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sesso e potere

Posted by innocenso su 25/11/2007

madamecinema.jpgE dopo la notorietà italiana (anche su quotidiano.net del 21) non poteva mancare quella internazionale. Non perchè già non ci fosse, ma Berlino ha sicuramente significato molto per la pornoprof. Proviamo a vedere un pò meglio. Le notizie ufficiali e soprattutto i commenti sono un mare in piena, spero di aiutarvi un pò a non affondare. Per le prime con questo articolo, per i secondi con uno che seguirà.
Già giovedì 22 novembre due importanti testate giornalistiche televisive (TG2 e Studio Aperto), una di Stato e una commerciale, ne hanno parlato. Grazie al centro di ascolto, ne abbiamo traccia. Evidente, come al solito, la differente libertà con cui ne parlano: il TG2 molto casto, anche nelle parole, che non mostra alcuna nudità della prof; Studio Aperto di Italia 1 (Mediaset) è stato più attento ai particolari e dunque più rispettoso dell’uditorio. Come dire: quando la tv di Stato, pur beneficiando di tutte le condizioni di riguardo proprie di una tv pagata coattivamente dai cittadini, fa un servizio più “pudico” che “pubblico”. E la tv commerciale, ancora una volta, a supplire a tali mancanze.
E mentre sullo stesso blog di Panorama del giorno prima l’autore in un nuovo articolo corregge il cognome della prof, The Indipendent, il prestigioso quotidiano inglese, riprende la notizia il 23 novembre, per la penna del corrispondente Peter Popham, replicando praticamente l’articolo di Repubblica.
Un nuovo colpo grosso avviene poi quando già alle 19 del 22 novembre le agenzie battono la notizia della sua sospensione scolastica ad opera del ministro Fioroni per mano del locale dirigente scolastico regionale Ugo Panetta. Un’ennesima dimostrazione di quanto il potere non sopporti il sesso e intenda dimostrare la necessità di incanalare le sue energie secondo schemi prefissati. Ridotte al nulla in tal modo la ratio di tante norme che privatamente ne curano la difesa: in ambito privato infatti è molto più semplice che il singolo si autotuteli, mentre sono casi come questi i veri banchi di prova per una reale tutela. Cos’altro pensare, a questo punto, se non all’eterna attuazione del “principio autoritario” (signor sì, per non perdere il posto) davanti al diverso comportamento di due divergenti (scusate, dirigenti) di pari grado (almeno a quanto si apprende da autorevole stampa)?
Carta straccia infatti, sono diventate le parole di poche ore prima di un suo collega, riportate sull’articolo mattutino de l’Espresso del 22 novembre:

Madameweb, a quanto pare, non rischia il posto. «L’attuale normativa scolastica non può interferire negativamente con il superamento dell’anno di prova nel ruolo docente, per la partecipazione dell’insegnante a video o reportage fotografici». Parola di Stefano Caravelli, dirigente dell’Ufficio scolastico regionale. Dalla fine degli anni 90 è stato cancellato il requisito del dovere morale d’un comportamento irreprensibile, per il personale della scuola.

Come ha sinteticamente riportato Francesco Pira su AffaritalianiUn battuta del Capogruppo UDC alla Camera Gianluca Volontè e la prof è stata “radiata” dalla scuola con tanto di decreto del Ministro Fioroni“. Ricordiamo che Volontè è dello stesso partito dell’on. Mele… Come dire davanti all’orgia del potere non c’è regolamento o legge che tenga.
Negli USA hanno già imparato dal caso Clinton-Lewinsky: il potere a essere più sincero (il Presidente ha dovuto riconoscere il rapporto con l’allora stagista Lewinsky) e il popolo americano a tener separati i giudizi professionali (politici, in questo caso) dalla vita privata. Consiglio a tal proposito l’ottimo libro Sesso & Potere di Ida Magli. Chissà che, come altre volte, non impariamo anche noi a fare altrettanto, sebbene con un ritardo più o meno ventennale.
Come acutamente rifletteva riportando la notizia Graziella Moschella su Agenzia Radicale il 23 novembre

Nel 2002…apriti cielo. Scoppia lo scandalo, e la professoressa viene costretta, suo malgrado, ad abbandonare l’insegnamento. Dopo questo episodio, la sexy professoressa, è stata trasferita al Centro territoriale di San Vito al Tagliamento, per un corso agli immigrati. Ma la professoressa, evidentemente, non aveva recepito chiaramente il messaggio inviatole dalle alte sfere di bigotti funzionari ministeriali.

Trascuro per ora le immancabili riflessioni di Giannino, che hanno bisogno di un articolo apposito tanti sono i discutibili argomenti.

P.S. Sicuramente la bella (modella brasiliana, forse) signorina Ciriani, che si ritrova lo stesso cognome della nostrana prof, avrà avuto, a causa delle keyword nelle ricerche dei motori, un’impennata di visualizzazioni per i suoi video su youtube.

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