse giusto per se stessa.

In realtà ci sono un sacco di celebrità che affermano di aver perso la verginità in età anche più giovani, e vantarsi, piuttosto lamentarsi di presunti abusi. Con ciò non dico che il sesso con minorenni è giusto, ma che chiunque induca altri a sesso forzato, indipendentemente dall’età, deve essere perseguito.

Penso che la legge non abbia nulla da dirmi, come ragazzo, se possa o meno sperimentare qualsiasi aspetto del sesso, così come farlo con amici davanti ad una webcam nella sicurezza della mia casa.

Precisa poi Carl A:

(…) Personalmente credo che l’intera questione sulla “età del consenso” sia una farsa. Essa dovrebbe basarsi semplicemente sul desiderio (se non lo vuoi, non dovrebbe accadere), su equilibri di potere (chiunque sia coinvolto deve sempre avere la possibilità di dire no senza gravi conseguenze), e su una sicurezza informata. Questo significa che anche la pedofilia in senso stretto (sesso con bambini prepuberi) finisce per essere sbagliata, poichè la maggior parte dei bambini né desiderano il sesso, nè un partner in quanto questo si troverebbe in una posizione di potere molto vantaggiosa. Per cui le relazioni di pari età  (in genere i rapporti senza squilibrio di potere e desiderio reciproco) sarebbero le sole a poter essere considerate quelle con un rischio calcolato.

Qualunque altra relazione andrebbe invece valutata su chi in realtà ha “potere di veto”.

Appunta BK:

Stando sull’argomento, ho avuto un’esperienza all’inizio di questa settimana. Due ragazze di un liceo della mia città hanno bussato alla mia porta perché facevano un pò raccolta di fondi per la loro squadra di softball. Erano vestite con pantaloncini corti, ed erano veramente belle ragazze. E così la mia mente ha cominciato a correre.Non ho provato nulla, e non avrei mai, ma ero sicuramente molto attratto da loro. Fisicamente, erano donne. E, a differenza di Lifeguard of Love, non ho avuto rapporti sessuali a 16 anni. Non ho nemmeno baciato una ragazza fino a quando ne avevo 21 anni, quindi forse è da mettere in conto il fattore fantasia. Mi sento come se avessi perso tutto ciò che è l’amore e il sesso adolescente, quindi forse c’è una ragione in più per me ad essere attratto da ragazze di 16 anni. Non ho mai avuto l’opportunità di rapporti sessuali a quell’età (o qualsiasi età), e qualche volta davvero vorrei poter tornare indietro e avere un’altra chance. A proposito, naturalmente, ho dato loro dei soldi. Non è giusto…

Osserva perentoriamente Lady Grinning Soul:

Io vivo nel Regno Unito, dove l’età del consenso è di 16 anni. Ma anche ora il concetto di  ‘età del consenso’ è percepito dai più come una sorta di suggestione. La maggior parte della mia classe ha perso la verginità a un’età compresa tra i 14 ei 18 anni … qualcuno con partner più anziani, altri più giovani. Quello che trovavo interessante era che, come ragazza, questa cosa dell’età non è mai stato un problema per me: mi sentivo in diritto e capace di incontrare/dormire con chi volevo (in termini di età), e mai sentita in colpa per questo. Replica a più commenti l’autrice:

Mi chiedo anche se i tempi sono cambiati. Quando la mia mamma cresceva, la gente si sposava prima ed aveva prima dei bambini. Così forse era meno “taboo” per un’adolescente incontrare un ventenne. Anche ripensando alla mia storia del sito di incontri quando qualcuno di 5 anni più anziano di me ed ero al liceo oggi potrebbe non essere accettato, non credi? Che cosa è cambiato?

Carl, commento eccellente! Una intelligente sferzata. Andate a leggerlo. Interessante ciò che spieghi sulla pedofilia. Fino a poco tempo fa non ero a conoscenza dell’esistenza di persone che si identificano come pedofili e che affermano che la pedofilia è una identità sessuale, e che fintanto che essi sono tali senza far male ad alcuno non c’è niente di sbagliato in questa identità. Il film qui menzionato ha toccato anche questo argomento, e viene discussa la questione se la pedofilia come identità potrebbe venire accettata come è stato per l’omosessualità come identità.

Risponde Quiet Riot Girl: Grande messaggio Rachel!

Su questo tipo di problema, in risposta a un pezzo di Law and Sexuality Blog , ho postato un articolo in riferimento ad una società di porno omosessuale che utilizza immagini legate al tipo di fantasia pedofila.
Ho naturalmente portato il contributo di Freud alla discussione!

Replica ancora l’autrice:

BK, complimenti per l’onestà! Curiosa, la tua storia. Okay, grazie al vostro coraggio devo ammettere una cosa che non ho fatto in precedenti commenti, talvolta sono attratta da ragazzi adolescenti sulla strada o in metropolitana. Attingo dal modello delle adolescenti. Suppongo di aver fatto mia l’idea della società secondo cui ciò è sbagliato e gli adolescenti devono essere protetti. Anche se uno di loro mi ha fatto girare la testa io vorrei guardare da un’altra parte, il prima possibile. Ma interessante notare che questi stessi tabù semplicemente non esistono così pesanti verso i ragazzi, non è vero? Suppongo che ciò derivi dall’idea per cui “tutti gli uomini sono potenziali predatori”. Dopo tutto, basti pensare a tutte quelle notizie periodiche su donne insegnanti che hanno avuto storie con studenti maschi. Non credo che reagiremmo allo stesso modo se si tratta di insegnante maschio / studente femmina. Che ne pensate?

QRG, questo diventa nella tua domanda. Come cambia in allestimenti diversi? Mi chiedo in realtà se la disparità di età sia più accettata nelle relazioni dello stesso sesso.

LGS, (…) le tue esperienze rispecchiano le mie. Ricordo di quando ero adolescente e di avere la sensazione di sapere quello che volevo. Recentemente ho trovato, in un pezzo diario che ho scritto quando avevo 15 anni,  che raccontavo di avere una cotta per uno di 23 anni e mi chiedevo se avesse voluto incontrarmi, nonostante la differenza d’età. In quel momento mi sentivo pienamente in grado di gestire tale relazione. Onestamente, forse lo ero.

Eliza the Brute dice:

Penso che una cosa importante che molti commentatori hanno toccato sia quella delle dinamiche di potere. Penso che siamo tutti rabbrividiti e titubante sulle relazioni con minorenni non necessariamente a causa dei problemi legali, ma a causa dell’abuso di potere. L’età comporta un peso automatico, così come l’esperienza di vita (la maggior parte degli adolescenti ne hanno ben poca), e ci si sente rabbrividire.
Tuttavia, le dinamiche di potere hanno un ruolo in tutti i rapporti. Penso che sia abbastanza raro trovare una relazione in cui il potere è uguale. Il problema è proprio quando vi è uno squilibrio evidente enorme, o qualcuno (se la sua “potenti” o “impotente”) sta approfittando. I minorenni non necessariamente hanno meno potere, così come vi sono molti ragazzi con più esperienza di vita, maggiore peso sociale, più reddito disponibile, ecc. Tuttavia, penso che i giovani sono spesso valutati come tali nelle relazioni perché sono  facilmente malleabile, o perché qualcuno sente di poterli controllare meglio.

E continua:

Di recente ho seguito un documentario di confronto tra l’educazione sessuale negli Stati Uniti e quella nei Paesi Bassi. Mentre negli Stati Uniti c’è una oppressiva tendenza a favore della verginità ed è davvero carente nelle informazioni, nei Paesi Bassi sono molto più rilassati e onesti.
L’aspetto più affascinante per me è stato (apprendere) che alla fine entrambi i gruppi di genitori cercavano la stessa cosa. Tutti dichiaravano di volere i loro figli essere felici e sicuri, che non vogliono che i loro figli perdano la verginità con uno sconosciuto in macchina da qualche parte e che desideravano per loro relazioni sane da adulti.
Tale serenità dei genitori dei Paesi Bassi scaturiva dal fatto di considerare l’adolescenza come l’età in cui “fare pratica” da adulti, con la cura e la protezione familiari. Sentivano come fosse un tempo per esplorare la sessualità in modo sicuro e con un buon supporto e orientamento. Tutti sanno che i giovani sono sessualmente maturi, e si sente quanto i Paesi Bassi siano pratici nel relazionarsi a questa realtà.
Una mamma mi ha così illustrato dal vivo la questione. Suo il figlio adolescente le ha chiesto se la sua ragazza avesse potuto dormire fuori per il suo compleanno. Lei gli ha risposto che conosceva la ragazza, che erano stati insieme molto tempo, e che suo figlio ci teneva davvero a lei. Ha chiesto a suo figlio con calma se andava a dormire nel suo letto o se avrebbero dormito separatamente, lui rispose che non era sicuro, così la mamma ha messo fuori un letto a rotelle nella sua stanza in modo che la ragazza non si sentisse sotto pressione, e così avrebbe potuto scegliere liberamente. Si è dunque assicurata che suo figlio sapesse dove sono i preservativi in casa, e che sapesse come usarli, e poi ha tolto il naso dalla faccenda. Ha detto: “Voglio che mio figlio abbia relazioni sane, che tratti bene le donne, e che si sentano sicuro sui suoi bisogni e desideri. Ora è il momento per lui di fare buona pratica, in modo da poter poi affrontare queste cose da se stesso. ”
Sono talmente rimasta colpita da questo episodio che pensai: accidenti, quanto avrei voluto ricevere tali preziose lezioni da bambino!

Aggiunge Mysterion:

Penso che siano state sollevate un sacco di questioni su cui riflettere. Una cosa che davvero mi disturba su questo argomento è che sembra veramente difficile affrontarlo senza essere bollato come un “pedofilo” o “simpatizzante pedofilo” o qualcosa del genere. Credo che l’America sia molto coinvolta nella mentalità negativa del tipo “oh no, pensa ai bambini” quando può trattarsi di un sacco di cose diverse, così anche nobili intenzioni vengono fraintese.

E’ sicuramente sbagliato approfittare sessualmente di qualcuno, indipendentemente dall’età. Credo che sia anche generalmente più facile per i più giovani, in particolare gli adolescenti, essere sfruttati (per i motivi che altri hanno già detto, le dinamiche di potere, ecc.). Certamente le leggi sull’età del consenso fanno una classificazione, ma credo proprio che non sia giusto applicarle in modo unilaterale. Si tratta essenzialmente di un “numero magico” arbitrario che non può spiegare i molti fattori che intervengono in un rapporto. Immagino che ciò renda molto più facile perseguire qualcuno in caso di trasgressione reale, ma penso altresì che renda vulnerabili e rovini le vite di persone che in realtà non hanno recato alcun male a nessuno, e mentre io non sono mai stato in situazioni simili o conosca qualcuno che lo sia, penso che sia qualcosa di principio ad essere sbagliato. Tuttavia, nella nostra società reazionaria probabilmente non avrei potuto andare avanti a scrivere due frasi personali di commento senza che un sacco di gente mi accusasse di “favorire i pedofili” o qualcosa del genere. E’ lo stesso tipo di mentalità che ha portato i politici americani a varare leggi sul sesso allo scopo di “perseguire duramente duramente reati a sfondo sessuale” quando le leggi in sè non risolvono in pratica alcun problema.

Scrive dunque kawaii_candie:

Molto interessante! Sento che questo vale molto anche per me… un sacco di miei amici pensano che io sia “strano” o un “baby cougar” (difficilmente traducibile in italiano), o qualsiasi altra cosa, perché incontro sempre ragazzi più giovani… ma il fatto è che io sono attratta da ragazzi che sembrano avere intorno ai 20 anni, non mi importa quanti ne hanno realmente, ma mi piace l’aspetto “infantile” (baby-looked). Tanto che quando avevo 20 anni, mi piacevano i ragazzi di 20 anni, quando ne avevo 25 anni, la stessa cosa, e ora che ne ho 30, mi piacciono ancora i ragazzi ventenni. 🙂  cosa c’è di sbagliato? Un altro fatto è che io stesso sembro molto giovane, tanto da attrarre comunque quei ragazzi più giovani. Posso essere in un club e vorranno stare con me, pensando che sono coetaneo… è un grosso problema per me e io non so davvero come affrontarlo. Non credo che ciò sia sbagliato, ma mi sento come se la società tutta stia cercando di farmi sentire in errore…

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l’involuzione del pelo pubico

Posted by innocenso su 28/12/2011

Oggi vi propongo un bell’articolo di Josephine Ledger, The soapbox: Why I’m keeping my pubic hair (Perchè mantengo il mio pelo pubico). Già 3 anni fa si scriveva sul ritorno del pube folto. Forse, sulla scia della grande Sasha Grey? Più di sicuro, per un ritorno alla naturalità. Ci rifletteva a giugno scorso questo blog. Di più. Era nata l’interessante moda, soprattutto per le donne over 35, di farsi una colorazione pubica!

Quando i peli pubici fecero la loro prima apparizione sul mio corpo adolescente, ne fui subito mortificata. Desideravo che sparissero così velocemente come erano spuntati. Mi sembrava, non trovo modo migliore per dirlo, bizzarro averli lì. Ma all’età di 11 anni, la ceretta non è un’opzione. Forse oggi lo può essere, ma alla fine degli anni ’80, non era qualcosa che di solito succedeva.

Tempo dopo, frequentando il college, e trovandomi nuda coi ragazzi, mi sono sentita nuovamente mortificata quando, dopo aver ricevuto sesso orale per la prima volta, il mio ragazzo fece un passo indietro dalla mia vulva sputando un lungo pelo pubico dalla sua bocca. Pensavo proprio che non avrei più recuperato. Eppure a lui non importava nulla. Era il 1996.

Dopo che abbiamo rotto, ho iniziato a dormire con un ragazzo più grande che era assolutamente selvaggio nel cunnilingus, si buttava a capofitto nel mio boschetto. Il suo entusiasmo mi ha fatto iniziare ad apprezzare il mio pube.

Più tardi, qualcosa di strano è successo. Il nuovo millennio ci è piombato addosso con la moda dei del perizoma. “Thong Song” di Sisqo scalò le classifiche e tutte le donne che conoscevo, inclusa persino mia mamma, iniziarono ad indossare il filo al sedere. Anch’io dunque corsi al GAP e ne comprai un paio. Non molto tempo dopo tutte le mie amiche iniziarono a discutere del fatto che laggiù si stavano facendo la così chiamata “ceretta bikini“. E chi può dimenticare Samantha Jones di “Sex and the City” lamentarsi dell’uomo che la rifiutò sessualmente per i suoi quattro peli pubici erranti.

Ho pensato: quattro? Ma io ne ho 4.000!

E’ stata mia madre che mi portò alla mia prima ceretta. Solo sulla linea del bikini. Mi suggerì di farlo fare insieme ai miei baffi. Grazie, mamma! Faceva male così male che piansi. Sono una ragazza mora con un manto così grosso da metter su delle tende.

Mi sentivo come se la ceretta fosse qualcosa che dovevo fare. Perché la mia mamma e il resto del mondo sembrava che lo volessero per me. Così come avrei dovuto liberarmi della visibilità esterna del mio intimo (panty line). Perché era di “cattivo gusto”.

Fu così che la mia ceretta mensile divenne un’abitudine. Gli uomini con cui ho avuto rapporti sessuali sembravano apprezzare la mia vulva ordinatamente pettinata. Ma, ancora una volta, sembravano godere di essa indipendentemente dallo stato in cui fosse. Iniziai dunque a sentire come i miei peli pubici, e, a sua volta, la mia vagina, fossero qualcosa di più gestibile, meno minacciosi, con una curata e sobria striscetta. Non ho mai pensato infatti di andare completamente spoglia lì sotto. Voglio dire che sarebbe un orrore sembrare una impubere, no?

Sbagliato.

La moda sulla vulva ha continuato a muoversi nella direzione del “depilata è meglio” e la ceretta “brasiliana” (ossia la depilazione completa) è diventata una mania. In un recente articolo su Atlantic “La nuova facciata: si è estinto il pelo pubico in America?”, Ashley Fetters esamina questa tendenza delle donne verso la “calvizie del pube”:

“C’era un tempo in cui tutte le vulve erano rivestite di un lanuto e intrecciato strato protettivo di peli. Difficile da credere, vero? E ‘un po’ come la rivelazione che i cavalli una volta avevano le dita o che la Ford Mustang una volta aveva gli alettoni. Ma come ogni specie in evoluzione, la vulva si è trasformata in qualcosa di più elegante, più netto, e complessivamente più moderno. Oggi è liscia, soffice come un bambino e senza peli”.

Cavalcando l’onda di questa “evoluzione del pelo vaginale”, ho deciso di provare qualcosa che non avrei mai pensato di fare: depilarmi del tutto.

Ho odiato ciò.

Prima di tutto, la depilazione è stata così dolorosa per me che sudavo, imprecando e piangendo sul tavolo della ceretta. Non potevo credere di aver pagato 75 dollari per sottopormici. E ‘stato peggio di quando mi sono sottoposta ad una devitalizzazione dentale. Non scherzo. Non senza conseguenze. Sono andata nel bagno del salone per pulirmi il mascara e fare pipì. Lo sapevate che quando non hai i peli sulla vagina, la pipì schizza dappertutto? Io no. Diciamolo, sembrava come se un tizio ubriaco avesse appena usato la toilette. Quando finalmente raccolsi me stessa e lasciai la sala, varcai la soglia. Era pieno inverno. La mia vagina era congelata; avrebbe voluto indietro il suo “cappotto”. Tornavo a casa…svestita. Sentivo addosso una vergogna molto simile a quella raccontata prima, ad 11 anni. In effetti, mi sentivo una undicenne. Ciò che avrebbe dovuto farmi sentire una donna pulita, sessualmente attraente, mi faceva sentire come una insicura preadolescente.

Mi son fatta ricrescere una striscetta immediatamente. E la mia acconciatura vulvare è rimasta così da allora.

Recentemente ho detto a un ragazzo con cui uscivo che stavo per depilare la mia fichetta.
“Che ne dici di una nuova pettinatura laggiù?”, mi chiese. “Depilata, magari? Penso che sarebbe eccitante.”
Offesa, gli risposi: “Qualche problema con i miei peli pubici?”
“Certo che no. E ‘solo più facile per i ragazzi quando le donne sono depilate. Ma apprezzerei la tua vagina in ogni caso. Anche piena come un boschetto”.
“Bene, è così che mi piace. E non si cambia”, ho affermato.

La nostra conversazione però mi ha fatto pensare: perché le donne vanno a depilarsi? È qualcosa che facciamo realmente per noi stesse? Non sarà che lo facciamo (anche inconsciamente) perché così è più facile per gli uomini andare d’accordo con noi? Questa non sarebbe per me una ragione accettabile. So che molte di noi si radono le gambe e le ascelle. Ma per i peli pubici è diverso. È più strettamente legato al sesso e alla nostra sessualità.

Le mie esperienze sessuali degli ultimi 15 anni mi hanno insegnato che gli uomini godono di qualsiasi vagina venga loro presentata. Quando era piena di peli, gli uomini li hanno amati, quando ero glabra, mi hanno incoraggiato a continuare così. Ma, nonostante tutto, hanno sempre amato la mia vagina. E, dovendo scegliere tra vagina e senza vagina, sceglieranno la vagina ogni giorno della settimana. Quindi, in ultima analisi, la maniera di portare le nostre vulve dipende da noi stesse.

La sessualità femminile è una cosa complessa, perché è così strettamente intrecciata con lo sguardo maschile. Persino per le lesbiche. Il nostro inconscio sessuale collettivo è così pesantemente influenzato dalla cultura pop e porno su ciò che ci viene detto sia sexy o meno che ci siamo molto allontanate dal rispetto verso l’aspetto naturale delle nostre vagine. Conosco donne che giurano di essere depilate là sotto. Voglio credere che amano la loro vagine senza peli. Io sento diversamente la cosa.

Penso che la scomparsa dei peli pubici sia una tragedia per le donne. Perché andare senza peli è una forma innaturale di evoluzione femminile: un movimento dalla femminilità (womanhood) verso l’adolescenza. Sembra contro il buon senso. Non è necessario fare un’apologetica del nostro stato naturale (per capirlo).

Forse sto pensandoci troppo su, ma…feci sradicare le mie sopracciglia negli anni ’90. Questa tendenza da allora è finita e ho lasciato che nuovamente crescessero in modo naturale. Ad ogni modo, ho intenzione di tenere le mie sopracciglia e (almeno alcuni dei) miei peli pubici. Spero che altre donne facciano altrettanto.

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coitus non interruptus

Posted by innocenso su 24/11/2011

Dal corsera del 5/10/2009 apprendo che…

“decisi a godersi la vita fino in fondo, alcuni ospiti di una lussuosa casa di riposo a nord di Tel Aviv hanno organizzato un festino che è sfociato in una vera e propria orgia.”

Lo riferisce il quotidiano “Israel ha-Yom” secondo cui alcuni dei protagonisti della vicenda hanno superato i 90 anni. Un misto di saggezza e conservatorismo quello della direzione che, di fronte all’inattesa eruzione di vitalità ha preferito non intervenire e l’evento – che pure era stato notato – non è stato interrotto. Infatti l’indomani, aggiunge il giornale, la direzione dell’ istituto ha emesso un severo comunicato in cui diffida gli ospiti dal tornare a esibirsi in effusioni incontrollate.

Che dire: complimenti alla dirigenza; una direzione pro erezione.

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Una famiglia di limitazioni

Posted by innocenso su 22/12/2010

Un articolo odierno di riflessione davvero ben fatto a firma della radicale Annalisa Chirico. Per voi.

Informazione sessuale, metodi contraccettivi, malattie sessualmente trasmissibili. Argomenti tabù per tante famiglie italiane, argomenti di cui a casa non si parla e a scuola men che meno. Quasi per paradosso nel Paese a sovranità limitata, dove tutti i politici si prostrano dinanzi ai supremi bisogni della famiglia (feticcio di ogni benpensante da agitare puntualmente, meglio se in campagna elettorale), nessuno poi si preoccupa di spiegare come da due si diventi tre e, soprattutto, quanto la conoscenza sia essenziale per concepire con amore, anziché riprodursi bestialmente.

Nello stesso Paese a sovranità limitata, dove fino al 1971 c’era un articolo del Codice Penale, il 553, che puniva con la reclusione fino a un anno e con un’ammenda salata chiunque incitasse a “pratiche contro la procreazione” o facesse propaganda a favore di esse, a quasi quarant’anni dall’abrogazione di quel divieto i ragazzini si approcciano ancora a “un sesso a tentoni”, con un misto di inconsapevolezza ed incoscienza, relegati per lo più a un percorso di autoapprendimento paraclandestino. Non sanno, sanno poco, sanno male.

Nello stesso Paese a sovranità limitata nel 1975 venivano (finalmente) istituiti i consultori familiari, che ben presto sarebbero diventati la roccaforte preferita delle associazioni provitaprofamigliaproprocucu. Quei consultori, cui talvolta chiami per sentire un monotono tin tin o dove, ancora peggio, vai a chiedere una ricetta medica per la pillola del giorno dopo e ti capita il medico “impositore” di coscienza, che in violazione della legge si rifiuta di prescrivertela; e mentre tu ti dici “Ma perché mai dovevo nascere proprio in Italia e non in Francia, Gran Bretagna, Spagna, Portogallo, Svezia, Svizzera, Belgio, Olanda (e la lista continua)”, il medico ti sciorina una serie infinita di orribili malattie, dalla trombosi all’infarto passando per un ictus fulmineo. Oh. Ah. Uh.

Nello stesso Paese a sovranità limitata nel 1976, soltanto nel 1976, il ministro della Salute (che allora non era Fazio) abrogò le norme che vietavano la vendita in farmacia della pillola anticoncezionale, dopo ben undici anni dalla sua autorizzazione in Italia (dal ‘67, ma solo a fini terapeutici). E così negli anni della “rivoluzione sessuale”, delle gonnelle corte e del ballo del mattone, la donna aveva uno strumento efficace per decidere quando scopare e quando procreare. Sia chiaro: esisteva ancora il delitto d’onore, ma la disponibilità della Enovid (si chiamava così la prima pillola anticoncezionale) spostava in avanti le lancette dell’orologio italiano. Ovviamente il Vaticano si imbestialiva dinanzi a cotanta tracotanza, alla solita ubris di quella scienza che pretendeva di rimpiazzare gli im-peccabili metodi naturali quali il coito interrotto (che in inglese rende meglio l’idea, “pull-out method”) o il dito nella vagina per vedere l’effetto albume (più elegantemente “metodo Billing’s”).

continua qui

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lo stupro del giorno dopo

Posted by innocenso su 04/10/2009

stuproimmaginarioCari amici, ancora un episodio accaduto nel “civile” nord Italia, dove la cultura della paternità responsabile è notoriamente più forte rispetto al sud. C’è da gridare “vergogna” davanti a questo Paese che accetta di miglior grado uno stupro rispetto ad una contraccezione d’emergenza che, soli in Italia, abbiam bisogno di chiedere al medico di famiglia! Se una ragazzina che ha bisogno della pillola del giorno dopo si inventa di essere stata stuprata da due nordafricani, anziché raccontare una verità più banale come un rapporto non protetto col suo fidanzato, un motivo dovrà pur esserci.
La vicenda, purtroppo, è realmente accaduta a Treviso, e la ragazza è stata denunciata per procurato allarme dopo che alcuni amici hanno raccontato alla polizia la verità.

Come ha riflettuto Alessandro Capriccioli, dell’associazione Luca Coscioni, il motivo consiste probabilmente in un’atmosfera di assoluta miseria culturale, nella quale la libertà di scelta è sistematicamente degradata a capriccio, e quindi le decisioni sul proprio corpo vengono socialmente accettate soltanto nella misura in cui risultino giustificate da cause di forza maggiore di identica, misera consistenza.
Evidentemente ci siamo ridotti a questo punto: una ragazza, allo scopo di esercitare legittimamente il proprio diritto a una maternità consapevole senza subire i giudizi negativi degli altri, cerca di giustificare la sua scelta legandola a una motivazione diversa, più accettabile nel contesto di un paese come il nostro proprio perché riconducibile ad elementi non legati ai diritti individuali, ma a questioni come il razzismo e l’intolleranza.

fonte: agenda coscioni, agosto 2009

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testimonianze orali di una festa speciale

Posted by innocenso su 26/08/2009

18annidifuocoCari amici, questa notizia fa ricordare quanto sia importante per la nostra civiltà occidentale il traguardo dei 18 anni, chiamata la “maggiore età”, l’età formale per le decisioni. Uno spartiacque che però fa spesso sottovalutare il periodo che viene prima (soprattutto, come sapete, quello post-puberale). Chissà che la vicenda di San Remo non sia originata proprio da ciò. Lo deduco dalla frase che la ragazza avrebbe pronunciato: “ora ho 18 anni e posso fare quel che voglio”. Tutti noi già maggiorenni sappiamo come sia stato importante quel momento di passaggio, rito di “iniziazione” quasi. Ma chi lo vive con maggiore enfasi (come può essere stato per questa ragazza) è molto probabile che si sia trovato negli anni precedenti a non poter vivere spontaneamente la bellezza di avvenimenti quale il sesso in tutte le sue forme. In ogni caso, al di là dell’emblematicità e dell’eccesso di questo caso particolare (immaginate un pò di alcolici con lo sperma quale mistura da pronto soccorso possano creare)…se confrontate questo episodio con le tante feste di compleanno alle quali maschi e femmine si portano carichi di aspettative e poi…a casa davanti alla tv, non ci vuol molto a capire che un pò di vita nelle nostre stanche feste non farebbe male! E che sia un’appena 18enne a ricordarcelo, è tutto dire.

SAN REMO (11 agosto) – I 18 anni vanno festeggiati per bene, avrà pensato una neo maggiorenne di San Remo che, durante la propria festa di compleanno, ha deciso di regalare un momento “speciale” ai propri ospiti. La ragazza, stando alle testimonianze, ha donato loro del sesso orale, come racconta il sito Ciaopeople Magazine. Uno di questi avrebbe raccontato: « (..) urlava “ho compiuto 18 anni e ora posso fare quello che voglio”».  Insomma, la giovane ha perso totalmente il controllo e, dopo diciotto rapporti orali continui (sarà una bufala o voleva davvero essere un sostituto delle candeline, non lo sappiamo), la ragazza ha cominciato a sentirsi male ed è stata accompagnata all’ospedale per una lavanda gastrica.

fonte il gazzettino 11/8/09

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paesi bassi alte vette

Posted by innocenso su 20/05/2009

parksexCari amici, cosa dire? I Paesi Bassi sempre lì ad indicarci la strada maestra. Anche stavolta, a quanto pare, sempre che la proposta vada o sia andata in porto (non verificato). Da noi i giuristi e i legislatori in particolare pare si siano scordati da tempo del principio che presiede alle leggi. Ed infatti questa olandese non “liberalizza” un bel nulla ma…semplicemente evita di fare danni a persone in atteggiamenti di normale affetto, anche sessuale. Da noi solitamente (Paese ben più “basso” sotto il punto di vista morale e legislativo) lo spauracchio di una presunta “pubblica morale”, “corruzione della gioventù” e simili amenità diventano il pretesto per andar contro ogni più elementare principio di diritto di libertà costituzionalmente garantito (nulla poena sine crimine).

Corsera 10/3/2008 Amsterdam – Si potrà fare sesso senza problemi, anche di giorno, ma guai a fumarsi una sigaretta dopo il rapporto e a gettare il mozzicone per terra: allora potrebbe arrivare una salatissima multa. Una bozza di regolamento messa a punto dagli esperti della polizia olandese – che dovrebbe entrare in vigore dopo l’estate – parla chiaro: appartarsi in un giardino pubblico e lasciarsi andare a libere effusioni, dal petting al rapporto sessuale completo, d’ora in poi non dovrà più essere considerato un comportamento perseguibile, almeno in Olanda. (..) Di fronte a coppie o più persone che si appartano – si legge nella bozza di regolamento inviata alle principali amministrazioni comunali – «i pubblici ufficiali non devono nella maniera più assoluta disturbare le attività, fintanto che non arrechino disturbo agli altri».

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dal vedere al conoscere: una sfida

Posted by innocenso su 29/06/2008

Cari lettori, prendo spunto da questo nuovo Rapporto Eurispes per una piccola riflessione: non so la vostra esperienza, ma la mia (da adolescente di sicuro, impacciato come molti a quell’età), non mi dimostra tutta questa predilezione per il “sesso occasionale”, anzi io non l’ho mai sperimentata. Ci fosse stata magari “un’occasione per l’occasionale”… Penso invece che dai “comportamenti autoesplorativi” a quelli “eteroesplorativi” ci sia invece un abisso. Una cosa positiva probabilmente traspare, almeno guardandola con gli occhi di chi ne ha passate, ed è quella visione disincantata del sesso che probabilmente se anticipata aiuta ad evitare peggiori conseguenze negli anni a venire. E poi, penso si tragga facilmente un messaggio per i genitori: finitela con la retorica del “ai miei tempi”…se poi non sapete parlare ai vostri figli e, cosa ancora peggiore, vista questa latitanza in materia, finiamola con le paure riservate alla grande rete, che forse è rimasta la migliore fonte per una sana e personale ricerca.

Da “vedere MA non conoscere” auspico un “vedere E conoscere“, poichè già “vedere E’ conoscere.

da l’Occidentale 18/11/2007

(…) Sembra un mondo a parte, difficile da decifrare, nonostante studi, statistiche, talk show con fior di psicologi e bibliografia più o meno specializzata. Il quadro che emerge è una coperta sempre troppo corta che lascia qualche dettaglio fuori analisi, insomma la generalizzazione è facile, così come è facile cadere nella retorica di un “Ai miei tempi”. Il rapporto 2007 Eurispes-Telefono Azzurro parla di una generazione (adolescente) che ha una visione disincantata sull’amore. Predilige il sesso occasionale. (…) Le statistiche parlano chiaramente di una precocità nei bambini dagli zero ai dodici anni di comportamenti autoesplorativi. Tuttavia la sessualità è un argomento che non viene trattato in casa, dove spesso i figli hanno come unica compagnia il cellulare per scambiare sms con gli amici e Internet.

Siamo di fronte ad una generazione abituata dalla Tv a vedere di tutto (vedere, ma non conoscere), ha un rapporto con il proprio corpo tale per cui l’esibizione è una faccenda normale.

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black-out casalinghi

Posted by innocenso su 15/06/2008

Cari lettori, cercasi genitori che siano all’altezza del loro compito, e non che vadano in cerca di continui spauracchi (il sesso, internet, ecc). Questa ulteriore ricerca dimostra quanto andrebbero educati prima i genitori e poi i loro figli adolescenti…

Riporta 055news.it “Buio fitto, per i genitori italiani, sulla vita sessuale dei loro figli adolescenti. La loro consapevolezza delle abitudini e dei rischi che corrono i propri ragazzi è pressoché nulla. Parola della sessuologa Alessandra Graziottin. L’esperta, direttore del centro di ginecologia e sessuologia medica dell’ospedale San Raffaele Resnati di Milano, punta il dito sui genitori “ciechi, che sottostimano i comportamenti a rischio delle loro figlie under 15. Solo il 5% ammette la possibilità che possano fare del sesso, mentre a farlo realmente è ben il 38% delle giovani sotto i 15 anni. Da qui l’esigenza di “formare i genitori, che non possono abdicare alla loro funzione educativa su questi temi, delegando a altri come la scuola. E – avverte la sessuologa – non devono fare i grandi discorsi, ma parlare direttamente e semplicemente ogni qual volta sia necessario. La dott la definisce “omissione educativa con responsabilità drammatiche”. “I genitori oggi dormono”, accusa. “Negli ultimi 70 anni – rivela – solo il 40% delle madri parla di contraccezione con le proprie figlie.

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aspettando un mondo migliore

Posted by innocenso su 30/11/2007

millet.jpgRiprendendo lo slogan di Rosselli…
dal caso Ciriani ad una riflessione più generale: come non auspicare quanto con sofferenza agognato dall’icona della letteratura erotica francese e mondiale?

“J’attends que la sexualité se démocratise afin que chacun puisse révéler sa vraie nature sans en souffrir socialement”

di Catherine Millet

Riportata dall’amico di sexpol

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genitalia

Posted by innocenso su 17/10/2006

genitori contro genitali? è l’italia, ragazzi

Pordenone – La professoressa con la passione delle foto hard viene assegnata, per il secondo anno consecutivo, a una scuola media di Pordenone e i genitori dei ragazzi insorgono, con lettere e telefonate di protesta alla scuola. Succede tutto a Pordenone ed è l’ultima puntata di una lunga vicenda, finita anche nelle aule dei Tribunali, della quale la professoressa è stata protagonista. L’avvenente professoressa di Lettere, che appare assolutamente integerrima sul lavoro, quanto disinibita fuori, è stata, infatti, assegnata nuovamente alla scuola media dove insegnava nello scorso anno scolastico. Solo che i genitori, già nel mese di giugno, avevano chiesto e ottenuto dal dirigente scolastico, rassicurazioni sul fatto che la docente sarebbe stata trasferita in un altro istituto. Ciò non è avvenuto e ora a Pordenone si è scatenata una sorta di «caccia alla porno prof». La professoressa pordenonese non è nuova ai clamori suscitati dalle sue foto. Quattro anni fa, i suoi alunni avevano scoperto le sue foto «hard» su Internet e, dopo averle stampate, le avevano appiccicate sui muri del bagno della scuola, con didascalie non proprio rispettose della loro insegnante. Se almeno i genitori mostrassero di essere cresciuti un pò più dei propri figli…non avrebbero sicuramente fatto come loro (non distano molto le loro didascalie – ragazzate, diremmo – e le proteste – adulte, ma quanto? ) Anche se sicuramente quei ragazzi qualche anno dopo sicuramente se ne pentiranno… (vedi il caso di Tamara Hoover inondata da messaggi di solidarietà di alunni e non solo) e i genitori avranno avuto la loro buona parte di notorietà, cosa che la prof non perseguiva in effetti, almeno prima di essere scoperta.

fonte: il giornale, 31/8/2006

Se almeno i genitori mostrassero di essere cresciuti un pò più dei propri figli…non avrebbero sicuramente fatto come loro (non distano molto le loro didascalie – ragazzate, diremmo – e le proteste – adulte, ma quanto? ) Anche se sicuramente quei ragazzi qualche anno dopo sicuramente se ne pentiranno… (vedi il caso di Tamara Hoover inondata da messaggi di solidarietà di alunni e non solo) e i genitori avranno avuto la loro buona parte di notorietà, cosa che la prof non perseguiva in effetti, almeno prima di essere scoperta. Come ha scritto Ventavoli su La Stampa…nonostante avanzasse riflessioni un pò integraliste…

“Ma insegnare non è un mestiere come un altro. Le capacità professionali vanno di pari passo – giustamente – con la visione del mondo, con un universo di valori da trasmettere, con la morale”.

ha giustamente puntualizzato:

i genitori sono insorti, facendosene un baffo della continuità didattica

è interessante continuare a leggere le sue riflessioni:

Ieri è sceso in campo anche l’avvocato dell’insegnante, Sergio Gerin. «Siamo di fronte a un tentativo bello e buono di discriminazione – ha detto -. Non è possibile dare giudizi sulla sfera personale dell’insegnante. Il giudizio morale che si è diffuso dopo la divulgazione delle foto non può in alcun modo incidere sui giudizi professionali» (eppure abituatevi al fatto che succederà sempre più)

