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come ti metto a nudo il prodotto

Posted by innocenso su 10/12/2006

Se è vero che c’è una costante nell’adozione delle nuove tecnologie, (ce lo ricorda in un recente articolo guerrigliamarketing)

Polaroid, Videotel, videoregistratori, home video, tv satellitare, internet, servizi telefonici a valore aggiunto, fotografia digitale, P2P, Mms. Per tutte queste tecnologie di comunicazione la possibilità di accesso, produzione o scambio di contenuti di tipo erotico e pornografico ha rappresentato una fondamentale chiave di successo e di sviluppo tecnologico. Nonostante la timidezza o il perbenismo di tanti responsabili marketing, la pornografia è ancora oggi il primo dei contenuti in grado di attirare first adopter su molte piattaforme tecnologiche.

è anche vero che la fantasia degli esperti di marketing abbisogna di non cedere alla tentazione di adagiarsi sugli allori, oggi dunque c’è una particolare novità nel panorama dei metodi pubblicitari: il pornomarketing, ossia campagne unbranded che utilizzano la pornografia come occasione di product placement. O, come la chiamano in casi come in foto, assvertising. Dallo stesso articolo apprendo due cose, una negativa, l’altra significativamente positiva.

La negativa

il successo della campagna di SHAI è stato ampio ma come in tutti i casi riportati il marchio ha
dovuto fare i conti con un’associazione immediata e diretta tra i propri valori e l’immaginario pornografico utilizzato e oggi quella campagna non è più on-line

La positiva

l’azione legale intentata da BMW nel 2004 ai danni di Ask Jolene, uno dei maggiori motori di ricerca per contenuti porno, colpevole di restituire una decina di immagini esplicite quando veniva digitato come chiave di ricerca il termine “Bmw” è stata ritirata. Era stato fatto notare all’azienda se Bmw aveva una presenza significativa tra le immagini pornografiche era forse dovuto al fatto che se il marchio è in grado di esprimere valori di lusso ed eleganza formale è naturale che essi venissero così frequentemente associati al sesso e all’erotismo esplicito. Il dato è che i marchi moderni sono ovunque possano esprimere i propri valori, spesso in modo indipendentemente dalla volontà delle aziende che li controllano. Questo fatto deve essere considerato un’opportunità da cogliere e non una negatività da evitare.

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