Sex Libertatis

diritti doveri e libertà sessuali

  • CONTATTO

    sexlibertatis@tiscali.it
  • Categorie

  • Archivio

  • Sottoscrivi

  • Commenti recenti

  • Scopi del blog

    Un contributo al dibattito e alla difesa delle libertà sessuali, in alternativa alle controproducenti censure. Per interrogarsi sulle diverse forme del fondamentalismo. "Sex libertatis" come variazione sul tema "lex libertatis", una famosa definizione latina dell'amore. Il sito non ha intenti diffamatori nè incita a violare le leggi vigenti.
  • Diritti d’autore

    I diritti di tutte le immagini (quando vi sia riconoscibilita' certa) e gli altri contenuti (testi) qui riprodotti o semplicemente collegati appartengono ai rispettivi titolari che possono chiederne, a semplice richiesta, la rettifica o la cancellazione.
  • Copyrights

    Sexlibertatis claims no credit for any images featured on this site. All visual content is copyright of the owners. If you demonstrate rights to any of the images, and do not wish them to appear (also) on this blog, please contact Sexlibertatis via e-mail and they will be rectified or removed.
  • Statistiche

    • 304,296 Visite dal 12/11/2007
  • Amministrazione

primo anniversario del blog

Posted by innocenso su 12/11/2006

Amici, è ancora necessario evidenziare l’ovvio!

Ad un anno esatto dalla nascita di questo diario in rete come espressione di una crescente rabbia sull’ignoranza sessuale in particolare dei legislatori, cosa di meglio delle due “voci” presenti nel grande dizionario in rete che è wikipedia. Giusto per introdurre a questo problema chi fosse nuovo a questo genere di problematiche. Chi è vecchio e ha sempre pensato onestamente non è mai stato smentito, ma il contrario (vedi Daniele Zamperini su Occhio Clinico Pediatria del 2001).
Nonostante le severissime pene, superiori a molte altre previste per la violenza effettiva (sembra strano oltre che scandaloso ma è così, basterebbe riguardare, per tutte, una recente sentenza della III^ sez.penale della Cassazione) la magistratura si basa spesso ancora su “valutazioni squisitamente estetiche” (e deve andarvi bene) o peggio sulla presunzione assoluta di “pedofilia” anche nei riguardi di pornografia riguardante puberi (con la ineccepibile giustificazione che si è seguita la legge).
Chiediamo almeno che la somma funzione giudicante non sia ancora negli anni a venire così calpestata, in quanto è la più importante!

Di fronte allo strapotere del legislatore si ricorre al giudice (si pensi alle leggi nazi-fasciste contro gli israeliti), di fronte allo strapotere del giudice si ricorre al legislatore (si pensi a certa giurisprudenza d’assalto), altrettanto nei conflitti in cui entra in gioco il potere esecutivo (si pensi alla rivoluzione francese). Ed ancora quando l’opinione pubblica, la stampa, la piazza, si muovono minacciosamente in un senso o nell’altro). Per lo più però un giudice “libero” costituisce la garanzia maggiore sotto tutti i meridiani e i paralleli di ogni tempo. Non per nulla la prima cosa che i dittatori fanno è quella di togliere la libertà ai giudici (…) Se un giovane magistrato mi chiedesse come predisporsi nell’arte di condurre il processo, con quali canoni affinare la sua incipiente funzione e con quali criteri affrontare i momenti decisionali del processo, e se, dopo avergli tenuto lunghi sermoni e ancora dopo avergli raccomandato di amare il suo giudicato e prima ancora di cercarlo come si cerca un uomo, e di capirlo come si da da capire un uomo, dietro le carte processuali, ancora fossi insoddisfatto e volessi trovare una
pillola concettuale da somministrargli come viatico, penso che altro non troverei di meglio, rifacendomi a Kant e a Fichte, che dirgli “comportati in ogni atto e momento del processo che conduci come se dalla tua condotta scaturisse una massima valevole per te e per tutti eternamente per ogni situazione consimile, e vai in pace. (Piero Pajardi, Processo al processo, Cedam, p.33)

Se pensiamo alla nuova regolamentazione (L.38 del 6/2/2006), l’allarme deve essere lanciato con una forza ben maggiore… in quanto è forse, a proposito di pornografia minorile, ciò che sicuramente non vale “per tutti eternamente”, altrimenti significherebbe buttare al vento almeno 500 anni di conoscenze giuridiche e psicologiche.

“(..) la nuova normativa, dal punto di vista penalistico, sembra essere un groviglio di incongruenze guidate da uno spasmodico intento di annientare ad ogni costo un fenomeno aberrante come quello degli abusi sessuali su minori (..) questo obiettivo non si raggiunge servendosi del delitto di pornografia virtuale o peggio violando i canoni costituzionali o ancora i principi fondamentali del diritto penale” (da Vincenzo Musacchio, la nuova normativa penale…, in Rivista penale, 4/2006, p.399)

Pedopornografia

(…) è importante effettuare un distinguo tra pornografia coinvolgente minori e pedopornografia. Mentre la prima si riferisce alla produzione di materiale pornografico illegale poiché coinvolgente soggetti che non hanno raggiunto la cosiddetta maggiore età, la seconda si riferisce prettamente a quel tipo di pornografia coinvolgente persone di ambo i sessi che non hanno ancora subito le trasformazioni fisiche proprie della pubertà, prodotti destinati ai soggetti affetti dalla parafilia nota come pedofilia. Questa distinzione è di fondamentale importanza se consideriamo la variabile cronologica concernente il raggiungimento della maggiore età da paese a paese (14, 16, 17, 18, 21 e addirittura 23 anni) e se si pensa al rapporto ipotetico tra età cronologica ed età biologica, solo circostanzialmente coincidenti.

Pedopornografia e internet

Negli ultimi anni l’avvento della
fotografia digitale e della banda larga ha sia contribuito all’aumento dei casi di pedopornografia amatoriale sia facilitato le indagini di polizia volte all’individuazione dei responsabili, attraverso il controllo della rete Internet (una rete dove, per definizione, non esiste anonimato) utilizzata spesso dai pedopornografi meno esperti per tenersi in contatto. Ciò nonostante, i maggiori produttori di materiale pedopornografico faticano ad essere individuati e continuano ad operare nei Paesi caratterizzati dal fenomeno dei “bambini di strada”.
Nel
2003 e nel 2004 la polizia di stato italiana, in seguito a numerose indagini svolte utilizzando anche Internet, ha arrestato diverse persone accusate di crimini legati alla pedopornografia che si tenevano in contatto attraverso il web, mentre la magistratura ha formulato accuse (anche tra le più inconsistenti, come “apologia della pedofilia” ed “associazione a delinquere“), mentre i mezzi di comunicazione di massa hanno dato ampio spazio agli arresti, ma molto meno alle sentenze.
Una critica soventemente rivolta alla magistratura italiana nell’ambito delle indagini volte all’individuazione dei pedopornografi ed alla soppressione dei contenuti è quella di basarsi, inizialmente, su valutazioni squisitamente estetiche per giudicare un prodotto come avente per protagonisti soggetti minorenni (“sembra minorenne quindi probabilmente lo è”) e, successivamente, in fase di indagini preliminari, su perizie concernenti valutazioni biologiche (ma non mi risultano perizie di tal genere…)

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: