Sex Libertatis

diritti doveri e libertà sessuali

  • CONTATTO

    sexlibertatis@tiscali.it
  • Categorie

  • Archivio

  • Sottoscrivi

  • Commenti recenti

  • Scopi del blog

    Un contributo al dibattito e alla difesa delle libertà sessuali, in alternativa alle controproducenti censure. Per interrogarsi sulle diverse forme del fondamentalismo. "Sex libertatis" come variazione sul tema "lex libertatis", una famosa definizione latina dell'amore. Il sito non ha intenti diffamatori nè incita a violare le leggi vigenti.
  • Diritti d’autore

    I diritti di tutte le immagini (quando vi sia riconoscibilita' certa) e gli altri contenuti (testi) qui riprodotti o semplicemente collegati appartengono ai rispettivi titolari che possono chiederne, a semplice richiesta, la rettifica o la cancellazione.
  • Copyrights

    Sexlibertatis claims no credit for any images featured on this site. All visual content is copyright of the owners. If you demonstrate rights to any of the images, and do not wish them to appear (also) on this blog, please contact Sexlibertatis via e-mail and they will be rectified or removed.
  • Statistiche

    • 304,296 Visite dal 12/11/2007
  • Amministrazione

non volevo si dicesse che i miei figli mentivano

Posted by innocenso su 04/12/2005

PARIGI, 2/12/05 – È stato un “disastro” giudiziario: parola del ministro della giustizia francese Pascal Clement. Era stato invece presentato dal giovane magistrato – che nel 2001 aveva aperto l’inchiesta – come un giro di pedofilia enorme, forse internazionale, che nasceva nella periferia di Outreau, cittadina nel nord della Francia. Non era così: dei 17 imputati, 13 sono stati assolti – sette in primo grado, 6 oggi in appello – dopo essersi fatti molti mesi, fino a tre anni, di carcere preventivo. Vite rovinate, famiglie spezzate, uno degli indagati suicida in carcere. Un disastro.Alla fine i veri colpevoli sono solo quattro: due uomini e due donne, accusati di abusi sessuali dai bambini di una delle due coppie che, poi, avevano portato dentro tutti. La parola dei bambini è stata devastante.Una delle due donne, Myriam Badaoui, condannata in primo grado a 20 anni di prigione per aver abusato dei propri figli, ha detto nel corso del processo di appello di aver trascinato con sè persone totalmente innocenti. “Lo ammetto – ha dichiarato – ma non volevo che si dicesse che i miei figli mentivano“. È stato questo il colpo di scena che ha messo fine, qualche giorno fa, al cosiddetto scandalo d’Outreau, iniziato nel febbraio 2001: i due figli della Badaoui avevano infatti accusato i genitori, i vicini e altre 13 persone di aver abusato di loro. La donna, il suo ex marito Thierry Delay e la loro vicina di casa Aurelie Grenon avevano in un primo tempo sostenuto le dichiarazioni dei bambini, puntando il dito su questi presunti complici, alcuni dei quali ora ammettono “di non conoscere nemmeno”.
In pratica la giustizia francese ha corretto in appello quello che probabilmente passera alla storia come il più clamoroso errore giudiziario degli ultimi cinquant’anni. La corte di assise di appello ha assolto sei condannati per lo scandalo di pedofilia di Outreau accogliendo le richieste del procuratore generale di Parigi. . “Credo che possiamo di nuovo credere alla giustizia come ce la ricordavamo – ha detto Roselyne Godard prima del verdetto – quella giustizia a cui credevamo prima”. Il caso era partito dalle denunce di quattro bambini che avevano accusato di abusi sessuali diciassette persone, tra cui i propri genitori e un prete. Due minori hanno poi ritrattato le accuse. E i quattro condannati in via definitiva con le proprie dichiarazioni hanno scagionato gli altri imputati.I sei assolti di oggi hanno effettuato tre anni di carcerazione preventiva durante i quali hanno perso tutto dall’affetto dei cari al proprio patrimonio.

Guarda caso questa tragedia contiene in sè virus che da tempo ammalano il nostro diritto:
1) presunte e poco verificate violenze sessuali ai danni di bambini
2) volontà dei minori valida per la legge e per alcuni giudici secondo le convenienze
Tornano alla mente gli orrori dei cosiddetti “club degli abusologi” e le denunce di pochi coraggiosi
(vedi http://www.alessandrab.org/)
Il verbale tipo – dichiarò in un’intervista Pietro Forno, PM di Milano, in riferimento ad indagini su presunte violenze ai danni di bambini– potrei anche scriverlo prima di sentire l’imputato
vedi http://www.alessandrab.org/articoli%20forno/tempi-forno/cittadini%20al%20forno1.htm

Come non ricordare a tal proposito, le magistrali parole di Leonardo Sciascia:

Ogni cittadino, quale che sia la sua professione o mestiere, ha l’abito mentale della responsabilità. Che faccia un lavoro dipendente o che ne eserciti uno in proprio e liberamente, sa che di ogni errore deve rendere conto e pagarne il prezzo a misura della gravità e del danno che, alle istituzioni da cui dipende e alle persone cui ha prestato opera, ha arrecato, a parte l’amor proprio che ciascuno mette nel far bene il proprio lavoro. Ma un magistrato non solo non deve rendere conto dei propri errori e pagarne il prezzo, ma qualunque errore commesso non sarà remora alla sua carriera, che automaticamente percorrerà fino al vertice (…) Un rimedio, paradossale quanto si vuole, sarebbe quello di far fare ad ogni magistrato, una volta superate le prove d’esame e vinto il concorso, almeno tre giorni di carcere fra i comuni detenuti, e preferibilmente in carceri famigerate come l’Ucciardone o Poggioreale. Sarebbe indelebile esperienza, da suscitare acuta riflessione e doloroso rovello ogni volta che si sta per firmare un mandato di cattura o per stilare una sentenza. Ma mi rendo conto che contro un’utopia è utopia anche questa. Un rimedio più semplice sarebbe quello di caricare di responsabilità i magistrati senza preventivamente togliere loro l’indipendenza: e cioè di dare a ogni cittadino ingiustamente imputato, una volta che viene prosciolto per più o meno assoluta mancanza di indizi, la possibilità di rivalersi su coloro che lo hanno di fatto sequestrato e diffamato.

dal Corriere della Sera del 7 agosto 1983

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: