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genitalia

Posted by innocenso su 17/10/2006

genitori contro genitali? è l’italia, ragazzi

Pordenone – La professoressa con la passione delle foto hard viene assegnata, per il secondo anno consecutivo, a una scuola media di Pordenone e i genitori dei ragazzi insorgono, con lettere e telefonate di protesta alla scuola. Succede tutto a Pordenone ed è l’ultima puntata di una lunga vicenda, finita anche nelle aule dei Tribunali, della quale la professoressa è stata protagonista. L’avvenente professoressa di Lettere, che appare assolutamente integerrima sul lavoro, quanto disinibita fuori, è stata, infatti, assegnata nuovamente alla scuola media dove insegnava nello scorso anno scolastico. Solo che i genitori, già nel mese di giugno, avevano chiesto e ottenuto dal dirigente scolastico, rassicurazioni sul fatto che la docente sarebbe stata trasferita in un altro istituto. Ciò non è avvenuto e ora a Pordenone si è scatenata una sorta di «caccia alla porno prof». La professoressa pordenonese non è nuova ai clamori suscitati dalle sue foto. Quattro anni fa, i suoi alunni avevano scoperto le sue foto «hard» su Internet e, dopo averle stampate, le avevano appiccicate sui muri del bagno della scuola, con didascalie non proprio rispettose della loro insegnante. Se almeno i genitori mostrassero di essere cresciuti un pò più dei propri figli…non avrebbero sicuramente fatto come loro (non distano molto le loro didascalie – ragazzate, diremmo – e le proteste – adulte, ma quanto? ) Anche se sicuramente quei ragazzi qualche anno dopo sicuramente se ne pentiranno… (vedi il caso di Tamara Hoover inondata da messaggi di solidarietà di alunni e non solo) e i genitori avranno avuto la loro buona parte di notorietà, cosa che la prof non perseguiva in effetti, almeno prima di essere scoperta.

fonte: il giornale, 31/8/2006

Se almeno i genitori mostrassero di essere cresciuti un pò più dei propri figli…non avrebbero sicuramente fatto come loro (non distano molto le loro didascalie – ragazzate, diremmo – e le proteste – adulte, ma quanto? ) Anche se sicuramente quei ragazzi qualche anno dopo sicuramente se ne pentiranno… (vedi il caso di Tamara Hoover inondata da messaggi di solidarietà di alunni e non solo) e i genitori avranno avuto la loro buona parte di notorietà, cosa che la prof non perseguiva in effetti, almeno prima di essere scoperta. Come ha scritto Ventavoli su La Stampa…nonostante avanzasse riflessioni un pò integraliste…

“Ma insegnare non è un mestiere come un altro. Le capacità professionali vanno di pari passo – giustamente – con la visione del mondo, con un universo di valori da trasmettere, con la morale”.

ha giustamente puntualizzato:

i genitori sono insorti, facendosene un baffo della continuità didattica

è interessante continuare a leggere le sue riflessioni:

Ieri è sceso in campo anche l’avvocato dell’insegnante, Sergio Gerin. «Siamo di fronte a un tentativo bello e buono di discriminazione – ha detto -. Non è possibile dare giudizi sulla sfera personale dell’insegnante. Il giudizio morale che si è diffuso dopo la divulgazione delle foto non può in alcun modo incidere sui giudizi professionali» (eppure abituatevi al fatto che succederà sempre più)

