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invito di madameweb

Posted by innocenso su 23/12/2007

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Non posso che raccoglierlo, in quanto intende perseguire uno dei fini di sexlibertatis.

Ciao, per una volta voglio rivolgermi a tutte le donne che provano piacere ad esibirsi per il proprio uomo o per la propria femminilità. Io ho rotto la barriera del pudore e ho gettato via ogni maschera. So che non è facile quello che sto per chiedervi ma mi piacerebbe che altre donne si unissero a me per sfidare il moralismo, il perbenismo, il maschilismo, l’ipocrisia della gente e tutto ciò che incatena la propria libertà sessuale e il desiderio di esprimere la propria sessualità senza trarne profitto e senza nuocere a qualcuno. E’ difficile seguirmi in questa battaglia ma vi ricordo che la vita è una sola, la bellezza svanisce in fretta e il sesso non è altro che un modo per giocare da adulti, sentirsi vivi e liberi e soprattutto amare chi ci è vicino o chi ci desidera. Non è la trasgressione che ci rende migliori o peggiori agli occhi della gente ma ciò che siamo dentro. Se ti senti pronta e determinata ad accettare questa sfida esibisciti senza maschere e senza filtri sulle foto che pubblichi! Mostra fiera il tuo corpo e il tuo volto di donna e regala il tuo coraggio e la tua sensualità a chi ti ama e apprezza per ciò che sei. In America sono molte le donne che non temono il giudizio della gente. Lottate con me per l’onestà, la sincerità, la giustizia e la libertà! Un grazie di cuore per il Vostro sostegno e la vostra solidarietà. Un bacio a tutti e in particolare ad ogni donna bella e affascinante che nasconde la propria sensualità e la propria femminilità per pudore. Non esistono donne troppo vecchie o brutte che non possano sedurre! ognuna di voi ha il proprio fascino nascosto e seppellito dai problemi, dal quotidiano,dalle insicurezze, dalla morale, dalla religione, dai mariti gelosi (che poi tradiscono) o da quelli stanchi. A presto.

La vostra Madameweb, 11/11/2007

10 Risposte to “invito di madameweb”

  1. roskov said

    Caro Innocenso, se è vero che una donna ha il diritto di fare ciò che vuole del suo corpo, allora secondo te una donna avrebbe anche il diritto di fare l’amore con i preti? Oppure tu come molti atei giudichi un pò puttana una donna che fa sesso con il clero? Ti chiedo questo dopo aver letto che qualcuno insinua che la conduttrice televisiva Lorena Bianchetti, quella che viene dai programmi religiosi come “A sua immagine” potrebbe aver fatto carriera nella televisione grazie a qualche suo rapporto con qualche altro prelato. Mettiamo che ciò fosse vero, tu pensi che lei avrebbe fatto male a fare, eventualmente, l’amore con qualche cardinale(se ciò fosse vero s’intende) oppure tu pensi che sarebbe anche quello un suo diritto in quanto per te tutti i rapporti sessuali tra persone adulte e consenzienti sono moralmente innocenti?

  2. roskov said

    Madameweb ha detto:”….Il desiderio di esprimere la propria sessualità senza trarne profitto e senza nuocere a qualcuno”. Ma perchè se qualcuno dalla propria sessualità traesse profitto nuocerebbe forse a qualcuno? Caro Innocenso, tu pensi che ci sia qualcosa di male nella prostituzione tra consenzienti? Se si prescinde da considerazioni religiose come si fa a condannare il sesso mercenario? Non sarà che alla fin fine questa Anna Ciriani è anche lei una moralista visto che “apparentemente” condanna la prostituzione ma non la promiscuità sessuale? Ma perchè sesso in cambio di sesso sì ed invece sesso in cambio di denaro no? Il commercio sta nel do ut des e quindi anche dare una prestazione per ricevere un’altra prestazione sarebbe un commercio, non c’è bisogno che ci sia lo scambio prestazione per denaro.

  3. roskov said

    Per prestazione in cambio di prestazione intendo che se io do del piacere ad una donna perchè in cambio voglio ricevere del piacere da lei in fondo non mi sto comportando come chi in cambio del piacere sessuale dato vuole ricevere del denaro? Cosa cambia moralmente se io invece di ricevere del piacere ricevo del denaro? In fondo sto pur sempre dando per ricevere!

  4. roskov said

    Perchè il sito si chiama Sex Libertatis? Perchè mi sembra che Sex Libertatis voglia dire: “Il sesso della libertà” in latino. Visto che tu parli di libertà sessuale avresti dovuto chiamare il sito più o meno Libertas sexi, cioè libertà di sesso.

  5. roskov said

    E poi come mai tra i tuoi link c’è un sito che parla contro la pornodipendenza? La pornodipendenza perchè secondo te sarebbe un problema? Sarebbe il fenomeno di chi spende una cifra di soldi per riempirsi la casa di giornali e videocassette porno? Per cui secondo te sarebbe un problema esclusivamente per motivi economici? E se è davvero un problema la pornodipendenza da cosa sarebbe causata secondo te? Dalla pornografia stessa che sarebbe un problema o da altri motivi?

