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Archive for the ‘generale’ Category

Ipocrisia genitoriale

Posted by innocenso su 02/11/2013

Un ottimo Angelo Mellone su Il Giornale di oggi 2/11/2013 ci ricorda quanto sia “ipocrita indignarsi per le baby prostitute della Roma bene. Il nuovo lolitismo è figlio più di famiglie distratte che del web

Ogni tanto scopriamo che esistono gli adolescenti e che sono diversi dagli adulti. Se poi c’entra il sesso mercificato la sorpresa diventa meraviglia nera: dire «baby prostitute» smuove un immaginario terribile e morboso.
E stavolta tocca a Roma. La storia è nota. Una madre esasperata dal comportamento della figlia 14enne, inspiegabilmente «paccata» si dice così a Roma di soldi, si rivolge ai Carabinieri. E così, in zona Parioli, nella Roma bene dell’Aniene, dei viali benestanti, di piazza Euclide e di qualche scandaletto alla Lande, scopriamo che in un appartamento due ragazzine si prostituiscono, addirittura complice una madre (quella dell’altra, una barista del Prenestino). E apprendiamo che su Internet c’è un giro fitto di prostituzione da appartamento: in mezzo a questa bacheca virtuale, le due bambine cresciute in fretta andavano con vecchi e meno vecchi per comprarsi borse griffate e girare locali alla moda.
Si occupino le forze dell’ordine a concludere le indagini e punire i colpevoli dello sfruttamento di due ragazzine troppo giovani per discernere il bene dal male. Certo è che fingere sorpresa è operazione ipocrita. Gli ingredienti per l’indignazione facile ci sono tutti: la giovane età, una madre coinvolta, il quartiere ricco, il giro di gente danarosa che promette viaggi in barca, vezzeggiativi osceni che viaggiano per sms, lo squallore coperto dagli euro e dai privé nei posti à la page. Tutto brutto, bruttissimo, orrendo. Solo che, a parte la notizia in sé e la localizzazione di un letto sporco di sesso fuori età, non c’è nulla di nuovo nella storia, nemmeno a Roma. Lo testimoniano tante inchieste degli anni passati, o libri come Ho dodici anni, faccio la cubista, mi chiamano principessa, un’inchiesta addirittura sui ragazzini delle medie che Marida Lombardo Pijola svolse partendo dalle chat e dal mondo di Internet. La stessa fantasia ha viaggiato in questa direzione e nelle zone in cui si è consumato lo «scandalo». (..) Ci vuol poco a ricordare le inchieste dedicate alle ragazzine che, nelle piazze più frequentate dai giovani, scambiavano veloci prestazioni sessuali per una ricarica, la stessa «ricarica» che una delle due minorenni chiede a uno dei suoi clienti.
E allora, tanto per cambiare, il problema va ribaltato e magari posto in primis ai genitori degli adolescenti di oggi, di questi deboli Narcisi che negli oggetti cercano la conferma della propria personalità: ma li conoscete i vostri figli? Ma sapete che rapporto hanno con il sesso, oppure no, oppure non sapete con quale velocità passano nel letto dalla compagnia dell’orsacchiotto a quella di un corpo? Oggi gli adolescenti, questa è la verità, hanno con il sesso un rapporto puramente meccanico e funzionale. (..) È sufficiente chiedere ai ragazzi di oggi, captare i loro discorsi al bar, in particolare quelli delle ragazzine, dimostrazione che davvero oggi la donna, la «lolitina» degli sms dell’ultimo maiale di turno, è diventato «sesso forte» e ha raggiunto rispetto al maschio in pubertà non la parità, ma la supremazia. Cari genitori, sveglia. Poi, per indignarsi c’è sempre tempo.

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l’incontenibile gioia indiana

Posted by innocenso su 17/10/2012

Cari lettori,

vi segnalo un entusiasmante video amatoriale. La ragazza che si esprime così bene davanti ad un webcam pare di nazionalità indiana. Un talento che spero sia naturale e che trovi ampio spazio nei media.

Se l’India è la patria del Kamasutra, questa donna penso possa esprimere al meglio il cuore dell’erotismo orientale.

Lo trovate (fintanto che è disponibile, ahimè) al link qui sotto:  Webcam-Bigtit-Strip

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niente doccia, siamo inglesi

Posted by innocenso su 18/08/2012

Negli USA e nel Regno Unito sta montando una sorta di moda a metà tra ambientalismo, pigrizia e snobismo: la rinuncia alla doccia e spesso anche a shampoo e saponetta. Così c’è chi, dopo una corsa nel parco, preferisce rinfrescarsi con salviettine umidificanti anzichè lasciar scorrere l’acqua del bagno. O chi al posto del deodorante opta per una fetta di limone spalmata sotto le ascelle.

L’ambientalista inglese Doonachadh McCarthy, limitando le docce a due volte la settimana ha ridotto il suo consumo di acqua a  20 litri al giorno, ben sotto la media nazionale che è tra 100 e 150 litri. I dermatologi, pur rilevando che un continuo e regolare lavaggio potrebbe liberare la pelle da germi che possono esserle utili, consigliano di saltare una doccia o due, ma senza esagerare.

Fonte: Optima salute, n.191, 12/2010

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la lega legata ai valori. vecchi e nuovi

Posted by innocenso su 18/08/2012

La sempreverde e immaginaria idea delle donne della nuova generazione “maggiormente disponibili rispetto al passato” in una vecchia dichiarazione del leader della Lega Nord. Sarà probabilmente l’eterno ritorno degli adulti che rimpiangono di non aver preso (e di aver perso) il treno…del turno dopo! Dalle dichiarazioni di Bossi non si comprende più di tanto, per la verità, se la nostalgia sia per i presunti “valori” vecchi o per quelli nuovi.

Era molto più difficile allora. Le ragazze difendevano i valori e non si riusciva a combinare niente. Oggi il sesso è a portata di mano. Allora era più lunga la faccenda. Comunque c’erano le vie di mezzo. (Umberto Bossi, intervista al Sette del Corsera).

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l’incosciente deforestazione

Posted by innocenso su 18/08/2012

Ricordate l’articolo di qualche tempo fa? Ci viene nuovamente in aiuto una donna, Emily Polis Gibson, medical director dell’health center alla Western Washington University, con questo articolo.

(…) Deve essere successo qualcosa negli ultimi dieci anni perché le quantità di tempo, energia, denaro ed emozioni che entrambi i sessi spendono per estirpare i peli dai loro genitali sono astronomiche. L’industria della depilazione genitale, compresi i medici professionisti che pubblicizzano i loro servizi specializzati per chi cerca il look “pulito e nudo“, è in crescita esponenziale.

Ma perché prendersela con i peli del povero pube? Alcune teorie sociologiche suggeriscono che ciò ha a che fare con le tendenze culturali generate da bikini e tanga, da alcuni attori e attrici, da un desiderio di ritorno all’infanzia, da un maldestro tentativo di igiene o uno sforzo per essere più attraente per un partner. Sicuramente gli esseri umani non sono così ingenui da essere suscettibili alle tendenze della moda e pregiudizi.

Si tratta, purtroppo, di una guerra sbagliata. Già da tempo i chirurghi hanno compreso che la rasatura di una parte del corpo prima dell’intervento ha nei fatti aumentato anziché diminuire le infezioni della zona da sottoporre a operazioni. Non importa quali armi costose e complesse vengono utilizzate – lamette da barba, rasoi elettrici, pinzette, ceretta, creme depilatorie, elettrolisi – i peli, come l’erba selvatica, sempre ricrescono e alla fine vincono (la battaglia). Nel frattempo, la pelle subisce gli effetti di un campo di battaglia bruciato.

La rimozione dei peli pubici naturalmente irrita e infiamma i follicoli dei peli estirpati, lasciando microscopiche ferite aperte. Così, anzichè soffrire peli duri come una spazzola, è necessaria una depilazione frequente per far rimanere liscia la pelle, causando regolare irritazione della zona rasata o cerata. Quando l’irritazione poi si combina con l’ambiente caldo e umido dei genitali, diventa un terreno ideale di coltura per alcuni dei peggiori di batteri patogeni, vale a dire lo streptococco di gruppo A, Staphylococcus aureus e la sua recente mutazione stafilococco aureus resistente alle penicillina (MRSA). C’è un aumento di foruncoli di stafilococco e ascessi, che richiedono incisioni per drenare l’infezione, causando cicatrici che possono essere significative. Non è affatto raro trovare pustole e altre infiammazioni dei follicoli piliferi su genitali rasati.

Inoltre, ho visto la cellulite (infezione batterica dei tessuti molli senza ascesso) dello scroto, delle labbra e del pene causata dalla diffusione di batteri da depilazione o dal contatto sessuale con la pelle di un partner con batteri quali streptococco o stafilococco .

Alcuni medici stanno inoltre scoprendo che le zone pubiche e genitali appena rasate sono anche più vulnerabili alle infezioni da herpes a causa delle ferite microscopiche ed essendo esposte al virus trasmesso da bocca o genitali. Ne consegue che ci potrebbe essere ulteriore vulnerabilità alla diffusione di altre malattie sessualmente trasmissibili (STI).

I peli pubici hanno un scopo, quello di proteggere come un cuscinetto contro l’attrito che può causare abrasioni e lesioni della pelle, ad evitare infezione provocata da batteri e altri agenti patogeni indesiderati. Sono il risultato visibile dei tanto attesi ormoni adolescenziali, certamente nulla di cui vergognarsi o essere imbarazzati!

E’ ora di dichiarare una tregua nella guerra contro i peli pubici e permettere loro di rimanere là dove appartengono. Incoraggiamo i nostri pazienti a lasciare “le cose come stanno“.

Il famoso artista di strada Bansky avrà probabilmente invitato a suo modo ad abbandonare la stessa battaglia, quando ha pensato alla trilogia apparsa a Londra, l’ultima delle quali è la foto iniziale di questo articolo. Ripresa in una delle discussioni scaturite dallo scritto della dott.ssa Gibson.

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età del consenso e pedofilia immaginaria

Posted by innocenso su 17/08/2012

Cari lettori, vi riporto buona parte dell’interessante articolo, ampiamente commentato e tradotto nelle parti che ho reputato più adatte al mio blog, della giornalista e scrittrice Rachel Rabbit White, apparso il 22/3/2012 sul suo blog.

Recentemente ho visto un documentario intitolato Are All Men Pedophiles? (tutti gli uomini sono pedofili?) che sta facendo il giro dei festival del cinema. Il film esplora la differenza tra pedofilia (attrazione per i bambini) e hebephilia / ephebophilia (attrazione per i ragazzi) e cerca di evidenziare questi ultimi come normali.

La tesi del regista è che l’hebephilia sia piuttosto naturale. Una voce fuori campo spiega che i ragazzi comprendono il desiderio. Stando al film, la maggior parte degli adulti sono attratti da altri adulti e talvolta da adolescenti. Dopo tutto i modelli e le modelle di successo hanno 16 anni. Ed entro i 16 anni la maggior parte delle donne sono sessualmente mature (per i ragazzi la maggiorparte entro 17 o 18).

Are All Men Pedophiles? . Il film ricorda anche come l’età del consenso sia differente in molte aree del mondo. L’argomento qui è che il cappello dei 18 anni è comodo, ma non è nè coerente con lo sviluppo fisico né universale. Differenti aree del mondo hanno differenti leggi sul consenso. Ciò su cui il film sembra riflettere è dunque questo: la stessa situazione è realmente diversa solo perchè considerata in luoghi o circostanze diversi?

Infine l’autrice Rachel R. White ha chiesto “Cosa ne pensate dell’età del consenso? E’ diverso in situazioni diverse?”

Interessanti alcune risposte che ha avuto. Ne riporto stralci.

