Sex Libertatis

diritti doveri e libertà sessuali

  • CONTATTO

    sexlibertatis@tiscali.it
  • Categorie

  • Archivio

  • Sottoscrivi

  • Commenti recenti

  • Scopi del blog

    Un contributo al dibattito e alla difesa delle libertà sessuali, in alternativa alle controproducenti censure. Per interrogarsi sulle diverse forme del fondamentalismo. "Sex libertatis" come variazione sul tema "lex libertatis", una famosa definizione latina dell'amore. Il sito non ha intenti diffamatori nè incita a violare le leggi vigenti.
  • Diritti d’autore

    I diritti di tutte le immagini (quando vi sia riconoscibilita' certa) e gli altri contenuti (testi) qui riprodotti o semplicemente collegati appartengono ai rispettivi titolari che possono chiederne, a semplice richiesta, la rettifica o la cancellazione.
  • Copyrights

    Sexlibertatis claims no credit for any images featured on this site. All visual content is copyright of the owners. If you demonstrate rights to any of the images, and do not wish them to appear (also) on this blog, please contact Sexlibertatis via e-mail and they will be rectified or removed.
  • Statistiche

    • 304,176 Visite dal 12/11/2007
  • Amministrazione

in tanti…per "nobili" intenti…

Posted by innocenso su 06/02/2006

La Commissione Giustizia della Camera il 23 gennaio ha approvato il disegno di legge sulle misure di contrasto alla pedofilia ed alla pedopornografia on line. Una legge che delinea una decisa strategia di contrasto al complesso fenomeno della diffusione della pornografia infantile e del coinvolgimento di minori nel mercato ad essa connesso.

  • E’ stata prevista l’interdizione perpetua dall’attività nelle scuole di ogni ordine e grado e negli uffici o servizi in istituzioni o strutture prevalentemente frequentate da minori per le persone condannate per questo tipo di reati.
  • Si prevede inoltre l’esclusione del patteggiamento per i reati di sfruttamento sessuale.
  • Con l’intento di dotare la magistratura e le forze dell’ordine di strumenti sempre più efficaci per contrastare il fenomeno degli abusi sessuali sui minori e dello sfruttamento di questi nella diffusione di materiale pornografico, il provvedimento estende la protezione accordata al minore sino al compimento del diciottesimo anno di età;
  • amplia la nozione di pornografia infantile ed il suo ambito;
  • individua elementi costitutivi del reato di sfruttamento sessuale di minori, comuni a tutti gli Stati dell’Unione;
  • prevede sanzioni adeguate nonché imputazione di responsabilità anche a persone giuridiche.
  • Presso il ministero dell’Interno viene costituito il Centro nazionale per il monitoraggio della pornografia minorile su internet, con il compito di raccogliere segnalazioni, anche provenienti dall’estero, sull’andamento del fenomeno su rete, e vengono previste altresì iniziative finalizzate ad impedire la diffusione e la commercializzazione dei prodotti pedopornografici via internet: tra queste ha particolare rilievo un sistema di controllo e disattivazione di mezzi informatizzati di pagamento, carte di credito ed altro, tramite una stretta collaborazione fra Banca d’Italia, Ufficio italiano cambi, Ente Poste, istituti di credito e strutture di polizia.
  • “Sarà più difficile veicolare immagini riprovevoli su internet” “Con questo provvedimento sarà difficile veicolare immagini pedopornografiche su Internet e, quindi, la Rete sarà più sicura e agibile con maggior serenità nelle famiglie“. Così Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, ha commentato il disegno di legge “in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo Internet”, appena approvato dal Consiglio dei Ministri. “Questa è una vera e propria sfida non solo per la prevenzione e la repressione dell’uso illecito e riprovevole di Internet, ma anche per la massima valorizzazione e diffusione delle opportunità che la Rete consente in molti settori, dalla comunicazione alla conoscenza, dall’internazionalizzazione al miglioramento dei rapporti culturali”, ha aggiunto Stanca. Il ministro ha infine sottolineato che “il provvedimento affronta in maniera organica il delicato problema disponendo una serie di precisi in-terventi, non solo amministrativi ma anche tecnico-organizzativi che renderanno molto più difficile rispetto al passato esercitare queste attività illecite e, di conseguenza, si favorirà un uso più diffuso e sereno delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione“.

