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la stretta…s’allarga

Posted by innocenso su 06/07/2006

Porno online, negli USA si prepara la stretta

Washington (USA) 16/6/06 – Le spallate del procuratore generale al business delle luci rosse su Internet si concretizzano in una proposta di legge che introduce una serie di obblighi per i webmaster.
Bambini che incappano non volenti in immagini pornografiche, business che prolificano su spam e phishing a luci rosse: questi ed altri gli incubi che attanagliano le notti del Legislatore statunitense, ora pronto a sferrare un nuovo attacco ad alzo zero contro l’industria del porno su Internet, e ad assumersi tutte le responsabilità dei danni collaterali che tutto questo può produrre. Il cannone è una proposta di legge che avanza ora al Senato corroborata dalle
spinte antiporno che da mesi vengono sferrate dal procuratore generale Alberto Gonzales. La proposta, se diventasse legge, obbligherebbe i webmaster a inserire in modo chiaro ed evidente un bollino-disclaimer su ogni singola pagina sulla quale siano presentati materiali hard. (..) Per quanto riguarda i webmaster, coloro che si renderanno colpevoli di negligenza, non ponendo alcun avvertimento, rischieranno fino a 15-20 anni di prigione. La proposta è accolta con scetticismo dagli esperti, secondo cui dimostra la scarsa dimestichezza del Legislatore con la rete. Le associazioni statunitensi per i diritti civili se ne sono accorte. Da quest’ultime infatti piovono critiche e appelli alla libertà di espressione. David Greene, avvocato, sottolinea come questa legge, che non pone alcun confine tra pornografia e arte, possa far recedere molti artisti come pittori e fotografi dal pubblicare i loro lavori, per paura che possano essere classificati come pornografici e quindi penalmente perseguibili. Uno degli aspetti più controversi della legge è la data retention. Gonzales e i senatori ritengono che i provider debbano trattenere per un periodo di tempo non precisato i dati dei navigatori , per consentire alle autorità di intervenire in caso di infrazioni. Da parte loro, i provider tengono botta e dichiarano di voler cooperare con le forze dell’ordine, ma hanno già sottolineato di volersi opporre alla proposta, avanzata del Governo, di creare un sistema di rating degli ISP basato sulle violazioni riscontrate nella loro attività. Se da una parte questa legge tende a preservare gli utenti meno esperti che non hanno le idee molto chiare sul da farsi una volta collegati, dall’altra sembra restringere la libertà di navigatori più esperti che hanno esigenze diverse e penalizza gli ISP, che certo non possono tenere sotto controllo tutto il proprio network. La speranza dei gruppi che si battono per i diritti digitali è che l’iter della normativa consenta di integrare tutele e garanzie per la libera navigazione in Internet.

tratto da punto informatico

In foto una non improbabile riunione (preparatoria del disegno di legge) con il Presidente. Presenti i quattro gatti repubblicani, che sperimentano prima di approvare (mi sembra giusto, no?)

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