Tatiana scrive: “Parlando in generale, noi non siamo attratti dall’età – siamo attratti dai corpi delle persone o delle loro caratteristiche (che poi associamo con l’età). Per esempio, io ho 24 anni, ma REGOLARMENTE mi viene detto che sembro un’adolescente. In effetti, in una recente festa di Capodanno, un dodicenne è rimasto a bocca aperta quando ha scoperto la mia età perché pensava che avessi 15 anni o giù di lì. Questa è stata una costante fonte di frustrazione per me perché non ho mai dimostrato la mia età reale. Ho un aspetto giovane. Chi vorrebbe uscire con me?

Penso sia importante notare che è vero che le modelle sono sedicenni, ma non dimenticate che non sembrano tali. Sembrano molto più adulte, ed è comune per una persona giovane essere considerata attraente quando appare più adulta (e per una persona anziana di essere considerato più attraente quando appare più giovane).

Duana Welch (esperta in psicologia dello sviluppo) scrive:

Ho spesso provato vergogna quando mi è capitato di sentire qualcuno di 18 anni che ha avuto rapporti sessuali con la sua fidanzata di 17 consenziente venire etichettato come un molestatore sessuale nell’identico modo che se la ragazza ne avesse avuti 10. C’è una zona grigia, certo, e le nostre leggi devono riconoscerlo.

Proprio oggi discutevo con amici di quando ho avuto un fidanzato molto più grande di me quando ero più giovane, e di come avevo nascosto il rapporto alla mia famiglia perché sapevo che avrebbero rovinato la sua vita, se possibile. Ero un’adulta consenziente di 22 anni. Eppure loro avrebbero potuto distruggerlo.

Quanto più vero ciò se avessi avuto 17 anni! Sono disposta a scommettere che questa criminalizzazione si sta verificando perché i genitori sono molto a disagio con la sessualità emergente dei propri figli, una sessualità emergente che sia l’adolescente che il suo partner vogliono esplorare. Tale comportamento (dei genitori) è normale, pericoloso e criminale? A mio avviso, Sì!

Annota Tim:

“Hmm, non ho mai riflettuto molto sull’età del consenso, in realtà. Ma io vivo in Germania, dove ci sono varie fasce di “età del consenso”.

Qui, gli individui vengono separati in base all’età in cinque diversi gruppi:

Gruppo A: 0-13 anni
Gruppo B: 14-15 anni
Gruppo C: 16-21 anni
Gruppo D: 21 + anni

Come regola generale, è permesso avere rapporti sessuali con persone provenienti dai gruppi adiacenti al vostro, con l’eccezione del gruppo A, al quale non è legalmente permesso fare sesso. Sebbene quando due persone di età inferiore ai 14 anni abbiano avuto rapporti sessuali tra loro, ciò comporta lievi conseguenze legali, se sono sotto l’età della responsabilità penale (convenientemente 14).

E penso che sia un buon modo di gestire la materia.

Una donna con lo pseudonimo “Lifeguard of Love” (Guardia del corpo dell’Amore) descrive così la sua esperienza:

Quando avevo 16 anni, il mio “fidanzato di internet” di 26 anni, si trasferì nella mia città. I miei genitori sapevano e pensavano che tutto fosse OK (probabilmente perché lo avevo rivelato loro un anno prima e ne dedussero che fossi stata onesta). Non provavo alcun interesse sessuale per lui; anzi non volevo nemmeno si muovesse, ma oramai era “troppo tardi”.  Anche se non ho avuto alcun interesse sessuale (e non ha mai provato nulla), ho cercato di avere un rapporto affettuoso.

In questa situazione, il tipo non era un pedofilo – (…) Eppure i miei amici lo chiamavano “il vecchio”.

Dopo aver rotto con lui, ancora sedicenne, ma prima che si allontanasse nuovamente, ho iniziato a frequentare e perso la mia verginità con un grasso maschiaccio diciottenne.  Credo che tecnicamente fosse un rapporto illegale nel mio stato. In termini emotivi e di esperienza eravamo “su un diverso piano”. Quando avevo 17 anni, ho incontrato due giovani di 15 anni. Quando ne avevo 19, ho incontrato una donna di 16. Raccontando queste storie mi rendo conto di quanti rapporti illegali ho avuto, haha! In un certo senso, era tutto innocuo, fatta eccezione per il dolore e la frustrazione quando non si è nello “stesso posto” emotivo ed esperienziale. E’ semplicemente sbagliato il momento! Così è stato per me.

Quando guardo agli equilibri di potere in questi rapporti, mi rendo conto di quanto ciò sia relativo alla propria situazione e posizione. Come quando il tizio si trasferì nella mia città e non potei fermarlo. (…)

Mio marito è 4 mesi più giovane di me, ed è l’unica persona mia coetanea con cui abbia avuto una relazione. Le somiglianze nelle nostre esperienze – il nostro modo di rispecchiarci – sono stati una fonte praticamente inesauribile di collegamento. E ciò mi rende felice.

Ho molto pensato recentemente al concetto della “età del consenso” e mi piacerebbe dire la mia sul fatto che gli americani, in generale, stanno cercando di impedire agli adolescenti di avere rapporti sessuali. Il sesso era LA COSA NUMERO 1 E PIU’ IMPORTANTE  per me quando avevo 16-18 anni. Ho avuto la fortuna di viverlo in maniera sana e pienamente consensuale, e non so se tutti siano così fortunati, ma sembra così contro il buonsenso che la società reprima il sesso proprio nel momento in cui è così importante. Mi piacerebbe credere che l’educazione sessuale e il controllo delle nascite consentano a tutti di avere lo stesso grado di gioia e divertimento a quell’età.

Replica l’autore, Rachel White: Duana, grande commento.

Quindi, non solo è possibile che quel 18enne si sporchi la fedina penale, vi è anche tutta la questione degli adolescenti che, avendo avuto rapporti tra loro, debbano farsi carico dell’accusa di “pornografia infantile” per foto di se stessi! Penso che hai colto nel segno quando hai scritto che si tratta più che altro di disagio di adulti con la sessualità adolescente. Ma alla fine ciò che sta accadendo è tutta questa ansia e controllo sulla sessualità adolescenziale. Che mi sembra quasi più angosciante.

Intendo dire che i ragazzi sono esseri sessuati e dovrebbero essere in grado di esplorare e di esprimere la loro sessualità. Io credo che non ci debba più essere vergogna e controllo su di essa (ad esempio: sfregarsi le mani in riferimento agli scambi di foto e testi erotici), quanto piuttosto più educazione sessuale, una migliore educazione sessuale, educazione sessuale del piacere e tutto del sesso.

Tim,

Interessanti queste leggi! Mi colpiscono come del tutto logiche, salvo quando avevo 14 anni che ho avuto alcuni fidanzati pochi che ne avevano 13. Nessuno dei ragazzi della mia classe mi piaceva, ero una ragazza strana. Qualsiasi dell’ottavo anno a cui chiedevo di uscire diceva di no … Così ho iniziato a chiedere agli alunni del 7 °. E mi son piaciuti. Posso pensare che ci siano degli inconvenienti?

Lifeguard,

Grazie mille per aver condiviso la tua storia. Un sacco di aneddoti interessanti abbiamo letto qui. Una cosa che sento di dover sottolineare è che questa roba accade da sempre. Da sempre. Nella vita reale i miei amici non sono rimasti scioccati dai 17 anni. Al massimo per loro era da considerarsi emozionante o divertente. Ma “in teoria” noi leggiamo che ciò è brutto o sbagliato.

Significa barare. Gli americani sono costantemente sconvolti e indignato dai politici e dalle star che barano divorziando. Eppure barare è così comune. Succede sempre così. Si potrebbe argomentare che succede sempre perché gli esseri umani non sono fatti per la monogamia o perchè la chiusura dei rapporti è naturale.

Oserei indovinare che il regista usi lo stesso argomento sull’hebephilia, succede sempre perché è naturale, ecc. Me? Personalmente non sono così sicura che “naturale” sia un argomento solido. Hmmm (…)

Inoltre, riporto da un interessante articolo che ho appena trovato sulla disparità di età nelle relazioni omosessuali: “le differenze di età tendono ad essere più accettate nella comunità omosessuale di quanto non lo siano in generale. Forse questo accade perché stiamo già facendo qualcosa che si differenzia dalla norma, quindi una differenza di età è solo la ciliegina sulla torta della devianza. O forse ha a che fare con la tendenza generale alla differenza di età tra coppie eterosessuali. “

Dice Tom Jones

Joan Collins (ora 72enne) afferma di aver perso la verginità all’età di 15 anni con Marlon Brando, che ne aveva 30. Fosse accaduto oggi, la legge avrebbe gettato Brando in prigione a vita, o che Collins è stata soggetta ad abuso, anche qualora lei potrebbe aver pensato che ciò fosse giusto per se stessa.

In realtà ci sono un sacco di celebrità che affermano di aver perso la verginità in età anche più giovani, e vantarsi, piuttosto lamentarsi di presunti abusi. Con ciò non dico che il sesso con minorenni è giusto, ma che chiunque induca altri a sesso forzato, indipendentemente dall’età, deve essere perseguito.

Penso che la legge non abbia nulla da dirmi, come ragazzo, se possa o meno sperimentare qualsiasi aspetto del sesso, così come farlo con amici davanti ad una webcam nella sicurezza della mia casa.

Precisa poi Carl A:

(…) Personalmente credo che l’intera questione sulla “età del consenso” sia una farsa. Essa dovrebbe basarsi semplicemente sul desiderio (se non lo vuoi, non dovrebbe accadere), su equilibri di potere (chiunque sia coinvolto deve sempre avere la possibilità di dire no senza gravi conseguenze), e su una sicurezza informata. Questo significa che anche la pedofilia in senso stretto (sesso con bambini prepuberi) finisce per essere sbagliata, poichè la maggior parte dei bambini né desiderano il sesso, nè un partner in quanto questo si troverebbe in una posizione di potere molto vantaggiosa. Per cui le relazioni di pari età  (in genere i rapporti senza squilibrio di potere e desiderio reciproco) sarebbero le sole a poter essere considerate quelle con un rischio calcolato.

Qualunque altra relazione andrebbe invece valutata su chi in realtà ha “potere di veto”.

Appunta BK:

Stando sull’argomento, ho avuto un’esperienza all’inizio di questa settimana. Due ragazze di un liceo della mia città hanno bussato alla mia porta perché facevano un pò raccolta di fondi per la loro squadra di softball. Erano vestite con pantaloncini corti, ed erano veramente belle ragazze. E così la mia mente ha cominciato a correre.Non ho provato nulla, e non avrei mai, ma ero sicuramente molto attratto da loro. Fisicamente, erano donne. E, a differenza di Lifeguard of Love, non ho avuto rapporti sessuali a 16 anni. Non ho nemmeno baciato una ragazza fino a quando ne avevo 21 anni, quindi forse è da mettere in conto il fattore fantasia. Mi sento come se avessi perso tutto ciò che è l’amore e il sesso adolescente, quindi forse c’è una ragione in più per me ad essere attratto da ragazze di 16 anni. Non ho mai avuto l’opportunità di rapporti sessuali a quell’età (o qualsiasi età), e qualche volta davvero vorrei poter tornare indietro e avere un’altra chance. A proposito, naturalmente, ho dato loro dei soldi. Non è giusto…

Osserva perentoriamente Lady Grinning Soul:

Io vivo nel Regno Unito, dove l’età del consenso è di 16 anni. Ma anche ora il concetto di  ‘età del consenso’ è percepito dai più come una sorta di suggestione. La maggior parte della mia classe ha perso la verginità a un’età compresa tra i 14 ei 18 anni … qualcuno con partner più anziani, altri più giovani. Quello che trovavo interessante era che, come ragazza, questa cosa dell’età non è mai stato un problema per me: mi sentivo in diritto e capace di incontrare/dormire con chi volevo (in termini di età), e mai sentita in colpa per questo. Replica a più commenti l’autrice:

Mi chiedo anche se i tempi sono cambiati. Quando la mia mamma cresceva, la gente si sposava prima ed aveva prima dei bambini. Così forse era meno “taboo” per un’adolescente incontrare un ventenne. Anche ripensando alla mia storia del sito di incontri quando qualcuno di 5 anni più anziano di me ed ero al liceo oggi potrebbe non essere accettato, non credi? Che cosa è cambiato?

