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pulizia senza polizia

Posted by innocenso su 02/11/2006

Milano, 30 ott 06, “Preti omertosi sulla pedofilia”?

Come si comportano i preti delle piccole parrocchie quando devono affrontare un caso di pedofilia che coinvolge un prelato? Il programma tv “Le Iene show” ha cercato di dare un risposta a questa domanda e, con uno stratagemma, ha scoperto tra sacerdoti un atteggiamento sostanzialmente omertoso. Con nessuno di loro che, dinanzi alla rivelalazione di una madre, le ha suggerito di rivolgersi alla polizia o alla magistatura. E’ quanto si vede nella nuova inchiesta del programma di Italia 1, andata in onda il 31/10/06.
Un “blitz” che segue di poco le dure parole di Papa Benedetto XVI sul fenomeno, definito “crimine enorme”.
(..) Tutti, invariabilmente, (..) a spiegare, secondo il racconto delle Iene, che ci sono vari modi per affrontare la situazione ma, sottolineano i responsabili del programma, nessuno di loro suggerisce di rivolgersi a polizia e magistratura. Piuttosto, la “mamma farà meglio a parlarne ad un superiore del prete o al responsabile della diocesi”.

da la repubblica

Sarebbe importante innanzitutto pensare a quanto scrive Mauro Venier sul suo blog

Però anche un’ottima scappatoia… basta usare questo nome a sproposito (o a proposito, dal punto di vista di chi vuole ottenere determinati risultati) e si riesce così a scatenare il linciaggio mediatico e popolare anche per cose che con la pedofilia non hanno nulla a che vedere (e che oltretutto non sempre sono riprovevoli). Insomma… pedofilia… delitto e ipocrisia.

per poi scientificamente notare le proporzioni del problema, secondo quanto scrive C. Stagetti in “Chiesa e pedofilia: quello che i mass-media non dicono“:

Primo, per quanto riguarda la natura del reato: con il termine pedofilia si fa riferimento al desiderio sessuale verso bambini in età prepuberale. Questa è estremamente rara e solo una manciata di casi in vari decenni hanno coinvolto dei sacerdoti effettivamente pedofili.
Quasi tutti i casi presentati dai media come casi di pedofilia in realtà riguardano un’attrazione verso ragazzi adolescenti sessualmente maturi ma sotto l’età del consenso, che è di 18 anni nella legge civile e di 16 per il diritto canonico.
(..) la maggior parte dei casi riguardavano ragazzi tra i 15 e i 17 anni (..) accuse che sono risultate motivate nel 1.7% dei casi (..) Nè i media nè la Chiesa hanno chiarito al pubblico che la maggioranza degli abusi sessuali riguardano ragazzi adolescenti. (..) la vera natura del problema nella Chiesa Cattolica non è la pedofilia ma l’omosessualità che può portare a relazioni sessuali con ragazzi sessualmente maturi ma minorenni.. e il tasso nel clero è da 7 a 8 volte maggiore rispetto a quello della popolazione generale

C’è davvero qualcosa che non funziona in questo risveglio mediatico se addirittura Antonio Marziale, dell’Osservatorio sui diritti dei minori ha sentito l’obbligo di pronunciare queste parole:

(..) Ma, un servizio del genere potrebbe sortire effetti socialmente destabilizzanti considerato il ruolo di primarie agenzie di socializzazione svolto dalle parrocchie». Per Marziale: «L’indicizzazione mediatica di una categoria rischia di conferire alla stessa una sorta di primato che in realtà non detiene e che, invece, coinvolge l’uomo in quanto tale, prescindendo cioè dalla professione e dallo stato sociale». Secondo il parere del presidente dell’Osservatorio, inoltre, «Non c’è dubbio che la pedofilia consumata da un sacerdote desti maggiore sconcerto, ma è la Chiesa a dover risolvere internamente e senza interferenze mediatiche il problema, con una determinazione più incisiva rispetto alle soluzioni finora enunciate. Al di là delle meritorie intenzioni delle Iene, – conclude – occorre non sottovalutare il potere della Tv nel rendere certe realtà sproporzionatamente universali, come in un magma indifferenziato, inficiando dunque la credibilità di un intero corpo sociale».

Bisogna iniziare semmai a rendere pubblici i processi (che sono diversi dalle gogne o dal solo giornalismo scandalistico). Ricordate “siamo tutti pedofili” delle Iene? Bene, quell’uomo del filmato era Giorgio Sampec, il 56enne veronese imputato nel primo processo in Italia per reati di turismo sessuale all’estero. Egli ha chiesto che le porte dell’aula (notizia di agenzia del 29/9/06) siano riaperte al pubblico in modo che la gente possa capire meglio la sua vicenda. ”La stampa l’ha dipinto come un mostro e spera che si possa comprendere che non e’ cosi'” dice il legale di Sampec. Erano stati i giudici della nona sezione penale del Tribunale di Milano a stabilire di chiudere al pubblico il dibattimento.

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