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pacs senza bonum

Posted by innocenso su 06/03/2007

Queerblog ha ripreso le dure parole dell’importante abate (merita e non posso che riportarlo integralmente, ma pare che la stampa non se ne sia accorta!):

Anche Mons. Raffaele Contenti, abate, teologo e presidente del comitato esecutivo Teologico del Centro Ecumenico di studi teologici di Milano, ritiene che sia il momento di intervenire nell’accesissima discussione in corso per il disegno di legge sui Pacs. E, nella fattispecie, lo fa entrando nel merito di ciò che lo riguarda da vicino, tuonando e prendendo posizioni tutt’altro che sottili contro il Vaticano, primo e acerrimo nemico di questa legge promessa dal Governo.
“Come può la chiesa cattolica dire che i pacs scardinano la famiglia? Quando la pedofilia, praticata da tanti suoi preti e religiosi e coperta da tanti suoi vescovi e dallo stesso Vaticano, per anni ha dilaniato le famiglie in tutto il mondo?! E’ fuori da ogni logica che il Vaticano e la CEI si mettano a giudicare i PACS che l’Italia (Parlamento e Governo) stanno varando e che accusino addirittura i politici favorevoli di voler “scardinare” (sic!) la FAMIGLIA. Ormai si è passata la misura, questa è colma!“.

Credono che l’opinione pubblica si sia dimenticata di tutti gli scandali di pedofilia compiuti a man bassa da esponenti del Clero, in ogni parte del mondo sia in Europa che nelle Americhe (una Diocesi negli USA, quella di Boston, in cui il cardinale Bernard Francis Law è stato cacciato, ha dovuto ipotecare persino la cattedrale per far fronte allo scandalo di preti pedofili che hanno insidiato centinaia di bambini e rovinato intere famiglie, dovendo pagare miliardi di risarcimento danni, oppure quella di Vienna dove il cardinale benedettino Hans Hermann Groer ha dovuto dimettersi e ritirarsi in monastero dopo d’aver insidiato e corrotto vari giovani seminaristi…. solo per citare due tra i casi più importanti). Il Vaticano, contando su una storica impunità, ha tenuto un atteggiamento molto temporeggiante e omertoso fino alla complicità, con lo stesso cardinale Joseph Ratzinger, oggi Papa, che contribuiva a coprire anzichè a chiarire i reati compiuti: ed è intervenuto soltanto a scandalo mondiale non più soffocabile. Salvo poi profondersi in richieste di perdono, accuse e controaccuse, quando invece avrebbe per tempo potuto scongiurare una devastazione così estesa e drammatica, con interventi mirati e decisi che non sono mai stati presi. Se in Italia esistesse soltanto una stampa degna di questo nome (come nel resto del mondo evoluto) non piegata alle censure ecclesiastiche e di potere clerico- politico, verrebbero alla luce una infinità di scandali di preti pedofili che insidiano i bambini e le famiglie. (quanti casi taciuti dentro Collegi e Seminari: una piaga sempre coperta!) Altro che i timori sui PACS! Molti hanno indicato nella Chiesa Cattolica la più grande agenzia di pedofilia e pederastia mondiale: mentre si fanno discorsi in difesa e promozione della Famiglia tradizionale, clandestinamente si pratica una doppia morale che, anche in Paesi del terzo mondo, come in nazioni progredite abusa dei bambini, attraverso oratori e parrocchie o scuole cattoliche, per soddisfare le voglie insane di preti frustrati e sessualmente deviati. Chi scrive stesso è stato fatto oggetto di pesanti attenzioni sessuali, in età adolescenziale (quando era chierichetto in parrocchia e poi seminarista) da almeno tre sacerdoti cattolici, in tempi ravvicinati, dalla fine degli anni ’60 a metà anni ’70, nel silenzio ed omertà totale delle Parrocchie e Diocesi, spesso a conoscenza dei fatti. Per lo meno si abbia il pudore di tacere! Chi insidia la Famiglia?! OCCORRE DIRLO APERTAMENTE: Crediamo che ormai la Chiesa cattolica non disponga di quella autorità od autorevolezza morale per poter decidere cosa sia il “bene comune” e cosa insidia o meno la vita delle famiglie: la sua dottrina, sessuomane e sessuofoba, contraria alla conoscenza scientifica della realtà umana e sociale, intessuta di negazionismo e di omertà, come pure di molta ipocrisia, ha fatto danni immani dapprima al suo clero e poi alle famiglie stesse. Occorre una chiarezza evangelica, (“il vostro parlare sia sì sì no no, il di più viene dal Maligno” – Vangelo) ispirata al Maestro Gesù Cristo e non ai farisei che oggi stanno nelle Curie vaticane e diocesane, per ripudiare questa violenta e dissimulatrice campagna clericale contro le persone di retta coscienza, cittadini italiani, che vogliono convivere nella tutela delle leggi, e non clandestinamente.

Tra l’altro il 9/2 (agenzia) l’arcivescovo ortodosso metropolita di Milano, Euloghios I, per voce del vescovo ausiliare Giovanni Climaco, in merito alla questione della legge sulle coppie di fatto ha dichiarato:


la Chiesa stia lontana dalla politica… perche’ crea piu’ danni dei benefici che crede di favorire“. “I vescovi non possono pretendere di mettere il cappello su ogni legge che esce dal Parlamento. Le coppie di fatto sono una realta’ della societa’ moderna”.
L’on. Fausto Bertinotti (15/2, agenzia) aggiungeva, una settimana dopo: ”La Chiesa da tempo manifesta una propensione all’intervento. Siamo davanti a una posizione post-conciliare originata, piu’ che da arroganza, da paura”. Una paura forse derivata dal sentirsi in minoranza, spiega Bertinotti. “Tanto e’ vero che per vincere queste battaglie non conta sulla costruzione del consenso, ma sulla rinuncia alla partecipazione. Vedi il caso del referendum sulla procreazione assistita”, ha concluso il presidente della Camera.

Monsignor Alessandro Plotti, già vicepresidente della CEI su Repubblica a precisare il giorno dopo:

D: Il timore di molti esponenti cattolici è che si arrivi a indicazioni presentate come vincolanti. R: “Non possiamo mica tornare indietro di sessant’anni. Il nostro compito di vescovi è pastorale ed è il compito proprio della Chiesa su cui nessuno può dire niente. Toccherà poi ai politici cattolici mediare, agire nell’ambito del gioco democratico, confrontarsi con le altre forze, con le altre idee presenti nella società. Non vorrei essere nei panni di Rosy Bindi. Perché il confronto è con una società pluralista. Non ci sono mica idee che si possono imporre“.

D: Qual è lo scoglio maggiore per un vescovo in questa situazione? R: “Il problema fondamentale è come educare la gente. Non basta richiamare i principi. Se no va a finire che noi predichiamo certe cose e poi si aprono i giornali e troviamo che le statistiche ci dicono che i cattolici questi principi non li seguono. E’ successo ieri. Sondaggi alla mano, almeno per quello che leggo, i cattolici interrogati si dicono favorevoli alle coppie di fatto. E allora i principi rimangono lì, appesi per aria.


Il giorno dopo ancora, il 17/2, addirittura il card. Dionigi Tettamanzi da Milano condivide quanto insegnava il suo predecessore card. Martini:

Diceva Martini che dinanzi alla corrosione dell’istituto familiare “è importante non lasciarsi dominare dal panico da accerchiamento e da recriminazioni senza frutto”. Fra i partecipanti al Consiglio pastorale di questa mattina qualcuno è già andato a ripescare il discorso. D’altronde Martini non a caso rappresentò per oltre un decennio all’interno della Cei il contraltare della visione del cardinale Ruini. Tra i brani sottolineati c’è anche questo: “Sappiamo che il tentativo di imporre d’autorità e in maniera univoca e uniforme una nostra concezione della famiglia alla società civile europea sarebbe visto quale pretesa di parte e contribuirebbe probabilmente a radicalizzare i conflitti e a degradare ulteriormente il costume“.

Un’ultima citazione del grande regista Ferzan Ozpetek (24/2, agenzia), che tanto ha insegnato con il suo capolavoro “le fate ignoranti“:

”Non condivido le persone che enunciano principi e impongono regole, soprattutto religiose, e poi nella vita privata non ritengono di seguire gli stessi dettami”, ha detto. Contro l’atteggiamento di alcuni politici, il regista turco Ozpetek ribadisce di essere contrario a una visione rigida della coppia. ”Non voglio parlare di politica – ha detto l’autore alla presentazione di ‘Saturno contro’ – ma non ritengo che una ‘coppia’ sia necessariamente un uomo e una donna, e soprattutto che debbano essere necessariamente sposati”.

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