Carl, commento eccellente! Una intelligente sferzata. Andate a leggerlo. Interessante ciò che spieghi sulla pedofilia. Fino a poco tempo fa non ero a conoscenza dell’esistenza di persone che si identificano come pedofili e che affermano che la pedofilia è una identità sessuale, e che fintanto che essi sono tali senza far male ad alcuno non c’è niente di sbagliato in questa identità. Il film qui menzionato ha toccato anche questo argomento, e viene discussa la questione se la pedofilia come identità potrebbe venire accettata come è stato per l’omosessualità come identità.

Risponde Quiet Riot Girl: Grande messaggio Rachel!

Su questo tipo di problema, in risposta a un pezzo di Law and Sexuality Blog , ho postato un articolo in riferimento ad una società di porno omosessuale che utilizza immagini legate al tipo di fantasia pedofila.
Ho naturalmente portato il contributo di Freud alla discussione!

Replica ancora l’autrice:

BK, complimenti per l’onestà! Curiosa, la tua storia. Okay, grazie al vostro coraggio devo ammettere una cosa che non ho fatto in precedenti commenti, talvolta sono attratta da ragazzi adolescenti sulla strada o in metropolitana. Attingo dal modello delle adolescenti. Suppongo di aver fatto mia l’idea della società secondo cui ciò è sbagliato e gli adolescenti devono essere protetti. Anche se uno di loro mi ha fatto girare la testa io vorrei guardare da un’altra parte, il prima possibile. Ma interessante notare che questi stessi tabù semplicemente non esistono così pesanti verso i ragazzi, non è vero? Suppongo che ciò derivi dall’idea per cui “tutti gli uomini sono potenziali predatori”. Dopo tutto, basti pensare a tutte quelle notizie periodiche su donne insegnanti che hanno avuto storie con studenti maschi. Non credo che reagiremmo allo stesso modo se si tratta di insegnante maschio / studente femmina. Che ne pensate?

QRG, questo diventa nella tua domanda. Come cambia in allestimenti diversi? Mi chiedo in realtà se la disparità di età sia più accettata nelle relazioni dello stesso sesso.

LGS, (…) le tue esperienze rispecchiano le mie. Ricordo di quando ero adolescente e di avere la sensazione di sapere quello che volevo. Recentemente ho trovato, in un pezzo diario che ho scritto quando avevo 15 anni,  che raccontavo di avere una cotta per uno di 23 anni e mi chiedevo se avesse voluto incontrarmi, nonostante la differenza d’età. In quel momento mi sentivo pienamente in grado di gestire tale relazione. Onestamente, forse lo ero.

Eliza the Brute dice:

Penso che una cosa importante che molti commentatori hanno toccato sia quella delle dinamiche di potere. Penso che siamo tutti rabbrividiti e titubante sulle relazioni con minorenni non necessariamente a causa dei problemi legali, ma a causa dell’abuso di potere. L’età comporta un peso automatico, così come l’esperienza di vita (la maggior parte degli adolescenti ne hanno ben poca), e ci si sente rabbrividire.
Tuttavia, le dinamiche di potere hanno un ruolo in tutti i rapporti. Penso che sia abbastanza raro trovare una relazione in cui il potere è uguale. Il problema è proprio quando vi è uno squilibrio evidente enorme, o qualcuno (se la sua “potenti” o “impotente”) sta approfittando. I minorenni non necessariamente hanno meno potere, così come vi sono molti ragazzi con più esperienza di vita, maggiore peso sociale, più reddito disponibile, ecc. Tuttavia, penso che i giovani sono spesso valutati come tali nelle relazioni perché sono  facilmente malleabile, o perché qualcuno sente di poterli controllare meglio.

E continua:

Di recente ho seguito un documentario di confronto tra l’educazione sessuale negli Stati Uniti e quella nei Paesi Bassi. Mentre negli Stati Uniti c’è una oppressiva tendenza a favore della verginità ed è davvero carente nelle informazioni, nei Paesi Bassi sono molto più rilassati e onesti.
L’aspetto più affascinante per me è stato (apprendere) che alla fine entrambi i gruppi di genitori cercavano la stessa cosa. Tutti dichiaravano di volere i loro figli essere felici e sicuri, che non vogliono che i loro figli perdano la verginità con uno sconosciuto in macchina da qualche parte e che desideravano per loro relazioni sane da adulti.
Tale serenità dei genitori dei Paesi Bassi scaturiva dal fatto di considerare l’adolescenza come l’età in cui “fare pratica” da adulti, con la cura e la protezione familiari. Sentivano come fosse un tempo per esplorare la sessualità in modo sicuro e con un buon supporto e orientamento. Tutti sanno che i giovani sono sessualmente maturi, e si sente quanto i Paesi Bassi siano pratici nel relazionarsi a questa realtà.
Una mamma mi ha così illustrato dal vivo la questione. Suo il figlio adolescente le ha chiesto se la sua ragazza avesse potuto dormire fuori per il suo compleanno. Lei gli ha risposto che conosceva la ragazza, che erano stati insieme molto tempo, e che suo figlio ci teneva davvero a lei. Ha chiesto a suo figlio con calma se andava a dormire nel suo letto o se avrebbero dormito separatamente, lui rispose che non era sicuro, così la mamma ha messo fuori un letto a rotelle nella sua stanza in modo che la ragazza non si sentisse sotto pressione, e così avrebbe potuto scegliere liberamente. Si è dunque assicurata che suo figlio sapesse dove sono i preservativi in casa, e che sapesse come usarli, e poi ha tolto il naso dalla faccenda. Ha detto: “Voglio che mio figlio abbia relazioni sane, che tratti bene le donne, e che si sentano sicuro sui suoi bisogni e desideri. Ora è il momento per lui di fare buona pratica, in modo da poter poi affrontare queste cose da se stesso. ”
Sono talmente rimasta colpita da questo episodio che pensai: accidenti, quanto avrei voluto ricevere tali preziose lezioni da bambino!

Aggiunge Mysterion:

Penso che siano state sollevate un sacco di questioni su cui riflettere. Una cosa che davvero mi disturba su questo argomento è che sembra veramente difficile affrontarlo senza essere bollato come un “pedofilo” o “simpatizzante pedofilo” o qualcosa del genere. Credo che l’America sia molto coinvolta nella mentalità negativa del tipo “oh no, pensa ai bambini” quando può trattarsi di un sacco di cose diverse, così anche nobili intenzioni vengono fraintese.

E’ sicuramente sbagliato approfittare sessualmente di qualcuno, indipendentemente dall’età. Credo che sia anche generalmente più facile per i più giovani, in particolare gli adolescenti, essere sfruttati (per i motivi che altri hanno già detto, le dinamiche di potere, ecc.). Certamente le leggi sull’età del consenso fanno una classificazione, ma credo proprio che non sia giusto applicarle in modo unilaterale. Si tratta essenzialmente di un “numero magico” arbitrario che non può spiegare i molti fattori che intervengono in un rapporto. Immagino che ciò renda molto più facile perseguire qualcuno in caso di trasgressione reale, ma penso altresì che renda vulnerabili e rovini le vite di persone che in realtà non hanno recato alcun male a nessuno, e mentre io non sono mai stato in situazioni simili o conosca qualcuno che lo sia, penso che sia qualcosa di principio ad essere sbagliato. Tuttavia, nella nostra società reazionaria probabilmente non avrei potuto andare avanti a scrivere due frasi personali di commento senza che un sacco di gente mi accusasse di “favorire i pedofili” o qualcosa del genere. E’ lo stesso tipo di mentalità che ha portato i politici americani a varare leggi sul sesso allo scopo di “perseguire duramente duramente reati a sfondo sessuale” quando le leggi in sè non risolvono in pratica alcun problema.

Scrive dunque kawaii_candie:

Molto interessante! Sento che questo vale molto anche per me… un sacco di miei amici pensano che io sia “strano” o un “baby cougar” (difficilmente traducibile in italiano), o qualsiasi altra cosa, perché incontro sempre ragazzi più giovani… ma il fatto è che io sono attratta da ragazzi che sembrano avere intorno ai 20 anni, non mi importa quanti ne hanno realmente, ma mi piace l’aspetto “infantile” (baby-looked). Tanto che quando avevo 20 anni, mi piacevano i ragazzi di 20 anni, quando ne avevo 25 anni, la stessa cosa, e ora che ne ho 30, mi piacciono ancora i ragazzi ventenni. 🙂  cosa c’è di sbagliato? Un altro fatto è che io stesso sembro molto giovane, tanto da attrarre comunque quei ragazzi più giovani. Posso essere in un club e vorranno stare con me, pensando che sono coetaneo… è un grosso problema per me e io non so davvero come affrontarlo. Non credo che ciò sia sbagliato, ma mi sento come se la società tutta stia cercando di farmi sentire in errore…

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il pericolo dei “non gelosi”

Posted by innocenso su 18/07/2012

Durante una predicazione svolta negli ultimi giorni di giugno a Oujida, nel nord-est del Marocco, l’imam radicale, Abdellah Nhari, ha attaccato il giornalista Elmokhtar Laghzioui, che aveva espresso, su un canale arabo, la sua idea sulle libertà individuali, specialmente in materia sessuale.
Abdellah Nhari ha chiamato il giornalista “dayoute” che in arabo significa letteralmente “non geloso”. Nell’Islam il “dayoute” deve essere ucciso. L’imam ha provveduto immediatamente a chiarire la sua affermazione, sostenendo che i suoi commenti non erano un invito all’omicidio, ma il caso è diventato oggetto di un’ inchiesta giudiziaria.
Questo avvenimento ha riaperto la questione sul tema della libertà sessuale, ripreso anche durante la presentazione dell’adattamento dello spettacolo teatrale della scrittrice americana Eve Ensler, tenutosi il 16 giugno a Rabat, dove è stato elogiato il sesso femminile ed è stata esplicitamente sostenuta la libertà delle donne.
Questo dibattito tra gli islamisti e laici sulla libertà sessuale va avanti oramai da parecchio tempo. I sostenitori della libertà sessuale, per la maggior parte laici, chiedono l’abrogazione della sezione 490 del codice penale che prevede la prigione da un mese ad un anno per qualsiasi rapporto sessuale extraconiugale tra due adulti. In realtà, questo articolo è quotidianamente violato, in quanto i rapporti sessuali fuori dal matrimonio sono discreti, ma ampiamente tollerati.
L’attivista Khadija Ryadi, ha affermato: “La riluttanza a depenalizzare il sesso fuori dal matrimonio è sintomo dell’ ipocrisia di questo Stato.” “Sappiamo tutti che i rapporti sessuali fuori del matrimonio sono comuni in Marocco. Il fatto che tutto questo è nascosto promuove abusi e violazioni delle libertà individuali,” ha aggiunto il Presidente dell’associazione marocchina dei diritti umani (AMDH).
Il quotidiano islamista Ettajdid, organo del PJD, partito filo-islamico al potere, ha sostenuto: “C’è un terrorismo intellettuale esercitato contro gli islamisti per impedire loro di comunicare le loro opinioni su arte e creazione.”
Nonostante questi tentativi di riforma il cammino per l’acquisizione di reali diritti è ancora molto lungo e difficile. La tenacia di coloro che si ostinano a voler mantenere la visione tradizionale della donna subordinata all’autorità di padri, mariti e fratelli, è ancora molto forte poiché è radicata nella mentalità di molte persone.
Tuttavia bisogna continuare a lottare e non arrendersi per far si che un giorno non solo in Marocco, ma anche in tutti gli altri paesi, le donne possano acquisire realmente gli stessi diritti dell’uomo.

continua su http://www.levanteonline.net/esteri/mondo/7174-liberta-sessuali-marocco-diritti-delle-donne-islam-cinzia-enza-marseglia-.html

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il sesso casuale è adatto a te?

