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al cul non si comanda

Posted by innocenso su 12/12/2006

Venezia – dal 23/9 al 31/10 il Museo d’Arte Erotica di Venezia ha dedicato una saletta a Tinto Brass. Regista veneziano per antonomasia. Maestro indiscusso dell’eros cinematografico. Naturale quindi la sua presenza al Museo d’Arte Erotica di Venezia che gli dedica ora uno spazio per celebrare il suo mondo poetico, la maestosa sovranità del culo (a questo link un blog dedicato).
Nella saletta dedicata a Tinto Brass sono esposte foto dei backstage dei suoi film, scattate da quello che da trent’anni è il fotografo di fiducia di Brass: Gianfranco Salis. (l’immagine è della galleria di G.Battista Sambuelli, al quale lo stesso Tinto Brass era legato, vedi il denso fax con il suo DECULOGO che gli inviò)

«La “saletta Tinto Brass” – afferma Maurizio Costa, direttore artistico del Museo – è un omaggio a uno dei personaggi più significativi del panorama erotico italiano, e veneziano in particolare».
«Il Museo d’Arte Erotica – dice Frank Birch, direttore del Museo situato a pochi metri da Piazza san Marco – deve potersi far carico di riscoprire e mostrare la vasta storia erotica di Venezia così come le opere che hanno patito censura politica, morale e culturale. E, in ambito erotico, non mancano certo gli esempi: da “I Modi” di Giulio Romano a Giorgio Baffo fino a Tinto Brass che ha spesso subito la censura anche sotto forma di biasimo morale e riprovazione culturale da parte di vari guardiani della morale pubblica. Certe censure che negli anni scorsi hanno colpito il lavoro di Tinto Brass, oggi possono sembrare ridicole ma la grande ipocrisia esiste ancora. Infatti, sin dall’apertura nello scorso febbraio, lo stesso Museo la d’Arte Erotica, non è stato agevolato, ma al contrario ha subito l’ostracismo delle organizzazioni turistiche veneziane».

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