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serie iniziative

Posted by innocenso su 29/04/2006

Imprescrittibilità pornografia infantile: riuscita iniziativa

BERNA – La Cancelleria federale ha comunicato nel pomeriggio la riuscita formale dell’iniziativa popolare “per l’imprescrittibilità dei reati di pornografia infantile”, depositata il primo marzo scorso. Delle 120’175 firme raccolte, 119’375 sono valide. Quest’iniziativa, depositata dall’associazione “Marche Blanche”, chiede l’imprescrittibilità dell’azione penale e della pena per gli autori di reati sessuali o di pornografia commessi su fanciulli impuberi. Rendendo possibile un’azione giudiziaria in ogni momento, “Marche Blanche” intende impedire che gli atti di pedofilia sfuggano a una sanzione.
da swiss info, 31/3/2006

Una iniziativa a mio parere apparentemente condivisibile, in quanto rispetta il buon senso (almeno così pare dalla sommaria notizia) facendo riferimento a “fanciulli impuberi” e non a generiche legalistiche formule di “minori” slegate da qualsiasi realtà di effettiva maturazione sessuale . A sua volta però la notizia giornalistica non precisa come dovrebbe comportarsi la legge in merito a foto artistiche di bambini nudi (ben presenti sulle spiagge in carne ed ossa), ripresi nella loro splendida espressiva naturalezza (senza, cioè, la compresenza di adulti che confermerebbero presuntivamente un potenziale sfruttamento economico o per eccitazione sessuale).

“La parola “pedofilia” è spesso male interpretata. Secondo il “Grande dizionario della lingua italiana” (Utet), “La pedofilia è una deviazione sessuale in cui si manifesta un interesse erotico per fanciulli impuberi maschi o femmine, talora limitato al desiderio o al tentativo di seduzione, oppure unito a esibizionismo, a sadismo, a feticismo”. Ho sottolineato la parola “impuberi”: il pedofilo ha interesse per bambini che non sono ancora arrivati alla pubertà”. (da Clotilde Buraggi, psicoterapeuta)

Lo stesso autore dell’articolo “l’inferno della pedofilia” saggiamente continua:

“E’ interessante rilevare che i quotidiani hanno spesso enfatizzato le risultanze dei rapporti sulla pedofilia, anche confondendo, in non pochi casi, tra abuso sessuale e abuso di altro tipo (maltrattamenti, non accudimento ecc.). Questo è apparso particolarmente evidente nei titoli, che, come è noto, non sono fatti dall’estensore dell’articolo e sono spesso estremizzati per suscitare l’interesse del pubblico. Lo dico non certo per diminuire la portata del fenomeno ma per sottolineare un’esigenza di serietà di fronte a un argomento tanto complesso e drammatico. Non sempre i media, purtroppo, fanno un serio lavoro di denuncia e di documentazione. Riguardo alla pedofilia, mi pare che, almeno a livello di opinione pubblica, siano stati prodotti molto panico e molta indignazione, che hanno trovato scarico in una voglia diffusa di linciaggio e di pena di morte, più che in un reale desiderio di conoscere il fenomeno, per essere in grado di proteggere i bambini; e di proteggerli in nome di un dovere della collettività, che ha anche l’obbligo morale di denunciare una violenza che avviene all’interno di un’altra famiglia quando se ne abbia conoscenza. Purtroppo in questa società che consuma tutto in fretta, che ricorda poco, ci si interessa dei fenomeni quando se ne parla nei titoli di testa dei quotidiani, o sono in prima posizione nei telegiornali, poi perdono di interesse.
Ciò può generare atteggiamenti non equilibrati di paura e di diffidenza, esprimendosi magari nei confronti di ogni nuova possibile conoscenza da parte dei bambini, e rinchiudendo i piccoli nella cerchia esclusiva della famiglia, con la conseguenza di impedire loro la relazionalità indispensabile allo sviluppo. O, anche, generare nei genitori e nei nonni, un eccesso di ansia, che, paradossalmente, può portare a negare il fenomeno, e può inibire una ponderata e oculata protezione, sempre necessaria nei confronti dei minori”.

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