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dal vedere al conoscere: una sfida

Posted by innocenso su 29/06/2008

Cari lettori, prendo spunto da questo nuovo Rapporto Eurispes per una piccola riflessione: non so la vostra esperienza, ma la mia (da adolescente di sicuro, impacciato come molti a quell’età), non mi dimostra tutta questa predilezione per il “sesso occasionale”, anzi io non l’ho mai sperimentata. Ci fosse stata magari “un’occasione per l’occasionale”… Penso invece che dai “comportamenti autoesplorativi” a quelli “eteroesplorativi” ci sia invece un abisso. Una cosa positiva probabilmente traspare, almeno guardandola con gli occhi di chi ne ha passate, ed è quella visione disincantata del sesso che probabilmente se anticipata aiuta ad evitare peggiori conseguenze negli anni a venire. E poi, penso si tragga facilmente un messaggio per i genitori: finitela con la retorica del “ai miei tempi”…se poi non sapete parlare ai vostri figli e, cosa ancora peggiore, vista questa latitanza in materia, finiamola con le paure riservate alla grande rete, che forse è rimasta la migliore fonte per una sana e personale ricerca.

Da “vedere MA non conoscere” auspico un “vedere E conoscere“, poichè già “vedere E’ conoscere.

da l’Occidentale 18/11/2007

(…) Sembra un mondo a parte, difficile da decifrare, nonostante studi, statistiche, talk show con fior di psicologi e bibliografia più o meno specializzata. Il quadro che emerge è una coperta sempre troppo corta che lascia qualche dettaglio fuori analisi, insomma la generalizzazione è facile, così come è facile cadere nella retorica di un “Ai miei tempi”. Il rapporto 2007 Eurispes-Telefono Azzurro parla di una generazione (adolescente) che ha una visione disincantata sull’amore. Predilige il sesso occasionale. (…) Le statistiche parlano chiaramente di una precocità nei bambini dagli zero ai dodici anni di comportamenti autoesplorativi. Tuttavia la sessualità è un argomento che non viene trattato in casa, dove spesso i figli hanno come unica compagnia il cellulare per scambiare sms con gli amici e Internet.

Siamo di fronte ad una generazione abituata dalla Tv a vedere di tutto (vedere, ma non conoscere), ha un rapporto con il proprio corpo tale per cui l’esibizione è una faccenda normale.

2 Risposte to “dal vedere al conoscere: una sfida”

  1. roskov said

    A proposito di adolescenti e cellulare,ho letto su un giornale che a Treviso ha fatto molto scalpore la storia di una ragazzina di 12 anni scoperta da una insegnante nel bagno della scuola mentre col cellulare si faceva delle foto di lei nuda che poi vendeva ai compagni di classe, il giornale diceva che la ragazzina è stata affidata ad uno psicologo. Come commenteresti questa notizia tu che, se non sbaglio, una volta hai detto che per te la prostituzione è un lavoro normale? Se fosse vero che prostituirsi è davvero un lavoro così normale allora perchè se una dodicenne per arrotondare lavora in un bar come cameriera non ci si scandalizza mentre se invece una minorenne spontaneamente decide di vendere delle sue foto erotiche allora la cosa fa così tanto scalpore al punto che la si manda dallo psicologo?

  2. innocenso said

    Ciao Roskov, questo blog esiste proprio per denunciare le storture di una situazione di immoralità e di confusione diffusa soprattutto nei (e dai) nostri legiferanti nonchè in (e da) alcuni psicologi in merito alla sessualità adolescente. Non ricordo la notizia precisa, comunque: a parte un eventuale livello di maturità superiore alla media, 12 anni in effetti è diverso da 14 o 16, sarebbe da verificare più attentamente la consapevolezza di quell’atto e, soprattutto, il livello di approfittamento di chi le chiedeva le foto. Questi sarebbero i punti da ponderare secondo ragione, ma…la ragione, si sa, è sempre l’ultima ad essere interpellata.

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