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mini-gonna maxi-ricatto

Posted by innocenso su 09/08/2006

Prendo spunto da quanto accaduto a Treviso…

TREVISO, 27 giugno 2006 – Per il battesimo era tutto pronto: il pupo, il piccolo Leonardo, con la sua bella tonachina immacolata, la madrina, i parenti e i genitori emozionati. Ma poco prima dell’inizio della cerimonia, il sacerdote prende da parte la giovane madre trepidante e le sussurra qualcosa all’orecchio. ‘Si cambi l’abito, questo non è abbastanza casto’, è in sostanza la richiesta. Lei non ci può credere, squote la testa. Il prete torna all’attacco e le intima di uscire di chiesa, sennò sospende il rito. Il tutto di fronte a un’altra coppia di genitori in procinto di battezzare il proprio figlio. Così sollecitata, la giovane mamma – il volto in fiamme, le lacrime in agguato – torna a casa di volata, si cambia l’abito ‘peccatore’ e rientra trafelata in chiesa, a cerimonia ormai iniziata. Il battesimo va avanti. E’ accaduto domenica, e il giorno dopo – anziché far sedimentare le cose – la rabbia per quella cacciata dal tempio monta sempre di più. Tanto che ora la famiglia pensa di rivolgersi a un legale per presentare causa contro il parroco, don Loris Fregonara, 42 anni. ”L’abito di Chiara era assolutamente normale, di Sangallo nero con fiocchetti – racconta un’amica della mamma nel mirino – La gonna era quattro dita sopra il ginocchio, le spalle perfettamente coperte”. Il padre del piccolo Leonardo, randolfo Limido, aggiunge: ”Quello che ci sconcerta non e’ tanto il rilievo fatto dal sacerdote, il quale all’interno della chiesa ha il diritto di tutelare i requisiti di decoro che l’ambiente richiede, ma il modo pubblico e ricattatorio con il quale si e’ espresso”. ”Io ho mantenuto la calma – aggiunge l’uomo – soltanto per rispetto dell’altra coppia di genitori che stavano per battezzare il figlio e perche’ Leonardo non c’entrava nulla e non volevo far ricadere su di lui questo problema”.
da il resto del carlino

Per riproporre un passaggio relativo all’argomentazione talebana dei divieti durante la preghiera, non essendoci sicuramente molta differenza nelle motivazioni di fondo, se pensiamo a quanto scriveva qualche mese fa Oliver Roy:

I talebani (..) Perché vietare di possedere canarini? Perché vietare gli aquiloni? La motivazione dei talebani era semplice: se il tuo uccello si mette a cantare durante la preghiera, ne sarai distratto e la tua preghiera sarà priva di valore. Se sei un buon musulmano, ricomincerai da capo, ma siccome non siamo sicuri che tu sia un buon musulmano, è più facile vietare il possesso di canarini che potrebbero mettere in pericolo la tua salvezza.
Corriere della sera, 14 febbraio 2006

Come dice giustamente in molti suoi slogan Marco Pannella: No Taliban, No Vatican.
Certo però che se solo quella minigonna avesse potuto parlare…

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