Fonte Governo

Staremo a vedere come finirà, dinanzi a cotanto spreco di politichese che nulla concede alla riflessione e all’esperienza concreta. Spero nel nome dell’innocenza e dell’inviolabilità che le prime vittime non siano i tanti bambini che vivono i più disparati drammi aggravati da dimenticanza istituzionale…per rincorrere…i “POL” (Pedofili On Line –> che proprio come poveri POLLI incapperanno in una legge incomprensibilmente severa)

Franco Carlini sul Manifesto (5/5/05) aveva riflettuto e già desunto che la situazione fosse molto grave:

Un piccolo manipolo di pubblici ministeri variamente sparpagliati per la penisola, e unificati dall’ignoranza delle tecnologie digitali, da tempo esercita il proprio potere contro la comunicazione. Il magistrato che sta chiedendo l’impossibile chiusura di Indymedia Italia è solo l’ultimo di questi. Succede dunque che di fronte a ipotesi di reato come la semplice diffamazione o il vilipendio, molti di loro non si limitino a procedere per “analogia”, ma applichino alla rete provvedimenti estensivi che non esistono invece per la carta stampata o altri media. Di fronte a una pagina “colpevole” (ma poi i magistrati giudicanti dovranno giudicare se è tale davvero), e volendo interrompere la prosecuzione del reato, non si limitano a ordinarne l’eliminazione o l’oscuramento, ma chiudono l’intero sito che la ospita. Spesso sequestrano tutto il server, ovvero il computer dove quei materiali sono depositati, il quale magari ospitava anche altre decine di siti, diversi e “innocenti”. E’ come se, di fronte a una vignetta vilipendiosa di Vauro – per citare un amico – un PM chiudesse insieme la tipografia, l’archivio storico e i furgoni che portano in edicola le copie del “Manifesto”. In un server infatti, tutte queste funzioni sono concentrate in un’unica macchina. Dunque mentre la rete dovrebbe teoricamente offrire maggiori spazi di libertà e dare voce a tutti, vengono inventate norme e procedure che non si applicano al resto del mondo reale. E’ il caso per esempio della nuova definizione di pornografia infantile appena varata dalla Commissione Giustizia della Camera, la quale definizione d’ora in poi comprenderà non solo le foto vere di bambini veri, ma anche le immagini sintetiche create al computer e diffuse via Internet. In generale succede in sostanza questo: le leggi già ci sono e doverosamente sanzionano in maniera adeguata molti reati, tuttavia, quando c’è di mezzo Internet, molti legislatori e magistrati sentono l’irrefrenabile esigenza di fare di più, e cioè di creare una legislazione ad hoc, quasi che la rete fosse un’aggravante. Questo atteggiamento in parte è dovuto a incultura del mezzo, anche se questo dopo dieci anni di web comincia a non essere più ammissibile. In parte invece è dovuto a un pregiudizio largamente diffuso e non solo tra i magistrati. Persino i giornalisti, altra categoria storicamente refrattaria al nuovo, ormai hanno imparato ad usarla, ad apprezzarla o comunque a valutarla. Quanto alle polizie, hanno ormai alte capacità tecniche contro i crimini specifici della rete e conoscendo il mezzo sono spesso in grado di calibrare gli interventi senza comprimere altri valori protetti, quali la libertà di manifestazione del pensiero. Invece altri poteri ben costituiti (governanti e giudici) in rete vedono solo o prevalentemente minacce e pericoli, talora saranno i “pirati del copyright”, talaltra saranno le dure ma già note vignette contro il neo papa di Roma, talaltra persino un corsivo pesantemente ironico verso Johnny Dorelli (anche questo è successo). Oltre a tutto, tanto accanimento è quasi sempre inutile: per ogni sito chiuso scatta la solidarietà e soprattutto il mirroring da parte di altri siti amici che si fanno specchio (mirror) di quello colpito ingiustamente. Magari sono oltre frontiera e tutti ci ricordano praticamente che “information must be free”. Allora ci deve essere qualcosa di più: l’Internet non è certo rivoluzionaria, ma certo è destabilizzante rispetto alle modalità di comunicazione di ieri l’altro. E quando le persone e i gruppi prendono la parola e si fanno reporter dal mondo turbano e destabilizzano un flusso dei media che si credeva ormai regolato e controllabile. (..) Ma di parti dichiarate c’è sempre più bisogno, non fosse altro che per polemizzarci, se del caso. L’anonimato fa impazzire i potenti e infatti, come ricordava Foucault, è anche per combattere i libelli anonimi che in Francia venne introdotto il diritto d’autore: in tal modo gli avversari dell’ordine sarebbero stati costretti a rivelarsi. Lo facevano i sovrani, lo fanno i regimi autoritari, ma sempre più spesso lo fanno anche le democrazie (..).

Una Risposta to “in tanti…per "nobili" intenti…”

  1. Anonymous said

    mi pare una legge liberticida che provocherà abusi della polizia e magistratura su innocui voyeurs che niente hanno a che fare con i pedofili,estendere ai 18 anni il concetto di pedofilia in internet
    significa criminalizzare migliaia di individui in modo che gli sbirri abbiano sempre un ingente numero di falsi criminali da perseguire!

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: