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quando i conti non tornano

Posted by innocenso su 22/02/2007

Riprendo, come promesso, il discorso sulla prof si matematica di nova milanese.

Ci si è rivoltati contro la giovane età dei protagonisti di questa vicenda, senza pensare quanto racconta un famoso filosofo italiano, Luciano De Crescenzo (e con lui sicuramente la maggiorparte di noi..)

Il primo incontro con l’erotismo avviene all’età di 10 anni, quando Luciano frequentava la prima media all’Umberto I di via Carducci con il ritrovamento in palestra di un preservativo, tra le urla e le imprecazioni del professore Carosone, insegnante di ginnastica

Così come similmente ci ricordò il famoso avvocato-giornalisa Iuri Maria Prado al grande convegno del 1988 di cui già vi ho parlato, e che torna d’attualità

“Io ricordo che a 11 anni ero particolarmente attratto da questa maestra di matematica di cui ricordo e viso e nome e desiderabilissime fattezze. E sono sicuro avrei accolto con molto piacere il fatto che lei mi tentasse. Mi si replica giustissimamente: sì, certo, poteva farti piacere, ma ciò non di meno sarebbe stato sbagliato e censurabile che la “strega” rispondesse alle tue tentazioni. Ammettiamola, questa possibilità di disciplina e criterio. Ma siamo sicuri di potere e di dover comprendere necessariamente in termini di consenso presunto, di estorta volontà (perché di questo poi si tratta), i casi di tensioni sentimentali e sessuali da parte di un giovane rispetto a un meno giovane? Attenzione: che per ordine delle cose sia necessario stabilire forme di presunzione di questa natura, è fuor di dubbio. Ma sia chiaro che sono presunzioni, come tali arbitrarie, quantunque utili ed efficaci. E tuttavia: siamo sicuri di fare necessaria opera di “verità” nel comprendere la sessualità infantile eventualmente con un meno giovane o una meno giovane in termini di malattia/criminalità?

E’ mai possibile che la realtà, almeno come appare dalle notizie, sia vissuta al contrario di come il buon senso ci imporrebbe?

Preside, docenti e genitori della media Segantini, a Nova Milanese, hanno i volti scuri e preoccupati, raccontano di “aver subito una grande violenza”, mentre il più grande tra i cinque studenti della II F protagonisti della storia di sesso con la prof di matematica, si diverte a vedersi circondato nel parco da oltre cinquanta compagni, soprattutto ragazze che lo guardano come un eroe. “A me sembrava una cosa normale. Questa storia poteva tranquillamente andare avanti, non ci vedo niente di male. Ci siamo scambiati subito i numeri di cellulare e abbiamo comunicato via sms dal primo giorno”. Il provveditore Mario Dutto, d’intesa con il ministero, ha avviato le procedure per la “sua esclusione definitiva dall’insegnamento”. “Quando l’abbiamo sentita – confida un investigatore – sembrava essere lei la ragazzina immatura: alternava momenti di lucidità ad altri in cui non riconosceva la gravità di quanto accaduto”. La donna – che non ha precedenti – dovrà ora rispondere di violenza sessuale e corruzione di minore. Dice il preside Enzo Loris Renesto “ora se la legge ce lo consentirà, ci costituiremo parte civile nel processo. Le vittime siamo noi e i ragazzi”. Ma nel parco invece i ragazzi continuano a scherzare. (la repubblica, 14/11/06)

Intervistato, addirittura un prelato, don Gino Rigoldi, ha dichiarato:

“Quando mi capita spesso di ragionare di educazione con genitori, insegnanti, sacerdoti, educatori. La domanda che sovente mi viene rivolta è quali siano i bisogni, le pulsioni, i desideri più importanti e pressanti degli adolescenti. La risposta è sempre la stessa : in primo luogo la sessualità perché gli adolescenti e le adolescenti, come è normale hanno gli ormoni che vanno a mille, poi il bisogno di relazioni, il desiderio di misurarsi nelle scelte autonome con qualche desiderio di trasgressione o almeno di presa di distanza dagli adulti.
Ma il sesso è al primo posto. Non significa solo desiderio fisico anche se la fisicità è prevalente, vuol dire anche bisogno di vicinanza, di tenerezza, di scelta almeno di amicizia se non di amore. Quello che sempre mi stupisce è la meraviglia degli adulti, la loro incompetenza, la incapacità di parlarne serenamente come dovrebbe essere per una attività umana che porta piacere ma anche relazione, rispetto e perché no,anche tenerezza e forse affetto.
Infastidiscono i sorrisetti ammiccanti, le battute maschiliste, in ultima analisi le banalizzazioni.
Sappiamo tutti che può esserlo ma una sana umanità non può non comprendere che la sessualità è una risorsa umana bella, preziosa, fondamentale per i buoni e sani equilibri di ogni persona. Certo l’insegnante che ha iniziato (iniziato?) al sesso i tre adolescenti della scuola media di Nova Milanese non ha fatto una bella impresa. Non credo abbia neanche fatto ai ragazzini dei disastri irreparabili (…).
Certamente non si tratta di pedofilia. Quello che ha impressionato è la immaturità e la leggerezza dell’insegnante (…) e in effetti non si è tutelata dalla possibilità di essere scoperta. Questo evento potrebbe essere l’occasione per iniziare con gli adolescenti della scuola un intervento sereno, competente, propositivo relativamente alla sessualità ammesso che qualcuno sia capace di pensare e gestire questa operazione senza inutili moralismi e con un po’ di consapevolezza del mondo.
In assenza di un educatore si potrà ripiegare su uno psicologo a patto che abbia attitudini di comunicatore e di educatore. Il massimo potrebbe essere che ci sia qualche insegnante meglio se della stessa scuola, che voglia impegnarsi ed abbia la capacità di accompagnare i ragazzi e le ragazze ad una sana e serena comprensione della loro sessualità.”

E la difesa della stessa professoressa, tecnicamente affidata a Giuseppina Ceccamo, quanta eco ha avuto?

“Quello che avete scritto è del tutto pazzesco, non corrisponde alla verità, è incredibile”. Sulla vicenda è intervenuto il procuratore capo di Monza, Antonio Pizzi. La prof rischia anni di galera. “Dai 5 ai 10 anni per corruzione di minorenni e fino a tre per atti sessuali con minori”.

Ha scritto Marco Volpati su Affari Italiani del 14/11/06:

“Si è letto di tutto, di troppo. Parlare di violenza verso gli adolescenti coinvolti potrà forse avere un fondamento giuridico (chi è maggiorenne ha sempre torto, come chi viene da sinistra negli incidenti stradali). Però sorprendersi che qualche ragazzo sia stato “iniziato” da una donna più matura non ha senso: è sempre avvenuto (anche se non a tutti). Ammesso che le cose siano andate come appare dalle cronache e dalle prime indagini, quel che rende la storia pruriginosa è molto più il luogo che il fatto. Si avverano, con particolari hard, le fantasie di generazioni di scolari portate sullo schermo dalla serie gloriosa di film cult degli anni ’70, come La supplente va in città protagonista Carmen Villani, o L’insegnante balla con tutta la classe, con Nadia Cassini. E’ escluso che siamo di fronte ad un trend preoccupante, ad un degrado del costume nel clima torrido degli istituti scolastici. Che l’eroina negativa di questa storia sia un’insegnante non significa nulla.”

Il 22/11/06 a Markette Vittorio Sgarbi, sempre puntuale negli argomenti, rifletteva più o meno così:

La vittima del fatto milanese in realtà è la supplente. La ragione è il fatto che il ragazzo “bulletto” principalmente coinvolto nella vicenda era un ripetente di 15 anni (“in preda agli ormoni”) e gli altri ragazzini (più giovani) sono stati semplicemente a guardare. In pratica a quell’età chi non avrebbe fatto una cosa così? Chi non si sarebbe fatto coinvolgere da una esperienza erotica con una supplente? Chi non ha “la supplente di matematica” nel proprio immaginario fantasioso?

(continua…)

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