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una nova prof di matematica

Posted by innocenso su 11/12/2006

Caro diario, data la singolare circostanza, l’argomento merita un post non proprio breve. I giornali sentivano evidentemente il bisogno di rendere un pò caldo e frizzante questo ultimo novembre. Forse per questo il freddo non è proprio arrivato quest’anno. Bando agli scherzi e vediamo cosa è successo. Una prof di matematica (con laurea quindi anche in fisica e scienze naturali), tale Gerardina D’Elia, 33enne, alla sua prima supplenza, originaria di Pietracatella, è stata “pizzicata” da una collega di educazione fisica, nella scuola media Giovanni Segantini (un nome, un presagio) di Nova milanese (a 900km più a nord della sua casa d’origine, dunque) in atteggiamenti che non sono previsti dagli attuali programmi scolastici 🙂 ossia tipici di una “educazione sessuale sul campo”, all’incirca il 10 novembre. Insomma: si era intrattenuta con 5 ragazzi più meno tredicenni, il più grande dei quali ripetente con qualche anno in più, denominato “nano”, con i “pantaloni abbassati“. La prof di ginnastica, che evidentemente di movimenti se n’intende però, nonostante abbia dato il via a tutto questo baccano, è riuscita a rimanere finora anonima, con la sua collega con tutta la stampa e gli inquirenti alle calcagna!! Aveva dichiarato “credevo di svenire“. In men che non si dica l’insegnante di matematica viene sospesa dal provveditorato agli studi. Cosa rischia la nostra prof? Una condanna per violenza sessuale e corruzione di minori (quest’ultimo reato mi ricorda il processo a Socrate). Tutto da dimostrare, ovviamente.
Come sempre in questi casi la privacy è un optional, nonostante abbia dichiarato, piangendo, al Corsera e al Giornale:

«Non nominatemi: al mio paese non potrei più vivere. Non me la perdonerebbero, quello che avete scritto è del tutto pazzesco, non corrisponde alla verità, è incredibile. Ai miei studenti non ho fatto mai nulla di male, figuriamoci se potevo adescarli per mettere in atto quello che è stato riportato dalla stampa. Durante la mia vita mi sono formata dei valori, molti sani principi, parecchi dei quali derivano dagli insegnamenti che ho ricevuto dai genitori. Gli addebiti che mi sono rivolti non fanno assolutamente parte del mio modo di essere. Sono accusata di fatti gravissimi che sinceramente, lo scriva, lo scriva, non mi sono passati per la mente neppure per una frazione di secondo. Mi sento malissimo, sono distrutta».

Pensate un pò che diabolica coincidenza, il rischio di un massimo di pena di 13 anni per aver approfondito con 13enni un argomento che le scuole non hanno mai preso in seria considerazione come l’educazione sessuale! Pensate un pò come sono stati solleciti stavolta i genitori (che sovente latitano alle riunioni che li riguardano):

“è stato grazie all’insistenza di alcuni genitori, e non dei vertici dell’istituto oppure del corpo docenti, che sono stati chiamati i carabinieri”.

I cinque alunni “protagonisti”, leggiamo sempre sul corsera, frequentano con assiduità l’oratorio. Il sacerdote che li segue dice che «la vicenda ha messo il paese sotto choc». «Ne ho parlato con i genitori e i professori: bisogna pensare a come affrontare l’argomento e a che cosa dire».

E intanto che il sacerdote, don Antonio Di Giorgio “pensa” (chissà cosa partorirà),

gli alunni della media — tutti quanti, non solo i cinque —, non fanno altro che ricordare lunedì scorso. In un mare di volgarità e dettagli pornografici — senza distinzione tra maschi e femmine — radunati nella piazza centrale i piccoli parlano e riparlano della professoressa. Uno sbuffa: «Io non c’ero. Purtroppo».

Il “nano” commenta così alla stampa: «Io non avrei detto niente, questa cosa me la sarei tenuta, non ci vedo niente di male. E mi sarei tenuto pure la professoressa»

Quindi una dichiarazione di impotenza dei ragazzi, ma per non esserci stati! E chi ha sentito parlare a favore della prof. se non i suoi concittadini in diretta su Rai 3 col sindaco? Su IMGPress Alberto Giannino, dell’ADC (associazione culturale docenti cattolici) almeno scrive:

la radiazione dalla scuola italiana fatta il giorno dopo i fatti incriminati da Mario Dutto, direttore scolastico della Lombardia, ci pare frettolosa

Un fatto che mi ha davvero scandalizzato è stato poi il razzismo e la noncuranza con cui il il Preside Enzo Loris Renesto, lo stesso che le aveva affidato una supplenza di nove ore di Matematica nel corso a lei che erano ben quattro anni che aspettava un incarico di lavoro, abbia dichiarato (primo piano Tg3):

“lei (la prof) con noi non c’entra. non è mai stata in questa scuola”

Ma vorrei gridare in faccia a questo qui che pretende di rappresentare la scuola italiana: è o no la prof. D’Elia, una prof. del corpo docente italiano a tutti gli effetti? Che significa “con noi non c’entra”? E’ un noi “nordista” contro un “sud” che va schiacciato o qualcos’altro? C’era troppo livore in quelle parole per pensare qualcosa di diverso. Nemmeno Ponzio Pilato arrivò a tanto… mentre il procuratore capo di Monza Antonio Pizzi, scoprendo l’acqua calda, giura che «siamo di fronte a un fatto che ha destato un forte allarme sociale e merita di essere chiarito al più presto».

Ma come, non è proprio dovere della magistratura fermare le orde di malpensanti e vendicativi, prima ancora di far chiarezza? (continua…)

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