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ira(n) funesta, un appello

Posted by innocenso su 21/04/2006

Ragazzo di 20 anni fugge dall’Iran e chiede asilo in Europa: richiesta di aiuto

La polizia irrompe, fa una retata: è un incontro tra ragazzi gay per discutere della repressione del regime ai danni degli omosessuali. In carcere iniziano le torture fisiche e psicologiche. Siamo in Iran. Negli occhi di molti di noi sono ancora vive le immagini dei due giovani impiccati che lo scorso anno hanno fatto il giro del mondo. I ragazzi presi dai poliziotti rischiano di fare la stessa fine. Il padre di uno di loro paga la cauzione e lo fa uscire. Ma solo per un motivo: non sa quale sia l’accusa nei confronti del figlio. Non appena lo scopre, si scatena. Gli sequestra i documenti. Fa i nomi dei suoi amici alla polizia. Il giovane fugge. Rischia una morte orribile. Arriva in Svizzera, chiede asilo politico. Gli viene negato, perché per lui non è stata emessa una condanna. Siamo al paradosso: se fosse stato condannato, non avrebbe chiesto asilo, ma sarebbe stato giustiziato. Il giovane che ha appena 23 anni è allo stremo. Senza più sussidi né possibilità di lavorare, potrebbe essere rispedito in Iran. A raccontare la storia di Z.M. è Stefano Fabeni, responsabile del programma Glbt (gay, lesbiche, bisex e trans) dell’organizzazione Global Rights, da mesi in strettissimo contatto con il ragazzo (…)

Chi fosse interessato a fornire aiuti a Z.M. può contattare Sergio Rovasio (s.rovasio@radicali.it)

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