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connessioni fatali tra probabilità

Posted by innocenso su 12/05/2007

Rignano Flaminio: sulla consulente che ha esaminato i bimbi, oggi il pm ‘sconfitto’ dichiara apertis verbis senza alcun pudore: «Utilizza metodi scientifici affidabili». Strano che, con 80.000 euro di parcella (io ad esempio ci metto 9 anni a guadagnare la stessa cifra) la dott.ssa Marcella Battisti Fraschetti, non se l’è sentita nemmeno di acquistare una videocamera…

dal corriere della sera alcuni punti fondamentali riprendo per provare a riflettere

RIGNANO FLAMINIO (ROMA)Silvana Magalotti è un fiume in piena, ha il volto scuro: «Qualcuno ci dovrà chiedere scusa… È stato un inferno, non avrei mai pensato che mi potesse accadere qualcosa di così orribile dopo 33 anni di scuola e di vita per i bambini». Dietro di lei Marisa mormora: «Siamo state aggredite. Più volte, dalle altre detenute. E ci hanno aggredite anche oggi, prima di uscire…». Silvana Magalotti la sente e annuisce: «Ma sì, è successo anche questo…Non so se tornerò subito a scuola — dice —. Ora, magari, mi metto a scrivere un libro. Quello che è successo qui, a noi, va molto oltre Rignano Flaminio. C’è un problema di civiltà giuridica. Che posso dire subito? Che l’innocenza trionfa sempre. Non abbiamo avuto paura, no, mai. Certo, dovevamo difenderci. Non perdonerò mai a certi giornali quello che hanno liberamente scritto su di noi. Rignano, il paese degli orchi…». E ancora: «Adoro i bambini, e a pensare a quelli coinvolti in questa vicenda mi si stringe il cuore. Ma i loro genitori!… A quelli bisognerebbe toglierglieli i figli. Non li possono usare come armi micidiali contro il primo venuto». Alla villa, spiegano i parenti, c’è una Madonnina, una statuetta vicina alla piscina. È lì che Alfredo (il marito di Silvana) è stato visto inginocchiarsi spesso, a pregare. Antonia, la mamma, che è sempre stata una donna pratica, mormora: «Questa storia ci è costata un botto di soldi…».

ROMAGianfranco Scancarello esce dal carcere di Rebibbia: «Certo, ho sempre creduto nella giustizia divina, mentre avevo dubbi su quella umana. Ho temuto il sonno della ragione… Finire in un baratro della disperazione con l’accusa più infamante del mondo è un’esperienza devastante. Scopro adesso tutta la solidarietà che mi era arrivata solo in parte in carcere. E sono contento che questo slogan, la verità non ha paura, che ho buttato giù io, abbia fatto da battistrada a chi si è mobilitato per noi». A volte si parla di infanzia violata, ma non si garantiscono i diritti di questa infanzia. Bisogna recuperare una forte difesa dei diritti dei bambini che altrimenti vengono continuamente smarriti…». In carcere ha avuto un compagno segreto. Il padre. Scancarello ne parla con ritrosia. «Per tutta la vita papà ha fatto volontariato — ricorda —. Mio padre è stato un uomo che ha incontrato Cristo e che ha declinato tutta la sua lunga vita con questi valori come riferimento. La prima immagine nitida, forte, che ho di lui è di quando avevo undici anni. Mi aveva portato con lui nelle baracche lungo la Roma-Pescara. C’era un anziano, malato, solo, sporco, piagato. Ricordo mio padre che lo pulì e lo medicò. Mio padre è morto poco tempo fa sulla Flaminia mentre tornava di notte da un ospedale dove aveva fatto la sua ultima azione di volontariato. Ecco chi mi ha aiutato a resistere in carcere. Papà, certo. Uno che credeva nella giustizia divina, che mi ha allevato così. Lo ringrazio per avermelo insegnato». E il carcere? Che cosa si è lasciato alle spalle? «Mi sono immerso in una realtà che conoscevo poco… Un posto dove sono troppi gli innocenti e questo, credetemi, è uno scandalo ancora più grande di quello che è capitato a noi».

ROMA — Ha scosso la testa più volte, ha chiuso gli occhi come a manifestare incredulità. E in quei gesti appena percettibili del giudice che mercoledì scorso ascoltava le loro arringhe, i difensori hanno colto un segnale di speranza. Durante le ore trascorse a spiegare al Tribunale del riesame che «l’inchiesta è priva di riscontri, fondata su elementi illogici, basata su racconti fantasiosi e contraddittori», i legali hanno creduto di intravedere l’inizio della strada che avrebbe portato i loro assistiti fuori dal carcere. E le tre righe che ieri il presidente ha depositato per ordinare «l’immediata liberazione di Scancarello Gianfranco, Del Meglio Patrizia, Magalotti Silvana Candida, Pucci Marisa, Kelun Weramuni De Silva se non detenuti per altro titolo», sono bastate a capire che l’inchiesta adesso dovrà ripartire da zero. In aula il pubblico ministero Michele Mansi ha cercato di esorcizzare questo timore: «L’annullamento dell’ordinanza equivale a una archiviazione sostanziale». Non reggono i racconti dei bimbi, perché rimane forte il dubbio che siano stati suggestionati dai grandi. Resta il sospetto che quel disagio manifestato inizialmente da due di loro, sia montato con il trascorrere del tempo e condizionato dalla pressione e dalla disperazione dei genitori che volevano sapere che cosa fosse realmente accaduto. E hanno soprattutto analizzato la lunga perizia della psicologa Marcella Battisti Fraschetti. Lei i bambini li ha esaminati per settimane. Ma non ha mai filmato gli incontri, come invece è previsto, e questo impedisce di verificare la «genuinità» del racconto. I referti medici negativi in cinque casi su sei, sono certamente un elemento a discarico. Così come le testimonianze dei pediatri che i bimbi li hanno seguiti sin dalla nascita.

Secondo il giudice che aveva ordinato gli arresti, le «numerose e significative acquisizioni probatorie » a conferma delle denunce dei genitori dimostravano «l’alta probabilità di commissione del reato di violenza sessuale di gruppo in danno di minori» nell’asilo di Rignano Flaminio. La mancanza di indizi certificata dai nuovi magistrati pesa sull’indagine di Rignano e apre molti interrogativi sul modo in cui è stata condotta. Un’indagine centrata sull’attendibilità delle dichiarazioni dei bambini raccolte dai loro genitori e da una psicologa non ha prodotto i riscontri necessari a dar credito alle accuse che ne sono scaturite. (…)Indagini necessariamente complesse su unamateria così delicata e a volte sfuggente potrebbero essere affidate a pool di investigatori e magistrati specializzati, per cercare di evitare il più possibile errori e decisioni che suscitano sconcerto. Da qualunque parte le si veda.

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