Senza contare un altro aspetto: le professoresse evocano nell’immaginario maschile desideri e tentazioni. Sono, probabilmente, uno dei primi oggetti del desiderio. Gran parte della commedia erotica all’italiana degli Anni 70 si è svolta nelle aule scolastiche. Professoresse di ruolo e supplenti facevano girare la testa ad allievi, colleghi, presidi, padri di famiglia. Si chiamavano Anna Maria Rizzoli, Edwige Fenech, Carmen Villani, Lilli Carati… E se qualcuno obietta che quello era solo cinema di serie B, potrebbe rileggersi un racconto castissimo, e molto bello, di De Amicis (quello di «Cuore», che di pedagogia se ne intendeva), «La maestrina degli operai», che racconta l’erotismo dolente e represso di una scuola serale nell’Italia postunitaria.
Fino a qualche tempo fa la sessualità delle prof era soprattutto immaginazione e fiction artistica. Ora la cronaca, in tutto il mondo, la volge in realtà. Ovunque. Hanno scoperto una pornoprof con immagini hard sul telefonino persino in una media cipriota. Mezza America, per esempio, s’è scandalizzata quando l’insegnante Debra Beasley Lafave, 24 anni, è stata accusata di aver fatto sesso con un allievo di 14 anni in una scuola media della Florida. L’altra mezza America ha invidiato il ragazzino, perché la prof con i suoi occhi azzurri e i capelli biondi è bellissima. Lei è stata – ovviamente – processata. Perché l’amore nelle classi vuote non si fa, tantomeno con un minorenne. Di fronte al giudice ha raccontato le frustrazioni dell’insegnamento, del precariato, ma anche confessato la strana miscela che può esplodere nel rapporto professori-allievi.
Sempre in America, e sempre la cronaca, ci ha raccontato qualche giorno fa la storia di Tamara Hoover. Insegnava grafica e arte in un liceo di Austin in Texas. Lei non aveva sedotto nessuno. Ma le piaceva fare la modella in fotografie artistiche. Nulla di hard, e nudo praticamente inesistente. Frequentava abitualmente MySpace, la più vasta community della rete, dicendo che le sarebbe piaciuto incontrare avvocati, segni di fuoco, d’acqua, terra e aria (cioè tutti), e soprattutto «gente con il senso dell’umorismo». Ha trovato invece alcuni allievi bacchettoni e voyeur, un collega geloso (che l’ha denunciata per la sua frequentazione del Web), una mandria di genitori imbufaliti e scandalizzati. La professoressa, capelli corti e fisico androgino, si è licenziata dalla scuola per anticipare la preside. Ora sul suo profilo internet, oltre al segno zodiacale, ha scritto «disoccupata». E’ inondata di messaggi di solidarietà. (oltre a un risarcimento di 14000 euro!) Di ex studenti che ricordano la sua intelligenza, la sua vivacità, la sua capacità di rendere vive le lezioni. E non mancano messaggi di anonimi scolari che apprezzano il suo fascino erotico.
fonte la stampa e repubblica

Insomma: un cumulo di schifezze

  • un pieno di ipocrisia genitoriale
  • una amnesia totale di quando si era alunni
  • una amnesia dei tanti film italianissimi visti negli anni 70
  • rassicurazioni del preside buttate al vento
  • cattivo esempio verso i propri figli
  • un risarcimento che in america l’insegnante ha avuto e da noi ha solo pagato
    una scuola che ha inviato messaggi ambigui (il tuo corpo è immorale e altri non possono guardarlo)
  • un dirigente scolastico che non sa far fronte dignitosamente all’ignoranza diffusa (come sempre accade pare che il sostegno dei più poco abbia potuto contro le grida dei pochi
  • la cosiddetta educazione sessuale che va a farsi friggere (e fra trent’anni quegli alunni penseranno e agiranno come i loro genitori)
  • lo scandalo mentre stiamo timidamente apprendendo dagli usa l’insegnamento del porno

Vien da pensare quanto…

mai come in questi tempi è accaduto di sentire o di leggere, a conclusione di dibattiti o di trattaioni medico-sessuali o psicopedagogiche o a chiosa di commenti anche giornalistici o in ordini del giorno congressuali, la fatidica frase: è necessario promuovere un’opera di educazione sessuale… tuttavia questo apparente consenso non deve ingannarci; la percentuale dei genitori che accettano i dettami di questa educazione (sessuale) e tentano di metterla in pratica è estremamente esigua. E ciò non dipende soltanto da inadeguatezza o da concreta ignoranza di metodo ma da un atteggiamento di principio, che è ancora ostile. Si direbbe che tutto il nostro lavoro di divulgazione, conferenze, articoli, congressi, ecc. si stratifiche sull’opinione pubblica senza incidervi profondamente, quindi senza convincere… Così che si constata come lo stesso meccanismo di regoulement degli impulsi sessuali, già in atto individualmente, si trasferisce con analoga modalità nel campo dell’educazione sessuale (D.Origlia, psicologo, L’educazione sessuale, in Scuola e città, aprile 1964, p.209)

Il lungo silenzio sulle cose attinenti alla sfera sessuale (..), la paura di trattare con spregiudicatezza certi argomenti, collegata d’altra parte alla consapevolezza che il “progresso” sugli altri piani di vita ci impone di mettere in discussione anche il problema sessuale: tutto questo genera una aggrovigliata serie di ambiguità e di contraddizioni (M.Ricciardi Ruocco, Educazione e pregiudizi, Armando 1966, p.134)

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