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con la sharia la musica cambia

Posted by innocenso su 11/12/2006

Cari amici,
insieme al sesso, anche la musica è spesso stata associata dai fondamentalisti al diavolo, alla corruzione e cose simili. A quando una sviolinata dalla comunità internazionale? Forse non ha tempo, presa com’è nella lotta alla “pornografia globale”.

Facciamo girare l’appello che il sempre ottimo Magdi Allam ci ha proposto già due mesi fa sul corriere:

«Salvate la nostra anima». E’ l’appello rivolto dagli otto membri della Commissione nazionale per la musica della Somalia, affiliata all’Unesco, condannati a morte dalle Corti islamiche che hanno sottomesso il Paese alla sharia, la legge coranica. La fatwa, il responso giuridico ufficiale, è stata appena emessa, il 17 ottobre: «Solo perché facciamomusica!». Si tratta di musicisti e musicologi, tra cui tre donne, che 24 ore dopo la condanna a morte sono riusciti a fuggire in Kenya abbandonando le loro famiglie.
La fatwa di condanna a morte dei musicisti viene giustificata con la citazione del versetto V, 33 del Corano: «In verità la ricompensa di coloro che combattono Iddio e il Suo Messaggero e si danno a corrompere la terra, è che essi saranno massacrati, o crocifissi, o amputati delle mani e dei piedi dai lati opposti, o banditi dalla terra: questo sarà per loro ignominia in questo mondo e nel mondo a venire avranno immenso tormento». Ma Jimale non si capacita: «Forse che meritiamo quanto vi si afferma? Ma veramente capiscono ciò di cui parla il versetto? Comunque vada saremo forti. Noi non siamo nel torto. Noi abbiamo ragione, ragione e ragione!».
Il Profeta ci ha detto che alla fine dei tempi arriverà un popolo che permetterà queste cose così come permetterà l’alcol, l’adulterio e la seta. Questo è uno dei segni della profezia, tutto ciò è accaduto. Il hadith (il detto) indica che gli strumenti musicali sono haram (proibiti) e condanna coloro che dicono che sono halal (leciti), così come condanna coloro che ritengono che l’alcol e l’adulterio sono leciti. Chiunque ritenga che il canto e gli strumenti musicali sono leciti mente e commette un peccato grave».

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