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religioni & fondamentalismi

Posted by innocenso su 15/10/2006

Cari amici,
giusto per non avallare fallaci (spesso proprie di Oriana Fallaci,
nomen omen), vi propongo alcuni passi da interviste ad autorevoli personaggi che chiariscono il rapporto tra islam e delitto “d’onore”, non dimenticando (come ricordato nel post precedente) che anche l’Italia ha aggiornato da non molti anni il proprio codice penale! (in foto la fototessera della bella Hina).
Da Roberto Piccardo, portavoce delle comunità islamiche italiane, allo sfogo di Dacia Valent, portavoce nazionale della Islamic Anti-Defamation League così come di Claudio Giusti, Membro fondatore della World Coalition Against Death Penalty.


Hamza Roberto Piccardo:
“Il problema è l’arretratezza culturale, non la religione. Tutto ciò comunque non ha niente a che fare con la tradizione islamica. Vorrei ricordare che nel nostro Paese l’attenuante del delitto d’onore è stata abrogata soltanto nel 1981. Il problema, dunque,è tutto nell’ignoranza?Assolutamente sì. Spero almeno che questo sacrificio possa aiutare a capire che certi atti non trovano alcuna giustificazione. Il fatto che il delitto d’onore in Italia fosse considerato meno grave era forse da imputarsi al cattolicesimo? Secondo me si trattava di un potere maschilista che si giustificava, dando legittimità a un comportamento diffuso quanto aberrante. (..) Non solo nell’Islam l’elemento femminile ha difficoltà a farsi strada. Sono convinto che debba anche esserci un’evoluzione nella cultura islamica e lo Stato deve favorirla promovendo politiche efficaci di integrazione. La Lega ha proposto di consentire di entrare in Italia solo agli immigrati «compatibili»con i nostri usi e costumi. Certe cose non si commentano nemmeno.
fonte il Dialogo

L’avvocato ha anche spiegato che il rapporto con la figlia Hina era molto complicato, in particolar modo a causa delle idee religiose di Saleem. “Il mio assistito crede profondamente, segue con scrupolo tutte le leggi del Corano e sta rispettando il momento di preghiera. Le sue idee religiose sono profondamente radicate”. Forse in questa frase dell’avvocato di Mohammed Saleem , il pakistano accusato (sembra reo confesso) di aver ucciso la figlia poco più che ventenne, c’è la chiave di questa vicenda, anzi le chiavi. (…) Eppure le caratteristiche della misericordia infatti sono talmente importanti nell’etica islamica che Iddio stesso ( per il Quale non c’è dubbio di perfezione in ogni Sua attività) dice “…la Mia misericordia precede la Mia giustizia”. Non staremo a ribattere i temi dell’islamofobia dilagante (il nemico, perché è questa l’immagine che deve passare, dev’essere sempre brutto, sporco e cattivo altrimenti perché gli si farebbe guerra?) ci basti appellarci una volta di più all’onestà mentale dei nostri concittadini i quali non dovrebbero comunque dimenticare l’attenuante specifica per il delitto d’onore che il Codice Penale italiano, art. 587 così definiva: ” Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella”. Questa norma fu abrogata in Italia dalla legge 442 del 5 agosto 1981, solo venticinque anno orsono.
fonte il Dialogo

e Claudio Giusti sempre su il Dialogo si sfoga:
Ma non diciamo cazzate! Ricordo, agli innumerevoli “svedesi” spuntati come funghi, che, trent’anni fa, in Italia il delitto d’onore trasformava l’omicidio premeditato in uno scherzo e che i benpensanti (oggi tutti spregiudicati scandinavi) avrebbero trovato parole di conforto per la povera famiglia pachistana travolta da una figlia ingrata che non solo fumava e portava i pantaloni, ma era addirittura pubblica concubina di un uomo molto più vecchio di lei


Dacia Valent:
Ebbene, la sua povera vita spezzata è diventata un altro terreno dove coltivare la pianta dell’odio per i musulmani. Nessuno, però, che si fermi a analizzare la contiguità tra cose che accadono anche in una miriade di famiglie italianissime e cristianissime: incapacità di dialogo, una figlia sempre più distante, un padre che non capisce perché le cose siano cambiate così, un fidanzato (in questo caso italiano, che di regola è l’orgoglio delle famiglie immigrate ed anche una porta per la cittadinanza) che però di sposarla non vuole sentirne parlare, magari ex tossicodipendente con problemi di giustizia, una ex-bambina per la quale si erano immaginati ben altri scenari che torna a casa ogni settimana, con un tatuaggio in più, con un altro piercing, che si teme abbia cominciato a drogarsi. Certo, non è giustificabile. Certo, è orribile. Certo. Ma quell’uomo è un’eccezione, non la regola. Io penso anche a Jennifer Zacconi, prima venduta dalla sua famiglia ad un uomo molto più vecchio di lei, in cambio della remissione di un debito e quindi sepolta viva con la sua creatura in grembo, per difendere l’onore del suo amante. Io penso anche a Bruna Morabito, giovane avvocato sopravvissuta per miracolo a 4 colpi sparatigli alla testa da suo fratello, perché colpevole di aver avuto un figlio senza essere sposata, e così aver macchiato l’onore della sua famiglia. Io penso anche a Samuele Lorenzi, un bimbo ucciso da sua madre perché questa donna temeva che fosse ritardato, e che con la sua stesa vita macchiava l’onore della famiglia. Mohammed Saleem, facendo un grosso sforzo, una giustificazione potrebbe averla, magari perché non ha goduto della ricchezza dell’istruzione in questo paese, forse perché è cresciuto in un paese dove i rapporti tra padri e figli si basano su una ferrea prassi di potere che qui non c’è, certamente perché la religione diventa un rifugio di fronte al rifiuto della società ospite di integrare questi nuovi futuri cittadini, quando accetta si il loro duro lavoro ma nega loro identità ed accoglienza.Ma quale è la giustificazione di Lucio Nieri, Giovanni Morabito e Annamaria Franzoni? Loro sono cresciuti nella religione dell’amore, hanno vissuto imbevuti nei valori occidentali fin dal loro primo vagito, hanno avuto Raffaello, Dante, il Rinascimento, il Manzoni, la Capella Sistina e la libertà di stampa e le libere elezioni e di tutto e di più.

fonte http://orabasta.iobloggo.com/
ripreso da il Dialogo

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