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la bufala del porno pericolosissimo

Posted by innocenso su 09/01/2007

Il porno pericoloso? Se sei “attivissimo” (se usi il buon senso o se approfondisci, cioè) ti accorgi della bufala.
E dunque, anche oggi, cari amici,
una intervista all’oramai autorevole Paolo Attivissimo, (nomen omen) da cui ho attinto negli anni a piene mani ogni qualvolta ho letto di bufale.
E chi, se non lui, poteva ricordarci ancora una volta la “pachidermite” dei nostri politici, la semplicità e il semplicismo della censura politica, la errata paura del porno per gli adolescenti (soprattutto se sul web)…e (quasi per risposta all’articolo di Zecchi di ieri) la sostanziale ma inversa importanza negativa della violenza rispetto alla pornografia?

2. Da tre anni a qui com’è mutato Internet dal tuo punto di vista? E lo spam?
(..) L’avvento del video ha trasformato Internet da oggetto per smanettoni in uno strumento sulla bocca di tutti, nel bene e nel male, con tutte le polemiche sui video discutibili diffusi da Youtube e affini. Ora è chiaro che l’informazione della Rete, l’informazione “dal basso”, creata dagli utenti per gli utenti, senza intermediari, è una forza dirompente, e lo è a livello commerciale, sociale e politico. Gli addetti ai lavori già lo sapevano; ora cominciano a capirlo anche i dinosauri della politica.
4. Quali pensi siano le sfide che dovrà affrontare Internet nei prossimi anni?
Sicuramente l’aggressione da parte di chi vuole imbrigliare la Rete. Un luogo nel quale chiunque può esprimere (spesso in modo anonimo) la propria opinione è visto come un pericolo da molti governi, anche da quelli apparentemente moderati, ma anche dal settore commerciale. Oggi una recensione negativa online può stroncare un prodotto (a torto o a ragione). Oggi non è più possibile far sparire un filmato, una foto, un documento con le pecette applicate male.
6. Probabilmente ti sarai posto e ritrovato più volte nella cosidetta problematica “Internet e gli adolescenti”. È sufficiente insegnare ai propri figli il corretto utilizzo della rete o serve affrontare in altra maniera la questione? Sempre in tema di giovani, sei daccordo con i commenti negativi espressi nell’ultimo mese contro i videogiochi ritenuti violenti?
Ho due gemelle di nove anni, per cui il problema mi si pone con forza, e oltretutto è un tema che mi capita spesso di sentirmi chiedere durante le conferenze. In tutta franchezza: chi pensa che basti insegnare ai ragazzini come funzionano il computer e Internet è un genitore negligente tanto quanto un genitore che insegna al figlio o alla figlia come s’infila un preservativo e pensa così di aver finito l’educazione sessuale. Ai figli occorre anche spiegare come funziona la gente: quali rischi possono incontrare in Rete, dalle molestie alle truffe alle immagini raccapriccianti. Devono sapere che là fuori c’è tanta gente brava, altruista, appassionata, ma anche che fra quella gente c’è, esattamente come nella vita reale, una minoranza pericolosa. Devono sapere che le armi per difendersi non sono tecniche, ma psicologiche: a differenza della vita reale, la chattata col molestatore può essere interrotta facilmente e in modo permanente, standosene al sicuro in casa propria.Molti genitori si preoccupano anche del rischio pornografia. A costo di essere provocatorio, la pornografia è l’ultimo dei pericoli della Rete: si previene semplicemente con un po’ di franchezza, facendo capire che quello che viene mostrato è finzione (sì, anche la pornografia hardcore), esagerazione, fantasia, non una realtà da raggiungere obbligatoriamente. Curve, lunghezze, dimensioni e comportamenti sono volutamente estremizzati per provocare, esattamente come i muscoli di Schwarzenegger non rappresentano la forma fisica normale delle persone. Assodato che è impossibile bloccare la pornografia, è meglio “vaccinare” i figli in modo che siano pronti a gestirla quando (non se, ma quando) se la troveranno di fronte. Trovo molto più pericolosa la violenza. Violenza che non arriva soltanto dai giochi, ma ben più crudamente da siti che inneggiano all’odio (dalla tifoseria al razzismo all’ideologia) e da telegiornali urlati che mostrano e descrivono quotidianamente i dettagli più raccapriccianti senza ritegno. Questo bombardamento produce desensibilizzazione e rischia di glorificare la violenza molto più di qualsiasi videogame giocato entro i limiti del buon senso. Se un adolescente passa la giornata a sparare ai mostri in grafica splatter ad alta risoluzione invece di uscire con gli amici, il problema non sta nel videogame, ma in tutto ciò che circonda l’adolescente. È troppo comodo usare il videogame come capro espiatorio, quando sono gli adulti stessi a fornire il modello di comportamento deteriore. Mostrare ai propri figli come fregare il prossimo in fila al supermercato, non fermarsi alle strisce pedonali, buttare la spazzatura per terra… queste sono le piccole, quotidiane lezioni di violenza che troppo spesso vengono offerte ed assimilate facilmente.
7. Internet è libera? La sua libertà è veramente una cosa positiva?
No, Internet non è libera. È comunque nelle mani di chi ne controlla i punti nevralgici, dal DNS in giù. Se domani un governo decidesse di censurare la Rete, potrebbe farlo senza problemi tramite i provider. La stragrande maggioranza degli utenti non saprebbe come eludere questo blocco. Anzi, in molti casi non si accorgerebbe neppure della sua esistenza. È meno facile rispondere alla seconda parte della domanda. Bisogna fare un bilancio dei vantaggi e svantaggi offerti dal tipo di libertà presente in Internet. La libertà di dire bugie sul conto di chiunque, e così rovinare una reputazione, è compensata dalla libertà di rivelare le realtà che i media tradizionali rifiutano di toccare per convenienza politica o economica? La presenza della pornografia è compensata dalla libertà di parlare di ogni tipo di sessualità? Il rischio delle molestie è compensato dalla facilità di chattare a costo zero con persone lontane? A mio parere sì: le esperienze precedenti dei “giardini cintati” dell’epoca pre-Internet, come CompuServe o AOL, o i regimi dove si pratica il controllo sistematico dei contenuti, dimostrano che la censura porta sempre agli eccessi. Se si filtra la parola seno, si blocca non soltanto la pornografia, ma anche la discussione dei tumori al seno o dei problemi di trigonometria. E chi decide cosa possiamo o non possiamo vedere o leggere? No, il potenziale d’abuso è troppo alto.
da pc-facile 9/1/07

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