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divagazioni

Posted by innocenso su 03/07/2006

Il vescovo Michele Pennisi, in visita ad Enna, parlando del 13enne ucciso a dicembre a Barrafranca, ha così risposto al giornalista: cosa la chiesa può fare per loro? «E’ stato un evento drammatico, sono intervenuto ai funerali, a manifestazioni pubbliche e in assemblee con gruppi di volontariato del luogo, sotto c’è una situazione sociale e familiare degradata, una situazione di non famiglia- afferma il vescovo che aggiungeil sesso libero e la pornografia può devastare la coscienza, è importante superare il clima di omertà con la collaborazione scuola, famiglia e chiesa». (da www.vivienna.it del 24/5/06) Poi ha continuato: «La famiglia è fondata sul matrimonio tra uomo e donna; dietro la propaganda ideologica dei Pacs si tirano in ballo perché vogliono avere riconoscimenti giuridici per adottare figli: questo va contro la costituzione e penso che sia un regresso anziché progresso»

Questi salti consueti degli alti prelati dal fatto ad idee molto controverse su cui osano pronunciarsi con cotanta sicurezza, mi fanno pensare agli spasmi ideologici che più di recente anche il vescovo di Gravina in Puglia, Mario Paciello, ha espresso nella “lettera a Francesco e Salvatore” (inviata per conoscenza al Presidente della Repubblica il 10/6/06), utilizzando tragedie come una ulteriore scomparsa di minori per lanciare nuovi anatemi: “i primi nemici dei bambini e della vita nascente sono quelli che riconoscono famiglie che non sono famiglie, ricompongono famiglie con pezzi di famiglie sfasciate; autorizzano medici e genitori ad eliminare arrivi non voluti o che si presentano con qualche difetto” (…).

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