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l’ossessione della pubblica immagine

Posted by innocenso su 28/11/2009

Cari amici,

ci tocca nuovamente leggere una brutta notizia, ripresa da Rainews24 di ieri: “Centinaia di abusi sessuali su bambini compiuti per 40 anni da sacerdoti nei riformatori di tutta l’Irlanda e coperti “in maniera quasi ossessiva” dalla Chiesa. E’ la denuncia di un rapporto pubblicato oggi dalla Commissione di inchiesta dell’Arcidiocesi di Dublino, presentato dal ministro della Giustizia Dermot Ahern, che accusa senza mezzi termini i vertici della Chiesa cattolica di non aver punito le pratiche pedofile di alcuni suoi membri ma, al contrario, “di averli coperti almeno fino a metà degli anni Novanta per evitare lo scandalo e proteggere la reputazione della Chiesa“.

Si, amici, avete letto proprio bene: proteggere la reputazione-immagine della Chiesa. Non è una novità, ricordate? E come si preserverebbe tale immacolata immagine, a detta degli alti prelati? Col silenzio… il problema più grave è che questo silenzio continua a mietere vittime, innanzitutto fedeli che vengono tacciati di scarso amore per la propria Chiesa quando denunciano atteggiamenti e soprattutto prediche ingiuste da parte del clero.

E come ci ricorda lo stesso rapporto “the church authorities covered up clerical child sex abuse in Dublin and that was facilitated by its structures and rules. It also found that this was helped by State authorities who allowed the church to be beyond the reach of normal law enforcement processes.

Il problema è talmente vecchio (ma qui c’entra il grande tema del celibato) che lo stesso Sinodo di Nantes (658) riferisce di rapporti di preti con le loro madri o con altre parenti, quando afferma: “l’ecclesiastico non può avere in casa con sè neppure la madre, la sorella e la zia perchè già si sono verificati orribili incesti”.

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