Posted by innocenso su 09/04/2012

Casual Sex?Riporto una libera traduzione dell’articolo comparso il 28/12/2011 su edenfantasies, a firma della premiata autrice di erotismo Rachel Kramer Bussel

Quando guardo indietro al 2011 mi rendo conto di una cosa che ho capito sempre meglio ed è che la nostra società è molto più pudica di quanto ci piaccia pensare che sia. Prima di tutto lasciatemi dire che penso che tutti dovrebbero avere una chiara idea di ciò che è giusto per loro quando si tratta di sesso. Il come, quando e perché lo fai è importante; dire agli altri cosa fare, però, è offensivo.

Che si tratti di persone disgustate da pornografia (come l’autore che non voleva che una recensione del suo libro apparisse su Penthouse) o da tanti generi di disonorevoli sgualdrine che appaiono, in modi grandi e piccoli, non abbiamo cambiato per nulla la vecchia abitudine secondo la quale siamo noi a sapere cosa è meglio per gli altri in tema di sesso.

Recentemente, è sorto un dibattito dopo che il dottor Stanley Siegel ha scritto un pezzo intitolato “In difesa del Sesso Casuale” e il seguente “Perché sostengo il Sesso Casuale“. Egli ha portato un sacco di buone spiegazioni su cosa sia il sesso “casuale” e perché ci sono lezioni importanti che esso può darci: “Alla svolta dei 65 (anni), riconosco che il sesso occasionale è stato spesso così profondo per me quanto lo sono state le due relazioni a lungo termine che ho avuto. Svincolato da un impegno complesso, la libertà sperimentata nel sesso occasionale mi ha permesso di progredire molto nell’autoconsapevolezza e di raggiungere un superiore livello di onestà e autenticità per me e il mio compagno in modi che mi erano sconosciuti in passato. ”

Ho condiviso l’impegno per il sesso libero che è stato potente per me quanto quello all’interno di una relazione, ma non credo che uno è migliore dell’altro o sia giusto per tutti. Viviamo in una cultura che ci dice che il sesso all’interno di un  rapporto eterosessuale, monogamico, è il migliore (e, per alcuni, l’unico accettabile) e quindi, pur contemplando il godimento che deriva dal sesso occasionale, osa poi andare contro questo modo di pensare. Tuttavia, ciò non significa che il sesso occasionale sia necessariamente “buono” per voi.

Credo che parte della ragione per cui il sesso casuale continua ad essere controverso è che non sempre si conosce cosa si aspetta da esso l’altra persona con cui ci si relaziona. Passare una notte? Una relazione continuativa con uno scopamico? Qualcosa simile ad un rapporto ma senza doverlo chiamare fidanzato o fidanzata? Una volta che sappiamo quello che vogliamo, la domanda successiva è come lo comunichiamo.

Al progetto Good Men, Julie Gillis ha scritto sulla nostra mancanza di un vero dialogo con i nostri partner sessuali. “Se partiamo con la presunzione che il sesso è un’alta posta in gioco, è importante, è una connessione di qualche tipo tra due persone, allora come è possibile che le conversazioni riguardo al sesso siano così limitate e maldestre? Perché mai questi momenti non vengono preparati meglio, pensati, discussi a dovere? ”

Questa situazione – dove stai andando oppure stai avendo rapporti sessuali con una persona senza discuterne confini e condizioni – è una di quelle che ho vissuto più volte di quante ne riesca a contare. Mi piacerebbe pensare che sono di mentalità aperta quando capita di parlare di sesso, ma una delle ragioni per cui di solito io non intraprendo simili conversazioni è a causa dei pensieri perversi che ti vengono attribuiti. Per come io vedo il rapporto con l’altro, è molto più facile supporre che egli condivida i miei principi, che sia sulla mia stessa lunghezza d’onda, non solo sul sesso, ma sulla vita e i valori. Sono in una fase della mia vita in cui queste sono cose che voglio sapere prima di dormire con qualcuno, è lo stesso motivo per cui ho recentemente rimosso il mio profilo da un sito di dating (incontri) online che stavo usando; cercare di discernere tutte quelle cose con tale strumento diventava troppo scoraggiante.

Un amico mi ha consigliato di non dormire con nessuno fin quando non siamo in una relazione impegnata. Di certo ciò suona come un suggerimento di antica data, e, credetemi, egli non è una persona retrò o sessualmente conservatrice. Ma quell’idea mi ha confuso, perché ho avuto più sesso di quanto potessi condividerne, non importa quanto fosse stato bello in quel momento, alla fine mi faceva sentire più sola. E’ difficile capire quanto si possa essere compatibile con qualcuno prima di aver effettivamente speso abbastanza tempo con lui.  Così come basare tale decisione più su quello che si vede, per non parlare del fatto che mentre stai conoscendo qualcuno è probabile che egli mostri la sua parte migliore non per malizia ma per spirito di autoconservazione. Anch’io infatti mi comporto in questo modo, poichè non voglio condividere i miei più profondi ed oscuri segreti ad un secondo appuntamento, il che rende ancor più curioso il fatto che io possa condividere il mio corpo con qualcuno.

Nel suo libro Become your own Matchmaker, la stella dei reality TV Patti Stanger sostiene di non andare a letto con i ragazzi perché, afferma, l’ossitocina creerà un’attrazione della donna verso un uomo anche se egli è cattivo. Stanger ha twittato “Un buon orgasmo e potresti legarti ad un perdente” (ed è stato replicato da oltre 100 persone!). Non sono d’accordo che l’ossitocina sia il colpevole, ma penso che dobbiamo, in primo luogo, fare spazio ai modelli di comportamento sessuale di tutti. Dobbiamo anche guardare alla nostra personale storia sessuale e capire cosa, davvero, vogliamo, e poi seguirla. Mi sono messa nei guai perchè mentre io ho coscienza di quello che voglio, sono spesso così bisognosa e malleabile da andare avanti con la visione di qualcun altro, o perché non penso di poter ottenere ciò che voglio, o non credo di meritarlo, o calcolo che tutto ciò che qualcuno mi sta offrendo sia la cosa migliore.

Quindi il mio titolo qui è alquanto improprio perché non penso che qualsiasi comportamento sessuale sia necessariamente “buono” o “cattivo”. Potrebbe essere cioè giusto in un dato momento della vita e sbagliato in un altro. E’ anche importante imparare e crescere attraverso esperienze sessuali che non vorremmo ripetere piuttosto che limitarsi a lamentarci che ci siano capitate. Stare troppo a chiedersi e a meravigliarsi del perchè siano accadute non aiuta per il presente. Certe esperienze potrebbero andar bene sempre per alcune persone e mai per altre. Per me, molto della mia vita è in continuo mutamento, e la mia sessualità è lì con essa a parteciparvi. Adeguarsi ai cambiamenti nella mia carriera mi ha fatto concentrare meno sulla mia vita personale, anche se spero sempre che gestire i miei affari, per così dire, potranno alla fine aiutarmi anche a capire meglio che tipo di relazioni ultimamente preferisco.

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se il diritto viene estorto

Posted by innocenso su 12/02/2012

Cari amici,
vi segnalo l’ottimo articolo di Marco Imperato apparso sul Fatto quotidiano il 3/2 scorso dopo le polemiche “bipartisan” in reazione ad una sentenza della corte di Cassazione che non ha fatto altro che ribadire fermi principi di diritto al nostro legislatore, sempre più attento alla pancia dei suoi elettori piuttosto che alla difesa dei diritti costituzionali, posti a presidio e fondamento di una sana convivenza di tutti i cittadini. La cosa che più fa pensare però è la reazione, spesso sotto forma di sarcasmo, che si è avuta sui social network, senza però aver aperto alcun dibattito nel merito. Forma tipica dell’ignoranza dei nostri giorni.

Riprendo dal suo articolo, rimandando al link sopra riportato per leggerlo interamente, le parti che più interessano ai fini della riflessione di questo blog. Mai augurandomi e augurandovi di vivere in quei sistemi di cui si parla infine, che direttamente o indirettamente taluni auspicano. Probabilmente più per bieco calcolo elettorale. E ricordando a tutti come il carcere, oltre ad essere e dover essere l’extrema ratio, a differenza delle forme alternativa di pena è una vera e propria “scuola di criminalità” come si evince dai dati e dall’esperienza di chi ci è passato.

La Cassazione ha stabilito che non deve applicarsi obbligatoriamente la misura cautelare della custodia in carcere per gli indagati del reato di violenza sessuale di gruppo. La notizia si è rapidamente sparsa sul web facendo ritenere che la Suprema Corte avrebbe detto che gli stupratori non devono più andare in carcere e così risultando in un’umiliazione per le donne o quanto meno in una grave e incomprensibile sottovalutazione di un delitto particolarmente odioso.

Ovviamente ne sono seguite le varie reazioni indignate in difesa delle donne. E chi non sta dalla parte della donna e della persona offesa in generale in fatti simili? La Cassazione allora è composta da maschilisti retrogradi e insensibili? Capisco che la notizia presentata così sia più appetitosa e stimoli maggiormente il populismo forcaiolo, ma le cose stanno diversamente e la Cassazione non solo non è impazzita ma ha applicato un principio addirittura di rango costituzionale. Proviamo a fare chiarezza.

Anzitutto qui non si sta parlando della pena, ma della misura cautelare applicabile. Quindi si tratta di capire quali misure applicare a indagati (non stupratori, ma indagati) ancora non dichiarati colpevoli con sentenza definitiva e che quindi godono ancora della presunzione di non colpevolezza. L’ordinamento sacrifica parzialmente questo principio laddove qualcuno sia accusato di reati gravi e in presenza di due fondamentali e ulteriori presupposti: presenza di gravi indizi (che però appunto non sono prova certa e garanzia di condanna) e sussistenza di esigenze cautelari, ovvero se c’è il rischio che l’indagato commetta altri reati gravi oppure che si dia alla fuga o ancora che cerchi di inquinare le prove. Solo in presenza di questi rigidi presupposti è possibile infliggere una limitazione della libertà personale anche ad una persona ancora non giudicata in maniera definitiva colpevole.

E’ una scelta sempre difficile e anche dolorosa perchè la presunzione di non colpevolezza è una cardine del nostro diritto, ma di fronte a determinati rischi e pericoli si giustifica la scelta di applicare una misura cautelare. Ciò detto si tratta di decidere quale misura. Il codice ci fornisce una regola di fondo: “la custodia cautelare in carcere può essere disposta soltanto quando ogni altra misura risulti inadeguata”. Il carcere, insomma, è l’ultima spiaggia, e si deve ricorre a tale estremo strumento solo se ogni altra strada appare insufficiente. Quali sono le altre strade? Gli arresti domiciliari, l’obbligo di dimorare in un certo comune o di non andare in un certo posto, il divieto di vivere con la famiglia (per determinati reati “domestici”), ecc…(…)

Per tornare al reato di violenza sessuale di gruppo, il legislatore aveva tentato di obbligare i magistrati a tenere sempre in carcere gli indagati per taluni reati (tra cui quelli di violenza sessuale). La Corte Costituzionale ha bocciato una simile scelta, priva di razionalità giuridica e di buon senso: la presunzione di innocenza non può essere gettata alle ortiche e dovrà sempre valutarsi caso per caso e persona per persona se è necessario applicare una misura e quale tra le varie misure sia la più idonea e quella comunque sufficiente a garantire le esigenze cautelari.

