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Ipocrisia genitoriale

Posted by innocenso su 02/11/2013

Un ottimo Angelo Mellone su Il Giornale di oggi 2/11/2013 ci ricorda quanto sia “ipocrita indignarsi per le baby prostitute della Roma bene. Il nuovo lolitismo è figlio più di famiglie distratte che del web

Ogni tanto scopriamo che esistono gli adolescenti e che sono diversi dagli adulti. Se poi c’entra il sesso mercificato la sorpresa diventa meraviglia nera: dire «baby prostitute» smuove un immaginario terribile e morboso.
E stavolta tocca a Roma. La storia è nota. Una madre esasperata dal comportamento della figlia 14enne, inspiegabilmente «paccata» si dice così a Roma di soldi, si rivolge ai Carabinieri. E così, in zona Parioli, nella Roma bene dell’Aniene, dei viali benestanti, di piazza Euclide e di qualche scandaletto alla Lande, scopriamo che in un appartamento due ragazzine si prostituiscono, addirittura complice una madre (quella dell’altra, una barista del Prenestino). E apprendiamo che su Internet c’è un giro fitto di prostituzione da appartamento: in mezzo a questa bacheca virtuale, le due bambine cresciute in fretta andavano con vecchi e meno vecchi per comprarsi borse griffate e girare locali alla moda.
Si occupino le forze dell’ordine a concludere le indagini e punire i colpevoli dello sfruttamento di due ragazzine troppo giovani per discernere il bene dal male. Certo è che fingere sorpresa è operazione ipocrita. Gli ingredienti per l’indignazione facile ci sono tutti: la giovane età, una madre coinvolta, il quartiere ricco, il giro di gente danarosa che promette viaggi in barca, vezzeggiativi osceni che viaggiano per sms, lo squallore coperto dagli euro e dai privé nei posti à la page. Tutto brutto, bruttissimo, orrendo. Solo che, a parte la notizia in sé e la localizzazione di un letto sporco di sesso fuori età, non c’è nulla di nuovo nella storia, nemmeno a Roma. Lo testimoniano tante inchieste degli anni passati, o libri come Ho dodici anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa, un’inchiesta addirittura sui ragazzini delle medie che Marida Lombardo Pijola svolse partendo dalle chat e dal mondo di Internet. La stessa fantasia ha viaggiato in questa direzione e nelle zone in cui si è consumato lo «scandalo». (..) Ci vuol poco a ricordare le inchieste dedicate alle ragazzine che, nelle piazze più frequentate dai giovani, scambiavano veloci prestazioni sessuali per una ricarica, la stessa «ricarica» che una delle due minorenni chiede a uno dei suoi clienti.
E allora, tanto per cambiare, il problema va ribaltato e magari posto in primis ai genitori degli adolescenti di oggi, di questi deboli Narcisi che negli oggetti cercano la conferma della propria personalità: ma li conoscete i vostri figli? Ma sapete che rapporto hanno con il sesso, oppure no, oppure non sapete con quale velocità passano nel letto dalla compagnia dell’orsacchiotto a quella di un corpo? Oggi gli adolescenti, questa è la verità, hanno con il sesso un rapporto puramente meccanico e funzionale. (..) È sufficiente chiedere ai ragazzi di oggi, captare i loro discorsi al bar, in particolare quelli delle ragazzine, dimostrazione che davvero oggi la donna, la «lolitina» degli sms dell’ultimo maiale di turno, è diventato «sesso forte» e ha raggiunto rispetto al maschio in pubertà non la parità, ma la supremazia. Cari genitori, sveglia. Poi, per indignarsi c’è sempre tempo.

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