Senza contare un altro aspetto: le professoresse evocano nell’immaginario maschile desideri e tentazioni. Sono, probabilmente, uno dei primi oggetti del desiderio. Gran parte della commedia erotica all’italiana degli Anni 70 si è svolta nelle aule scolastiche. Professoresse di ruolo e supplenti facevano girare la testa ad allievi, colleghi, presidi, padri di famiglia. Si chiamavano Anna Maria Rizzoli, Edwige Fenech, Carmen Villani, Lilli Carati… E se qualcuno obietta che quello era solo cinema di serie B, potrebbe rileggersi un racconto castissimo, e molto bello, di De Amicis (quello di «Cuore», che di pedagogia se ne intendeva), «La maestrina degli operai», che racconta l’erotismo dolente e represso di una scuola serale nell’Italia postunitaria.
Fino a qualche tempo fa la sessualità delle prof era soprattutto immaginazione e fiction artistica. Ora la cronaca, in tutto il mondo, la volge in realtà. Ovunque. Hanno scoperto una pornoprof con immagini hard sul telefonino persino in una media cipriota. Mezza America, per esempio, s’è scandalizzata quando l’insegnante Debra Beasley Lafave, 24 anni, è stata accusata di aver fatto sesso con un allievo di 14 anni in una scuola media della Florida. L’altra mezza America ha invidiato il ragazzino, perché la prof con i suoi occhi azzurri e i capelli biondi è bellissima. Lei è stata – ovviamente – processata. Perché l’amore nelle classi vuote non si fa, tantomeno con un minorenne. Di fronte al giudice ha raccontato le frustrazioni dell’insegnamento, del precariato, ma anche confessato la strana miscela che può esplodere nel rapporto professori-allievi.
Sempre in America, e sempre la cronaca, ci ha raccontato qualche giorno fa la storia di Tamara Hoover. Insegnava grafica e arte in un liceo di Austin in Texas. Lei non aveva sedotto nessuno. Ma le piaceva fare la modella in fotografie artistiche. Nulla di hard, e nudo praticamente inesistente. Frequentava abitualmente MySpace, la più vasta community della rete, dicendo che le sarebbe piaciuto incontrare avvocati, segni di fuoco, d’acqua, terra e aria (cioè tutti), e soprattutto «gente con il senso dell’umorismo». Ha trovato invece alcuni allievi bacchettoni e voyeur, un collega geloso (che l’ha denunciata per la sua frequentazione del Web), una mandria di genitori imbufaliti e scandalizzati. La professoressa, capelli corti e fisico androgino, si è licenziata dalla scuola per anticipare la preside. Ora sul suo profilo internet, oltre al segno zodiacale, ha scritto «disoccupata». E’ inondata di messaggi di solidarietà. (oltre a un risarcimento di 14000 euro!) Di ex studenti che ricordano la sua intelligenza, la sua vivacità, la sua capacità di rendere vive le lezioni. E non mancano messaggi di anonimi scolari che apprezzano il suo fascino erotico.
fonte la stampa e repubblica

Insomma: un cumulo di schifezze

  • un pieno di ipocrisia genitoriale
  • una amnesia totale di quando si era alunni
  • una amnesia dei tanti film italianissimi visti negli anni 70
  • rassicurazioni del preside buttate al vento
  • cattivo esempio verso i propri figli
  • un risarcimento che in america l’insegnante ha avuto e da noi ha solo pagato
    una scuola che ha inviato messaggi ambigui (il tuo corpo è immorale e altri non possono guardarlo)
  • un dirigente scolastico che non sa far fronte dignitosamente all’ignoranza diffusa (come sempre accade pare che il sostegno dei più poco abbia potuto contro le grida dei pochi
  • la cosiddetta educazione sessuale che va a farsi friggere (e fra trent’anni quegli alunni penseranno e agiranno come i loro genitori)
  • lo scandalo mentre stiamo timidamente apprendendo dagli usa l’insegnamento del porno

Vien da pensare quanto…

mai come in questi tempi è accaduto di sentire o di leggere, a conclusione di dibattiti o di trattaioni medico-sessuali o psicopedagogiche o a chiosa di commenti anche giornalistici o in ordini del giorno congressuali, la fatidica frase: è necessario promuovere un’opera di educazione sessuale… tuttavia questo apparente consenso non deve ingannarci; la percentuale dei genitori che accettano i dettami di questa educazione (sessuale) e tentano di metterla in pratica è estremamente esigua. E ciò non dipende soltanto da inadeguatezza o da concreta ignoranza di metodo ma da un atteggiamento di principio, che è ancora ostile. Si direbbe che tutto il nostro lavoro di divulgazione, conferenze, articoli, congressi, ecc. si stratifiche sull’opinione pubblica senza incidervi profondamente, quindi senza convincere… Così che si constata come lo stesso meccanismo di regoulement degli impulsi sessuali, già in atto individualmente, si trasferisce con analoga modalità nel campo dell’educazione sessuale (D.Origlia, psicologo, L’educazione sessuale, in Scuola e città, aprile 1964, p.209)

Il lungo silenzio sulle cose attinenti alla sfera sessuale (..), la paura di trattare con spregiudicatezza certi argomenti, collegata d’altra parte alla consapevolezza che il “progresso” sugli altri piani di vita ci impone di mettere in discussione anche il problema sessuale: tutto questo genera una aggrovigliata serie di ambiguità e di contraddizioni (M.Ricciardi Ruocco, Educazione e pregiudizi, Armando 1966, p.134)

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