(…) lo Stato di diritto (…) non deve mai cedere alla paura.

Che un ex ministro dica che così “si manda un messaggio sbagliato” la dice lunga sul senso del diritto di certa politica: i magistrati con i loro provvedimenti non mandano messaggi, ma accertano fatti e applicano la legge e la Costituzione a casi specifici e persone specifiche.

Certo: esistono sistemi in cui le persone vengono usate per mandare messaggi tramite provvedimenti esemplari e non calibrati sul caso specifico: sono i sistemi fascisti e illiberali.

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verginità violate

Posted by innocenso su 03/01/2012

Riprendo dall’interessante blog di Paniscus il commento alla tragica notizia di alcuni giorni fa. E che fa riflettere sulla forza che continuano a esercitare il pregiudizio razziale da una parte e quello sessuale dall’altra, condita da una assenza di cultura dei diritti davvero abominevole. I veri colpevoli da condannare in maniera esemplare dovrebbero essere quei genitori (sic) e quei balordi che hanno incendiato la abitazioni di quei rom. Perchè la vera verginità perduta è quella di una ragazza che avrebbe voluto vivere come tutte le donne della sua età senza preconcetti medioevali, mentre della dolcezza della sua età ha potuto assaggiare solo un primo rapporto sessuale condito delle ossessioni della sua famiglia. In tali degradati ambienti era già successo qualcosa di simile tempo fa, ricordate?

Una sedicenne piemontese lamenta di essere stata violentata da due zingari; il quartiere popolare in cui la giovane abita organizza immediatamente una manifestazione spontanea a suo sostegno, con ostensione di fiaccole ardenti; le fiaccole si trasformano provvidenzialmente in un’arma di vendetta per l’innocenza oltraggiata, e vengono meticolosamente usate per dare fuoco all’accampamento Rom che avrebbe ospitato i due presunti stupratori. Il tutto alla presenza serafica di un cordone di polizia, che invece di disperdere gli incendiari, si dà da fare per far sfollare gli abitanti del campo, in modo che l’operazione possa essere conclusa in modo pulito e senza rimorsi gravi.

Nel giro di poche ore, la ragazza ritratta ogni cosa: nessun abuso, nessuna violenza, nessuno zingaro. Era tutta una bugia improvvisata, per la paura che i genitori scoprissero che aveva avuto effettivamente i suoi primi rapporti sessuali di recente, sì, ma in maniera del tutto consensuale, con il ragazzo di cui era innamorata. L’adolescente era terrorizzata dalla prospettiva di deludere i suoi familiari, e in particolare la nonna, che a quanto pare le aveva strappato la promessa di arrivare illibata al matrimonio

I media si scusano con i lettori per essere caduti grossolanamente nella bufala, mentre ai Rom rimasti senza casa non è chiaro se qualcuno abbia chiesto scusa o no.

Sui dettagli dell’operazione giornalistica ci sarebbe ancora molto da dire, ma per adesso concentriamoci sul presunto scontro di civiltà, che ha visto una comunità di autoctoni reagire (forse in parziale buona fede, forse no) alla presunta minaccia proveniente da un gruppo alieno, non integrato e radicalmente differente dal proprio.

Gli articoli che hanno gradualmente approfondito, infiocchettato e romanzato questa vicenda ci rendono edotti di una serie di fatti curiosi sui familiari della ragazza, di cui ne citiamo solo alcuni:

– vivono in una sorta di bozzolo patriarcale chiuso in cui si gestiscono collettivamente i fatti personali di ognuno;
– sono ossessionati dalla preoccupazione di salvaguardare la verginità della figlia;
pensano già al suo matrimonio, quando ha solo sedici anni;
– fanno riferimento alla nonna come depositaria dei voti più solenni sull’onore dei familiari;
– secondo a descrizione fatta in uno degli articoli, sono fortemente superstiziosi, e vivono immersi in un inquietante miscuglio frammentario di riferimenti mistici a più tradizioni religiose diverse;
– in famiglia sono tutti disoccupati, e da anni vivono quasi esclusivamente di beneficenza altrui (in pratica, di elemosina) o di lavoretti occasionali al nero;

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un tocco di colore anche laggiù

Posted by innocenso su 01/01/2012

Di seguito la breve storia dell’azienda fondata da Nancy Jarecki, la cui idea è nata addirittura a Roma! Riprendo dal suo sito, nella sezione “la nostra storia“. Fate sapere cosa ne pensate!

Non avevo programmato di avviare una società di cosmetici. Ma seduta da un parrucchiere a Roma qualche anno fa, feci una scoperta. Vidi donne lasciare il salone, ma non potei fare a meno di notare che alcune indugiavano vicino alla porta. Dopo pochi minuti, il loro colorista tornava con un sacchetto di carta e glielo consegnava a mano mandandole allegramente sulla loro strada.

Quando chiesi di questo rito misterioso, il receptionist disse: “Per sotto, per farli combaciare“, che significa: “Per i peli di sotto… per abbinarli.” Pensai: “Che genio… Un kit casalingo di colorazione per i peli di laggiù!” Sapevo non esserci prodotti specializzati di questo tipo in America.
Ovviamente, tutte le bionde del mondo vogliono essere bionde naturali. Rosse e scure lo stesso. Non riuscivo a mandar via quell’idea della mia mente.
Di ritorno a New York, raccontai la vicenda ad un’amica proprietaria di un salone (vedi qui un salone invidiabile). Mi rispose “sono sicura che i miei clienti adorerebbero un prodotto come questo, anzi lo userei anch’io!” Non solo quindi le piacque l’idea di abbinare i suoi capelli castani, ma anche – mi confessò – aveva un disperato bisogno di coprire alcune zone grigie che aveva scoperto da poco lì sotto!
La tappa successiva fu quella di chiedere ad un amico ginecologo di stimare la percentuale dei suoi pazienti il cui pube non corrispondesse al colore dei capelli. Si è così scoperto che quasi a nessuno corrispondeva!
Donne sofisticate, che spendevano tempo e tanto danaro alla ricerca del colore giusto per i loro capelli non avevano una soluzione per la colorazione del pube. Erano completamente trascurate sulla cura di questa zona. Abbiamo anche trovato bionde che avevano tentato di fare da sè usando prodotti preconfezionati con risultati terribili. Era chiaro come donne (e persino alcuni uomini!) fossero alla disperata ricerca di un prodotto come questo.

Nei due anni successivi ho lavorato con il nostro produttore per perfezionare un prodotto che rispondesse a questa esigenza. Ho consultato anche un tossicologo per assicurarci che la formulazione che stavamo creando sarebbe stata sicura da usare data la zona particolarmente delicata.
E ‘ stato un bel percorso. Ma io sono entusiasta di condividere la mia scoperta con voi del nostro prodotto facile da usare “Betty colors”. Noi li chiamiamo betty BIONDA, betty MARRONE , betty RAMATO e betty NERO.
Ho anche inventato un colore rosa hot buono non solo per le occasioni speciali – il nostro betty FUN. La risposta (del mercato) è stata così incredibile che stiamo già lavorando su nuovi e divertenti colori. Quando saranno pronti saremo felici di farvelo sapere.
Lo sviluppo di questo prodotto ha già portato a scoperte di più prodotti e di nuovi ne sono in arrivo.
Penso a bettybeauty come ad un’azienda specializzata in segreti di bellezza – prodotti non ancora sul mercato in grado di risolvere problemi estetici o semplicemente farci apparire o sentire meglio.
Il mio secondo prodotto, “Best Skin Ever” (la migliore pelle di sempre) sta per essere lanciato nella prossima tarda primavera-estate! Il nostro terzo prodotto, nome in codice “RBS” è un segreto di bellezza che non possiamo svelare finchè non verrà rilasciato sul mercato. Meglio così!

Grazie per averci visitato e non vedo l’ora di condividere altri segreti di bellezza con voi. Nel frattempo, spero che mettiate bettycolor alla prova. E tu, che betty sei? Il sito è www.bettybeauty.com

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siamo rimasti in mutande

Posted by innocenso su 29/12/2011

Un altro caso clamoroso di qualcuno che, spogliandosi, attrae su di sè l’attenzione per una buona causa. E’ il caso stavolta di Monica Castro, consigliera comunale del PDL di Calenzano.

La notizia ha fatto il giro del web in quanto la pubblica rappresentante “ha voluto esprimere il suo dissenso contro la manovra Monti. E ha deciso di farlo in mutande e reggiseno. Nelle mani reggeva un cartello con scritto: «Siamo rimasti in mutande, grazie presidente Monti». La Castro ha dichiarato: «La mia è una protesta seria contro la manovra e contro quei pecoroni che l’hanno votata. Sono arrabbiata con tutti e delusa anche dal mio partito che ha dimostrato di tradire i principi nei quali ho creduto».

Dopo le inevitabili polemiche che ne sono seguite, ha sentito il naturale dovere di replicare, e lo ha fatto efficacemente dal suo blog. In particolare ha chiarito come “La mia protesta di ieri in Consiglio è stata forte ma era l’unico modo per farmi sentire (…) Posso dire di aver ottenuto un ottimo risultato, in queste ultime ore centinaia di persone mi hanno scritto e mi hanno pregato di andare avanti. E infatti lo farò, questa è solo la prima di una lunga seria di proteste che intendo portare avanti, con forza, contro la manovra di questo Governo che metterà ancora più in ginocchio il nostro Paese. Questa manovra non taglia gli sprechi, ma penalizza sempre i “soliti” e li obbliga a pagare nuove tasse. (..) Lo ammetto, non è stato un gesto facile, ci vuole coraggio a presentarsi in “mutande” in Consiglio Comunale, la forza mi è venuta ascoltando le numerose persone che mi hanno confessato che il prossimo anno avranno serie difficoltà ad andare avanti. (..) Il mio gesto è semplice, chiunque lo ritenga scandaloso, non ha capito il vero senso della mia protesta. (..) “Vergognati”, mi è stato detto durante il mio gesto, credo invece che si dovrebbero vergognare loro per il loro comportamento da “pecore” che ancora una volta dimostrano di tenere. I soliti soldatini di partito, quanta pena mi fanno! (..) Un partito che si definisce della libertà non può essere una caserma, ogni consigliere è libero e responsabile delle proprie azioni. Credo che nel mio partito ci siano stati scandali molto più grandi da determinare un’eventuale uscita.

Ha perfettamente ragione la consigliera. Non si tratta del più goliardico “no pants day” bensì di una azione che può scaturire solo da una grande dose di coraggio. Un pò come può esserlo stato per queste donne arabe in un video che ha avuto molto successo. Un imprenditore, Enrico Frare, ci aveva ricordato qualche tempo fa con modalità simili (anzi, quasi nudo del tutto) i problemi che i lavoratori autonomi in particolare hanno da affrontare giornalmente in Italia.

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orgasmorte

Posted by innocenso su 29/11/2011

Cari lettori, vorrei rendervi nota una bufala. E’ addirittura comparsa nella homepage di www.libero.it del 29/11/2011.
Si apprende da diversi siti, con un senso di profondo dolore e sorpresa questa notizia, un esempio da “uguale per tutti” .
Come ci rende noto argomentando il sito giornalettismo.com invece pare proprio si tratti di una bufala. Di seguito la notizia.

