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la forza del diritto come lodevole eccezione

Posted by innocenso su 24/07/2006

Ricordate il post sulle prime dure reazioni sul caso del partito olandese “pedofilo”?
Ora arriva una sentenza a fare chiarezza con la scure del diritto di un Paese dalle forti tradizioni liberali e che rimanda alla saggezza del confronto democratico quella che sembrava dovesse essere una censura a tutto campo senza incisivi argomenti.

(ANSA) Il “Partito di Amore del prossimo, libertà e diversità” (Pnvd) olandese non sarà bandito anzi potrà presentarsi alle elezioni fissate per il prossimo 22 novembre. L’annuncio dopo che un tribunale olandese ha respinto la richiesta da parte di alcune associazioni impegnate avevano chiesto di vietare le attività del partito e di dichiarare illegale il suo atto di costituzione.
Secondo il tribunale “il Pndv ha lo stesso diritto a esistere di ogni altro partito politico. Non incita alla violazione della legge, ma propone di cambiarla“. Marthijn Uittenbogaard, presidente del partito, ha annunciato che inizierà la raccolta delle firme per presentare i propri candidati al Parlamento.


Una buona riflessione del 21/7 sul blog di underworld (post 2)

Cosa si intende dire quando si afferma, come è venuto fuori da un recente sondaggio, che l’85% degli olandesi è contrario alla formazione di un partito pedofilo? Che il restante 15% (2 milioni e mezzo di persone) è favorevole alla pedofilia? Evidentemente no. Questo è il classico modo di affrontare le cose in maniera parziale e distorta, per infuocare gli animi e sparare ad alzo zero. In realtà l’85% degli olandesi si è detto contrariato dalla sentenza del giudice, non è disposto cioè ad accettare che un partito del genere, con un programma del genere, possa presentarsi alle elezioni politiche. Il che è molto diverso.
Per darvi un’idea della reazione dei cittadini olandesi alla formazione dell’NVD, basti dirvi che difficilmente il partito riuscirà a raccogliere le 570 firme necessarie per correre alle elezioni politiche di novembre, figurarsi a conquistare i 60.000 voti necessari per l’attribuzione di un seggio in parlamento.
Ma al di là di questo la domanda ritorna: quali sono i limiti della democrazia? E’ veramente possibile immaginare di poter bandire associazioni o partiti politici qualora essi dichiarino esplicitamente di accettare le regole del confronto democratico, che tendano cioè a far abrogare leggi o a modifiche costituzionali esclusivamente sulla base del consenso espresso dai cittadini? In caso affermativo cosa rimarrebbe della democrazia propriamente detta?
Più volte, in Italia come altrove, sono state varate leggi speciali che hanno limitato le libertà delle persone. In questi casi gli stati e le forze politiche chiesero ai cittadini, attraverso i loro rappresentanti in parlamento, una generale restrizione delle loro libertà, per contrastare il dilagare del terrorismo politico o della criminalità.
Una cosa del genere avviene ancora oggi in molti paesi. Prendiamo ad esempio gli Stati Uniti d’America, per molti aspetti il paese più democratico che c’è, o quanto meno ritenuto tale da molti. Sotto la giurisdizione americana qualche centinaio di presunti terroristi islamici è tenuto prigioniero e viene quotidianamente torturato a Guantanamo, senza imputazioni di sorta e senza giudizio, violando così apertamente la Convenzione di Ginevra. Inoltre, sulla scia dei timori espressi dopo l’attentato alle Twin Towers, nelle biblioteche pubbliche americane vengono perfino schedate le letture dei cittadini. Dunque non è un’assurdità sostenere, come fa Antonino D’Anna, che ci sono dei limiti alla democrazia, almeno sulla base di ciò che viene comunemente inteso come “democrazia”. (..)
Di fatto sono molto disturbato dall’ipocrisia democratica.
In quanto ai bambini, visto il senso di civiltà che da sempre permea la società olandese, penso sia più facile proteggerli qui da un gruppetto di pedofili iscritti a un partito, che dalle grinfie di molti genitori nascosti altrove dalle mura domestiche.


Cari amici, ci chiediamo oramai da anni come lo scrittore Aldo Busi:

“(..) A che scopo discutere tanto di pedofilia e di sessualità dei bambini e di sessualità in generale in una società che non ammette il sesso neppure fra adolescenti consenzienti? in una società di adulti malati e schizofrenici che sui bambini di oggi si vendicano in ogni modo perché sono stati vittime a loro volta di quella blasfemia etica di origine cattolica secondo la quale fare all’amore (l’amore, capite?) è ancora “fare le cose sporche”? (..) E adesso, dopo questa campagna scriteriata contro la pedofilia confusa con la criminalità e l’aberrazione umana, che accadrà? Accadrà che anche il più blando dei pedofili, il nonnino del quartiere di imperitura memoria, che prima attirava i bambini nel sottoscala con una mela, gli dava una palpatina e poi li lasciava andare felici e contenti, adesso, prima ancora di attirarli, penserà a come e a dove nasconderne il cadavere”.
fonte indymedia, copyright Babilonia, settembre 1996. Ripubblicato per gentile concessione della rivista

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