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strumento apparentemente funzionante

Posted by innocenso su 15/11/2006

Dopo il blocco di pedositi di British Telecom…

Gli sforzi dell’amministrazione britannica, delle autorità e degli ISP sembrano essere stati premiati. Se 10 anni fa, secondo i portavoce di IWF, il numero di siti incriminati era pari al 18% del totale di pagine del Web britannico, gli sforzi congiunti dei cittadini e delle forze dell’ordine sono riusciti ad abbattere la diffusione di pedopornografia allo 0,2%. E’ ciò che riporta fonte punto informatico del 26/10/06.
Un caso di numeri sospetti, vedi cosa notò punto informatico all’apparire di questa notizia. E…uno per tutti, non si è tenuto conto del peer-to-peer!
In Italia quel blocco comunque sarebbe stato illegale secondo le tante decisioni che i giudici hanno preso dopo il 1998, ma sicuramente incentivato da varie associazioni che così pretenderebbero di tutelare i nostri bambini!
Eppure qualcosa scricchiola se parallelamente Peter Robbins, presidente della Internet Watch Foundation precisa altresì come “il grado di perversione e di oscenità che caratterizza la produzione pedopornografica online è sempre peggiore”.

Ve l’immaginate? Non c’è una consequenzialità diretta molto probabilmente, ma come sempre vi metto la pulce nell’orecchio, perchè non è arduo pensare ad una conseguenza indiretta: come per ogni strategia proibizionista, infatti, i risultati sono alla lunga peggiori, in quanto si contribuisce ad alzare la posta (il valore e la richiesta, cioè, di quel materiale). Mi riservo di contribuire nel futuro ad analizzare meglio quei dati forniti (ma già in diversi post precedenti ne avete trovato traccia), in quanto se globalmente ciò fosse vero, nulla quaestio.

Similitudini con l’alta velocità?

Non vorrei che ci si trovi davanti ad una battaglia come quella “contro l’alta velocità sulle strade italiane” che, a furia di essere ripetuta, sembrava vinta ma io dicevo che quei numeri non avrebbero convinto già nell’arco di un anno e…così è stato! In rete non si trova praticamente nulla del recente dato per cui sono nuovamente in aumento coloro che violano il divieto dei limiti di velocità.
A tal proposito ci sono importanti scritti, ve ne cito qualcuno:
“più veloci, più sicuri” (auto oggi, 14/8/2001), in cui si scrive “sembra un paradosso ma non lo è”
l’inchiesta recente di quattroruote “viaggio al limite” (4/2003) in cui si scrive come “percorrendo 1500 km sulle strade italiane rispettando i segnali di velocità c’è da rischiare la pelle. Perchè tutti i tetti imposti si rivelano insensati. Utili solo per gli appostamenti con gli autovelox: norme assurde” (a proposito, quando prenderemo esempio dalla Germania?).
“il mito dell’autovelox è d’argilla” (da un comunicato aduc) “la sua presenza, come è oggi, è irrilevante rispetto al dramma degli incidenti stradali, e non fa altro che creare incertezza del diritto e indisponibilità di collaborazione da parte degli automobilisti“.

Eppure…dopo il primo mese dall’introduzione del nuovo codice tutti a festeggiare…ah scusate dimenticavo che le leggi vengono prese o in ossequio ad un malinteso senso europeista (anche se la UE ci imponeva in traguardo ben più serio, ossia l’abbattimento dei morti sulle strade) o al “sentire comune del momento” (confronta sul portale della sicurezza stradale www.asaps.it come il 75% degli italiani riteneva che la velocità sia la prima causa di incidenti in autostrada).

Ma incrociando i dati con quelli commissionati da quattroruote (il partito della velocità, 3/2003), troviamo queste risposte che dovrebbero pesare di più per il legislatore, in quanto dirette ad un giudizio sugli strumenti preventivi che dovrebbero essere adeguati: alla domanda “secondo te, provocano più incidenti i veicoli che procedono troppo velocemente o lentamente?” il 54% ha risposto “lentamente” e… “sulle autostrade gli attuali limiti di velocità ti sembrano adeguati ai tratti in cui sono applicati?” il 77% ha risposto NO (e addirittura l’83% sulle strade extraurbane). Dunque è stata solo una stella cadente la proposta dell’ex ministro Lunardi nel 2001 di innalzare i limiti, basta vedere il coronamento di duri attacchi.
Ma…cari amici, ogni proibizionismo lascia il tempo che trova, ricordate un potente come De Mita che nel 1988 istituì i 110km all’ora in autostrada? Alla lunga cosa ne è stato di quei ridicoli limiti (mentre le autostrade non venivano rese più sicure), con i famosi bollini che dovevamo incollare obbligatoriamente sul retro delle nostre auto?!

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