L’orgasmo manda in paradiso. Nel vero senso della parola. E’ successo a Bianca Borges Bezerra, una ragazza brasiliana di 21 anni, morta per un orgasmo di ben 12 minuti durante il quale è entrata in una sorta di trance. Come riportato dal sito express-news.it, la ragazza era in compagnia di un amico del college e stava facendo sesso, dalle prime indiscrezioni sembra che lui le praticasse un “rapporto orale”. L’ospedale ha poi confermato che un orgasmo così prolungato, 12 minuti, è stato certamente la causa della morte: “E’ raro, ma può succedere”.
“Improvvisamente Bianca si è irrigidita, ha aperto la bocca a forma di “O”, e le pupille degli occhi giravano in tondo”, ha raccontato l’amico che era presente durante la tragedia. L’amico ha poi aggiunto che, si è insospettito quando, dopo 10 minuti, Bianca era ferma nella stessa posizione, ruotando gli occhi, con la bocca aperta e urlando a gran voce.

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coitus non interruptus

Posted by innocenso su 24/11/2011

Dal corsera del 5/10/2009 apprendo che…

“decisi a godersi la vita fino in fondo, alcuni ospiti di una lussuosa casa di riposo a nord di Tel Aviv hanno organizzato un festino che è sfociato in una vera e propria orgia.”

Lo riferisce il quotidiano “Israel ha-Yom” secondo cui alcuni dei protagonisti della vicenda hanno superato i 90 anni. Un misto di saggezza e conservatorismo quello della direzione che, di fronte all’inattesa eruzione di vitalità ha preferito non intervenire e l’evento – che pure era stato notato – non è stato interrotto. Infatti l’indomani, aggiunge il giornale, la direzione dell’ istituto ha emesso un severo comunicato in cui diffida gli ospiti dal tornare a esibirsi in effusioni incontrollate.

Che dire: complimenti alla dirigenza; una direzione pro erezione.

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IVG 2011 in calo, legislatore in ritardo

Posted by innocenso su 03/09/2011

Cari amici,
è stata resa pubblica finalmente anche quest’anno la relazione sull’applicazione della legge 194/1978.
Il positivo decremento segue la tendenza dell’andamento tipico di leggi che regolamentano fenomeni prima di allora soltanto repressi, ossia: seppur in un primo momento pare che la legalizzazione (meglio dire, la “regolamentazione”) di fenomeni inevitabili (seppur riprovevoli per molti o anche solo per alcuni) faccia aumentare quel comportamento che prima di allora era totalmente proibito e criminalizzato, a lungo andare essa predispone ad un utilizzo più consapevole dello strumento regolatore, con una sorta di “autoequilibrio” che non è più quello fondato sul panpenalismo e la paura, ma quello che si fonda sulla responsabilità individuale e collettiva.

Riporto dalla recensione di Terranews.

Dalla introduzione della legge 194 a oggi, ancora una volta va sottolineata la costante diminuzione dell’Interruzione volontaria di gravidanza nel nostro Paese. Con cinque mesi di ritardo rispetto a quanto prevede l’articolo 16 della legge sull’aborto del 1978, il ministero della Salute ha presentato in Parlamento la Relazione annuale 2011 sull’applicazione della norma. Il dato relativo alla costante flessione delle Ivg è quello che per primo balza agli occhi. «Nel 2010 – si legge nel documento pubblicato sul sito del dicastero – sono state effettuate 115.372 Ivg (dato provvisorio), con un decremento del 2,7 per cento rispetto al dato definitivo del 2009 (118.579 casi) e del 50,9 rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso alla Ivg (234.801 casi)».

Di significativo c’è poi che in generale il tasso di abortività italiano del 2009 è risultato il più basso tra i Paesi industrializzati (pari al 6.9 per mille, contro il 23 per mille di Inghilterra e Galles; il 22,5 della Svezia, il 12,7 della Spagna, il 15,2 della Francia e il 20,5 degli Stati Uniti, solo per citarne alcuni).

Cosa ha inciso su questo risultato? Terra lo ha chiesto a Elisabetta Canitano, ginecologa e presidente dell’associazione Vita di donna. «Premetto che contrariamente a quanto dicono quelli che ritengono possa diventare “facile”, le donne non si divertono ad abortire. Quindi se possono non fanno l’Ivg. La diminuzione progressiva è un dato storico in Italia, che a un certo punto si è bloccato per il “peso” delle straniere. Ma c’è anche da considerare il basso tasso di natalità “italiano”, indice con un andamento parallelo a quello degli aborti. Premesso questo, direi che un fattore rilevante vada ricercato in una maggiore facilità di accesso alla contraccezione».
Una nota dolente della relazione riguarda i medici e gli anestesisti obiettori. La percentuale è oramai fissa oltre il 70 per cento (70,7), con tutto ciò che comporta in termini di difficoltà di accesso a un servizio (e a un diritto) che invece per legge deve essere garantito. «Quello dell’obiezione è un dato pesante – osserva Canitano -. Obiettare è diventata la norma nonostante sia prevista dalla legge come una “concessione”. Complice uno Stato che non tutela la legge 194, la situazione si è ribaltata e fare le Ivg in Italia è diventata paradossalmente una forma di volontariato».

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La nuova grave danza italiana

Posted by innocenso su 27/06/2011

Cari amici,
vi segnalo l’ottima riflessione di Simona Nazzaro, comparsa 4 giorni fa. Riportandone i tratti salienti perchè si comprenda quanto in Italia ci siano forze che tutto auspicano fuorchè un Paese più moderno.
Una specie di “raffinata malizia” di stile fondamentalista. Stile retrogrado già denunciato da Annalisa Chirico con conseguenze spesso tragi(comiche) che qualche tempo fa Alessandro Capriccioli aveva messo in risalto.
Riprendo alcuni passi da Libertiamo.it

Si è aspettato per nove mesi (una gravidanza per l’appunto) il parere del CSS, per stabilire che l’EllaOne è un farmaco contraccettivo di emergenza, quindi non abortivo; ma oltre ai limiti della ricetta obbligatoria, in questo caso si è aggiunto anche quello del test di gravidanza. Questa delibera, in sostanza, pone sempre più ostacoli alla libertà delle donne, e stavolta non appaga nemmeno la parte più conservatrice della diaspora: il Vaticano. Il Cardinale Sgreccia ha così bollato questo farmaco: “è un aborto di raffinata malizia.”.

Ovviamente la pillola, che già da mesi è in commercio in tutta Europa, da noi fa scandalo. E il paradosso è che non fa contento nessuno, né le donne, né i politici, né i laici, né i cattolici. (…) Invece della solita rincorsa alle dichiarazioni, pro o contro che siano, i politici, ad esempio, per una volta, potrebbero occuparsi di più delle campagne informative verso i giovani, di politiche di supporto sulla sessualità, sulla sanità, sui “comportamenti sani” da adottare. Ma la giostra della politica è sempre la stessa.

(…) Ora la parola spetta all’Aifa. Ma il nodo principale resta sempre l’ingerenza morale, e non solo, dello Stato sui diritti e le scelte individuali, l’imposizione di procedure ostruzionistiche per impedire quanto non si riesce a proibire, e l’adozione, in nome di un qualche sacro principio, di cautele eccezionali, che nessun paese civile ritiene, a differenza dell’Italia, di dovere assumere per “proteggere” i propri cittadini.
Ai cittadini e soprattutto alle cittadine, sul cui corpo si giocano in genere queste “battaglie pubbliche”, la politica dovrebbe indicare con chiarezza, rispetto a ciascuna situazione, quali siano le strade che si possono seguire. Non organizzare la beffa di una corsa ad ostacoli, con tanto di giudizio di merito finale.

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Mussolini redivivo

Posted by innocenso su 25/05/2011

Cari amici,
dopo la vile aggressione ai danni dell’on Paola Concia e della sua compagna, vi invito a considerare l’acuta riflessione di un lettore di Europa apparsa il 23/04 scorso e la risposta del direttore. Spero che la rivolta auspicata dal sig Lusi venga presa sul serio da ogni persona libera e giusta. Perchè fa più paura l’indifferenza dei giusti che l’ingiustizia degli ingiusti.

Costituzione e omofobia, lo stesso delirio machista
Cara Europa, è tornato Mussolini. Da Palazzo Chigi alla piazza, è tutto un insulto alle leggi, alle istituzioni, alle donne, ai diversi. L’aggressione all’onorevole Paola Concia e alla sua compagna tedesca, vicino a Montecitorio, fa rabbrividire quanto l’aggressione ai pm milanesi da parte di un oscuro ventriloquo di Berlusconi, o quanto la proposta di sabotaggio dell’articolo 1 della Costituzione da parte di un altro sconosciuto onorevole ventriloquo. Ma l’altra Italia che fa, perché non comincia la ribellione? Più che i carabinieri di Asor Rosa (anche se la questione della legalità esiste, eccome) sono i cittadini, a cominciare dai più forti intellettualmente e socialmente, a dover accendere il fuoco della rivolta. O dobbiamo aspettare il postberlusconismo, come aspettarono il postfascismo, per dover leggere che Mussolini aveva interpretato bene il carattere degli italiani, ingovernabili ma servili?

GIANFRANCO LUISI,  ROMA

Caro professore, credo che le cose stiano come lei teme. Leggendo i particolari dell’aggressione all’onorevole Paola Concia e alla psicologa tedesca Ricarda TrautmanLesbiche di m…, ai forni crematori vi debbono mandare…»), mentre le persone guardavano indifferenti, ho avuto davanti agli occhi il quadro dell’Italia di sempre: quella del Risorgimento, quando il sarcastico Giusti descriveva il patriota bastonato da «quattro forsennati a far di sì e dugento citrulli a dir di no»; l’Italia della Grande guerra, dove un popolo di inetti si fece trascinare al macello dei 600mila morti e del milione di mutilati e feriti da una minoranza di pazzi dannunziani e nazionalisti; l’Italia del 28 ottobre 1922, quando una marea di deputati popolari, socialisti, comunisti, radicali, repubblicani ecc. consentì a 30 deputati fascisti, sostenuti da nazionalisti e liberali codardi, di conquistare il governo. (..)
Ma, se si ferma qui, il discorso è sbagliato: come lei dice, non sfuggiremo al nuovo fascismo se la rivolta non verrà da noi stessi, dalla parte non affaristica o egoistica delle imprese, delle università, delle forze armate, del clero, delle professioni, della gioventù, delle donne. Quelle del milione di febbraio, che dicevano: «Se non ora quando».

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Prigionie

Posted by innocenso su 05/05/2011

Cari amici, ricorderete che parlai di Natalia Kampusch nel 2006

Apprendo ora con piacere che è uscito un suo libro-testimonianza, dato che “ora si sente abbastanza forte per raccontare la sua storia”.
Vorrei far notare, nello spirito che caratterizza questo blog, alcune frasi dell’intervista comparse qualche giorno fa sul Corsera:
«Mi ha tolto ogni controllo sul mio corpo, mi picchiava in continuazione». (riferita al rapitore). E adesso, si è riappropriata del suo fisico? «Strano. Prima della prigionia, del mio corpo era responsabile mia mamma, dopo se n’è occupato il mio rapitore. Adesso sono io che devo pensare a me stessa, e non mi è facile stabilire se e quanto devo mangiare o capire come vestirmi. «Mi ha ferito il disprezzo, il dileggio, il tentativo di riversare su di me le responsabilità di quanto era successo, le calunnie, i dubbi sulle mie dichiarazioni. La menzogna di quelli che presentavano i fatti in modo peggiore rispetto a come io li ho vissuti. Quelli che hanno fatto insinuazioni sugli aspetti sessuali della mia prigionia parlavano di se stessi, esprimevano le loro fantasie per indurmi a svelare la mia intimità. Certe cose però restano solo mie, sono l’ultimo residuo privato che voglio mantenere per me». Tra le vessazioni quotidiane, i calci, i pugni in testa, i morsi, le prese alla gola, gli spintoni giù dalle scale, la fame, «mi sottopose anche a piccoli abusi sessuali». E ora, quel padre di cui parla pochissimo anche nel libro? «Strano, mio padre è così immaturo, bloccato in uno stadio evolutivo che non corrisponde al mio. Dunque, non abbiamo niente da dirci. Non è mio compito affrontare il suo mancato sviluppo».

Qualche breve considerazione si rende necessaria.

Proviamo a considerare quante situazioni di prigionia vi sono nelle nostre famiglie. Senza che essa venga però chiamata col suo nome. Quando tanti genitori diventano piccoli mister Priklopil. Il controllo sul corpo dei preadolescenti, così invasivo, che non accenna a diminuire, a dispetto della tanto sbandierata “evoluzione dei costumi” e della “educazione sessuale alla libertà”. Basterebbe considerare come si esprimono, ad esempio sulla masturbazione, pediatri di area cattolica. O quanto siano imbevuti i pedagogisti italiani di pensiero teocon.

Inoltre quante volte ci è toccato sentire le insinuazioni di chi aumentava le seppur gravi violenze di tipo sessuale? Nella maggiorparte dei casi, anche di minore gravità rispetto a questo rapimento. Trascurando il fatto che l’enormità del reato-peccato è qui relativa alla prigionia, che tutte le altre sub-violenze riassume in sè. Dovrebbe far riflettere seriamente il fatto che addirittura la vittima di questi trattamenti abbia sentito la necessità di “parzialmente difendere” il proprio carnefice, pur di ristabilire una verità più piena e senza le ossessioni sessuofobiche della nostra società, sempre pronta a identificare la violenza come quella “sessuale” tout-court.

Infine le durissime parole che Natalia esprime in riferimento al padre: il primo che l’ha abbandonata, a causa di una propria immaturità. L’unica persona con cui (e di cui) Natalia non ha voluto parlare, e che nelle sue frasi appare ben peggiore del suo sequestratore. Un insegnamento a gran voce dalla viva voce di questa coraggiosa ragazza che dovrebbe far comprendere quanto infondate siano spesso le paure di genitori che “difendono” le proprie figlie bambine o adolescenti da presunti “orchi”. Dimenticando, per gravissima “stoltezza familistica”, le colpe di una genitorialità malata di incuria e di paure inconfessate.

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Buona e Santa Pasqua a tutti

Posted by innocenso su 24/04/2011

PIENA delle soddisfazioni che ognuno merita

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Una importante assoluzione con riparazione

Posted by innocenso su 31/03/2011

Cari amici,
ogni tanto una buona notizia! Anche se…bisogna attendere anni.

Le due maestre arrestate a Brescia con l’accusa di pedofilia nei confronti di bambini di una scuola materna, e assolte in ogni grado di giudizio dopo più di 10 mesi di carcere, saranno risarcite. Lo ha stabilito la Corte d’Appello di Brescia accogliendo la richiesta di riparazione per ingiusta detenzione. Le due donne riceveranno 299mila euro a testa, comprensivi dei danni morali subiti in seguito all’arresto.
La vicenda giudiziaria, che divise la città, prese il via nel 2003 e coinvolse la scuola materna comunale Sorelli, in pieno centro storico, quartiere del Carmine.
La Procura di Brescia indagò su 12 persone e a processo ne vennero rinviate 8: un sacerdote, sei maestre e un bidello. Le due educatrici, che hanno ottenuto il risarcimento, finirono prima in carcere, poi ai domiciliari. In primo grado, a tutti e otto vennero contestati, complessivamente, abusi su 23 bambini. Il pm Roberta Licci aveva chiesto la condanna complessiva, di 125 anni di carcere.
La sentenza d’assoluzione, per tutti, giunse il 6 aprile del 2006, dopo undici giorni di camera di consiglio. A fine marzo del 2009 la Corte d’Appello confermò le assoluzioni e nel maggio del 2010 anche la Corte di Cassazione aveva posto la parola fine, rigettando i ricorsi del procuratore generale e delle parti civili.

fonte TGcom 31/01/2011

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Tempi di guerra? Fai vedere che sei per la pace

Posted by innocenso su 31/03/2011

Della serie “le mutande parlanti”!

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La felicità dal passato

Posted by innocenso su 16/02/2011

I rapporti d’amore non sono altro che relazioni vissute in maniera diversa in base alle esperienze affettive e sessuali pregresse dei due partner.
E’ la frase che anche la mia esperienza mi conferma e che prendo dalla sintesi riportata oggi dal quotidiano Repubblica relativa alla recensione del libro “Attached” degli autori Levin ed Heller. Come diceva Umberta Telfener nel bellissimo libro “Le forme dell’addio”, il successo di una nuova relazione dipende in gran parte dal modo in cui si è chiusa la precedente. Meditate gente, meditate.

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rapporti col sesso & rapporti col vescovo

Posted by innocenso su 29/06/2008

Cari amici,
già all’inizio di questo blog non era passata inosservata una dichiarazione molto forte dell’Abbè Pierre, il famoso frate francese.
Un anno e mezzo fa ci ha lasciato, ma…dimenticavamo una cosa importante: nell’affrontare uno dei temi più delicati della Chiesa cattolica, quello della castità dei preti, a ottobre del 2005 lo stesso ammise di avere avuto un rapporto sessuale dopo l’ordinazione a sacerdote.
Speriamo che la trasparenza di questo grande testimone di Cristo contemporaneo insegni qualcosa alle nostre (invecchiate dentro) gerarchie vaticane.

Basterebbe confrontare la statura morale di un tale uomo di Chiesa con un recente episodio che ha visto protagonista Antonio Mattiazzo, vescovo di Padova, nelle vesti di moderno censore con tanto di metodi fascisti, nei confronti del giornalista Sante Biasetto, “reo” di aver scritto in merito all’innamoramento di un prete della stessa Diocesi. E come sempre accade, anche tra i cattolici c’è chi il buon senso non lo ha perso, e che non bacia i piedi ai vescovi anche quando questi abusano della loro funzione (leggi buona fede popolare, oltre che investitura papale). E questo non può che far piacere. Ma la grande stampa questo quasi mai lo riporta. E’ comparsa una bella lettera allo stesso vescovo, che tra l’altro, dice “Non è possibile che una Chiesa che non fa altro che parlare di famiglia e di figli sia poi così “matrigna” sia verso questo prete, costringendolo alla riduzione allo stato laicale, sia (ancor più assurdamente) verso questo giornalista colpevole solo di aver fatto il suo lavoro. Siamo sicuri, Eccellenza, che tutto questo non sia vero e che Lei smentirà quello che raccontano le cronache e documentano le fotografie. E se Lei invece non fosse in grado di smentire, o se incredibilmente difendesse quel suo gesto, allora Eccellenza Le resta una cosa sola da fare, anzi due: vergognarsi e dimettersi da un ruolo di pastore che non merita di svolgere”.

Puntualmente, come nella migliore tradizione curiale, anche le supposte “scuse” non hanno per nulla risposto alle precise richieste, ben argomentate, del fedele che sul blog riportato ha scritto tale missiva.

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le campagne ipocrite si rivelano un aborto

Posted by innocenso su 29/06/2008

Cari amici,

come ripetiamo da tempo, la censura o l’incoraggiamento di pratiche moralistiche, non basate su strategie efficaci che siano ben studiate e meditate (in quanto non si applicano ad una macchina, ma agli uomini, sic), finiscono per ripetere l’eterogenesi dei fini, vanificando gli stessi (di solito presenti) elementi positivi di una legge e frustrando le aspettative di chi in queste confida. Oggi arriva una conferma di ciò in relazione alle forti campagne anti-aborto in nord Europa. Se l’autrice avesse fatto una visitina in Italia… Ed infine è riportato un dato presente nelle statistiche da tempo: le donne dell’Est EU abortiscono di più. Perchè? Scopritelo in fondo.

Grazie a Laicamente.it che ha tradotto l’articolo del Telegraph

LE CAMPAGNE ANTI ABORTO IN REALTA’ LO INCORAGGIANO
Di Katia Moscano

Le campagne per ridurre il termine legale per abortire incoraggerebbe le donne a farlo. Lo riporta il quotidiano britannico Telegraph. Secondo Ann Furedi, direttrice del British Pregnancy Advisory Service, i gruppi antiabortisti, mettendo sotto luce l’agomento lo hanno fatto conoscere a molte piu’ donne che prima non ne erano al corrente.
Stime ufficiali rivelano che lo scorso anno e’ aumentato il numero degli aborti, raggiungendo livelli record. Il tasso piu’ alto e’ stato raggiunto in Scozia, dove si e’ anche vista la campagna anti aborto piu’ aggressiva.
L’interesse politico sull’aborto e’ emerso lo scorso mese, quando il Parlamento ha approvato la legge sulla Fecondazione e Ricerca. In quella occasione e’ stato presentato da alcuni parlamentari un emendamento, respinto, che chiedeva di abbassare il limite delle settimane necessarie per abortire.
Per la Furedi: “I numeri rivelano un aumento del 2,2% degli aborti in Inghilterra e Galles, e del 4% in Scozia dove la campagna anti abortista e’ stata molto pressante. Lo scopo era di dissuadere le donne dal ricorrere a quella pratica, ma in realta’ questi attacchi hanno portato molta pubblicita’, rendendola una scelta possibile e, sorprendentemente, le ha tolto la cattiva nomea.
La Furedi ha dichiarato che il tasso di aborti in Scozia potrebbe dipendere dagli attacchi dei vescovi e del Cardinal Keith O’Brien della Chiesa cattolica scozzese, il quale defini’ l’aborto “l’equivalente del massacro di due citta’ scozzesi”.
Le donne che abortiscono di piu’ sono quelle dell’Est Europa, che non hanno accesso alla contraccezione o non sono al corrente di altri metodi, gratis, disponibili.

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al centro del cuore

Posted by innocenso su 23/12/2007

occhi.jpg

Ti ho amato tanto, da morire… come nessun’altra e senza mai nessun’altra. Ma la sera di Santa Lucia hai “aperto gli occhi”. Qualcuno mi dia la forza di continuare a vivere, le mie forze vengon meno.

E lontano, lontano nel tempo
qualche cosa negli occhi di un altro
ti farà ripensare ai miei occhi
a quegli occhi che ti amavano tanto (…)
E lontano, lontano nel mondo
una sera sarai con un altro,
e ad un tratto chissà come e perché
ti troverai a parlargli di me,
di un amore ormai troppo lontano. di
Luigi Tenco

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emigrazione

Posted by innocenso su 14/11/2007

nothing censoredCari lettori,
vi sarete accorti che da oltre un mese il (vecchio) blog era accessibile a tratti e comunque con una novità all’ingresso: una “avvertenza sul contenuto”, con riportate le seguenti parole: “alcuni lettori di questo blog hanno contattato google poiché ritengono che il contenuto del blog sia opinabile. Generalmente, Google non esamina né approva il contenuto dei blog…per maggiori informazioni…”. Ve ne avevo accennato nel mio commento del 6 ottobre. Sarebbe interessante capire chi fossero i fantomatici alcuni lettori. Ora però che non penso più di ricevere risposte sensate da loro che pur si vantano di essere la più antica e popolata piattaforma di blog (circa 15-20 milioni di utenti), vi riporto, nel dare l’addio a blogger acquisito da google, la sintesi dell’ultima corrispondenza (in inglese, naturalmente), più volte sollecitata altrimenti non ne avrei nemmeno avuta a quanto pare.
Giusto per ricordare in quale clima viviamo, prima di giudicare Paesi che consideriamo “arretrati, sessuofobici, ecc”
Prima di farlo ringrazio l’autore delle informazioni step-by-step, evitando un dominio proprio nonostante la miriade di plugin che avrei potuto sfruttare, nella previsione che questo blog mi sopravviva (!).
Chi lo doveva dire, a due anni esatti dall’apertura! Speriamo meglio da wordpress!

