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il cheneysmo e il nemico necessario

Posted by innocenso su 10/03/2007

Qualche notizia di agenzia messa insieme a dimostrazione di come il fondamentalismo si nutra della sola paura e ha necessità assoluta del nemico per (continuare a) prosperare. Basta mostrare il lato più cruento di qualcosa per (credere di) obnubilare la coscienza dei (liberi?) cittadini giudicanti…e poi senza alcun pudore definire un successo le strategie di annientamento del nemico, pur nella coscienza del contrario (ricordate le apparizioni in tv del ministro della difesa iracheno Mohammed al-Sahaf, ministro dell’informazione iracheno durante la guerra, ribattezzato ‘Ali’ il comico’ per essere diventato famoso per come negava l’evidenza ai giornalisti di tutto il mondo?)

21/10/06 USA: Osama Bin Laden e’ il testimonial della campagna elettorale repubblicana. I repubblicani hanno replicato l’offensiva mediatica scatenata nel 1964 dal presidente democratico Lyndon Johnson contro il candidato Barry Goldwater. In un famoso spot dell’epoca, una bambina sfogliava una margherita mentre una voce contava alla rovescia fino a un’esplosione atomica. La voce concludeva “questa e’ la posta in gioco”. Oggi il video dei repubblicani mostra bin Laden e altri leader di al Qaeda insieme a immagini di terroristi che si addestrano. “Quello che verra’ sara’ ancora piu’ grande” dice lo sceicco del terrore prima che il messaggio pubblicitario si concluda con lo stesso slogan di 42 anni fa: “questa e’ la posta in gioco”. Secondo i democratici si tratta di un “disperato” tentativo di Bush di recuperare il favore popolare e anche alcuni pubblicitari pensano che fare leva sul terrore della gente possa trasformarsi in un boomerang per i repubblicani, il cui indice di popolarita’ e’ a picco a causa della guerra in Iraq.

Eppure e non solo…

20/12/06 TERRORISMO: OSAMA FU IN MIRINO FRANCESI, MA CI FU STOP USA In Afghanistan, in un paio di occasioni i tiratori scelti delle forze speciali francesi avrebbero inquadrato nei loro mirini Osama bin-Laden ma dai superiori statunitensi non sarebbe arrivata l’autorizzazione a procedere, e quindi il n. 1 del terrorismo mondiale la fece franca. E’ quanto sostiene un documentario di due giornalisti francesi, Emmanuel Razavi e Eric de Lavarene, dal titolo “Bin Laden, i difetti di una caccia all’uomo”. Le autorita’ militari francesi hanno smentito la ricostruzione proposta nel documentario, che sara’ mandato in onda il prossimo mese di marzo da una tv via cavo. La fonte delle informazioni riportate da Razavi e de Lavarene sono state fornite da un militare anonimo che racconta come nel 2003 e nel 2004 il “principe del male” fosse finito nei mirini dei tiratori scelti francesi. “Ho bin Laden”, segnalo’ un cecchino. Ma passarono diverse ore prima che la richiesta di autorizzazione a far fuoco arrivasse all’ufficiale Usa autorizzato a prendere la decisione. E cosi’ non se ne fece niente.

25/2/07 Il vice presidente americano Dick Cheney, in visita in Australia, ha difeso la guerra in Iraq ed ha ammonito che gli Stati uniti sono pronti ad attaccare potenziali avversari in tutto il mondo. Ribattendo alle critiche Cheney ha definito la guerra in Iraqun notevole successo“.

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