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mutande che comunicano

Posted by innocenso su 05/10/2007

Ho iniziato ieri per caso a discutere con un amico, in viaggio, di quelli che lui definisce i “facili costumi” delle “ragazze di oggi”, quelle dai 14 ai 17 anni, per intenderci. Ed uno dei riferimenti per affermarlo è stato quello della supposta ostentazione della propria biancheria “intima”. Ho anche verificato come, attraverso un pacato confronto, è possibile trovare molti punti di contatto anche con chi la pensa in tal senso, pur avendo il sottoscritto molti argomenti per negare che si versi in una situazione tragica, semmai di tragico ci sono certi giudizi della gente…
Quello che ci divide, in sostanza, è soprattutto l’atteggiamento che ognuno di noi avrebbe dinanzi ad un comportamento che ci riguarderebbe da vicino, come ad esempio una propria figlia adolescente che si intenderebbe educare secondo i propri (e sperimentati in altra epoca) principi.
Ed è qui il punto dolente: l’eventuale (in)giustizia nei confronti di chi è affidato alle nostre cure, che spesso consideriamo come “oggetti da plasmare”. Chi pensa che “oggi” si sia arrivati ad una specie di “punto non ritorno” non fa altro che perpetuare il divario generazionale di sempre. Anche i nostri genitori dicevano di noi la stessa cosa, di loro i nostri nonni e così via. Compresa la puntuale sensazione che “a questo punto non si era però arrivati prima d’ora”.

Cosa ci rimane? La possibilità di chiedere il meglio per i giovani di sempre: la libertà (anche) di (s)vestirsi come meglio pare a loro. Eventualmente si autocorreggeranno con l’età (se ce ne sarà bisogno). Ci abbiamo messo millenni per guadagnare stracci di libertà decisionale, sarebbe da idioti doverla barattare con un pò di sostentamento che tanti genitori danno ai figli, dimenticando di dare loro la ben più importante possibilità di sperimentare in prima persona, il sale della loro saggezza di domani.
Il mondo, almeno finora, ha progredito così. Che ne pensate?

E a proposito di intimo leggo questa simpaticissima composizione pubblicata a gennaio scorso intitolata mutande. La riporto integralmente più in basso, scusandomi con l’autore per i permessi non chiesti ma non ho trovato la sua email.

Sarebbe interessante commentare ogni passo ma prendo spunto dalle mutande per porre alla vostra attenzione tre curiosità.

1) Il sito http://www.waitwear.com/ che propone abbigliamento (anche intimo) che propaganda l’astinenza o il differimento del rapporto sessuale; questo come migliaia di altri siti ci ricorda quanto in America tra i tradizionalisti, di stampo religioso o politico, spopola questa mania proibizionista, già megasovvenzionata dal Presidente Bush.
Salvo poi ad avere effetti contrari (avevo una ricerca in merito che vi posto appena la ritrovo)! Nel campo del proibizionismo, infatti, ricordo che l’eterogenesi dei fini è una costante.

2) E’ proprio vero che “la gente spende in mutande cifre con tanti zeri“, basta pensare agli slip “banana moon”, (dal nome di una azienda barese), le mutande “per chi la timidezza non sa davvero cosa sia”, lanciate quest’anno sulle spiagge italiane, con oltre 5.000 acquirenti che in sole quattro settimane hanno decretato il successo di questo capo, evidentemente pensato per stupire e divertire nel clima di libertà che l’estate favorisce.

3) Ed infine, poichè l’autore di “mutande” cita in fine anche quelle che “sorreggono i coglioni“, una scoperta che ho fatto oggi, e che correrò ad acquistare in quanto insolitamente utili, le mutande per tener freschi i testicoli!

Consiglio in proposito i libri:
Augusto Vecchi, Storia della biancheria che seduce, Di Fraia editore
Lido Valdrè, Il linguaggio dell’eros, Rusconi

MUTANDE

La città é invasa. Banche, bar e negozi di mutande.
Le mutande hanno un’importanza che nemmeno ci possiamo immaginare.
La gente spende in mutande cifre con tanti zeri.
Come mai la mutanda ha così tanto valore???
C’é un fenomeno di mutandizzazione della gente.
Mutande più decorate di un comodino roccocò.
Mutande coloratissime. Mutande costosissime.
Mutande firmate. Mutande non-mutande.
Esibizione della mutanda. Mutande che trapelano.
Mutande che fuori-escono.
Mutande che comunicano.
Mutandizzazione del pianeta.
Mutande rosa.
Mutande bianche.
Mutande stanche.
Le mutande ti proteggono l’uccello e la patata.
Le mutande di una disperata.
Con le mie mutande ho fatto 100 conquiste.
Sulle mie mutande ho scritto una frase in inglese che fa figo.
Le mie sono a righe.
Io le preferisco con piccoli disegni.
Con stelline. Pallini.
Le mutande del mercato.
Mutande ricercate.
Mutande che ho solo io.
Queste le ho prese a Londra.
Queste a Berlino.
Le mutande di Parigi sono le migliori, queste non le trovi in italia.
Le mutande trendy.
Le mutande da signora.
Le mutande con i puffi.
Le mutande che aumentano le dimensioni.
Oppure le mutande che sorreggono i coglioni.

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