  6. innocenso said

    Ciao Rostov, stavolta hai messo davvero tanta “carne a cuocere”. Rispondo singolarmente ai tuoi quesiti. In merito alle donne e i preti, gli stessi non hanno un diritto di fare l’amore ma piuttosto alle donne si chiede il dovere di sostenere i preti nella difficile e originaria loro scelta di castità sessuale (psichica e fisica), indipendentemente dal loro credo religioso, poichè quella è sicuramente una tra le più difficili tentazioni da superare. Il mondo è pieno di uomini disponibili, non vi dovrebbe essere bisogno di casi come questi. Se poi, comunque ciò accade e il prete acconsente, non starò lì a giudicare come meretrice quella donna. Sono gli stessi preti a confidare che però molte donne, se si escludono quelle amanti di situazioni rischiose, sinceramente s’innamorano di preti per le loro caratteristiche di (apparente, molte volte) stabilità emotiva, di buona formazione ecc. Non ho letto in merito a L.Bianchetti, quindi non so darti il mio parere. Se avesse fatto carriera in base a quanto si vocifera, non mi scandalizzerei più di tanto, semmai inviterei i preti cattolici, sulla scorta dell’ennesimo episodio di questo tipo, di diventare più equilibrati ed umili nel considerare i fatti relativi alla sessualità. Secondo me, quindi, anche in questo caso non si può parlare di un vero diritto ad avere rapporti sessuali sol che si tratti di adulti consenzienti. Un cardinale è un adulto che però ha, all’origine del suo ministero (e si spera anche autentica vocazione), fatto una scelta radicale e costosa con la quale decideva anche del suo futuro. Una eccezione sarebbe qualora egli avesse rischiato in proprio rivelando tale relazione e quindi *nuovamente* decidendo per il suo futuro, abbracciando una vita sessuale diversa da quella tipica del celibato.

  7. innocenso said

    In merito al profitto tratto dalla propria sessualità, Rostov, penso che tu abbia ragione. Credo, visto anche il comportamento della Ciriani al *M.Costanzo Show* di ieri sera, che la stessa si comporti secondo canoni moralistici sicuramente inusuali e improntati ad estrema onestà, ma viziati dalla negativa considerazione dell’erotismo a pagamento. E’ come se, puntando al 99% sul fatto che lei non si è arricchita dalle sue passioni erotiche, sentisse il bisogno poi che la società la salvi per questo; secondo me, siccome ha già ricevuto lo stigma dai moralisti di turno, non sposterà granchè dell’opinione di quegli stessi facendo le precisazioni che ha fatto (salvo il giusto punto sull’assenza di effetti negativi su altri del suo comportamento). Certo è che, anche indipendentemente da considerazioni strettamente religiose, il sesso a pagamento è più problematico e va incontro a più difficili criteri di giudizio rispetto alla “semplice” promiscuità sessuale. Ad esempio, per motivi storici, legislativi ecc, io sono contrario (per motivi opposti però rispetto alle destre conservatrici) alla riapertura delle “case chiuse”. Testi di approfondimento sullo “Stato lenone” mi hanno dato argomenti sufficienti per concludere in tal senso. Meglio l’autoorganizzazione, come affermano le stesse lucciole, e per questo ti rimando ai link appositi presenti tra i preferiti di questo blog.

  8. innocenso said

    La definizione che tu dai del *do ut des*, Rostov, formalmente e logicamente non fa una piega. Così, d’impatto, credo che lo scandalo derivante dal considerare peggiore lo scambio di sesso-verso-denaro derivi dal fatto che i soldi sono uno strumento solitamente usato per merci e servizi, quindi dei beni-strumento; è inoltre il denaro stesso uno strumento che immette “virtualità” nei rapporti di scambio rispetto all’arcaico “baratto”. Questo fa considerare i rapporti sessuali, che sono una delle supreme manifestazioni della persona umana (e della sua specifica personalità), come sminuiti, qualora uno dei termini dello scambio non sia un bene-fine-diretto, come l’altra persona, ma il danaro. Il giudizio è poi sicuramente viziato dal fatto che la vulgata immagina una maggioranza di fornitrici di sesso a pagamento come sfruttata, violentata, ecc. senza tener conto ad esempio che per guadagnarsi “la pagnotta” (quindi generare guadagni in moneta) la maggiorparte di noi spesso e volentieri si lascia sfruttare, violentare, ecc. E se non si danno i punti erogeni al proprio capo, al mercato, ai propri clienti, ecc, ma la propria mente, la propria anima (chiamasi anche “patti col diavolo”)…lascio intendere quanto ciò dovrebbe essere degno di ben più dure considerazioni negative che non il tradizionale “meretricio del corpo”.

  9. innocenso said

    Rostov, il perchè questo sito porta il nome “Sex Libertatis” lo trovi sintetizzato negli “scopi del blog” sulla colonna sinistra, dove è scritto . Quindi l’Amore inteso come Legge di Libertà (S.Agostino). Come avevo tempo fa indicato (poi cancellato per brevità) sulla vecchia piattaforma di blogspot, non si tratta quindi di un errore di grammatica o sintassi latina, quanto di un insolito e volontario accostamento, per dire “lex libertatis” insieme alla “libertà del sesso” (che tu giustamente traduci alla lettera diversamente) in una unica espressione che contemplasse anche la speciale vocazione a riflettere sulle leggi (morali o civili) che intendono, senza esito, ingabbiare capricciosamente la forza propria dell’eros o della curiosità umana.

  10. innocenso said

    Tra i miei link, Rostov, è vero, c’è un link ad un sito che aiuta a vincere la pornodipendenza, così come la pedofilia, ecc. Un network ideale di aiuto ai diritti e alla salute di tutte le persone, insomma, da parte di persone di buon senso, magari esperti, che hanno a cuore non solo le sorti personali ma anche di altri, spesso con problemi simili. La pornodipendenza non è un problema perchè lo considero tale io, ma innanzitutto molti che in prima persona ne soffrono. In molti casi si tratta anche di coloro che spendono una cifra per il materiale che dici, e il problema non è principalmente economico. La ricerca delle cause comporta tempo e va verificata caso per caso. Questi aiuti sono importanti a mio parere, salvo questi signori benintenzionati non diventino fondamentalisti antiporno, nel qual caso non sarei disposto ad appoggiare così facilmente il loro operato.

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