Da Sexlibertatis, da ultimo, pochi giorni fa:
Dear Blogger team,
there are many friends with blogs on civil rights and dibates about sexuality and/or pornography, but that aren’t pornographic in a close sense, like the mine. For example my friend… (omissis) that point to a google blogger site. I see on your disclaimer that “some readers of this blog have contacted Google because they thinks that its contents are arguable”…it could be interesting to know who is/are he/them. I’ve thinking to migrate on a more free platform especially because the new contents are not reachable from search engines (even Google!) since you’ve inserted the “warning page”. I ‘m wait for a more argued reply, if possible.
Thanks and Best regards

Da Blogger Help, (su miei solleciti aveva così risposto):
Hello,
Thank you for your interest in Blogger’s content policies on pornography. We review our policies regularly and make changes to keep them current and effective. Like all of Google’s policies, our policy on pornographic content was developed and evaluated based on multiple factors, including user and customer experience.
After careful consideration, we’ve decided to revise our policy on pornography to ensure that our users have access to the information that they are looking for and, at the same time, are not inadvertently exposed to content they do not want to see. For this reason, we’ve put your content behind a Content Warning page. We appreciate your comments on this issue, which will help inform our future policy discussions. Your feedback is valuable as we work to keep our policies effective, fair, and up to date.
Thank you for taking the time to write us. To learn more about our content policies, please refer to the Blogger Terms of Service.
Sincerely, The Blogger Team

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la spesa acqua e sapone

Posted by innocenso su 07/10/2007

Per scandaloso che sia un privé mi ha insegnato a sentirmi a mio agio anche nell’andare a fare la spesa con il viso ad acqua e sapone, era un traguardo che mai avrei pensato di raggiungere.

da Roberta Andrielli, Diario di una ribelle, ed Fiori di campo

Il Romanzo narra la storia di una Donna che accompagnata da alcuni amici entra con titubanza per la prima volta in un Privè scopre che la realtà dei Privè la incita a migliorasi nell’aspetto fisico ed ampliare il suo pensiero.
Non era più riuscita ad amare, l’inconscio le riportava un uomo con il quale aveva vissuto per quasi dieci anni e che l’aveva lasciata nella disperazione, nella miseria assoluta, con un figlio che doveva essere il frutto dell’amore. Gli uomini rappresentavano per lei “quell’uomo”, e la parola “amore”, finì definitivamente nel dizionario. Assaporò l’idea di conoscere gente nuova ed un mondo al di là della routine quotidiana.
Riconoscimento speciale al Concorso Letterario Internazionale Molinello 2003
Vincitrice del 3° posto al concorso Romanzo In..edito 2004

N.B. la foto ritrae persone diverse dai personaggi del romanzo.

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dalle oscure notti alle bianche notti

Posted by innocenso su 07/10/2007

Certo che si è scatenata una catena di notti bianche in Italia, anche nelle città minori. Una volta si aveva paura di andare in bianco…oggi queste notti bianche si moltiplicano. Non sarà un sostituto, anche questo, delle sane notti d’amore auspicate da tanta gente e poi non soddisfatte? Viene a proposito la riflessione di Ilvo Diamanti (su Repubblica del 26.08.2007), di cui vi propongo uno stralcio, della quale condivido soprattutto le parti evidenziate.
Voi che ne pensate? Commentate pure se, al contrario, avete avuto risultati positivi da queste notti-novità, in termini di incontri interessanti, s’intende.

da Il Paese che vuole abolire la notte

D´estate, le notti si fanno sempre più bianche. Non solo perché cambiano le abitudini personali. I giorni sono più lunghi, la gente va in ferie e tende a fare tardi. Ma per iniziativa “politica”. Le “notti bianche”, appunto. In cui i negozi, i ristoranti, i bar, ma anche i musei restano aperti, mentre, nelle piazze e nelle strade, si svolgono manifestazioni ed eventi spettacolari. È l´Italia delle “notti bianche”, di cui Roma si conferma capitale. Prima ad averla organizzata, nel 2003, sulla scia di Parigi. (…) Riscuotono grande successo. Perché le città, davvero, in queste notti, si ripopolano, si riempiono di gente. Così, un anno dopo l´altro, le “notti bianche” si sono propagate un po´ dovunque. (…) Ciò che stupisce, in Italia, è la rapida moltiplicazione che ha registrato il fenomeno. (…) Poi, c´è la voglia di stare in mezzo agli altri, in un mondo sempre più individualizzato. Abitato da persone “sole”. Che vivono chiuse nei luoghi di lavoro oppure in casa. Frequentano i familiari e pochi amici. Sono inserite in gruppi sempre più stretti. (…) Eppure, questo fenomeno, per le proporzioni che sta assumendo, non ci piace. (…) Nelle notti bianche “gli altri” sono senza volto, senza voce e senza nome. Se ne stanno lì, intorno a noi, per non restare soli. Per evadere dal grigio quotidiano. Anche la “trasgressione”, suggerita dall´esperienza della notte, sfuma, quando prevale l´iterazione. (…) L´Italia delle notti bianche risponde alla domanda di comunità senza soddisfarla. Perché non “costruisce” relazioni. L´indomani la città è la stessa di prima. Viene in mente, per riflesso naturale, il romanzo giovanile di Fëdor Dostoevskij, che ha per titolo, appunto, “Le notti bianche. (Memorie di un sognatore)”. Vi si narra di un impiegato, un “sognatore”. Un solitario. Nelle sue passeggiate notturne, incontra una donna, con cui avvia un dialogo lungo quattro notti. Un´esperienza intensa, di avvicinamento e riconoscimento reciproco. Ma, all´improvviso, il sogno si spezza. La donna ritrova il suo amante, che temeva di aver perduto. E l´impiegato torna alla solitudine quotidiana di Pietroburgo. Dove abitava da otto anni senza essere riuscito “a fare quasi nessuna conoscenza”. Ecco, questo Paese sembra deciso ad abolire la notte. Per non uscire mai dal sogno. Per non provare l´angoscia del risveglio.

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mutande che comunicano

Posted by innocenso su 05/10/2007

Ho iniziato ieri per caso a discutere con un amico, in viaggio, di quelli che lui definisce i “facili costumi” delle “ragazze di oggi”, quelle dai 14 ai 17 anni, per intenderci. Ed uno dei riferimenti per affermarlo è stato quello della supposta ostentazione della propria biancheria “intima”. Ho anche verificato come, attraverso un pacato confronto, è possibile trovare molti punti di contatto anche con chi la pensa in tal senso, pur avendo il sottoscritto molti argomenti per negare che si versi in una situazione tragica, semmai di tragico ci sono certi giudizi della gente…
Quello che ci divide, in sostanza, è soprattutto l’atteggiamento che ognuno di noi avrebbe dinanzi ad un comportamento che ci riguarderebbe da vicino, come ad esempio una propria figlia adolescente che si intenderebbe educare secondo i propri (e sperimentati in altra epoca) principi.
Ed è qui il punto dolente: l’eventuale (in)giustizia nei confronti di chi è affidato alle nostre cure, che spesso consideriamo come “oggetti da plasmare”. Chi pensa che “oggi” si sia arrivati ad una specie di “punto non ritorno” non fa altro che perpetuare il divario generazionale di sempre. Anche i nostri genitori dicevano di noi la stessa cosa, di loro i nostri nonni e così via. Compresa la puntuale sensazione che “a questo punto non si era però arrivati prima d’ora”.

Cosa ci rimane? La possibilità di chiedere il meglio per i giovani di sempre: la libertà (anche) di (s)vestirsi come meglio pare a loro. Eventualmente si autocorreggeranno con l’età (se ce ne sarà bisogno). Ci abbiamo messo millenni per guadagnare stracci di libertà decisionale, sarebbe da idioti doverla barattare con un pò di sostentamento che tanti genitori danno ai figli, dimenticando di dare loro la ben più importante possibilità di sperimentare in prima persona, il sale della loro saggezza di domani.
Il mondo, almeno finora, ha progredito così. Che ne pensate?

E a proposito di intimo leggo questa simpaticissima composizione pubblicata a gennaio scorso intitolata mutande. La riporto integralmente più in basso, scusandomi con l’autore per i permessi non chiesti ma non ho trovato la sua email.

Sarebbe interessante commentare ogni passo ma prendo spunto dalle mutande per porre alla vostra attenzione tre curiosità.

1) Il sito http://www.waitwear.com/ che propone abbigliamento (anche intimo) che propaganda l’astinenza o il differimento del rapporto sessuale; questo come migliaia di altri siti ci ricorda quanto in America tra i tradizionalisti, di stampo religioso o politico, spopola questa mania proibizionista, già megasovvenzionata dal Presidente Bush.
Salvo poi ad avere effetti contrari (avevo una ricerca in merito che vi posto appena la ritrovo)! Nel campo del proibizionismo, infatti, ricordo che l’eterogenesi dei fini è una costante.

2) E’ proprio vero che “la gente spende in mutande cifre con tanti zeri“, basta pensare agli slip “banana moon”, (dal nome di una azienda barese), le mutande “per chi la timidezza non sa davvero cosa sia”, lanciate quest’anno sulle spiagge italiane, con oltre 5.000 acquirenti che in sole quattro settimane hanno decretato il successo di questo capo, evidentemente pensato per stupire e divertire nel clima di libertà che l’estate favorisce.

3) Ed infine, poichè l’autore di “mutande” cita in fine anche quelle che “sorreggono i coglioni“, una scoperta che ho fatto oggi, e che correrò ad acquistare in quanto insolitamente utili, le mutande per tener freschi i testicoli!

Consiglio in proposito i libri:
Augusto Vecchi, Storia della biancheria che seduce, Di Fraia editore
Lido Valdrè, Il linguaggio dell’eros, Rusconi

MUTANDE

La città é invasa. Banche, bar e negozi di mutande.
Le mutande hanno un’importanza che nemmeno ci possiamo immaginare.
La gente spende in mutande cifre con tanti zeri.
Come mai la mutanda ha così tanto valore???
C’é un fenomeno di mutandizzazione della gente.
Mutande più decorate di un comodino roccocò.
Mutande coloratissime. Mutande costosissime.
Mutande firmate. Mutande non-mutande.
Esibizione della mutanda. Mutande che trapelano.
Mutande che fuori-escono.
Mutande che comunicano.
Mutandizzazione del pianeta.
Mutande rosa.
Mutande bianche.
Mutande stanche.
Le mutande ti proteggono l’uccello e la patata.
Le mutande di una disperata.
Con le mie mutande ho fatto 100 conquiste.
Sulle mie mutande ho scritto una frase in inglese che fa figo.
Le mie sono a righe.
Io le preferisco con piccoli disegni.
Con stelline. Pallini.
Le mutande del mercato.
Mutande ricercate.
Mutande che ho solo io.
Queste le ho prese a Londra.
Queste a Berlino.
Le mutande di Parigi sono le migliori, queste non le trovi in italia.
Le mutande trendy.
Le mutande da signora.
Le mutande con i puffi.
Le mutande che aumentano le dimensioni.
Oppure le mutande che sorreggono i coglioni.

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la professione ideale delle teenager inglesi

Posted by innocenso su 03/10/2007

La giornalista Fenella Souter ha citato una recente (su timesonline del 25.9.2007) ricerca del Regno Unito su mille ragazze tra i 15 e i 19 anni secondo la quale il 63% delle ragazze intervistate considera la propria professione ideale quella di “modella glamour”, posando nuda o seminuda.

Qualcuno storcerà il naso sulla “perduta beata innocenza”. In ogni caso si tratta di una forte maggioranza con le idee sorprendentemente chiare.

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