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sex bomb sex bomb

Posted by innocenso su 01/06/2006

Il terrorismo dei kamikaze? bombe caricate a eros

01 marzo – La privazione del sesso può avere un ruolo nell’ondata di violenza suicida scatenata dall’Islam integralista. Un fattore che per lo storico Ian Buruma* si aggiunge alla mancanza di lavoro e all’umiliazione sociale nel delineare la pericolosa figura del «perdente radicale»

La masturbazione porta al terrorismo suicida? Sembrerebbe di no. Ma potrebbe esserci un legame tra l’inadeguatezza o la frustrazione sessuale e la spinta verso l’estremismo violento. (…)
La privazione sessuale può avere un ruolo nell’attuale ondata di violenza suicida liberata dalla causa palestinese e dall’islamismo rivoluzionario. La prospettiva allettante di possedere le più incantevoli vergini del paradiso viene fatta balenare di proposito agli occhi dei giovani addestrati per la morte violenta. E anche coloro che non vengono addestrati ad uccidere e morire spesso vivono in società autoritarie in cui il sesso prima del matrimonio è severamente proibito. L’accesso a MTV, a Internet, ai dvd e alla pubblicità globale rinforza la convinzione che gli occidentali vivano in un giardino degenerato di delizie peccaminose. Questo può provocare un misto di rabbia e invidia. Capita che a rabbia esploda in orge di violenza orchestrate con cura. Si dice che Mohammed Atta abbia visitato uno strip-tease bar prima di schiantarsi con un aereo contro le Torri Gemelle.
Forse ha voluto dare un morso al frutto proibito prima della propria estinzione terrena.
Questo non significa che la frustrazione sessuale o la misoginia intransigente portino direttamente all’eccidio. Se così fosse, vivremmo in un mondo decisamente pericoloso. (…)

Questo elemento si spiega meglio ricordando l’omicidio ad Amsterdam del regista olandese Theo Van Gogh. Il suo assassino, Mohammed Bouyeri, è nato in Olanda da genitori marocchini. Da ragazzino provò a conformarsi alla cultura della sua città natale. Si ubriacava, fumava marijuana e cercava di sedurre le ragazze olandesi. In fondo, tutto nella cultura, dalla musica pop agli spot pubblicitari, promette sesso. Questo mondo è molto diverso da quello di casa, dove la pia madre e le caste sorelle vanno protette da occhi lascivi. Ma le cose cominciarono a mettersi male per Mohammed. Le ragazze olandesi non erano facili come pensava. Perdeva progressivamente interesse allo studio. Ci furono aspri scontri con la polizia e sua sorella si trovò un ragazzo. Questo lo fece infuriare. Si sentiva disonorato, inutile, escluso. La ragione per cui Van Gogh divenne il bersaglio di Mohammed fu un cortometraggio girato con la politica di origine somala Ayaan Hirsi Ali, che ne scrisse la sceneggiatura. Il film, Submission, mostrava testi coranici proiettati sui corpi seminudi di donne velate che avevano subito maltrattamenti da parte di uomini. Hirsi Ali attacca l’Islam per la sottomissione sessuale delle donne e il maschilismo frustrato e maldestro degli uomini. Il suo approccio alla società europea secolarizzata è opposto a quello di Mohammed. Laddove lei vede liberazione — soprattutto liberazione sessuale — lui vede disonore, decadenza, impurità e confusione. La libertà della vita in Olanda ha permesso a lei di prosperare, mentre lui si è sentito piccolo e pieno di rancore. Ecco perché ha provato il desiderio di distruggerla, e con lei la civiltà che lo ha fatto sentire un perdente radicale.

Ian Buruma è scrittore e docente di diritti umani al Bard College di New York

fonte corriere della sera

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