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intossicati dall’europa

Posted by innocenso su 02/10/2006

Europa, una pronuncia choc: si può non assumere chi fuma

La britannica Catherine Stihler, parlamentare europea per il partito laburista, ha letto l’intervento scritto del collega ceco e ha pensato «ecco, era esattamente la risposta che non avrei voluto ». Vladimir Spidla, responsabile della Commissione europea per i temi del lavoro e delle pari opportunità, rispondendo a una questione sollevata da Catherine, spiegava che, «sì, l’Unione Europea proibisce la discriminazione sociale per i temi più disparati» ma nessuno vieta espressamente di discriminare chi fuma. Quindi, ha ammesso Spidla, «una pubblicità per la ricerca di impiegati nella quale si premette “astenersi fumatori” non sembra violare nessuna delle nostre leggi sul divieto di discriminazione».
Il Financial Times, che ieri ha dedicato all’argomento la prima pagina, riporta il commento rassegnato di SimonClark, direttore di Forest, associazione britannica pro-smoking. «Siamo dispiaciuti, ma certo non sorpresi da quello che dice Spidla. Del resto i lavoratori ormai sono discriminati per tutto, anche perché sono troppo grassi e perfino per il colore dei capelli». Come dire: siamo pronti a tutto.
il caso dal corsera del 7/8/2006

Il giorno prima il celeberrimo poeta Camilleri rifletteva tra l’altro così:

«Per fortuna non ho più l’età per fare domande d’assunzione….Non assumere gente che fuma? Che idea…Sono forme di stupidità e di discriminazione. Io non vorrei passare per antiamericano ma credo che questi siano estremismi americani che contagiano anche noi» L’ideatore del papà del commissario Montalbano, 81 anni, fuma «come dieci turchi messi assieme». La sua voce roca commenta la storia dell’azienda irlandese che non vuole impiegati fumatori e spiega: «Mi sembra francamente discriminatoria. E come se ne accorgono? Con una radiografia? Il fatto è che l’uomo ha bisogno di ricorrenti cacce alle streghe. Io sono favorevole alle limitazioni sensate, non alle persecuzioni»

Ma..attenzione! Se l’indignazione si è alzata per la supposta discriminazione dei fumatori, nessuno o quasi ha percepito la discriminazione contenuta nel DL 9 luglio 2003 n. 216.

“Non costituiscono, comunque, atti di discriminazione ai sensi dell’articolo 2 quelle differenze di trattamento che, pur risultando indirettamente discriminatorie, siano giustificate oggettivamente da finalità legittime perseguite attraverso mezzi adeguati e proporzionati. In particolare, resta ferma la legittimità di atti diretti all’esclusione dallo svolgimento di attività lavorativa che riguardi la cura, l’assistenza, l’istruzione e l’educazione di soggetti minorenni nei confronti di coloro che siano stati condannati in via definitiva per reati che concernono la libertà sessuale dei minori e la pornografia minorile”

Solo Franco Grillini dei DS insieme ad un nugolo di parlamentari è stato in grado di presentare un disegno di legge (che invito a leggere integralmente) di cui vi riporto dalle 18 pagine il cuore che interessa questo blog:

dopo aver precisato che

per la prima volta nella storia del nostro ordinamento giuridico, il divieto di discriminazione fondato per l’appunto sull’orientamento sessuale è divenuto legge dello stato. Tuttavia, non soltanto il decreto legislativo 9 luglio 2003, n. 216 attuativo della norma comunitaria ha scelto un approccio minimale, non cogliendo le opportunità e gli spunti che venivano offerti da una lettura complessiva delle due direttive “gemelle” sulla parità di trattamento, la 2000/78/CE e la2000/43/CE, come invece avvenuto nella maggior parte degli stati membri dell’Unione Europea, inclusi i paesi candidati, ma ha introdotto disposizioni in palese violazione della norma comunitaria, che potrebbero prima o poi venire sanzionate dalla Corte di Giustizia delle Comunità Europee. Il testo del decreto 216/2003, oltre ad ignorare talune cruciali previsioni comunitarie, ha palesemente sfruttato in chiave restrittiva le «zone d’ombra» della direttiva 2000/78/CE, in particola reintroducendo eccezioni generali e non circostanziate all’applicazione del principio di parità dit rattamento: da ciò consegue il rischio che i princìpi contenuti nella direttiva restino lettera morta e che gli strumenti che erano stati determinati per garantire una protezione effettiva contro le discriminazioni siano inefficaci, soprattutto nei confronti di quegli individui o gruppi sociali che ancora sono vittime di stigmatizzazione sociale.

Egli propone in particolare:

(..) Il comma 7 della nostra proposta (è Grillini che parla), nel determinare in modo conforme alla direttiva le circostanze in cui disposizioni, criteri e prassi non costituiscono forme di discriminazione indiretta, abroga il riferimento ai reati che concernono la libertà sessuale dei minorie la pornografia minorile, che oltre a non aggiungere nulla alla disciplina già vigente in materia, nulla ha a che vedere con il decreto in oggetto ma pare perseguire l’obiettivo di associare la pedofilia all’omosessualità, rafforzando il pregiudizio anziché combattere la discriminazione.
(..) Il capo III configura ed istituisce una Autorità per la lotta alle discriminazioni.

Certamente la prima preoccupazione per l’ex presidente nazionale dell’Arcigay è l’arbitraria associazione di omosessualità e pedofilia, ma almeno qualcuno si è accorto dell’inghippo. Ricordiamo infatti come è facile si verifichino le condizioni aberranti di cui ho già scritto in passato, in parole povere un esempio: se sei stato condannato (e magari hai già pagato la tua pena, carceraria o economica o entrambe) perchè ti hanno trovato (magari su avviso del tuo informatico di fiducia al quale hai portato il pc a riparare) qualche foto della tua ragazza 17enne svestita, potrebbe il tuo datore di lavoro toglierti il mezzo di sostentamento primo qualora venisse a conoscenza di questa tua condanna (se scontata non fa differenza), per sempre e senza possibilità di alcuna difesa legale possibile!

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